martedì 30 marzo 2010

WWW: La nostra unica speranza.

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Dobbiamo fare della rete la nostra tv. E dobbiamo insegnare a milioni di italiani ad usarla. Dalla rete dobbiamo entrare nelle case, creare milioni di "promotori" della verità. In fretta, attrezzandoci anche quando tenteranno di rubarci pure internet. Una grande operazione culturale, da far tremare i polsi, ma che farà brillare i cervelli, facendoci uscire da troppi anni di sonno e di equivoci. Ci creeremo i nostri nuovi "eroi", imporremo i nuovi "miti". Lo faremo cercando il meglio, premiando, finalmente, il merito e la tanta, vera, qualità che c'è in questo meraviglioso Paese che amiamo.

Fonte: "vieni a vedere internet da me" gruppo di facebook che promuove l'informazione internettiana.
Stimoliamo la gente ad informarsi e non sottovalutate anche i più beceri; concedetegli l'alternativa populista (qualità del quale l'italiano medio non riesce proprio a fare a meno), anche il populismo va bene purchè sia orientato al benessere collettivo e non agli interessi di pochi.
Inizio a credere sempre di più in Grillo.
Palese la morte del PD.
Non va e non andrà mai più da nessuna parte.

Se Sinsitra e Libertà e IDV sono intelligenti sapranno distaccarsi e proporre insieme un'alternativa radicalmente nuova a quel cadavere di un partito di vecchi.

Ale!

3 commenti:

U.N.Owen ha detto...

Ale credo che la situazione sia più tragica di quanto tu la stia descrivendo in sti giorni.il problema principale non credo sia l'ignoranza della gente piuttosto il motivo della sua ignoranza. In secoli di storia, l'italia è stata sempre l'oggetto di brame e conquiste straniere per la posizione strategica sul mediterraneo, questo ha fatto si che il suo popolo si sia oramai abituato a qualunque dominio. chiunque, nostrano o estero, basta che alzi la voce e sia seguito da molti (e mi guardo bene dal non dire "da tanti") ed ecco che a macchia d'olio il popolo lo segue.
Se poi si inginocchia sotto la benedizione del Vescovo di Roma, ecco che il potere temporale si unisce a quello spirituale ed anche quella fetta composta dagli ormai fin troppo stanchi nonnetti, si
convince senza troppe remore.
i giovani? beh!troppo impegnati ad avere i capelli perfetti come U&D docet o disperarsi se ad Amici vince la squadra blu o bianca...o innervosirsi per disputa Balotelli vs Mourinho.perchè si sa...la politica è noiosa, è cosa da "vecchi" o da "sfigati".
ed è così che pian piano si è dipinto il quadro...un paese piegato e non perchè soffre, ma
perchè raccoglie fiorellini di campo mentre da dietro lo piglia in culo (luttazzi docet).
In questi giorni ho sperato che il caso Anno Zero avesse aperto gli occhi a tanta gente, sull'era fascista in cui ci troviamo, ma non so cosa aspettarmi se non che si arrivi a bruciare i libri in piazza pubblica.
un abbraccio

gigi er libraro ha detto...

va bene che siamo nell'era post ideologie, ma non riesco a scovare nulla in comune tra Di Pietro e Vendola! Abbiamo già visto che fine fanno le alleanze fatte solo in funzione anti qsa; pardon, anti qualcuno: remember Ulivo/Unione?
Quello che invece potrebbe essere un discordso da approfondire è questo arrivatomi per mail (vedi commento successivo), anche se non lo condivido al 100%; ma può essere una base per ricostruire qsa dopo sto disastro

gigi er libraro ha detto...

In politica, quando i militanti di un partito (piccolo o piccolissimo, non importa molto) sono profondamente convinti di essere nel giusto, succede una cosa magica. Succede che la loro convinzione mette le gambe e comincia a camminare per molti altri. La convinzione profonda è contagiosa. Produce fierezza, orgoglio delle proprie idee. Produce identità politica. Nel medio-lungo termine, può produrre perfino ideologia, una parola non negativa, quando si parla di politica.
Da quanti decenni è che i militanti del maggiore partito di Sinistra (o di uno degli altri) non sono tutti profondamente convinti di essere nel giusto, votando per il loro partito? Forse dal 1978? A partire dagli anni’80 (ricordate la Marcia dei 40mila, e cosa significò?) i militanti del PCI eccetera hanno votato spesso o sempre con il mal di pancia. I democristiani si turavano il naso, i craxiani rubavano finché potevano, i comunisti erano malpancisti. Così fino al 2010, e oggi nel PD si ha una gastrite perforante, più che un mal di pancia. Mentre la DC è morta per asfissia ed è rinata in scala 1:35 con l’UDC. Quanto ai craxiani, li hanno arrestati, si sono suicidati, o sono entrati in Forza Italia. Ma sono comunque riusciti nel compito di distruggere il PSI.

In quali altri partiti c’è quel senso di fierezza d’appartenenza politica? Nella Lega Nord, indubbiamente. Dove c’è anche una ideologia, creata col tempo: il leghismo. Il leghismo in realtà è tutto e il contrario di tutto. Eppure, il suo elettorato, continua a essere fidelizzato. Questo è accaduto proprio perché nella Lega c’è da sempre fierezza d’appartenenza. La stessa che manca nel PD.

La critica maggiore che viene fatta al M5S è: avete fatto vincere Cota in Piemonte. Oppure, che è quasi la stessa cosa (ma è diverso): avete fatto perdere la Bresso in Piemonte. Gli si dice: dovevate entrare nel PD, rivoltarlo come un calzino e prenderlo dall’interno, non diventare un terzo incomodo.
Però un attimo: Beppe Grillo provò a iscriversi al PD per partecipare alle primarie e sparigliare le carte. Per quanto ne sappiamo, avrebbe potuto perfino essere eletto segretario. O forse no. Ma avrebbe portato nel PD decine (un centinaio?) di migliaia di volti nuovi. A Beppe Grillo fu impedito di iscriversi, con una scusa risibile. Si disse che era un avversario politico. Eppure, il PD ha dato la tessera e continua a darla a tutti gli avversari politici che la richiedono, che siano ex leghisti o ex DC o ex PSI. Chi impedì a Grillo l’iscrizione? La cricca dei soliti noti. Come spazzarla via? Forse non resta che presentare le liste del M5S e far perdere alla cricca tutte le elezioni, anche se questo significa farle vincere, per i primi anni, a qualcuno che potrebbe essere peggio. Nell’immediato, è un risultato sbagliato. Nel medio termine, no. Perché da un lato, a forza di perdere elezioni, nel PD si producono tossine: le mille Cristiana Alicata che si ribellano e vogliono rivoltare come un calzino il loro PD. E perché è il modo in cui la Lega Nord si è costruita. Presentandosi come un’alternativa alla partitocrazia, con un programma chiaro e la convinzione di essere nel giusto. Volere cambiare le cose, stare sul territorio, andare verso i bisogni delle comunità. Insomma, avendo una politica. Facendo una politica.
Tutte cose che nel maggiore partito di Sinistra non si fanno più. Dal 1978.