giovedì 18 marzo 2010

Cantando sulla spiaggia

Non so perchè, ma questo è uno dei miei video preferiti su youtube, che amo riguardare ogni tanto.



Sarà il fatto che è ambientato su una spiaggia, per altro lontana da qui, sarà che la signora un pò in carne mi fa tanta simpatia, o sarà che fornisce un piccolo spaccato della cultura americana, quella del vivere facile, del "take it easy", del "siamo tutti fratelli", che da un certo punto di vista ammiro, quando non ostentata.

[Ci pensavo proprio l'altro giorno, in metro: tutti esseri umani, tutti con una propria meta, nessuna interazione. Nessuno che si preoccupi dei problemi degli altri. E io sono il primo poi ad essere riservato e poco "socievole" con gli sconosciuti; ma da un lato me ne dispiaccio. Questo individualismo.. Ci fa solo sentire più soli. Ma vi immaginate 20 cani , al posto nostro? A scoprirsi, ad annusarsi, a giocare. Noi invece tutti seri, ognuno sul proprio cellulare, sulla propria rivista, sul proprio libro; nessuno conosce nessuno, e questa è la motivazione per non interagire. Nessuno accenna un sorriso o dà un minimo segnale come a dire "ciao, siamo entrambi esseri viventi, non è bello?".. Lo so, non riesco ad esprimere bene questa mia idea. ed è difficile da capire. Forse è pure impraticabile. Magari va bene in paese, in cui prima o poi, a forza di salutare, ci si conosce tutti. Ma che senso ha in città? Voglio dire mica puoi metterti a salutare tutti quelli che incontri, no? E magari a te quel pomeriggio ti rode pure il culo per qualche motivo, e non ti va di essere scocciato. Però ci son momenti in cui è quasi vero il contrario, e vorrei che qualcuno mi parlasse, ma non perchè mi senta solo, anzi. Però così, per interagire. Oppure mi verrebbe da chiedere: "Ciao, come ti chiami? Da dove vieni?"]

Lolò

6 commenti:

Anonimo ha detto...

Ma sei nato ieri?! Il fatto che i video made in usa circoli più facilmente non significa che siano tutti così... e anche se fosse? Vogliamo paragonare questo aspetto (iperpositivo) della cultura Americana con le 1000 sfaccettature della cultura italo-europea? La cucina.. la storia... il territorio... non considerarle e dire che l'American Style è il migliore è infantile, riduttivo... o per te basta che i supermercati siano aperti 24/7 per dire che è cultura?! Bah..

Mr. Key

Anonimo ha detto...

Collega, semplicemente...fallo :)!

AleFI

Marco ha detto...

Mmm interessante post e interessante riflessione. In effetti se qualcuno per strada mi sorridesse o mi fermasse per parlare...sinceramente penserei subito male...sia per una mia forma di autodifesa che non mi porta a fidarmi subito del prossimo, sia perchè, con tutte le cose che si sentono..la prudenza non è mai troppa. E' pur vero, allo stesso modo, che quando mi trovo in ambienti più piccoli, sala d'attesa, ascensore o altro...il contatto con l'altro viene più spontaneo. Magari anche solo un sorriso...ma mi viene abbastanza automatico...(parlare proprio no...:P). In ogni caso questa tendenza "all'isolamento" è più tipica del ragazzo, del giovane adulto...per bambini anziani le cose funzionano diversamente; anche se non si conoscono via a parlare dei nipoti o dei figli..o a chiedere se "posso giocare con voi?". Insomma siamo noi giovani che poniamo delle barriere...concentrati spesso solo su noi stessi e le nsotre esigenze e poco propensi ad occuparci degli altri..amici o estranei che siano.
Ciao lolò! Un abbraccio.

Lolò ha detto...

Ciao Mr Key. Guarda: tu hai fatto un'estensione del mio ragionamento, estensione che non condivido. Mai detto che l'American Style sia il migliore.
Io non mitizzo l'America e la cultura americana. Questa beneamata America, sotto taluni aspetti, ci riporta indietro di secoli.
La mia voleva essere solo una riflessione su un unico (e limitato) aspetto della loro cultura, che penso si differenzi dalla nostra.
E penso che sia tuttosommato utile guardare a ciò che di buono c'è nelle varie culture, così come in tutto. Lungi da me fare analisi culturali: non sono in grado e non mi interessa.


Un abbraccio a chi me lo dà!

gigi er libraro ha detto...

tempo fa c'era chi aveva cercato di importare la moda dei "free hugs" anche da noi; credo sia evaporata in fretta proprio per le reazioni (diciamo diffidenti..) ricevute: solo i turisti stavano al gioco, gli italiani o scapapvano o prendevano a borsettate.
Che dirti? forse è un altro sintomo di quanto stiamo diventando cupi, rancorosi e chiusi a riccio nel nostro piccolo "particulare" da queste parti

S.omet ha detto...

Mi ci ritrovo anch'io con quello che hai scritto, ogni tanto la mente parte per viaggi immaginari pensando agli altri e a come sono intrecciate le nostre vite! Free hugs a tutti!