domenica 13 giugno 2010

Il Coming Out dei VIP: Parliamone al quadrato

Direi di battere il Ferro finchè è caldo, e parlare dello scottante argomento sfiorato ieri col post di Tizzy: il coming out dei VIP.

O meglio sarebbe dire, in alcuni casi [vedi Marco Carta], "l'outing" dei VIP, secondo quella sottile differenza che ci insegna pure Wikipedia: "l'espressione coming out, che indica una scelta deliberata, è molto spesso confusa con outing, che indica invece l'esposizione dell'omosessualità di qualcuno da parte di terze persone senza il consenso della persona interessata."

In ogni caso, partiamo dalla prima domanda. Anzi fatemela voi..

Sto aspettando...

Nessuno si vuole buttare?

Vabè, visto che nessuno si vuole esporre (bricconcelli!), riprendo delle domande dai commenti del post di ieri:
"io mi chiedo cosa ci sia di interessante nel volere a tutti costi scoprire l'omosessualità degli altri" o ancora
"quando ho letto e sentito la notizia mi sono chiesto: "ma al popolo?" nel senso.. sai che me cambia se si dichiara o no..."


Ecco la mia opinione.
Io penso che ognuno di noi abbia una certa responsabilità, nei confronti suoi e del prossimo, nella scelta che compie di fare o meno coming out.

Perchè il coming out è secondo me il mezzo più efficace che il mondo ha per conoscerci, per essere informato su come siamo realmente, e per superare così il più grande ostacolo all'accettazione dell'omosessualità: l'ignoranza.

L'informazione sull'argomento, più che dai manuali educativi, deve venire da noi, perchè l'esperienza diretta è il modo migliore per far capire le cose.

Per coloro i quali non si sentono coinvolti nella difesa delle altre persone della cosiddetta "comunità gay", faccio notare che questa scelta si potrebbe tranquillamente tradurre in una convenienza del tutto personale, perchè porta progressivamente a vivere in una società più aperta, più libera e quindi più civile.


E in tutto ciò che c'entrano i VIP?

C'entrano, eccome. Perchè mi sembra banale dire che se tutti noi abbiamo delle responsabilità a riguardo, i VIP, che sono personaggi "pubblici", in quanto hanno un'elevata visibilità, hanno sulle loro spalle, volenti o nolenti, una maggior responsabilità in questo senso. Semplicemente perchè sarebbero in grado di informare un numero estremamente superiore di persone rispetto a quello che può fare ognuno di noi. Sarebbero in grado di far capire alle persone (ai propri fan ma non solo) che il gay non è solo Platinette, non è solo l'eccesso (che a me va bene ed è bene che ci sia), ma bisogna far vedere che c'è dell'altro, che non è solo un gioco, una provocazione e un'eccesso.

I cosiddetti "fan" sarebbero costretti a mettere in discussione la loro concezione dell'omosessualità; capirebbero che non era solo "un gay" quello che li faceva stare così bene, con le sue canzoni, la sua musica, i suoi film, i suoi corti etc. ma era anzitutto un artista.

Se un numero sempre maggiore di "artisti" (e persone pubbliche più in generale) si mettesse a nudo e palesasse la sua omosessualità come una parte di sè, comincerebbe a disgregarsi il meccanismo stesso per cui una persona è anzitutto "gay" e poi tutto il resto.

Si normalizzerebbe, così come dovrebbe essere.

Alla domanda "con chi stai?" io voglio che sia sottointeso che potrebbe essere sia una ragazza che un ragazzo, come lo è per tutti i miei amici etero che hanno avuto modo di conoscere me e altre persone gay. Loro non si sconvolgeranno più quando la prossima volta che chiederanno ad un ragazzo "con chi stai?" riceveranno come risposta "con un ragazzo", e così dovrebbe essere per TUTTI.


Insomma: tutti abbiamo responsabilità. Ognuno di noi, nelle proprie possibilità, deve fare qualcosa per cambiare le cose perchè così come vanno...non vanno. I VIP in tale contesto hanno maggiori responsabilità, perchè potrebbero accelerare questo processo di cambiamento che tutti auspichiamo.

E in questo contesto risulta assolutamente negativo invece, e ci fa retrocedere a gambero in questo nostro auspicato processo, il tentativo dei VIP di negare la propria omosessualità, perchè la fa risultare qualcosa di sporco, di negativo, di cattivo, e getta tonnellate di fango su tutti gli sforzi che le altre persone (come me, Fox, Ilaria, Gardin, Ale, i ragazzi del Dgp, le persone dell'Agedo..) fanno.

Quindi: che un VIP sia gay o meno, a me non me ne può importare di meno. Che lui me lo dica (a me) o meno, non mi interessa. Ma risponde semplicemente ad una responsabilità che secondo me c'è, che abbiamo tutti, e che per loro, che hanno un maggior numero di persone legate a loro da un vincolo di simpatia o di affetto, risulta per forza maggiore.

Ma questa è solo la mia opinione, e mi piacerebbe discuterne con voi

Lolò

10 commenti:

Pegasus ha detto...

Sono assolutamente d'accordo con te su tutta la linea, un vip non deve dirlo perché dobbiamo sapere i suoi gusti sessuali, ma per sensibilizzare la gente, solo che molti non lo fanno perché perderebbero fan e di conseguenza soldi...cosa alquanto squallida stimare un artista e poi "abbandonarlo" perché gay, ma è questo che penso succederebbe nell'Italia di oggi ahimè. Aggiungo poi che a mio parere ognuno ha un suo percorso personale, rispettabilissimo, ma mi viene difficile pensare che molti ragazzi dello spettacolo che ostentano sicurezza ed arroganza non abbiano il coraggio di dichiararsi omosessuali e non siano già arrivati a vivere bene la propria sessualità, quindi cosa li spinge a non farlo? La viltà e la convenienza, quelle che spingono anche i politici insomma...per me dovrebbe essere già normale il discorso che fai tu sulla vita di tutti i giorni nella quale ci chiedono con chi stiamo, ma siccome non è così, i personaggi pubblici dovrebbero esprimere se stessi più liberamente per poter aiutare noi tutti ad abbattere questi stupidi pregiudizi e luoghi comuni

Sebastiano Ridolfi ha detto...

Grazie della citazione, mon chéri!

Davide ha detto...

Sono d'accordo anche io con te, in linea teorica e generale. Anche se, come ha sottolineato Pegasus, ognuno ha una propria vicenda personale. Ognuno ha una sua storia, un suo percorso, c'è chi a 16 anni si è detto "che figo, so' frocio. Olè dimoci sotto" e chi a 35 anni se sta ancora a disperà per sta "sfiga" che "proprio a me doveva capitare su 6 miliardi de teste a sto mondo".
Ora, sicuramente il Vip ha una visibilità enorme. Però è proprio per questo che secondo me andrebbero lasciati più tranquilli dai media. Mi spiego: ci sarà il ragazzo che non si fa problemi a dire di essere gay e che quindi si sente tranquillissimo a provare a spiegare al mondo che lui ama un ragazzo e ciò non cambia nulla rispetto alla sua capacità artistica. Ci sarà quello che magari non si è ancora accettato e, mi metto nei suoi panni, trovarsi ogni giorno su riviste e pagine gossip con titoli cubitali che insinuano alla sua omosessualità, con conseguente scoperta per i genitori, gli amici, i fratelli, i cani, i gatti, le maestre delle elementari etc etc....non deve certo essere facile.
Quindi, è vero che un vip potrebbe dare una mano, ma è anche vero che ogni persona ha i suoi tempi. Poi che ci volgia un po' più di coraggio da parte di tutti questo si ( e io mi ci metto in prima fila...datemi il coraggio. datemelo!!!)

Giovanni ha detto...

Addirittura la citazione!
Innanzitutto complimenti per il post, non sono molti i luoghi della rete e le persone capaci di affrontare un discorso del genere. Detto questo, vorrei sottolineare la distinzione che hai fatto nell'incipit tra coming out e outing, la quale è tutt'altro che irrilevante. Se il coming out è un momento di liberazione (e libertà) l'outing è una forma di prepotenza che non ho mai sopportato. Oggi sono sereno ma fino a non molto tempo fa la gente che sussurrava, insinuava, denunciava il mio essere gay senza nessuna certezza data dal sottoscritto mi provocava un fastidio inaccettabile. E' per questo che ieri ho commentato in quel modo, di cui adesso mi scuso per l'acidità, perché non mi dimentico di quando e quanto ho sofferto.
Sull'utilità del coming out dei vip non discuto anche se metto comunque al primo posto la conoscenza diretta e l'amicizia di un gay per superare l'ignoranza. Se posso "giustificare" i vip reticenti ci sarebbe anche da dire che oggi "essere gay", purtroppo o per fortuna, non è soltanto amare persone dello stesso sesso ma rientra in una costruzione culturale, talora stereotipizzata (eleganti, frivoli, sensibili, amanti delle discoteche, degl'incontri occasionali, di Lady Gaga e dei pantaloni stretti,...), con cui un personaggio famoso avrà più difficoltà a scontrarsi a causa della generalizzazione della massa.
Insomma io se fossi una popstar internazionale non riuscirei a rinunciare a dichiarare la mia omosessualità, per motivi etici ( la "responsabilità" di cui parli) e anche pratici (nascondersi è scomodissimo!) però, pur non sempre condividendo, capisco chi lo fa.

rainbowboy ha detto...

anche io sottoscrivo senza riserve tutto il post di lolò:) però per rispondere a Davide, voglio dire che il caso che ha portato ad esempio non si attaglia per nulla a Tiziano, dato che la sua omosessualità è assolutamente nota a tutti, e credo proprio anche alla sua famiglia e agli amici..cioè io sono della provincia di Latina, e qui dai tempi di perdono lo sanno pure le pietre.

azorzi75 ha detto...

Bellissimo il post di Davide, condivido in pieno, ognuno ha i suoi tempi e non è facile,ed io ne sò qualcosa ! detto questo confermo che due come L0Lò E Alessandro sono un bellissimo esempio ed aiutano a normalizzare le coppie e a far accettare l'omossessualità come una condizione normale, e certamente sarebbero utili outing di persone famose perchè aumentasse l'accettazione sociale di questo stato. Un complimento anche ai genitori di Alessandro per il mettersi anche loro in gioco nel Blog, vedete molti dei pregiudizi sui gay nascono proprio da come i gay dovevano comportarsi per trovare un patner e vivere la loro condizione catacombale, le famose dark,parcheggi,viali,ecc.ecc..nel momento in cui una coppia gay comincia a vivere normalmente, anche questo fenomeno sarà superato e molti degli stereotipi legati ai gay spariranno....
E questo grazie anche a due come voi !

Lolò ha detto...

Ognuno ha un suo percorso personale, e su questo non ci piove.

Ma non ci si può nascondere dietro a quest'alibi per tutta una vita.

E lo dico per l'interesse della persona stessa in primis.

Voi stessi mi confermate che i primi a difendere questo tipo di ragionamento sono coloro i quali hanno più bisogno di "liberarsi".

So che ci sono situazioni VERAMENTE difficili, in cui ci si sente impossibilitati ad esprimersi (vedi gli amici baresi).
Ma anche lì è più questione di volontà che di possibilità.
La scelta è più dura, ma rimane la stessa

Pegasus ha detto...

Non intendevo un letterale "nell'Italia di oggi", parlo semplicemente di quello che vivo nel presente, non ho menzionato il passato perché nell'Italia di ieri fra un pò ancora non si prendeva nemmeno in considerazione che una persona potesse essere omosessuale, figuriamoci accettarla nella società. Ma quello che succede oggi è triste e questo è un dato di fatto, è più triste del passato, perché la civiltà dovrebbe andare avanti, invece si morde la coda sempre sulle proprie paure..uccidendosi in guerre, discriminando persone e limitando la libertà di pensiero ed espressione, promuovendo soltanto un'omologazione "sicura", sicura per poterci manovrare come un'unica massa informe...quindi ti dico, tutto ciò è triste in ogni tempo, mi piange il cuore al solo parlarne

Anonimo ha detto...

Mi riaggancio a Pegasus, appunto nel codice penale fino agli anni sessanta, se non sbaglio, non c'era il reato di omossessualità perche' i legislatori fascisti non prevedevano neppure che ci potessero essere omosessuali in italia, e contro la mentalità di gente nata in quell'epoca storica bisogna scontrarsi nel bene e nel male......
Poi posso sognare un mondo gay non catacombale da dark room, saune e parcheggi e gay bar ed invece un mondo dove le coppie gay vivono come Ale e Lolo'??? Molti pregiudizi in questo caso cadrebbero e anche il modo di vivere la sessualità dei gay cambierebbe radicalmente purtroppo non tutti abbiamo la forza e anche la fortuna di Ale e Lolo'

azorzi75 ha detto...

....il commento era mio è che non ho scritto il nome ...