martedì 3 febbraio 2009

Povia & Sgarbi



“Bisogna essere chiari: chiunque scriva una poesia, una canzone, chiunque dipinga un quadro non ha l’obbligo di essere politicamente corretto. Altrimenti dovremmo giustificare la censura di una società rispondente ai principi cattolici nei confronti di Baudelaire. Esattamente come oggi qualcuno vorrebbe censurare chi non è politicamente corretto”.

Parola di Sgarbi.

Ok. Lo accetto.
Ma in cambio pretendo tassativamente, che Pancrazio canti questa canzone a Sanremo subito dopo Povia.

Io non ci posso, voglio credere che questo sia cosi mentecatto.
Ale!

5 commenti:

Riccardo ha detto...

Tenendo conto la mia poca stima per un personaggio del calibro di Sgarbi, secondo me quello che dice è un emerita C A Z Z A T A, perchè ai tempi di Boudelaire era la società preponderante,infarcita dell'ipocrisia clericale che cercava di censurare una minoranza di "pensanti" rappresentata dallo scrittore, esattamente come sta accadendo tuttora, dove si cerca di discriminare una minoranza rappresentata dagli omosessuali. Sgarbi quindi cerca di rivoltare la frittata a favore del povero Povia che viene censurato dai brutti e cattivi gay, perchè ovviamente sono loro a tenere le redini della censura in Italia, paese dove si interviene persino tagliuzzando i film a tematica gay perchè i baci omosessuali possono turbare i poveri bambini svegli alle 11 di sera...


Sul discorso "non politically correct" poi però non venga a querelare quando uscirà una canzone "Sgarbi è un idiota che non capisce un cazzo neppure di arte come invece vorrebbe far credere".

Lolò ha detto...

:D
Lol, Ric approvo in toto.

E non ci lasciare mai che con te teniamo alto il livello culturale del blog

Gigi ha detto...

Per uno che lo tiene su....ce n'è sempre un altro che lo porta rovinosamente giù. E parlo di livello culturale ovviamente. Non sia mai che si pensi che in questo blog ogni cosa sia tenuta su. L'ho abbassato abbastanza? No perchè altrimenti potrei continuare. Ma sono leggermente off topic? Mah...e provate a criticarmi, CAPRE! CULATTONI RACCOMANDATI! FASCISTI!

Rientro nella discussione, approvo Riccardo. E anche Lolò che approva Riccardo, così evito di scrivere un commento di 7000 parole per scrivere le stesse cose di Rick e un altro di 5000 per approvare ciò che scrive. Ah ma indirettamente lo sto facendo? Ehm si....Ah scusate, abbandono il blocco.

Gigi va via --------> picco di share xkè voltandosi ha mostrato il sedere. Ripresa dell'alto momento culturale.

Ciau Ragàààà. ma che ho scritto?

Verifica parola: Ladra (grazie computer sciocchino D'OH)

Anonimo ha detto...

Il dubbio non è tanto sulla libera espressione artistica. Non ci serviva Sgarbi per ricordare che nella libertà d'espressione può rientrare anche il politicamente scorretto.
Il problema è che l'artista si distingue per due tratti: il virtuosismo nel suo campo e la funzione di guida nella società per denuncia ed evoluzione della stessa.
Povia non è né un virtuoso né, tantomeno con questo suo testo, un visionario. Di qui la scarsa necessità di proprinare il suo messaggio reazionario ad un pubblico vasto tanto quanto un paese, Sgarbi.

signorino tumistufi ha detto...

bhe, sto sfigato di cantante parla di un ex gay.si presume perciò che ora sia cambiato, sia diventato eterosessuale e quindi più felice.
il testo non lo conosco, parlo per intuito e per sentito dire, ma se fosse così si va oltre la libertà di espressione, perchè il messaggio, anche poco subdolo, è che l'omosessualità sia una malattia che porta ad uno stato di infelicità, mentre la soluzione è pentirsi e diventare etero.
è un messaggio sbagliato, pericoloso, che si contraddisce clamorosamente con le teorie scientifiche e che ci riporta invece a teorie medievali, quindi da censura e stop!

fanculo ai liberali dell'ultimo secondo!