venerdì 27 agosto 2010

ALò's Creek - Settima Puntata: l'estate 2004

L'estate del 2004 fu un'estate di partenze e di viaggi sia per me che per Ale.

E già un'estate piena di vacanze montane per me.
La prima fatta a fine Luglio con i miei genitori e la mitica Sara
(la mia Grace ricordate? recupera qui...)., la seconda fatta con un gruppo della scuola e ovviamente sempre Sara nella mia nuova casa in Abruzzo, per una settimana di pazzo divertimento alternato a chiamate e messaggi verso l'Europa, verso Lolò.

Prima di partire per il Trentino per un paese sperduto del Tirolo chiamato Antermoia, non vi oso raccontare LA NOIA, LA FRUSTRAZIONE, LA SOLITUDINE E L'INCAZZATURA PRESA NEL CONSTATARE CHE TUTTO IL PAESE ANDAVA A DORMIRE ALLE 21.... mi limito a dirvi che la vacanza era iniziata con una mucca suicida buttatasi da sola in un burone davanti ai nostri occhi, in procinto dell'arrivo all'hotel.
Non potete immaginare cosa significhi questo, per un adolescente gasaterrimo che voleva stare con il ragazzo che in quel momento si trovava a centinaia di km.
Durante la vacanza lo chiamavo in continuazione, e mi ricordo nitidamente di una particolare chiamata dove lui con estrema felicità mi diceva che la madre gli aveva detto che avrebbe potuto chiamarmi dal telefono fisso; si banale ma per una mamma che per diversi mesi era stata molto apprensiva e allarmata sull'omosessualità del figlio era un gran passo.
Ritornato a Roma purtroppo Lolò era in partenza e l'unica cosa che potei fare fu incontrarlo di pomeriggio mezz'ora a Boccea per salutarci e fargli vedere le mie foto del viaggio.
Salutarlo sapendo che l'avrei rivisto dopo circa venti giorni mi mise una tristezza addosso incredibile. Non potevo sopportare che una vacanza da suicidio tra le mucche suicide trentine mi avesse tolto anche quei sette giorni che potevamo stare insieme a lui.

Ero cosi triste che la sera, ripresi l'autobus e la metro, lo raggiunsi sotto casa, lo aspettai davanti alla porta dell'ascensore, dove lo baciai e abbracciai non so quanti miliardi di volte.
Gli dicevo ciao e mi ritrovavo ancora appiccicato a lui, obbligandolo a tardare il suo ritiro sotto le coperte per quelle 3 - 4 ore che gli rimanevano dalla levataccia.
Alla fine lo guardai negli occhi, mi avvicinai lo baciai piano sulle labbra, inspirai il suo profumo quanto piu possibile, perchè per 20 lunghi giorni non avrei potuto piu sentirlo, lo riguardai negli occhi e gli dissi: ciao amore fai buon viaggio, mi girai e mi costrinsi ad andare.
Mentre camminavo lungo il cortile del suo palazzo piccole lacrime scendevano sul mio viso.
Ero follemente perduto di lui.


Io di solito non partivo d’estate.

L’estate per me voleva dire una cosa sola: il mare, Ladispoli, gli amici, la spensieratezza.
Il riempire la giornata di momenti vissuti fra amici, di gelati, di sole, di tramonti, di bagni, di scappatelle (rigorosamente etero!), di sguardi, di abbracci (quelli con gli amici), di lettere. L’estate per me era l’Estate, quella con la E maiuscola, quella che fanno vedere nei telefilm. Quella del passare il tempo in spiaggia o in piscina, o ad organizzare il falò, o a giocare, o al tagadà la sera, o anche solo rompersi i coglioni a volte, ma sempre con qualcuno, mai da soli.

Mi sentivo veramente felice solo quei 3 mesi l’anno, giugno, luglio, agosto, per due motivi almeno: il primo era che il resto dell’anno era dedicato alla scuola, che, alle superiori, avevo fatto diventare un impegno troppo serio, per un ragazzo della mia età. Il secondo importante motivo erano le persone e le amicizie che avevo creato lì. Quelle rappresentavano per me un tipo di amicizia che non esisteva a Roma: come vi ho accennato, all’epoca la mia accettazione era pressoché nulla. E se a Roma potevo reprimere e far finta di niente, al mare no, al mare non potevo semplicemente reprimere. Al mare i ragazzi ci tengono al loro aspetto fisico. Magari si impegnano meno sotto il profilo scolastico, per cui cercano di crearsi una propria sicurezza su altre cose, quali appunto l’aspetto fisico. E allora passando tutte le nostre giornate insieme, in costume, con dei ragazzi che tengono al loro aspetto fisico, reprimere mi risultava impossibile. E non era solo una questione di sesso [al quale pensavo relativamente poco in fondo, perché all’epoca mi ero scordato cosa fosse]. Era proprio una questione di innamorarsi, o anche del semplice ricevere affetto.

Per questo anziché reprimere non potevo far altro che sublimare. Come? Creando delle amicizie tanto profonde, da poter scaricare tutto l’affetto e la voglia di affetto che avevo dentro, su una qualche persona. Questo legame rappresentava per me una forma di amore corrisposto, perché diventava importante anche per l’altra persona. Ricordo in particolare 3 persone con cui ho instaurato questo tipo di rapporto. Con una di queste mi sento ancora ogni tanto; ovviamente il rapporto non è più quello che c’era un tempo, ma sono contento di averlo ancora come amico. In fondo lui è forse l’unico vero ponte che ho ancora con il mare.

L’estate del 2004 però, avendo ormai 19 anni, avevo pensato di far qualcosa di diverso dal solito, di più responsabile, e mi organizzai per partecipare ad un viaggio in terra spagnola lungo 16 giorni, con altri 4 amici di scuola (e altri che però a metà viaggio sono andati in Portugal). Ero molto felice di partire per questo viaggio.. Anche se dovevo lasciare qui il povero Ale, il quale a fine giugno mi aveva già salutato per il suo viaggio in montagna!

Questi sarebbero gli ultimi viaggi estivi che avremmo fatto separatamente.


Ritornato dalla Spagna (dopo un tranquillo viaggio in aereo che però mi fece capire che stavo iniziando a soffrire di aerofobia) ci siamo riabbracciati ed eravamo così emozionati che non riuscivamo a parlare. Da lì abbiamo vissuto una fine di agosto intensa e piena di novità e di emozioni.

Mi ricordo benissimo di quel giorno di Agosto; Lolò tornava a Roma. In verità era già tornato da diversi giorni, ma stava in "esilio" a Ladispoli, dove dimorava la sua casa marittima. Infatti ricordo anche diversi miei sms pungenti in cui lasciavo trapelare per niente velatamente, la mia gelosia per quell'ambiente a me ignoto fatto di ragazzi, amici e affetti "intensi" di cui io non facevo parte. Diavolo Lolò era mioooo!

Quel giorno (penso 20 Agosto) resta impresso nella mia mente: dandoci appuntamento sotto al Colosseo, io arrivai un po' in anticipo, perchè sprovvisto di mezzi propri dovevo fare affidamento solo sull'Atac e quella sera IO AVREI DOVUTO BENEFICIARE DI OGNI SINGOLO SECONDO CONCESSOMI. Vedendolo arrivare con il suo motorello, lo raggiungo, lui si toglie il casco, ci guardiamo e ... IL SILENZIO! Io avevo vagamente gli occhi lucidi e non riusci a dire altro che un "ciao" abbracciandolo avidamente. Ricordo tanti altri particolare di quella sera, ma di questo non posso proferire parola....

A cominciare dalle nostre prime esperienze per locali “gai”, dove per locali gai qui a Roma se ne intende prevalentemente UNO: il Coming Out.

Anche quella era un’esperienza che non avevo mai fatto. E ricordo che l’estate precedente ero arrivato pavidamente fino al colosseo, col mio motorello, per intravedere fugacemente quel luogo di perdizione che sapevo era nei paraggi del colosso, ma non ebbi abbastanza coraggio per cercarlo a fondo, e tornai indietro. Col senno di poi... Forse era meglio non trovarlo affatto? :P

La prima volta che ci andammo fu strano: mi faceva molto effetto vedere tutte quelle persone che abbracciavano e baciavano altre persone dello stesso sesso. Mi veniva da dire:“SIETE TUTTI SBAGLIATI!! .. Ah, anche io sono così..”.

Una delle prime volte che siamo andati ci è accaduto un fatto curioso: dopo aver passato un po’ di tempo davanti al pub (rigorosamente davanti, quel pub è un buco e dentro è pure mezzo vuoto: stanno TUTTI fuori), abbiamo attraversato la strada e stavamo facendo una passeggiatina romantica sotto il colosseo. Passeggiando passeggiando, ad un certo punto noto che c’è un tipo di colore che ci segue (marocchino? macedone? africano? asiatico? Non lo so. Per capirci: il classico tipo di mezza età che vende i gattini giocattolo sulle bancarelle per strada. Insomma non il negrone della pubblicità della Old Spice).. Avevo capito che ci stava seguendo e mi stavo iniziando a preoccupare. Ad un certo punto ci fermiamo e lui viene verso di noi. Prendo il cellulare, e lo tengo pronto per comporre il numero della polizia.

"Eccolo che si avvicina! E' qui davanti a noi! ODDIO! COSA FARA'!? STA PARLARE! COSA CI DIRA'!? AHHHH!!!"

......

Lui:"Hi" e sorride come un ebete....

Noi: "Hi....."...... fiuuu.... ilvento che soffia e alza un giornale da terra...secondi di tensione... Lui, sempre col sorriso piacione da ebete:"My parents are in France" e ammica! Ihhhh! Ma questo ce sta a provà! Sta poracccia! IO:"AND SO??" :D "No.. No.. thanks!"

E se n'annamo.. Ah, andiamo bene andiamo!


Un'altra bella esperienza è stata quella della nostra prima giornata ad un parco acquatico: l'Hydromania, un modesto parco acquatico nei pressi di Roma.


Di quell'esperienza ho 2 ricordi:

- il primo mi viene rammentato dalla foto che ho nel cassetto e che mostra 1) quanto ero bianco soprattutto in confronto ad Ale 2) quanto eravamo diversi :)
Foto da non mostrare a nessuno!
- il secondo ricordo è legato al fatto che abbiamo passato la giornata a dover far finta di essere amici e non era affatto facile.. E a complicare tutto c'era il fatto che eravamo tutti e 2 ormonalmente agitati da quell'esperienza :D

Dopo aver stabilito il giorno più congeniale ad un Lolò (già allora molto diplomatico) riuscimmo ad andare all'Hydromania, con mia sorella (allora nano-piccolina) e Sara. Quella giornata la passammo sempre appiccicati l'uno all'altro, a far finta di giocare per trovare contatto fisico, e spesso ci ritrovavamo a fissarci complici, come nel volerci dire: "se solo questa gente scomparisse....".


Ma il meglio doveva ancora arrivare.. Il 25 agosto infatti mi arrivò una lettera inaspettata con un altrettanto inaspettato CD allegato.. Pensavo fosse un altro CD della musica che piaceva a lui.. Invece era tutt'altro, qualcosa che mi ha lasciato senza parole.



E ancora: il 28 agosto fu una giornata, o meglio serata, da ricordare, perchè fu la serata di una prima volta importante...

Io ricordo con piacere che fù la prima volta che dormii a casa di Lolò.

Quel 25 agosto non lo avevo potuto incontrare, e non sapevo che lui in quei giorni stava preparando qualcosa di speciale per me. Lo scoprii la sera. Dopo una delle tante belle serate che passavamo insieme Ale nel salutarmi mi dà una lettera e un CD, e mi dice di leggerla solo una volta arrivato a casa. Io tutto contento mi scapicollo col motorino per arrivare presto a casa. Parcheggio il motorino, salgo su casa e mi chiudo in cameretta. Apro la lettera...


A
Lò

PS Vi prego fatemi un favore: se sceglierete mai di andare in trentino (posto maestosamente stupendo) boicottate ANTERMOIA e paesi limitrofi e prediligete Madonna di Campiglio, Tonale ecc... quella mucca.. QUELLA MUCCA.

6 commenti:

Davide ha detto...

e che diamine con sta suspance... :)
Se è un'altra lettera come quella scritta sul diario di scuola non la voglio sapere che poi piango :)

Sono una persona sensibile, ho lacrimato pure per la mucca (poveretta).

2 domande: primo cos'è il Tagadà
secondo ma come fate a ricordarvi tutte ste date esatte? Io ricordo la prima notte che ho dormito con Benji ma non che giorno fosse!

gigi er libraro ha detto...

Oh, finalmente!! Quanto m'è mancato ALO's creek!!!

Anonimo ha detto...

oddio suspance...anch'io intristita per la mucca!!!
e curiosità per la lettera e il cd!
E' mancato si ALO'S creek..
quando ho visto che c'era ho esultato e ho detto,,,evviva c'e'! e ho letto con concentrazione e avidità perchè non è un fare gli affari vostri..ma è un racconto cosi' dolce e delizioso ricco di emozioni che ti prende dentro anche se nn vuoi..almeno a me fa quest'effetto!!

POi io vi ho scoperto sul blog, non vi conosco di persona e mi sono "innamorata" di voi come coppia..vi adoro..sembra una cazzata visto che è tutto virtuale..ma nn sto passando un bel periodo e leggere solo il blog mi distrae un attimo e mi fa sorridere...
oltretutto siete una bellissima coppia e tutto cio' si vede e si sente..:)
siete di una dolcezza infinita quella che in questo momento manca a me sotto il profilo dell'amicizia anche..!:)
laura

Lolò ha detto...

Grazie lauretta! Ti abbraccio!

Lolò!

gigi er libraro impiccione ha detto...

PS: dimenticavo!! la pro loco di ANTERMOIA, oasi di pace e di tranquillità, (oh, lo scrivono loro sul sito; ebbene sì, m'hai fatto googleare per cercà de capì dove può sta un posto simile!!) sentitamente ringrazia..

Riccardo ha detto...

Quanto mi mancava Alo's creek! =D