lunedì 27 settembre 2010

Let Go and Move On



Questa è la musica finale di Lost. Non la pubblico solo perchè è bella, o per poter avere un'altra scusa per rinominare Lost.

La pubblico per dirvi che è difficile ascoltarla, sapendo in quale momento del telefilm viene suonata e cosa evoca. Chi ha visto sa cosa intendo, cosa significa

E allora vengono anche a me in mente delle immagini


Quando magari stava sull’autobus, e guardava fuori dal finestrino, pensando.

Quelle volte che stava davanti al mare, a osservarlo, e il sole gli riscaldava la pelle.

Quella volta a scuola che era stato triste perché il professore gli aveva messo un brutto voto sul tema, e il papà lo ha consolato, scrivendogli una delle sue lettere.

Il tempo del collegio, con i preti.

Il tempo in cui, bambino, viveva la guerra e vedeva i bombardieri sorvolare Roma, e provava la paura, quella vera.

Il primo bacio, alla prima ragazza.

Il suo primo matrimonio, e i diversi minuti impiegati a dire “Sì” sull’altare.

La prima figlia, che gli ha voltato le spalle e lo ha odiato fino alla fine.

La prima volta che ha visto mia madre, in ufficio. E la prima volta che si sono baciati.

I suoi viaggi per l’Europa, in moto

Tutti i libri che ha letto, tutte le pagine consumate

Quei 2 giorni in cui ha dovuto assistere al funerale dei suoi genitori

Quel giorno, mentre tutto orgoglioso guardava me che esponevo la mia tesi di laurea

Quando mi ha comprato quel portafoglio che tengo nel cassetto, con dentro ancora quel suo biglietto.

Quando si segnava sull’agenda le condizioni meteo di ogni giornata.

Quando ha comprato questa casa, e il primo giorno in cui ci sono venuti a vivere.

Quelle volte che mi ha portato in barca, ed eravamo io e lui

Quando abbiamo portato Sasha a casa la prima volta

Quando portava a tavola le pappardelle al sugo di cinghiale, con la sua ricetta che richiedeva 3 giorni di preparazione.

Quando andavamo alle cascate delle marmore, o quando siamo andati sulla neve al Terminillo, o la gita ad Amalfi, o quelle volte a Orvieto, a Norcia.. e da piccoli in Sardegna

Quando giocava a Zelda col Super Nintendo, in camera di mamma, sull’angolo del letto. Gliel’ho detto io come sconfiggere il mostro finale.

Quando se ne stava seduto in giardino al mare a fumare la pipa e guardare le palme crescere

Ogni 25 luglio al compleanno di mia nonna, quando preparava la sua favolosa zuppa di pesce, e si faceva una stupenda tavolata con tanti parenti, palloncini e festoni

La cena al ristorante, la sera del suo ultimo compleanno

Quella volta che gli avevo detto che il massimo che potevo prendere all’esame era 26, data la media con lo scritto, e quando sono tornato a casa e gli ho detto che avevo preso 26 mi ha abbracciato e si è commosso.

Quando avrà guardato il mare per l’ultima volta?

Qual è stato l’ultimo film che avrà visto al cinema?

Quale sarà stata l’ultima frase che mi avrà detto?

Tutto questo adesso è un nastro inciso che può essere solo rivisto in replay.

Nulla può essere più inciso nella sua vita.

Io ora sto incidendo la mia.

Sto tutt’ora incidendo, anche in questo istante.

E ho inciso questi minuti, preparando questo post.

E voi cosa facevate? Aggiornavate il vostro status?

Qual è il senso?

C’è un senso?

Sprechiamo così tanto tempo.


Cosa significa sprecare il tempo?

Guardare una nuvola è sprecare tempo?


Ormai è quasi un mese che mio padre non c'è più, e io non faccio altro che farmi domande sul senso delle cose. Sento che finora ho indossato un vestito che mi stava stretto. Sento che bisogna cambiare qualcosa, che le cose vanno fatte e pensate in modo diverso.

Spero di avere la forza di cambiare qualcosa


Lolò

4 commenti:

gigi er libraro ha detto...

Solo per mandarti un abbraccio. Partecipe

desaparecido ha detto...

Lolò dopo aver letto questo post ho quasi timore a scrivere, avrei voglia di abbracciarti forte, si percepisce nitidamente quanto amore hai per lui, i sentimenti che stai provando ora e anche il percorso di profonda riflessione che ti ha portato questa esperienza della vita.

sono sicuro che hai già la forza che cerchi e che riuscirai a raggiungere ciò che desideri.

Marco ha detto...

Musica, parole...e qualche lacrima scende. Per me è così difficile parlare di padri...e so che sono un po' ripetitivo ma grazie...grazie per l'amore che mi hai trasmesso, per il calore e l'emozione che mi hanno pervaso...
Non riesco a dire altro...ora mi ascolto la canzone...Hugs...

Manu ha detto...

Semplicemente: sei un figlio che Lui, ovunque sia ora, sarà orgoglioso di aver avuto!!!
Grazie per farmi partecipe di questi sentimenti così profondi e personali.