lunedì 18 ottobre 2010

It gets better; Le cose andranno meglio...

Oggi vi voglio parlare del discorso di un consigliere comunale statunitense texano che in questi ultimi cinque giorni ha creato scalpore in America e ha dato via ad un effetto riverbero mediatico di proporzioni stratosferiche; si pensi che solo su youtube ha avuto un milione e mezzo di click in 5 giorni.

Joel Burns, durante un consiglio, ha preso la parola e ha parlato per 12 minuti, dovendo spesso interrompersi, per l'emotività e la tristezza che le sue parole smuovevano.
Joel partendo da un resoconto di alcuni teenager gay vittime di sopprusi e bullismo a sfondo omofobico, ricorsi per questo al suicidio, continua raccontando il proprio passato di tredicenne omosessuale texano incompreso e impaurito e quello di un presente bellissimo, pieno di ricordi felici in cui ha avuto la forza di reagire e scoprire quante cose belle aveva la vita in serbo per lui.

Anche se ci si trova di fronte a gesti di scherno, ad un doloroso coming out, all'incomprensione o ai maltrattamenti di chi ti sta accanto e peggio ancora di chi ti dovrebbe proteggere, un futuro migliore C'E', "le cose andranno meglio".
Joel dice il suo numero di telefono come gesto estremo di solidarietà verso chi come quei ragazzi è troppo debbole per poter affrontare la cosa da solo, perchè VOI NON SIETE SOLI dice.
Comunque sia ora la vostra situazione, le cose andranno meglio, datevi almeno il tempo di poterlo vedere con i vostri occhi.

Ora il discorso che ho riportato non è la traduzione ESATTA, ma un riassunto di quello ho sentito vedendo il video che segue.



Io mi ricordo che nella mia pre adolescenza, quando avevo già capito di essere omosessuale (mi riferisco ai miei 12-13 anni), nella mia testa balenarono vaghi pensieri di auto annientamento.
Mi ricordo nitidamente di un giorno in cui ero in vacanza in Abruzzo;
entrando in un bar, vidi una copertina di Tv sorrisi e canzoni in cui c'era il cantante degli Ultra.
Fermandomi a vedere la copertina con il classico sguardo tra lo sbigottito da cotanta (allora) perfezione e la sincera attrazione tipici del teenager ai primi fermenti ormonali, percepii con la coda dell'occhio mio padre che entrava e si dirigeva verso la cassa.
Subito corressi la posizione della mandibola in sublussazione, e camuffai spostando l'attenzione su un altro giornale. Lui non si accorse di niente, ma subito dopo quei brevi istanti il mio cervello partori' questo pensiero: "E come faccio a dirgli una cosa simile? Lui si arrabbierà molto... quando avrò 14 anni e avrò avuto il mio primo rapporto mi toglierò la vita".

Ora al di là del fatto che nella mia testa il concetto di "omosessualità" non era ancora definito, (incosciamente senza saperlo pensavo fosse più una malattia e RARA per giunta) e del fatto che non so perchè fossi convinto l'età di 14anni fosse stata l'età giusta per il primo approccio sessuale con un ragazzo e SOLO DOPO sarei intervenuto, io ero sicuro che dopo quell'evento tanto bramato quanto PECCAMINOSO E MOTIVO DI VEROGNA, non avrei saputo resistere ai sensi di colpa e alla vergogna dovendomi uccidere; il pensiero era molto vago ma due volte mi è venuto in mente.

Il bello è che io fino al primo superiore avevo vissuto in un contesto scolastico di cordialità e rispetto studentesco, senza ricevere la benchè minima intimidazione o discriminazione ne su me ne fatta su altri, quindi pensate QUANTO SIA GROSSO il potere di una comune battuta o anche di un rapido accenno all'omosessualità come motivo di vergogna e pubblica derisione, su la mente di un giovane adolescente che sta crescendo. Pensate allora quanto sia grave per lui andare a messa e sentirsi definire Peccatore, o accendere la tv e sentirsi definire deviato o malato dal politico di turno.

Stà di fatto che crescendo e scoprendo su internet che non ero solo MA CHE ANZI ero in allegra compagnia, il mio primo contatto Rainbowboy (che sollievo che mi hai dato Antò ^_^) le paure dell'essere e vivere privatamente la mia sessualità sparirono e quei pochi pensieri nefasti che ebbi avuto svanirono nel nulla, solo ora dopo piu di dieci anni ci ripenso.
Ma io riconosco di essere stato fortunato sotto certi punti di vista, ho avuto un'amica del cuore prima a saperlo che mi ha supportato e fatto sentire accettato sin dall'inizio, una classe fatta di amici open minded, (eccetto un lancio di una sedia in seguito ad un accenno di discriminazione omofobica in primo), ho avuto una madre che mi ha fatto sentire lo stesso figlio di sempre, una sorella che si è battuta e tutt'ora si batte per me, nonchè una splendida famiglia acquisita da parte di Lolò che ha fatto lo stesso, per non parlare di zii, cugine, colleghi di lavoro e si anche un padre che mi ha fatto tanto tribolare ma che alla fine di un lungo percorso è venuto al Gay Pride.

Ma stà di fatto che se io non avessi avuto quel minimo di supporto inziale gli eventi mi avrebbero potuto ance far fare una cazzata.
E QUESTA è UNA COSA INACCETTABILE!

Io sogno un paese in cui un bambino può scoprirsi attratto da uomini e non doversene vergognare. Voglio un paese dove un bambino possa crescere nell'assoluto rispetto e senza doversi pensare MALATO, perchè normalmente differente dagli altri.

Noi che siamo CRESCIUTI, e abbiamo superato la fase critica dell'adolescenza abbiamo il dovere morale di IMPORCI, difendere, supportare e fungere da modello d'esempio per gli altri piu piccoli che ancora non sanno essere se stessi.

Per farlo però dobbiamo prima di tutto accettare chi siamo, e non nasconderci dietro maschere.
Solo vivendo trasperentemente con gli altri riusciremo a trasformare l'immagine del gay malato e pervertito, radicata purtroppo in troppe menti, in una COMUNE E NORMALE espressione della propria personalità/sessualità. Dobbiamo essere UN ESEMPIO, dobbiamo veicolare la giusta immagine dell'omosessualità.

Noi che SIAMO FORTI E ABBIAMO LA FORZA E LA BOCCA PER RISPONDERE ALL'IGNORANZA DOBBIAMO INTERVENIRE PER QUEL BAMBINO CHE GUARDANDO IL TG CON I GENITORI VEDE UN BOSSI E UN PAPA DEFINIRE L'OMOSESSUALITA UN PECCATO E UNA PERVERSIONE.

Noi dobbiamo impedire con tutti gli strumenti a disposizione, che questo scempio continui a sussistere. DOBBIAMO.
Joel non deve essere l'unico pazzo a farlo, e il mondo non deve essere piu stupito da video come questi, DEVE ESSERE ANNOIATO, perchè il suo messaggio deve essere UN'OVVIETA PER TUTTI.


Il primo strumento con cui intervenire è il nostro COMING OUT.

Non abbiate paura perchè noi i mezzi per superare le peggiori insidie li abbiamo, non siate codardi pensate a quei bambini, combattete CAxxO.

Sinceramente affervorato

Ale!

3 commenti:

Arturo ha detto...

Che racconto stupendo Ale.
Davvero condivisibile.
Sa di già vissuto.
Purtroppo e per fortuna.

Mi convinco che la nostra generazione di omosessuali abbia un incredibile retroterra psicologico-culturale-affettivo in comune.

Comunque il tuo miglior post. Di sempre.

rainbowboy ha detto...

Concordo con Arturo, questo è tra i migliori post che tu abbia mai scritto; e quando esprimi questi pensieri capisco perchè dopo otto anni mi trovo davanti ad un pc a leggerti con piacere, perchè nella vita si incotrano tante persone ma solo alcune sono capaci di lasciarti un segno indelebile, quelle che si possono distinguere dalla massa..anche tu sei stato un gran sollievo per me allora, non avevo avuto nemmeno io ancora contatti reali con altri ragazzi come noi e certamente l'idea che mi ero fatto del nostro mondo tramite i primi contatti in chat non era stata delle migliori..se non ci fosse stato quell'incontro per me probabilmente non ci sarebbe stato a catena poi tutto il resto, la mia vita non avrebbe girato quell'angolo..io a differenza tua ancora non ho vinto tutte le sfide, non ho potuto ancora fare completamente un coming out in particolare, ma nel complesso non posso lamentarmi e sicuramente mi sento un ragazzo risolto su questo piano..quindi un grazie anche a te che sei stato il punto di partenza.

gigi, er libraro pignolo ha detto...

ALE 4 PRESIDENT!!

PS. ehm.. noticina a margine: si dice INfervorato, non affervorato. Ma questo è l'unico, microscopico errore di tutto il post!!