mercoledì 24 giugno 2009

Quando lo hai capito? (post per tutti)



Io sono convinto del nascere gay, o quanto meno del nascere con una sorta di predisposizione ad esserlo.
Vai a capire se e quanto i vari eventi della vita durante la crescita influenzano il nostro orientamento sessuale.
Io so solo che ho ricordi che risalgono già ai primi anni di elementari in cui non ero consapevole della mia natura ma probabilmente già lo ero.

Con i vari ragazzi del circondario del quartiere dove abitavo e dove sono tornato ad abitare, si giocava e si stava tutti i pomeriggi insieme. Le nostre età erano le più disparate, andavamo dai miei 6-7 anni fino ai 15-16 dei più grandi.
Mentre i più grandi facevano battute, riferimenti, gesti, toccate e ATTI VERI E PROPRI, io ero estremamente curioso ed estremamente attratto da tutto ciò.
Non scorderò mai quel giorno, dopo aver giocato a calcio, i più grandi dissero "regà andiamo tutti insieme alla casa abbandonata a fasse le seghe".... perdonate la finezza... riporto la realtà cosi com'era.
Insomma, lo fecero davvero, ma noi più piccoli ci fecero aspettare fuori.
Voi non potete capire QUANTO MORIVO DALLA VOGLIA DI VEDERE QUANTO ACCADEVA DIETRO A QUEL CANCELLO. Feci di tutto per sbirciare e forse ci riuscii.
La mia non era curiosità di bambino era proprio attrazione per il sesso maschile.
E CAXXO AVEVO SETTE ANNI, e NON SAPEVO COSA SIGNIFICASSE ORGASMO O SESSO.

La mia curiosità dovette sfociare con un compagno delle elementari. Circa in seconda o terza, non ricordo, non so come e chi apri' il discorso, ma ci ritrovammo spesso durante l'anno, in bagno insieme con i pantaloni calati a guardarci, toccarci sedere e pipino, perchè a quell'età giusto il pipino ce potevo avè, ma non come lo farei ora :D
Quella era solo una sorta di esplorazione dell'altro.

Non lo trovavo, gustoso ed eccitante come lo riterrei ora, ma solo una cosa che mi attirava verso la quale ero molto istintivo, sebbene non ne comprendessi l'accezione erotica.

Altri ricordi risalgono alle medie, li i primi peletti, i primi ormoncini, e i primi pensieri voluti ed evoluti.
La consapevolezza della mia omosessualità, all'epoca non era ancora matura, anzi era acerba e latente, ma la voglia di un approccio sessuale con una persona del mio stesso sesso mi era più che chiara.

Francesco biondo occhi azzurri, pelle chiara liscia.... quante ore perse a guardarlo, starci vicino per sentirne il profumo, immaginare di baciarlo....ecc.
Stessa cosa con con G. ed L.
Mi dicevo... Francesco lo baceresti?? SI SI SI. Sonia la baceresti?? No no ... eppure fino al primo superiore non ho razionalizzato la cosa con un "ok allora sei gay", o forse ne avevo paura.

Già a 9 - 10 anni un conoscente di famiglia, mi terrorizzò lanciandomi un " AHO NUN ME DIVENTA FROCIETTO PERCHE FA SCHIFO", non mi ricordo perchè e in che occasione solo che quella asserzione, mi fece fare tante preghierine dirette al creatore dei cieli pregandolo di non farmici diventare quel frocietto che tutti schifavano.

Fu' invece per altre esperienze analoghe che non vi sto a raccontare, che mi misi il targhet di DIECI autopiaceri sessuali dedicati ai miei compagni di classe delle medie, prima di promettere al creatore di interrompere qualsiasi atto impuro per sempre.

Io so' solo che non ci riuscii.... e mi sa che questo lo avete già percepito.......

In primo superiore, i primi sfottò, le prime chattate, i primi confronti con esseri viventi con il mio stesso (allora) "problema".... mi fecero capire che ero inesorabilmente OMOSESSUALE.
Non vado avanti perchè la prima puntata di "Alessandro's creek" parte proprio da qui!

Voi invece quando avete capito di esserlo??

O MEGLIO ANCORA... questo mi rende ancora più curioso.....

Quando avete capito di essere eterosessuali e non omo?

Ale!

24 commenti:

Davide ha detto...

Ma è una domanda da fare il giovedi mattina ?!? :D
In ogni caso credo di essermi reso conto che mi piacevano i ragazzi in seconda media. Però in maniera inconscia. Fino alle superiori non mi è venuto in mente che forse, visto che guardavo per strada solo ragazzi, io potessi essere gay. La consapevolezza di esserlo l'ho avuta in 3 liceo. L'accettazione ... beh quella ha aspettato ancora qualche anno. Diciamo all'università :D

MFace ha detto...

Bella domanda Ale, sono proprio curioso di vedere le risposte degli altri...
Io me ne sono accorto a 13 anni, non ricordo precisamente come, ma penso che inconsciamente ne fossi già consapevole, anche perchè le ragazze non mi interessavano (e interessano) nemmeno un po' sessualmente. E come se ad un tratto abbia realizzato di essere gay, senza un motivo preciso. Poi ho iniziato a pensare a come potessi esserlo diventato, ho scavato un po' nei miei ricordi d'infanzia e mi sono reso conto di esserlo sempre stato senza saperlo. Posso poi ritenermi fortunato, perchè mi sono accettato praticamente subito. Poi però per dirlo agli altri ci ho messo molti anni... Per ora lo sanno 4 persone, che l'hanno saputo l'estate scorsa, di cui una l'ha saputo attraverso una delle altre 3, che era rimasta talmente scossa che ha voluto parlargliene. Sono però sicuro che anche se non lo dico, se ne accorgano tutti xD

fabio ha detto...

ho provato una certa attrazione verso i maschi dai primi anni delle elementari, ricordo le prime palpatine (da sopra i vestiti ehe, ero molto casto!) a 7-8 anni...però allora non ci facevo neanche caso a tutto ciò, per me era normale come il fatto che provassi interesse anche verso le bimbe(non avevo però verso di loro certe pulsioni). alle medie la situazione rimase pressochè invariata. un cambiamento ci fu verso i 13-14 anni quando mi resi conto veramente della mia omosessualità, tentai di farmi piacere delle ragazze ma niente da fare...frocio perso!! non ho mai avuto problemi per l'accettazione visto che come ho detto primo l'ho sempre reputata parte di me.

Sciukri ha detto...

Eh sì, è una domanda difficile. Ma credo che per molti sia andata allo stesso modo. Non scopri a un certo punto di essere gay, ma è come un puzzle che un po' alla volta viene completato. Anch'io "inconsciamente" l'ho sempre saputo ma ho dovuto aspettare i 20 anni per dichiararlo a me stesso. Ricordo che i primi "incontri ravvicinati di un certo tipo", li ho avuti attorno ai 7/8 anni. Lui ne aveva 6 più di me quindi era già diventato "signorino". Me lo faceva vedere eretto: per me era enorme, era bellissimo, avrei voluto farci... non so cosa (e in realtà qualcosa è successa... ah, ricordi d'infanzia!), ma l'attrazione era fortissima. Quando faceva la doccia cercavo di spiarlo dalla finestra... tutto ciò mi piaceva da morire, però non sapevo spiegarmi il motivo.
In sintesi: ma quanti anni abbiamo sprecato alla ricerca di un pelo di f**a mentre i pisellini erano - proprio come dice lo spot della Vodafone - TUTTI INTORNO A TE.

Aladar ha detto...

Ciao Ale, bello parlare di cose serie, a volte...
La risposta alla tua domanda, per quel che mi riguarda, non è diversa dalla maggioranza. Anche per me credo che la consapevolezza di essere 'diverso' dai miei (pochi) amichetti ce l'ho avuta sempre. Devo le mie prime e acerbe esperienze alla lussuria di un prete della mia parrocchia, che dopo la messa mi accompagnava nella sua stanza e passava una mezz'oretta ad accarezzarmi e baciarmi. Il mio apporto era piuttosto scarso visto che avevo 8 anni. E' durato poco perchè poi è stato trasferito. Alle medie invece, con le prime pippette, si è fatto più chiara la direzione del mio desiderio, e visto che pensavo di essere praticamente l'unico al mondo, a parte il prete, è lui che sono andato a ricercare. E il gioco del destino ha voluto che fosse a roma in quei giorni. E' stato il mio primo rapporto orale (sconvolgente per la verità). Da quell'episodio, a tredici anni, fino all'età di 22 mi sono represso cercano la mia metà in una ragazza, sempre diversa e senza mai trovarla. Poi ho detto basta. Mi sono messo a frequentare le discoteche e ho scoperto un mondo nuovo, bellissimo colorato e pieno di ragazzi pronti a dividere con me in tutto o in parte il loro percorso di vita. In fondo l'accettazione è venuta da sola appena scoperto di non essere solo!
Al pride Vladimir ha detto che quella manifestazione andava dedicata ad un ragazzo di 16 anni della provincia profonda italiana, che si malediceva per essere 'Frocio', perchè capisca che essere gay è meglio che fingersi etero, e perchè si renda conto che non è solo. Condivido in pieno.

Lolò ha detto...

Ma questo è un PREQUEL!

alessandra ha detto...

io ricordo che già all'asilo ero attratta dai bambini. avevo circa quattro anni ma ricordo benissimo la mia "cottarella"!era un bambino che si chiamava marco, biondo con gli occhi azzurri, praticamente il principe delle fiabe di cui mi nutrivo a quell'età!anche io credo ci si nasca con un certo orientamento sessuale, o che a limite si formi nei primissimi anni di età, ma non ho idea in relazione a cosa!

ALESSIO ha detto...

mmm...i primi "fremiti" a 7 anni, la consapevolezza a 16. Ma ci ho messo anni ad accettarlo :)

Anonimo ha detto...

non è che me ne resi conto (ero troppo piccolo) ma le mie prime manifestazioni gay affondano le proprie radici quando avevo 4 anni: mi infilavo le scarpe con i tacchi di mia madre, inserivo il mio pistolino tra le cosce alla stregua di una piccola figa e mostravo il culetto a tutti i miei amichetti dell'asilo. inoltre giocavo con le bambole di mia cugina e mi innamoravo perdutamente di tutti i manga giapponesi, protagonisti dei cartoni animati (primo fra tutti...terence di candy candy). dopo una bella infanzia, decisamente arzilla e poco problematica (proprio perhè ero inconsapevole della mia vera natura e non avevo sovrastrutture soffocanti) ho iniziato la frustrante repressione del mio vero essere: appartenevo ad una famiglia ultraconservatrice, retriva, molto machista e omofobica (4 fratelli, tutti maschi). le mie prime esperienze le ho avute con mio fratello più grande che a 8anni mi portava con se in camera e mi limonava. lui però è rimasto etero...io sono na frocia persa. poi il mio primo contatto fisico a 14 anni con un ragazzino della parrocchia rigorosamente etero che però aveva voglie indomite e quindi per lui, rappresentavo una bella valvola di sfogo, dato che io ero innamorato e cedevo alle sue richieste. l'adolescenza è stato un periodo bruttissimo, mi sentivo un vero e proprio scherzo della natura. ho continuato a pensarlo anche in età matura, quando sono andato all'università. la vera e propria accettazione è avvenuta, tristemente, tramite internet, pochi anni fa, quando mi si è aperto tutto un mondo: ho capito che esistono tanti gay come me e soprattutto che avevo buttato alle ortiche gli anni più belli della mia vita. spasmodicamente ho iniziato ad incontrare diversi ragazzi, mi sono confrontato e finalmente ho compreso che non ero una particolare forma aliena catapultata sulla terra non so da quale lontano pianeta della galassia. ho fatto sesso una sola volta nella mia vita...ora mi dò alla castità...mi sono accettato ma non credo nell'amore tra simili. cerco soltanto di vivere la mia dimensione nella maniera più naturale possibile, senza più traumi e paranoie. in definitiva, sono nato frocio, cresciuto frocio, finirò dentro la bara frocio...e quando mi cremeranno..anche le mie polveri saranno frocie.

zio william

MFace ha detto...

Ma sono l'unico ad essermene accorto senza alcun tipo di contatto con altri ragazzi ?? Avete parlato di contatti fisici altri bambini, ragazzi, preti... Io invece ho realizzato il tutto da solo xD Sarò io che sono molto timido ed introverso, ma non ho mai avuto nessun rapporto omosessuale prima della certezza di esserlo...

Anonimo ha detto...

Alle elememtari avevo proposto ad un compagno di classe di chiuderci in bagno e toccarci, poi non se ne è fatto più niente e io ho rimosso...poi quando alle medie ho cominciato a farmi le seghe pensando di limonare compagni ,aschi mi è venuto qualche sospetto ma ho fatto finta di nulla ed al liceo sono stato due anni con una ragazza ma alla fine ho dovuto arrendermi all'evidenza e ammettere la mia omosessualità...

Lolò ha detto...

@Zio Will: Ciao will, è da un pò che nn ci si sente. Grazie per la testimonianza, mi ha colpito. :)
Un saluto

Anonimo ha detto...

Ciao Ale e Lolò sono Raffaele e ho 18 anni, sono delle Marche. Da alcuni giorni seguo il vostro blog con interesse e leggo i vostri post con attenzione, vi ammiro molto e sono molto contento per voi due siccome vivete felici insieme da anni. Vi faccio i miei complimenti. Io sulla mia omosessualità ho un pò da dire, lo sono sempre stato anche io fin da piccolo ed è vero che c'è una componente genetica, è uguale per gli animali e lo so benissimo perchè sono animalista. Io da come ho detto ho sempre avuto attrazzione per i maschi fin da piccolo, mi ricordo spesso quando guardavo i film con la famiglia e quando notavo un bel ragazzo mi si aprivano gli occhi. Ne sono stato indifferente per anni, poi verso i 13-14 anni ho iniziato ad accorgermene ma ne ero indifferente, sentendo i commenti negativi sell' omosessualità pensavo a non volerlo essere finchè con la crescita mi sono aperto di più la mente e mi sono accettato. All' inizio avevo paura della reazione di qualche parente e della famiglia ma ho capito come doverli affrontare, con mio padre e i parenti paterni che sono molti e so che mi accetterebbero, sono anche molto legato a loro, infatti non sono omofobi. La situazione è diversa con mia madre e i 5 parenti materni che sono persone bigotte e non tollerano molto l'omosessualità, mi madre so che riuscirò a fargli comprendere tutto quanto e gia mi sto organizzando, con i parenti materni che sono pochi e sono anche distaccato da loro sarà complicato, mio zio è un diacono con la testa spostata e so che sarà difficile, sarà difficile ma credo di meno con la zia e i suoi figli ma so come affrontarli, mi scasseranno un pò ma riuscirò a sedarli. Quando sarò pronto e avrò una relazione mi dichiarerò. Quando non ero a perfetta conoscenza della mia omosessualità pensavo che mi sarei sposato in futuro con una donna, però avevo paura di essere tradito da lei e di litigarci osservando molte coppie eterosessuali, quindi avevo paura di far la fine di molti mariti. Poi quando ho accettato la mia omosessualità mi sono sentito più sollevato, poi in una relazione omosessuale si hanno meno complicazioni, a lui posso raccontare tutto di me e molto altro ancora..
Ciao a tutti!!!

Alessandro! ha detto...

Grazie di tutti i Vostri commenti interessanti e utili per confermare quanto tutti già sapevano.
Siamo sempre stati froci inside.

Ben arrivato nella varipinta famiglia di blog^2 giovane Raf!!!!

Ale

Manu ha detto...

Post interessantissimo perchè mi fa rivivere le poche esperienze fatte.
Vivere in un paesino di 400 anime era ed è difficile x un ragazzino normale, potete immaginare x uno che voleva solo giocare al "dottore" con i maschietti. Le femminuccie.....e chi le guardava?????
Alle medie non ho avuto particolari esperienze se non le solite pippe: mi ricordo però chiaramente come un prete in collegio mi ha guardato il pelo pubico, facendomi i complimenti x la folta peluria....non ho fatto caso in quel momento, ma con il passar del tempo mi son chiesto che desideri passassero nella testa di questo tizio; comunque si era limitato a complimenti senza mai toccarmi.
Nelle superiori x dimostrare a me stesso oltre che agli altri CHE ERO ETERO mi son messo con una ragazza (rossa, lentigginosa, calda, che si strusciava ogni qualvolta fossimo appartati) che comunque è riuscita a soddisfare i miei istinti sessuali: ma io nn pensavo a lei ma ai più fighi del liceo!
L'esplosione del mio capire il mio status l'ho scoperto sotto la naia. Marò sarei stato sempre nelle docce XD......e non x pulirle eehhhhhhh.
Le vicende personali di famiglia poi mi hanno costretto a vivere in modo "del tutto inadeguato" la mia sessualità...... Ma spero e mi auguro di essere ancora in tempo!!

signorino tumistufi ha detto...

Fino ai 16 anni mi attraevano molto i maschi, e.., anche se molto meno, le ragazze (son stato fidanzato con una ragazza a distanza, e mi mancava da morire).
Fino a quell'età però non ho mai avuto esperienze omosex (tranne le seghe tra amici, palapatine, occhi indiscreti ecc...), ma ho avuto solo quelle etero.
Arrivato il 2003 (è stato il mio anno di cambiamenti drastici e positivi) mi sono innamorato perdutamente di un mio amico (gay, mascherato etero), e a questo punto ho capito di essere gay.
Dal 2003 non ho mai più avuto esperienze con donne, e non mi passerebbe neanche in mente di farlo.
Da due anni frequento molto spesso locali gay, ho fatto molte conoscenze di ogni tipo, mi son dichiarato ai miei migliori amici...e i miei vecchi amici della "compagnia etero" li vedo sempre meno.

Maurizio ha detto...

mmmm... raccontare come io sia arrivato fino al punto dove sono è decisamente strano.
Come per tutte le cose che ci accadono con naturalezza non ci si accorge del momento esatto in cui ci succedono, ma viviamo il "post", con la percezione restrospettiva, che certe sensazioni ci siano sempre state.
Delineare il momento preciso è senza dubbio arduo per me, anche perchè come ha detto qualcuno, sembra quasi il completamento di un puzzle.. o l'essenza di un romanzo che viene capito e fatto proprio solo all'ultima riga.
Pensandoci ora credo che le prime attrazione platoniche siano state al tempo delle medie, credo in seconda media, per il ragazzo che si unì alla nostra classe.
I ricordi sono decisamente sfocati, e poco chiari, quindi se mi inoltrassi in dettagli , finirei per allontanarmi dalla verità e cadere nel romanzato...:-)
PEr capire la mia esperienza, ed il mio processo di accettazione bisogna dire che prima che "ciò" accadesse, sebbene sempre integrato mi son sentito sempre diverso, sopratutto perchè fin da piccolo, come unico bambino di colore in una frazione di 2000 abitanti, a scuola ero abituato agli sguardi altrui.
Quindi quando l'altra "diversità" ha cominciato a manifestarsi devo dire di non averci mai fatto molto caso... ero in 3 liceo e cominciò in autunno un amicizia molto intensa con un mio compagno di classe.
Soltanto una relazione platonica durata per 2 anni e mezzo, che ebbe manifestazione fisica solo alla fine del quinto anno di liceo.
i primi baci a dei ragzi ci furuno anche quelli l'ultimo anno di liceo... fugaci, nascosti, ed alcuni accompagnati da ubriacature pazzesche, perciò mai ritenuti troppo importanti.
Dopo l'estate e gli esami di maturità, e dopo la mia prima esperienza seria con un ragazzo dopo il mio esame orale, avevo la certezza di essere ciò che sono... ma non ero niente che non fossi già stato il giorno prima...
Arrivato a Firenze tutto è diventato ufficiale.. il vivere la mia vita a pieno ogni giorno, senza vergognarmi... baciando per strada i ragazzi che ho frequentato, commentando i bei ragazzi davanti a tutti i miei colleghi di università...
in fondo se siamo come siamo... non ci sono motivi per non esserlo...:-)

aquarius ha detto...

Per me non c'è stata una data precisa, un momento che mi abbia illuminato. E' stata una lentissima presa di coscienza iniziata a 16 anni, culminata a 20 e che continua ancora un po' anche oggi. Insomma è tutto in itinere!

Rio Pacheco ha detto...

Già...è molto complesso spiegare come si possa essere giunti a capire ciò che si è sempre stati... io penso di averlo sempre saputo (e negato a me stesso per quasi tutta la mia vita). Mi vergognavo quando i bambini mi addittavano come "frocio" e cercavo di limare questo aspetta, camuffando, negando, scappando. E si, i bambini sanno essere molto cattivi. Da molto piccolo ricordo che le prime pulsioni erano risolte in semplici palpate del sedere con un bambino della mia età...alle medie, una volta per scherzo, toccai il pisello ad un compagno di classe, in un gesto goliardico (che goliardico doveva sembrare ma non era) e fu' motivo di grande eccitazione...era il periodo in cui si compravano i primi giornalini pornografici, ma mi accorgevo che mi identificavo non con il forzuto ragazzo che possedeva la ragazza, ma come il ragazzo che voleva essere al posto della ragazza :P
Gli anni delle superiori sono passati come niente...avevo altri "problemi" ben più rilevanti di quello dell'omosessualità, quindi non mi saltava neanche in testa di fare esperienze o affrontare il problema...
Al primo anno di università mi sono innamorato di un amico, un amore platonico durato un po' di tempo, fino a quando non ho capito che era un coglione e la cosa è morta più velocemente di quanto pensassi.
Esperienze vere e proprie (anche a livello biblico)...ben poche direi...l'accettazione (se mai è pienamente arrivata) c'è stata da poco...quando ho capito che i sentimenti che provavo per qualcuno, non erano niente di cui vergognarsi, così ho iniziato a dichiararmi anche con gli amici. E il grande passo: con mia madre...siamo ciò che siamo...Parlando, riflettendo, dialogando...amando...

Riccardo ha detto...

Anche secondo me in fondo in fondo lo sappiamo fin dall'infanzia di essere quello che siamo. Io i primi ricordi di attrazione verso i ragazzi li ho che avevo all'incirca 8 anni, sapevo di essere "diverso" dagli altri, e questo mi ha sempre spinto ad essere un pò più maturo dei miei coetanei e quindi ad isolarmi un pò. Poi cmq nell'adolescenza mi sono sempre un pò represso senza mai però andare con ragazze, anche se un'attrazione platonica per qualcuna c'è stata, fino all'estate della maturità in cui ho incominciato ad aprirmi col mio migliore amico. Nel mio caso l'accettazione penso sia cominciata proprio da lì...

Anonimo ha detto...

ragazzi, a leggere le vostre vicende mi sono sentito un alieno!! nel senso che (un po' come maurizio) fino ai 15-16 anni l'unica cosa che mi interesasva davvero era correre dietro a un pallone: ero quello che sapeva vita, morte & miracoli di mezza serie a, che ogni anno faceva l'album panini eccetera. Insomma, ai maschietti e alle femminucce non pensavo proprio!
Poi.. gli spogliatoi, le sbriciate in doccia eccetera.. è stato tutto consequenziale & naturale. E, per mia fortuna, assolutamente non traumatico, nè per me nè con mia madre, che lo venne a sapere abbastanza presto. Ero al ginnasio e tra Euriali & Nisi vari non avevo un'idea "peccaminosa" dell'omosessualità: mi son detto "ok, sono gay. Va bene così". La cosa non mi ha mai creato alcun problema e l'epoca del liceo è stata molto "divertente" da ogni punto di vista ^_*
gigi er libraro

david guetta ha detto...

vabè gigi er libraro ma non vale te hai fatto il classico! grazie al cavolo che ti divertivi con gli altri maschietti...

un sacco di ragazze e pochi ragazzi e gay per giunta :D
ad averlo saputo prima

Anonimo ha detto...

molto intiresno, grazie

Anonimo ha detto...

molto intiresno, grazie