mercoledì 28 ottobre 2009

Tv - Omosessualità - Omogenitorialità.

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Sono alcuni giorni (mesi in verità...) che in tv imperversa l'argomento "omosessualità".
All'Italia sul due ne parlano con una media di due volte a settimana... sarà anche che non sanno veramente di cui parlare.....gli argomenti si ripetono inesorabilmente da anni in un ciclo più prevedibile della piega della DeFilippi... "divorzio una soluzione?" "tradimento" "il figlio sposa una di colore" "lei chatta di nascosto e s'innamora; è tradimento?" "tradisce e concepisce... una seconda opportunità?" "l'isola dei famosi" " la sfigata di turno: raccontaci della tua vita".

Vabbè... tralasciamo la sterilità della nostra programmazione televisiva, o per lo meno mettiamola da parte e torniamo all'argomento del post.. CHE VI AVVERTO SARA' IMPEGNATO E LUNGO..
Sempre più spesso si parla di adozioni ai gay e omogenitorialità.

Da una parte penso che sia prematuro parlarne, perchè siamo in uno stato talmente retrogrado e meschino che non abbiamo nemmeno una legge che tuteli la nostra sicurezza e la nostra digità personale e sociale, figuratevi voi parlare di figli... è come parlare di Lady Gaga a mio nonno, simpatizzante di Lando Fiorini e Claudio Villa.
Cosa ti aspetti che ti risponda un anziano o anche più semplicemente l'Italiano medio alla domanda " che ne pensi dell'omogenitorialità" se quest'ultimo è noto per le sue posizioni anacronisticamente medievali e sprizzanti ignoranza da tutti i pori?

Questo è quello che mi sono esattamente chiesto ieri pomeriggio, quando la mia adorata trasmissione su rai2 ha posto la suddetta domanda alla gente che si aggirava per strada.... ovviamente l'argomento della trasmissione era " i diritti che rivendicano i gay".

Quando guardo simili esempi di cialtronaggine televisiva comprendo quanta poca speranza abbia questo paese di evolversi verso un stato democratico, civile e moderno.

Dio santo... perchè organizzi una trasmissione simile con l'intento di discutere di temi cosi importanti e sensibili per una collettività che viene ogni giorno attaccata, violentata, discriminata e quant'altro per poi dibattere degli stessi con la consueta coppia gay (che si alterna al ragazzo che ha fatto da poco coming out o al tizio che ha subito da poco una violenza) AFFIANCATA all'immancabile prete integralista, alla bigotta spiccia casa coi rulli in testa, e al capo dell'associazione cattolica X ?????
Che senso ha?

Perchè porco caxxo dobbiamo organizzare ogni volta un contraddittorio sul se sia giusto o meno essere omosessuali???

Qui parliamo di persone che soffrono, di vittime, e allo stesso tempo di persone che AMANO PORCA TROIA.
Non appena l'invitato sfigato (omosessuale) narra le proprie vicende, la propria vita e il proprio punto di vista (grasso che cola se riesce ad appena sensibilizzare il subincoscio dell'1% degli spettatori ... ecco che subito insorge l'irrefrenabile pulsione di sentire il parere del prete (limortaccisua) che dice.. che la natura stabilisce il diritto e due uomini o due donne non ne hanno nessuno.
(sentito oggi stesso).

Che la organizzi a fare una pagliacciata simile?? Per fingersi moderni??... per una questione di perbenismo??
Ma non si rendono conto dell'esplicitazione esasperata della propria ipocrisia?

(domanda retorica... la risposta è ovviamente "si").

Ma la cosa che PIU mi manda in bestia è la seguente:
Non appena il malcapitato colpisce quell'1% di telespettatori, facendo trasparire la naturalezza del proprio essere, amore e l'ingiustizia della discriminazione subita, ECCO PRONTO IL SERVIZIO SUL PRIDE... o peggio ancora (oggi) sull'adozione.
E LI è INUTILE CERCARE DI SPIEGARE L'INAPPROPRIATEZZA DEL TEMA, la sua prematurità, o il senso logico del tutto... in un secondo la tua credibilità (la nostra dignità) viene sfanculata con i commenti più beceri e ignoranti degli ospiti strumentali.


PER QUESTO, mi viene naturale asserire che è inopportuno parlare ORA di adozioni o quant'altro.. perchè la nostra società stà ancora indietro ma ANZI strumentalizza l'argomento abbinandolo all'inflazionato PRIDE per distruggere anche quel po' di empatia che l'italiano medio potrebbe avere lontanamente provato.

TUTTAVIA, qui debbo anche dissentire con me stesso... si sono bipolare.....
E' chiaro che se di un argomento si parla poco, è molto probabile che questo si tramuti in un classico taboo sociale attirando su di se i più pesanti giudizi della gente basati su puri preconcetti radicati nell'ignoranza.
Fanno un esempio il TIZIO che parla di frustini e boa visti ad un pride, rivolgendosi all'accoltellato dal padre in quanto omosessuale, o alla PSICOLOGA che dice che per lo sviluppo di un bambino è IRREVERSIBILMENTE NECESSARIA la figura paterna e materna.

Inutile sottolineare gli INFINITI casi di assenza fisica o genitoriale di una delle due figure (scrupolosamente di sesso opposto), in cui il ragazzo è comunque cresciuto sano, forte e senza danni psicologici.
Inutile sottolineare i casi in cui i danni sono stati recati PROPRIO DA UNA DELLE DUE FIGURE.

Inutile quanto superfluo asserire che due persone che amano e proteggono il proprio bambino possono far crescere nel modo migliore la creatura indipendentemente dal proprio sesso.
Dio santo ad un bambino che nasce e vive con due uomini o due donne cosa gliene cale del sesso di chi lo ama? I bambini non hanno pregiudizi... gli adulti si!(tra cui anche gli psicologici).

Questa gentaglia vuole spocchiosamente privarci della possibilità di amarci e amare un dolce cucciolo di uomo perchè a suo detto, siamo degli egoisti che non tengono in considerazione la sofferenza che lo sviluppo e il confronto sociale determineranno nel corso della sua crescita.

Eppure io mi ricordo che da piccolo "soffrivo" perchè non avevo le scarpe uguali agli altri.
Io "soffrivo" perchè non avevo una casa bella come gli altri.
Io "soffrivo" perchè non potevo permettermi le libertà degli altri.
Io "soffrivo" perchè ero più rotondo degli altri.
Come me soffrivano tutti gli altri per altre mille analoghe cose, piu o meno serie che fossero.

Tuttavia oggi giorno non sono un disadattato sociale, ne uno psicopatico (oddio a volte si), ne un aspirante suicida dei propri genitori in quanto non concessori di tutti i beni che mi avrebbero fatto soffrire di meno... non sono nemmeno più collerico per le mancanze genitoriali di mio padre...

Io penso che la vita sia ANCHE sofferenza, e che essa NON SIA PER FORZA MALE, ma uno strumento necessario alla maturazione; ovviamente se assunta nelle corette dosi....e stà nel buon lavoro dei genitori verificare che il bambino viva in un suo corretto equilibrio.

E' la sofferenza per le mancanze che ho avuto che mi ha fatto capire quanto quest'ultime fossero futili; è la sofferenza indotta dalle prese in giro altrui che mi ha motivato a migliorare, e costruirmi lo scudo di cui oggi sono munito.

E' LA SOFFERENZA DELLA CARENZA DI UN PADRE VACILLANTE CHE MI HA FATTO CAPIRE QUANTO ANCHE SOLO UNA PERSONA SIA IN GRADO DI PROVVEDERE ALLE NECESSITA E ALLO SVILUPPO DI UN BAMBINO (PURCHE MUNITA D'AMORE).

FIGURIAMOCI DUE.

Si! io voglio essere e spero di diventare PADRE nella mia vita.
Non sarà un mio "sfizio" o un mio "egoismo" ha tradurre questo sogno in realtà, ma la certezza della mia capacità (e quella di Lorenzo) di accudire, tutelare, E AMARE un figlio.
Prematuro?
Per ora si... sono ancora a casa dei miei e ancora non ho firmato il contratto di lavoro... ...ma non sarà cosi' in futuro.

Chiedo venia per la lunghezza del post, e la sua serietà.....
A questo seguirà prossimamente un post su cui vi parlerò di un'iniziativa che questo blog (i suoi amorosi autori) vuole promuovere e diffondere coinvolgendo ciascuno di NOI-VOI.


Ale!

12 commenti:

Matt ha detto...

Condivido in toto i tuoi pensieri sull'argomento, anche io mi sono posto queste mille domande sulla eventuale sofferenza per la disuguaglianza dell'ipotetico figlio e sono arrivato alle stesse conclusioni.
Ma nonostante il mio grandissimo desiderio di essere padre in un futuro non troppo remoto, sono decisamente pessimista. Anche se abbiamo quasi la stessa età (io ne ho 25) e siamo ancora giovani, dubito fortemente che in questo paese si riesca ad avere una legislazione giusta in merito (basta vedere che si combina per inserire l'omofobia come aggravante di aggressione) prima che noi si abbia almeno 40 anni. Considera che ci sono ancora 4 anni di Silvio e successivamente 4 anni di un PD dove le aperture mentali vere sono poche. E il resto del panorama politico? Socialisti, forse, ma non ricordo più dove sono confluiti. DI Pietro? Ma scherziamo? Nella sinistra radicale l'unico forse è vendola, ma hanno fatto 32 scissioni e non mi capacito più.

Quindi capisci quanto poco siano realizzabili questi nostri sogni.
E te lo dice uno che ad agosto al mare quasi piangeva dalla commozione quando ha visto un nostro coetaneo già padre giocare con una bimba di un anno in riva al mare.

Davide ha detto...

A me capita di pensarci e, sebbene sia ancora lontano il momento in cui desidero diventare padre, so che questo desiderio comunque c'è. Diciamo tra un 8 o 10 anni. Sono convinto come te che, attualmente, siano altre le priorità di questo paese però sono altrattanto convinto che un bambino abbia bisogno solo di sentirsi amato. E lo dico io che dall'età di6 anni ho sempre e solo vissuto con mio padre e mia sorella più piccola. Eppure non mi sembra di essere cresciuto instabile. Sono un normale ragazzo che, come tutti, "lotta" nella vita per realizzare i suoi sogni. Quindi un bambino che ha i suoi genitori naturali è fortunato, un bambino che i genitori non li ha più se trova una coppia, etero gay chissenefrega!, che lo ama e gli da la possibilità di crescere sereno è fortunato il doppio. Come Matt penso che non sia vicino questo momento, legislativamente parlando. Vedo lontano ancora quello dell'aggravante omofobia, figurarsi un'adozione o un affido!

Marco ha detto...

Non ricordo bene quando...ma penso di essermi già espresso su questo blog in ambito di adozioni da parte di coppie gay. Come te, anche io non ho un vissuto felice con mio padre e, proprio per questo, mi rendo conto che ciò che più di tutto mi è mancato è stato il suo affetto, il suo amore, la sua presenza. Diciamo che l'argomento è piuttosto complesso. In linea generale una coppia omosessuale, a mio parere, sarebbe in grado di crescere un bambino nel migliore dei modi; un figlio non ha davvero bisogno di molto altro se non un ambiente sereno in cui vivere, di essere amato e coccolato, di essere rimproverato (anche quello serve!)e, in questo senso, tu e lolò, come tanti altri...sareste dei perfetti genitori (ne sono convinto). Il vero problema nasce quando il punto di vista lo si sposta dal bambino alla comunità. Questo perchè, se per il figlio non sarebbe un problema, lo diventerebbe per tutte le persone che gli sono intorno: gli altri genitori, gli altri bambini (fomentati dai primi), la scuola etc. Ecco allora che, quello che poteva essere un ambiente sereno, verrebbe ad essere continuamente minacciato. Solo in quel momento, credo, nascerebbero per il bambino dei problemi. Proprio per questo io ritengo che bisognerebbe intervenire prima su questa stramaledetta cultura bigotta e retrograda che c'è in Italia. Se non la si eradica si rischia davvero di far del male (o meglio continuare a far del male) agli omosessuali in primis, e poi (nel caso di una ipotetica legge) ai loro figli. Cavoli prima o poi la gente dovrà pur capire che tutta questa "avversione" nei confronti dei gay è un'emerita stro*****!!! Non se ne può più! Vi abbraccio!

AZORZI75 ha detto...

Ale, intanto complimenti per il post, tornato l'Ale di sempre non il timidone dell'intervista !;),
hai ragione su molte cose, io forse non ho l'entusiasmo dei miei vent'anni, e vivendo in provincia, ritengo che i tempi ed i passaggi in questo paese saranno molto, molto lunghi, parlare di adozione oggi e' purtroppo folle, eppure ci si arrivera', Marco ha ragione in pieno a dire che il problema per il bambino sarebbe piu' la societa' intorno ad esso che la realta' familiare in se,....anche perche' non occorre neppure cominciare a dire da che ambiente familiare vengono salvati i bambini adottati...!
Altro problema e' quello della stabilita' della coppia, ma penso che questa presunta minore stabilita' delle unioni omosessuali, tendera' presto a essere irrilevante con la loro "normalizzazione", e a loro volta le famiglie tradizionali saranno sempre piu' famiglie allargate....Io a quasi 40 anni appartengo a quella generazione che ha dovuto andare a Londra e a Barcellona per essere se stessa, sono invece convinto che voi, non pensare presto pero'!, riuscirete anche in Italia a realizzare il vostro sogno....In fondo i patrioti del Risorgimento venivano fucilati con il popolo che applaudiva i fucilatori, sono sempre piccole e ignorate minoranze che mandano avanti la storia, e magari voi due sarete, o forse gia' lo siete, protagonisti di questa minoranza.

Quindicenne ha detto...

Sono un ragazzo di 15 anni, omosessuale e vi capisco molto. Nonostante io sia giovane, il desiderio di avere un figlio prima o poi mi piace molto. Il fatto di avere un marito (se mai approveranno una fantomatica legge per i matrimoni omosessuali) e di crescere un figlio, di essere una famiglia sarebbe una cosa a dir poco grandiosa.
Un giorno, forse, se i bigotti si attualizzeranno un po' e eliminerebbero dalle loro menti quegli stupidi pregiudizi che hanno.
Cazzarola, il gay pride non può essere l'unica immagine che la gente ha di noi omosessuali!
Sono veramente STANCO di un Paese così schifoso, davvero.

Luca ha detto...

Marco, anch'io all'inizio la pensavo come te... Ma cerca anche di capire che se aspetti che siano gli altri a cambiare, potrai aspettare per tutta la vita. L'UNICA arma che abbiamo è secondo me la nostra stessa testimonianza di vita. Manifestazioni, sommosse e tutto il resto possono dare qualche risultato nell'immediato, ma ci credo poco che le cose cambieranno a lungo termine se non cambia la mentalità della gente. Esempio? la proposta di legge sull'omofobia che non è passata: abbiamo tirato su un polverone enorme, ma alla fine non è servito a nulla se le persone che stanno al governo (che comunque aimè, rappresentano la popolazione italiana) non cambieranno modo di vedere le cose.
Quindi che proponi di fare? Aspettare che prima o poi la gente realizzi che due genitori omosessuali sono al pari di due genitori etero? stai fresco :D Forse inizialmente ci saranno dei problemi, ma la gente (forse) capirà che non è una cosa poi tanto sconvolgente se ci si troverà a contatto diretto. come per dire: se non inizia mai nessuno non cambierà mai niente.
Un'esempio stupido: la mia vicina di casa qualche settimana fa mi ha raccontato che ha fatto una cena con dei vecchi amici della figlia, tra cui uno omosessuale che ha chiesto di poter portare il compagno. Parlando mi ha confidato che inizialmente si era stranita della cosa, ma poi una volta che ha visto che erano persone "normali" ha subito accettato la cosa e non si è fatta problemi.
certo non tutti sono così tendenzialmente aperti, però è per dire che se la gente non vede le cose direttamente non le capisce.
E soprattutto come biasimarle in parte se lo stereotipo che la cultura gli rifila è quello delle persone che girano nude per il pride, dei personaggi come tra l'altro quello del nuovo grande fratello? sia chiaro che non voglio "condannare" nessuno, ma molti stereotipi che ci presentano rientrano nel campo dei "soggetti" come diciamo a roma :D come dire che tutti gli etero sono come i trucidoni che stanno a Uomini e Donne.
Ok mi sono fatto decisamente prendere la mano, scusate :D

Lolò ha detto...

Nooo ma che j'avete dato a Luketto che ha scritto il commento più lungo!? :D

Ma quanto me piace quand'è chiacchierone :X

E cmq approvo in toto ;)

Marco ha detto...

Luca io sono pienamente d'accordo con te...Quando dico che bisogna eradicare la cultura bigotta mi riferisco proprio al fatto di far capire che una coppia gay è una coppia assolutamente normale partendo dal vissuto quotidiano, partendo da episodi come quello che hai raccontato tu. Il mio discorso vuole semplicemente significare che, prima di parlare di adozione, bisognerebbe appunto occuparsi della coppia. Do semplicemente un ordine. E' preamaturo, in una società che stenta a riconoscere qualunque diritto ad un omosessuale, imporre la possibilità di adottare un bambino. Deventa sicuramente possibile se, partendo dal basso, si impara a far consocere la realtà di una coppia gay. Da cui l'efficacia, in questo senso, l'efficacia di blog come questo. Tutto qui..spero di essere stato un po' più chiaro. Un saluto a tutti.

gigi er libraro ha detto...

un po' di cose (cercherò di essere più breve & schematico che posso, prometto!!)
1. ovviamente straquoto ogni lettera del post. GRANDE ALE!!!
2. logicamente, a 15 anni l'idea che si può avere del pride è quella di scheccamenti & paillettes (e sederi al vento) perchè è quella che ti FANNO avere in tv. Ma (e i padroni di casa potranno confermare) alla sfilata quell* che girano così sono lo zero virgola zero zero zero un per cento di quelli che sfilano! Io e tantissimi altri ci andiamo in jeans & maglietta, con qualche striscione più o meno polemico (oddio quasi sempre "più" polemico, perchè siamo assai in**zzati per come veniamo trattati nel vatikanistan italico)
3. non è vero che i bambini di coppie gay sono così discriminati dagli altri bambini! Adesso non mi ricordo il titolo, ma c'è un documentario sulle coppie gay in giro per l'europa (tra l'altro fatto da un italiano) passato al cine un paio di mesi fa che è la dimostrazione pratica che anche questa è una grandissima bufala. Casualmente mediatica..
4. [autopromozione; posso vero?] Stamattina ho chiesto ospitalità sul blog di un amico ad una mia riflessione sullo schifo che mi fa l'italica ipocrisia, anche a proposito di queste cose.
Se non prendete sonno, ve la consiglio come sonnifero ^_^
La trovate qua
http://newboylife.blogspot.com/2009/10/schema-collaudato-di-riabilitazione.html#comments

gigi er libraro ha detto...

postilla: il docu-film a cui alludevo sopra è L'amore e basta (solo adesso me sò ricordato il titolo.. ah, l'alzheimer, che brutta cosa..)

Riccardo ha detto...

Ale condivido in toto quello che hai scritto. Il problema non è l'ambiente familiare in cui crescerà questo bambino ma piuttosto quello sociale/comunitario. Siamo in paese retrogrado e sottosviluppato ormai in quasi tutti i punti di vista, figuriamoci se un bimbo figlio di una coppia omosessuale non verrà additato prima, emarginato poi se non peggio, dai suoi coetanei; e questo non per colpa di questi ultimi, anche se da piccoli si è capace di tante piccole malignità gratuite e a volta anche non del tutto coscienti, ma dei genitori che li istruiscono a discriminare il "diverso", quello che non rientra negli stupidi canoni sociali. Mi ricordo che quando facevo io le elementari c'era ancora il vociferio delle mamma, o comunque il parlar con patetismo, nei confronti di quei bambini che poverini erano figli di genitori divorziati o mamme single e sto parlando di poco più di 10 anni fa, figuriamoci se l'Italietta è pronta ad accettare una genitorialità che non è suburdinata alla dicotomia uomo-donna. E dire che in realtà sono tanti i figli (più o meno celati) di coppie omosessuali in Italia e ci sono persino degli studi scientifici effettuati negli ultimi anni favorevoli. Ma si sa ormai, l'Italiano medio è stupido e ignorante....

Si3Ge ha detto...

Bel post. Io posso dire tante altre cose in merito, ma tu traduci bene quello che penso.
Per fortuna ho smesso di avere una tv in casa 6 anni fa, e ringrazio quel momento.
Che dire... io penso solo ed esclusivamente all'emigrazione. E' l'unica concreta possibilità, attualmente. Riguardo l'adozione, il desiderio di avere figli c'è, come c'era già all'inizio della mia storia di coppia. E' un argomento delicato, va ponderato bene, ma penso sia una cosa naturale, come tante altre, con problemi da affrontare e scelte da fare, come per ogni coppia.
Io non ho avuto particolari problemi con i genitori. Si, soffrivo anche io per mille cose, come ogni bimbo/adolescente fa.
In particolare per il "cicciottello", come scrivi tu.
Quando ho letto quella cosa del papà, mi sono tornati in mente i libricini cattolici mirati alla conversione e cura, quelli che mi propinavano i miei all'inizio della storia. Loro sostengono che si diventa gay se il padre è troppo distaccato e la madre troppo amorevole. Sulla copertina c'era scritto "padre, abbraccia tuo figlio, o un altro uomo lo farà per te, in futuro".
Oddio quanti ricordi.
Brutti, ma anche formativi.
Un mare di stronzate, considerando che la mia figura paterna era normalissima, come tante altre, ammesso che esista un canone di "normalità", in materia. Per non parlare poi dei nonni, che per tradizione i figli non li vedevano quasi (almeno dalle parti mie), perché andavano educati dalle mogli casalinghe. I figli non erano mica tutti gay?!
Comunque, ora tocca andare a lavoro... sono già in ritardo.
Grazie per il post.
Baci.