sabato 4 dicembre 2010

Stà di fatto che...

Sono circa due settimane che il mio umore varia pesantemente da un estremo ad un altro più volte nella stessa giornata.
Non riesco a capire perchè ma ho dentro di me una tristezza ed una rabbia che non riesco a definire e comprendere.
Lo scrivo qui perchè mettere le cose nero su bianco mi ha sempre aiutato ad elaborarle.

Si è vero i miei si sono praticamente separati e forse questo potrebbe essere la causa di tutto, ma io sono il primo che ha detto sin dal principio che questa sarebbe stata la scelta migliore per due persone che non condividono più niente se non mille discussioni.
Non ce l'ho con nessuno, ma ce l'ho con tutti.
Ogni persona riesce a suscitarmi rabbia e collera, sentimenti per me estranei cosi presentati.
Per la prima volta hanno esordito anche a lavoro, dove non è successo nulla intendiamoci, ma dove non avevo la mente libera e dove lavoravo con fatica.
Se ci mettete pure il fatto che la coordinatrice manca ed io la sto supplendo, che sto seguendo due pazienti esterne nel pomeriggio di cui una "giustamente" depressa, a cui si aggiunge anche l'attività in palestra, capite bene che affrontare il tutto diventa faticoso.
Ho bisogno di un break, ma non so da cosa e non so come.
Improvvisamente mi sento solo, ma solo non sono.
Voglio che gli altri s'interessino a me ma allo stesso tempo, ora più che mai, desidero di essere totalmente indipendente e di non dover rendere conto a nessuno.
Voglio essere lasciato solo.

Io capisco la negatività di tutti i componenti della famiglia ma ora non sono pronto o per lo meno disposto, a farmi carico dei loro problemi. Poi sarà che la mia mente ora vede tutto negativo, ma sembra che tutto mi remi contro, il traffico, gli orari, i pazienti, il lavoro, la multa per aver preso per errore la corsia preferenziale, il letto da rifare all'una di notte dopo aver dormito solo 5 ore.
Mi sento come se avessi perso le redini della mia vita.


Per la prima volta mi stò pensando egoisticamente distaccato da tutti, compreso dalla mia famiglia. Sento che ora è arrivato il momento di pensare solo a me, uscendo di casa e lasciare i loro problemi a loro, o per lo meno in standby.
Ma non capisco perchè sono cosi giù di morale.
Perchè non voglio parlare con nessuno della cosa?
Perchè il minimo accenno alla cosa mi irrita?
Perchè ce l'ho con tutti loro se sono il primo a riconoscere che questa scelta è SENSATA E OPPORTUNA?

Io non sono obiettivamente triste della loro separazione, è una cosa che respirava nell'aria da troppo tempo ormai, non ne sono sorpreso e non sono avvilito per essa, però c'è qualcosa che non và che ha comunque a che fare con essa.
Perchè sento istintivamente (si io sono una persona molto istintiva ed impulsiva) che la mia "cura" è uscire di casa e andare a vivere da solo, mettendo da parte tutto e tutti?!

L'unica mia consolazione ora è Lolò, l'unica figura che mi rasserena e rende felice.
Vorrei avviare grandi progetti con lui, ma i tempi non sono ancora sufficientemente maturi per lui, ancora troppo impegnato nella propria formazione, ma nel mentre vorrei comunque procedere in via provvisoria.

Un po' mi preoccupa questo mettermi a nudo, ma sono sempre stato un sostenitore del chiedere aiuto ed un confronto nel momento del bisogno, quindi per coerenza e necessità ho scritto questo post.
Non sono un piagnone che si lagna di tutto, anzi sono uno che nella vita ha sempre svoltato con intraprendenza ai bivi della propria vita, ma per la prima volta mi sento un po' in crisi e non so veramente perchè.


Probabilmente ho scritto un sacco di cazzate, e domani avrò tutto più chiaro dopo aver dormito a sufficienza e aver avuto tempo per poter pensare a me e non solo a pazienti e coreografie.

Stà di fatto che....

..boh.

Ale!

13 commenti:

gigi er libraro ha detto...

Ale, si chiama burn out. E credo tu conosca il significato del termine.
E' fisiologico, don't worry: quando si va sempre a mille all'ora e magari ci sono anche problemi a casa, arriva il momento in cui le pile sono scariche.
Unico consiglio da vecchio saggio (vabbè, magari saggio è esagerato, parlando di me..): cerca di ritagliarti del tempo SOLO per te (e per voi due). Rilassati, riposati, RESPIRA
Nessuno di noi può fare da parafulmine a tutti i guai del mondo, don't forget it!!

Si3Ge ha detto...

Io di 'ste fasi ne ho avute un paio nella vita, e mi sa che una l'hai vista pure tu (anche se forse non te ne sarai accorto).
Ti dico solo che non posso darti consigli, perché non sarebbe giusto. Fai quello che ti va.
Cercherò di romperti di meno... se mi riesce!
A me una multa è arrivata ieri, corsia preferenziale del 2 Settembre, sull'Aurelia, vicino Cornelia... Stavo cercando parcheggio accompagnando una collega a comprare un cellulare (che alla fine non ha nemmeno comprato). Che palle. Meno male che non ho perso punti.

Bert ha detto...

cavolo, alcune frasi potrei averle scritte io... capisco bene la difficoltà di dover affrontare questi sbalzi d'umore, la volontà di non farli pesare sugli altri, la voglia che qualcuno si interessi a te, quella contrastante di essere lasciato solo e soprattutto il fastidio che si prova a non capire perché ci si sente così.
Probabilmente è normale provare certe cose di fronte a situazioni impegnative, soprattutto quando pensavamo di essere pronti e non ci siamo lasciati il tempo di elaborare quello che ci stava succedendo; forse il modo migliore per uscirne è accettare di avere dei limiti, senza nascondersi dietro un sorriso non troppo sentito o un'arrabbiatura insensata... non è facile, ma ci si può provare.
Anche io ci sto provando.

Secondo me ce la facciamo!

Manu ha detto...

Sicuramente la separazione dei tuoi genitori (anche se hai ritenuto e ritieni sia la migliore scelta) è sempre un fatto traumatico quando essa da possibile/probabile diventa una certezza.
Ma ciò che può renderti di umore così volubile è sicuramente la vita frenetica che stai conducendo.
Dici bene: hai bisogno di un break: nn so se isolarsi sia la migliore soluzione, sò solo che hai una forza ed un coraggio che sicuramente ti aiuteranno a superare questo periodo e, se me lo concedi, ti dò un solo consiglio: prendi la vita con calma, hai finalmente un lavoro che ti gratifica sicuramente, accanto a te c'è un biondino che ti adora; nn fare il passo più lungo della gamba Ale......hai solo 24 anni e davanti a te (lo spero e te lo auguro) un sacco di tempo per tuttooooooo.
""Life is too beautiful not to enjoy it all the way""

rainbowboy ha detto...

Ciao, mi dispiace molto leggere che ti senti così in difficoltà, anche xkè x chi guarda alla tua vita da lontano solo attraverso la finestra di questo blog appare quasi come un fulmine a ciel sereno, anche se sicuramente non è, ma è invece l'acme di una situazione complicata. Sono d'accordo con chi dice che è fisiologico per uno che è l'emblema dell'efficienza come te. Se posso soltanto e con modestia dare un piccolo contributo alla riflessione su ciò che ti sta succedendo dentro, io ho l'impressione che è come se questa voglia di uscire fuori di casa prima di quanto avevi/avevate programmato è espressione del tuo inconscio timore di dover vivere la rottura familiare da dentro: l'accetti, ne condividi i motivi, ma vuoi guardarla esternamente. E' comprensibile, però fa che questa tua scelta non si trasformi in un'ulteriore perdita per chi ha bisogno di te. In bocca al lupo.

eja ha detto...

Ale, bellissima lettera a cuore aperto...Sicuramente con tutto quello che fai, 2 lavori pesanti, tante responsabilità, poco tempo per riposare e soprattutto poco tempo per te stesso e per la tua storia d'amore, sei arrivato ad un punto in cui ne hai le scatole piene. Da qui il tuo desiderio d'indipendenza...Cerca di eliminare i fattori che ti procurano più stress...purtroppo non il lavoro perchè sennò elimini anche i soldini!!!
Un abbraccio

Lolò,
coccolaci sto ragazzo che ne ha tanto bisogno!

Alessandro! ha detto...

Ragazzi le vostre risposte sono parole ricche di sincerità, supporto e affetto.
Ne faccio tesoro e vi stringo forte!
Oggi che ho dormito tanto già sento di avere la chiave per poter stare meglio.

grazie di tutto :)

abbraccio

PS Il discorso sul voler essere spettatore esterno di uno spettacolo che sommerà altro stress e ansia al burn out da cui sono colto (come ha sapientemente detto la ns zia gigilibraro) è verissimo!!! scritto cosi nero su bianco riconosco che è l'esatto motivo del mio stato umorale attuale.

PPS si3ge Tu continua a volermi bene come una sorella dottoressa e vedrai che staremo meglio ogni giorno di piu.

PPPS Bert .. si ce la faremo :X

PPPPS Manu si devo prenmdere la vita con meno senso del dovere.. meno intraprendenza.

PPPPPS Rainbow: si è vero voglio uscire pensare solo a me per non soffrire ma allo stesso tempo ho paura che questa scelta diventi dolorosa per altri. sto cercando una sintesi.

PPPPPPS Eja voglimi bene pure tu e vedrai che starò ancora meglio :))

eja ha detto...

Ale,
io ti voglio benissimo :) Anche se non ci conosciamo :)
Ci accomunano le nostre radici sarde e l'amore per...ehm, il mare, diciamo così!!!

Vince Symo ha detto...

Dài, che tutto passa prima o poi... ;)

LeMon ha detto...

http://www.youtube.com/watch?v=C3rDMJERl64v

dedico questa canzone a tutti ma specialmente a te ale

JkL ha detto...

io ho provato a spiegarmelo come un taglio del cordone ombelicale, non so a te ma a me queste tue stesse sensazioni mi fanno sentire orfana, una tremenda sensazione di sconforto che non riesco a non provare, nonostante sia circondate da persone che mi vogliono bene. Diventare grandi è forse questo?

Matt varesino ha detto...

Concordo con gigi er libraro.
Aggiungo poi che crescendo cominciamo a sentire, oltre al naturale affetto per i genitori, la differenza generazionale, che tende a peggiorare i pensieri differenti che normalmente abbiamo.
Si arriva ad un certo punto che si deve necessariamente smettere di farsi carico dei problemi della nostra famiglia, proprio per il desiderio di crearsi una famiglia propria, nel tuo caso con Lolò.

Pensieri simili li ho anche io molto spesso e da quanto leggo nei commenti, non sei il solo.
Un grande abbraccio, spero che la serenità, che deve partire dalle piccole cose, dilaghi :) e possa farti stare meglio.
Un saluto caro, a te e al consorte.

Anonimo ha detto...

Ciao Alessandro,
dopo aver letto la tua lettera, mi è venuta in mente una frase che ho letto su una rivista :"Credo che ogni essere umano abbia in sè gli strumenti per affrontare le prove che la vita gli pone davanti".
Ecco, vedi, la vita è una continua prova, un continuo cambiamento, un dover mettere in discussione ciò che viviamo. Questo, visto così può spaventare, perchè preferiamo che le cose non cambino mai, i cambiamenti ci mettono paura, ci proiettano verso l'ingnoto. Lasciare tutto come è ci tranquillizza.
Ma la trasformazione a cui ci conduce la vita non è altro che una continua opportunità di crescita per noi tutti.
Il senso di disagio che tu provi, e che io ho provato ormai infinite volte, non è altro che paura di perdere ciò che ci rende forti e sicuri. Allora ci viene voglia di scappare e cercare questa nuova dimenisione di "sicurezza" in noi, staccandoci da quelle persone e quelle cose che vediamo sparire.
Probabilmente, anche un inconscio ed errato senso di essere in parte responsabili delle cose che accadono, ci fa percepire un disagio, che non sappiamo come gestire.
Liberati dei sensi di colpa e di responsabilità che non sono tue.
Fai della tua vita ciò che ti rende felice, perchè è per questo che ti ho messo al mondo.
La separazione, il non sentirsi per un pò, lasciare il nido in cui si è nati e cresciuti, prima o poi capita a tutti. ( io l'ho fatto prima di te e so cosa vuol dire: essere adulti quando si ha ancora bisogno di sentirsi figli);
La verità è che nessuno lascia nessuno se ci lega l'amore e la stima. Che il rapporto che abbiamo costruito in tutti questi anni e che ci sarà sempre, deve essere per te la forza per crescere nella tua dimensione di adulto. Che io sono e sarò sempre la tua mamma e che da vicino o da lontano sarò sempre con te: sapere che siamo vicini in questo non ci farà mai sentire soli.
Quasto è un momento di crescita per tutti e se ne approfittiamo ne usciremo più forti e più uniti che mai.
Con il mio immenso amore TUA MADRE.