mercoledì 20 aprile 2011

Improvvisamente genitore...

...no non sono diventato padre nel vero senso della parola, ma per via del caos familiare mi ritrovo inaspettatamente alla guida di un gruppo i cui dirigenti sono andati improvvisamente KO.

Sono esasperato dai miei dubbi: fino a che punto debbo caricarmi di doveri non proprio miei e quanto è giusto che lo faccia?
Si dice che i figli debbano prendersi cura dei genitori e dei loro problemi, ma cosa succede quando questi non sanno affrontarli e li strumentalizzano secondo i loro deliri per lagnarsi senza fine o peggio ancora quando li ignorano e fanno finta di niente?

Cosa deve fare un figlio in questo caso?

Sarei tentato a lasciare casa, ma per mia natura non riesco a fuggire e a fare finta di niente, voglio porre rimedio e lasciare una situazione solo quando quest'ultima si è risolta.
Quello che mi distrugge però è sapere che la situazione non la lascino gestire o vedermi remare contro.

Allora Ale ora fa l'ultimo tentativo; prende le redini del comando coordina e se qualcuno si lagna lo lasciamo andare al suo destino.

PROBLEMA -SOLUZIONE - RISOLUZIONE - AVANTI.

Ale!

10 commenti:

Manu ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Manu ha detto...

Quanta amarezza trovo in questo post...........
Quanto ringrazio il destino che ha voluto privarmi prima del papà e recentemente della mamma senza che essi avessero mai avuto uno sbandamento nel loro rapporto!

Non so se darti un consiglio o meno; una cosa però mi sento di dirti: se gli adulti non sanno prendersi le proprie resposanbilità, il figlio deve compiere il suo ruolo che è eslusivamente di rispetto ma non di sostituzione dello stesso.
E qui calza a pennello quanto mi hai scritto o detto tu tantissime volte: vedi di te; ricordatelo sempre Ale, i tuoi hanno scelto di non stare assieme, di creare (volenti o nolenti, egoisticamente o non) difficoltà a voi figli. Pertanto regolati di conseguenza.

Davide ha detto...

I genitori sono genitori. I figli sono figli. Tutti siamo persone. NOn spetta a te risolvere i loro problemi, a te spetta rispettarli ed amarli entrambi. E il resto ... c'est la vie.

vento18 ha detto...

io mi fido di te, secondo me farai la cosa migliore...

Marco ha detto...

Per questa situazione ci sono passato, anche se diversi anni fa. I miei sono separati da 9 anni ormai e la prima immagine che mi viene sempre in mente quando ripenso al momento in cui "mio padre" lasciò casa è di me che senza batter ciglio apparecchiavo la tavola per tre persone e decidevo che da quel momento avrei sopperito io alla sua mancanza. Oggi, dopo molto tempo, un po' mi pento. Per quanto è evidente che una separazione inevitabilmente ti porti ad assumere responsabilità ed oneri che non ti competono, allo stesso tempo mi rendo conto che scegliere di diventare io stesso "genitore" piuttosto che figlio è stata una decisione non proprio saggia. Ogni situazione è diversa, per cui darti un consiglio su come agire sarebbe stupido, in tal senso dirò solo una cosa: l'altro giorno ad un cineforum abbiamo visto un cartone dal titolo "La città incantata". La protagonista è una bambina, Cihiro (non so come si scriva ma si pronuncia così), molto insicura e paurosa ma che nel corso del film si troverà a crescere e maturare spinta dal desiderio di aiutare i suoi genitori, vittime della loro gola e ingordigia e per questo trasformati in maiali (assicuro che è un bel film e molto riflessivo). Per poter rimanere nella città incantata Cihiro deve trovare un lavoro per cui si rivolgerà alla strega, il "sindaco", la quale alla firma del contratto le ruberà il nome per assegnarle un altro, Sam: in questo modo, privi della loro identità, la strega riusciva a controllare i suoi dipendenti. Cihiro, però, sarà l'unica a non dimenticare chi è...e quindi non solo salverà sè e la sua famiglia, ma anche le persone con le quali interagisce.

Marco ha detto...

Questa lunga premessa (e mi scuso se mi sono preso tanto spazio) mi serve giusto per stressare e sottolineare qualcosa che mi sembra importante: fa ciò che ti senti, aiutali come meglio ritieni opportuni...ma non dimenticare mai chi sei. Non assumerti ruoli troppo grandi...o se lo fai...cerca di non perdere mai di vista i TUOI obiettivi, i TUOI desideri, i TUOI progetti..insomma TE stesso, il meraviglioso Alè che ho conosciuto! La stessa Cihiro, salvati i suoi genitori, torna figlia. Per quanto più matura e consapevole, si aggrapperà ancora al braccio della madre.
Per concludere...Abbi sempre cura di te Alè! :)
Un abbraccio grande
(Scusa ancora per la lunghezza!!! In 'sti giorni sono prolisso!)

gigi er libraro ha detto...

han detto tutto gli altri e sono d'accordo con loro; mi limito a questo consiglio: stai attento Ale, chè se resti sulla linea del fuoco ti potresti ferire.
E queste sarebbero ferite difficilissime da rimarginare!!

PS @ manu: beh, io veramente NON ringrazio il destino per avermi reso orfano da ragazzino; anzi..

Capitato per Caso ha detto...

Parole davvero piene: toccanti per la forza con cui esprimono uno stato d’animo intenso. E’ comprensibile la violenza dei tuoi sentimenti.

Non posso fare alcuna valutazione dato che non conosco te e non conosco la tua storia, soprattutto in relazione al rapporto con i tuoi genitori.

Mi limito ad osservazioni detatte da pure sensazioni istintive.

Dire “Quello che mi distrugge però è sapere che la situazione non la lascino gestire o vedermi remare contro” sembra evidenziare una consapevolezza (neanche tanto inconscia) di non poter far molto in contraddizione alla dichiarazione “voglio porre rimedio e lasciare una situazione solo quando quest'ultima si è risolta. “. Il tuo tentativo di “prendere le redini per lasciare andare al suo destino chi si lagna” contraddice a sua volta la volontà di risoluzione che, invece, richiede un dispendio di energia ed una pazienza enormi: ha tanto il sapore di voler mettere te stesso in pace con la tua coscienza.
Ho tentato, ma loro non hanno ascoltato.

Non caricarti di responsabilità che non sono tue.

Io credo che il tuo compito sia solo quello di far comprendere loro che li amerai in quanto genitori, che non parteggerai per l’uno o per l’altro (a meno che non ci siano motivi specifici per farlo - che non conosco), che farai da ascoltatore perché in momenti di crisi l’ascolto è spesso il migliore unguento.

E’ tuo dovere, invece, per il tuo amor proprio, far capire che dal canto loro devono evitare che tu - figlio - assorba lo stress di una crisi.

Scusami per l’intrusione ma ho sentito di scrivere di getto. Credo che tornerò.
Ho due motivi per farlo: per chiederti scusa qualora ti avessi irritato e per leggere l’evoluzione del tuo umore.

Anonimo ha detto...

ALE

Ragazzi vi ringrazio innanzi tutto per le SPLENDIDE parole.

@Manu, amarezza si ma mai tristezza. sappi che ho a cuore la tua mail risponderò non appena il mio stato d'umore e il tempo me lo permetteranno.

@Davide: in poche parole sei sempre il mio guru.

@vento: :x

@Marco: La tua testimonianza mi è veramente d'aiuto. Grazie.

@Gigi: cerco di stare attento, ma ogni volta ci ricasco.

@capitato per caso: senza conoscermi hai saputo mettere in luce quello che incosciamente sapevo ma che non ho mai ammesso: io non so come devo affrontare quesat situazione e non so cosa voglio da me stesso. Voglio stare meglio con l'umore ma non riesco a trovare la strada e a comportarmi coerentemente a questo obiettivo poichè distrutto dai sentimenti contrastanti: egoismo o amore per gli altri? quali le priorita?

@ tutti: la sitauazione sembra migliorare dopo i litigi fortunatamente si parla e ci si trova d'accordo su molti punti.

Pian piano ne usciremo! ;)

Capitato per Caso ha detto...

Egoismo o amore per gli altri?

Nessuno dei due: io direi più semplicemente “amore”.
Questa parola include le due precedenti nella composizione giusta.
Puoi benissimo amare gli altri senza annientare te stesso ed amare te stesso facendoti rispettare dagli altri.

Lo sai che mi piaci?
Emerge una sensibilità che mi affascina.

Tornerò ancora.
Ho un altro motivo per farlo: hai compreso la positività del mio intervento rassicurandomi di non averti né irritato, né ferito in qualche modo.

Io sono con te. Lo sono anche i tuoi amici. Continua a non lasciarli fuori e parla più che puoi.
Un abbraccio ed a presto.