martedì 1 giugno 2010

Il boccone del Prete - Cronache Laiche

Tempo di Dichiarazione dei redditi e Milena Gabanelli ha scelto domenica sera per Report (Il boccone del prete, RAI3, 21.00) un argomento che riguarda tutti i contribuenti italiani: la scelta se versare o meno l’otto per mille dell’IRPEF alla Chiesa cattolica, a vent’anni dall’introduzione dell’opzione. Ma il programma toccava campi solitamente ignorati dalle inchieste giornalistiche, in un’analisi accurata e documentata sui tre (!) bilanci del Vaticano: quello della Santa Sede, quello dello Stato Vaticano, quello dell’obolo di San Pietro (le offerte che giungono al Papa da tutto il mondo). E non sono certo mancate le sorprese.

Qualche perla. Per esempio il dato per cui l’incasso della Chiesa per l’otto per mille è passato dai 210 milioni di euro del 1990 al miliardo e nove milioni del 2009. O il risparmio derivante dall´esenzione dall´Ici per i beni immobili usati non esclusivamente per fini commerciali (basta celebrarvi una messa ogni tanto…): la città di Roma perde in questo modo ogni anno 60 milioni mentre lo Stato non ne incassa 400-600. Date un’occhiata al patrimonio immobiliare di Propaganda Fide, una delle società immobiliari del Papa, beni per 8 miliardi gestiti per anni dal Cardinale Sepe; indovinate chi era nel 2001 tra i consiglieri della pia società: Angelo Balducci, coinvolto in seguito nelle inchieste sul “sistema” Anemone. Per tacere degli incassi attraverso finanziamenti statali diretti sotto le più diverse voci per sanità e scuole private.

La Chiesa usufruisce inoltre di esenzioni erariali sulle donazioni, paga il 50% delle imposte con gli enti ecclesiastici (tra Ires e Irap siamo a 500 milioni di risparmi l´anno) e incassa circa 250 milioni di contributi statali per l´organizzazione di grandi eventi, ormai divenuti il cavallo di Troia per speculazioni di ogni genere, come recentemente emerso.

Ma le informazioni più inquietanti Report le ha fornite a proposito (do you remember Marcinkus?) dello IOR, l’Istituto Opere Religiose, la banca del Vaticano. La Procura di Roma sospetta che soggetti «valutariamente residenti in Italia abbiano usato l’Istituto come schermo per transazioni che nascondevano reati di truffa, evasione fiscale e riciclaggio». Sul conto aperto presso una filiale della Banca di Roma a due passi da Piazza S.Pietro sono in effetti passati imponenti giri di assegni e bonifici (nel 2007 con saldi mensili tra 32 e 80 milioni) spesso anonimi.

L´ispezione interna, conseguente a quella che un ex dirigente di Banca di Roma ha definito «una situazione irrituale», è rimasta – naturalmente – ferma per due anni. E rapporti simili con lo IOR hanno intrattenuto anche Bnl, Credito Artigiano, Banca del Fucino e Intesa San Paolo, oggi “consigliati” da Bankitalia a rivedere le proprie pratiche: l’Istituto vaticano non è mai stato considerato una finanziaria offshore eppure non rispetta le leggi internazionali antiriciclaggio, tanto da costringere Unicredit, dal dicembre 2009, a considerarla come una banca estera, per stringere i controlli.

“Opere di religione e carità” circoscrive lo statuto dello IOR indicando le attività cui i fondi della banca andrebbero destinati. Come nell’operazione di soli due mesi fa in cui sono stati impegnati 100 milioni di euro nel bond emesso dalla Cassa di Risparmio di Genova?

Ma – chiudendo il cerchio – che fine fa l’otto per mille? Ebbene solo il 20% del cospicuo gruzzolo, secondo i calcoli di Attilio Nicora, Cardinale presidente dell´amministrazione della Santa sede, viene usato per iniziative di beneficenza o carità. Il 35% va al sostentamento del clero e il 45% a esigenze di culto. 7 milioni in tutto per i terremotati di L´Aquila e Haiti e 9 milioni (dato del 2009) in spot per promuovere l´8 per mille: pubblicità ingannevole, si direbbe…

Lolò

4 commenti:

Manu ha detto...

Ho seguito con interesse la trasmissione.
Ciò che mi ha lasciato piuttosto perplesso è stata la dimestichezza di quel cardinale a trattare bilanci e questioni economiche (qlc mi dirà che è il suo lavoro) xD
Poi....l'apice della meraviglia è stato il notare come gli stessi preti fossero i primi a mettere in dubbio la correttezza di certe operazioni?
Meglio sottacere sui politici italiani, deceduti e viventi, legati al vaticano :-(

Si3Ge ha detto...

La volevo vedere, questa puntata... mannaggia... ricordo gli articoli su Repubblica di qualche anno fa...

Gianpy ha detto...

Dubito che spulciando i vari passi della Bibbia non si trovi proprio nulla che condanni l'affarismo o il maneggio del danaro...
O per caso diventa Verbo di Dio, e pertanto da rispettare pedissequamente quando condanna l'omosessualità, mentre diventa una raccolta di racconti tramandati da comunissimi esseri umani appartenenti a culture remotissime e quindi ampiamente trascurabili nell'età contemporanea, quando si parla di soldi??

S.omet ha detto...

da quest'anno nella mia famiglia niente più 8xmille alla chiesa cattolica... il 20% in iniziative di beneficenza pare un po' poco!