sabato 5 marzo 2011

FLORENCE - Reprised


Buongiorno a tutti gente!

Mentre questo post viene pubblicato io e Ale stiamo in viaggio verso una delle città più belle d'Italia, culla del Rinascimento, genitrice dei più grandi geni delle scienze e delle arti del mondo, e soprattutto patria della mitica Fiorentina (ho già prenotato il ristorante per stasera) :)

Aldilà di tutto ciò io e Ale ci prendiamo questa pausina per commemorare una ricorrenza un po' speciale..

Per adesso vi basti sapere che oggi saliremo sulla cupola del Duomo, rimaremo ammaliati dal David di Michelangelo e ovviamente magneremo una bella bisteccozza Fiorentina alta almeno 5 cm!

Prima di lasciarvi però, rimanendo in tema Firenze ci terrei a farvi conoscere un personaggio che vale la pena conoscere. Lui è l'ultimo discendente della dinastia dei Medici, e si chiama Gian Gastone de' Medici, famoso per essere stato il più ignavio, accidioso e lussurioso essere degli ultimi 1000 anni.

Dovete davvero leggere che voi leggiate almeno parte della sua vita privata:

Gian Gastone era solito pranzare a letto alle cinque del pomeriggio e cenare alle due di notte; i cani dormivano con lui; puzzava di tabacco e di vino; era solito vomitare e compiere i propri bisogni corporali nel letto ed ideare stravaganti novità come il fare entrare un somaro, dei saltimbanchi o degli orsi nella camera. Una volta dovettero salvarlo dalle mani di alcuni saltimbanchi polacchi che egli aveva provocato lanciandogli in faccia il bicchiere dopo essersi ubriacato con loro [2].

Trascorreva poi le giornate in festini omosessuali organizzati da Giuliano Dami, il quale si occupava personalmente di reclutare ragazzini generalmente di modestissima condizione [3]. Questi ragazzi, posti al servizio del Granduca, furono chiamati "ruspanti" perché pagati con i "ruspi", le monete del Granducato di Toscana fatte coniare da Cosimo III. Si calcola che nel 1731 i "ruspanti" fossero circa 370. L'ammissione del candidato ruspante al Granduca seguiva sempre un rituale preciso:


« Come era introdotto il novizio, (Gian Gastone) gli dava del signore, lo lodava, gli guardava i denti se erano bianchi, che così gli piacevano, se era biondo, se aveva buon fiato, e se camminava disinvolto; poi lo faceva sedere sul letto e l'invitava a bere il rosolio, lo visitava se era di buon nerbo (membro virile) e se subito s'adirava (rizzava), che se non aveva queste due qualità non era di suo gusto [4] »


Gian Gastone, per puro masochismo, provava gusto nell'essere insultato e vilipeso da quei giovani, ed i ruspanti erano appositamente istruiti su come insultare il Granduca:


« farsi dare del coglione, e del viso di cazzo, e becco fottuto, e per forza voleva che così lo trattassero [4] »


Il Granduca non si accontentava delle ingiurie verbali e non disdegnava i rapporti di gruppo: alcune sere venivano radunati dieci o dodici ruspanti e Gian Gastone dava il "via":


« volendo toccare e sentire quanto era entrata la lancia, e sembrandogli poco penetrare diceva, pigiate, pigiate [5] »

MITICO GIAN GASTONE!

Lolò

7 commenti:

Daniel S. ha detto...

wow, buon viaggio e divertitevi :)

SkraM ha detto...

considerando che defecava e mangiava nello stesso letto in cui dormiva pure con i cani chissa' che godimento per i Ruspi farsela con sto granduca >_<'

gigi er libraro ha detto...

@ skram: magari il concetto di igiene nel 700 non era proprio uguale al nostro..

Ma in pratica questa è la biografia dell'avo del sor leleMora (indovina chi fa la parte del granduca, 250 e rotti anni dopo) & del bunga bunga.. insomma, passano i secoli, i regimi e quello che vi pare, ma certi chiodi fissi non schiodano mai!!

Howewer, buon week end, boys: rilassatevi, girate, MAGNATE, divertitevi, eccetera eccetera

SkraM ha detto...

si ok, nel 700 erano un filino diversi ma sto granduca qua era prorpio uno zozzo :O la biografia dice che il puzzo che emanava il suo letto era imbarazzante e che ci ha passato anche svariati mesi senza farlo mai pulire nonostante svenimenti ed espressioni truci di chi andava a recargli visita O_O
oltretutto ci vomitava pure in quel letto >_<'

Anonimo ha detto...

AAAAAAAAAAAHHHHHHHHHH venite da me???? SE avete bisogno chiamate!!!
Enjoy Florence!!!


FIAle

gigi er libraro ha detto...

buon 6 marzo ve lo dico co na poesiola; ovviamente non mia!
spero gradirete

Se stà a fa’ sera e nantra giornata de lavoro se n’é annata;
c’ho l’ossa tutte rotte, la capoccia frastornata.
Cammino senza prescia, tanto, che devo fa’?
Si torno presto a casa me tocca pure sfacchinà!
Sur viale del tramonto me fa l’occhietto er sole,
e dopo na’ giornata a dà i resti a chi li vole,
l’osservo ‘mbambolato, come fosse na’ visione.
Me fermo lì a guardallo, ma chi l’avrà inventato?
E’ bello forte, nun l’avevo mai notato!
Sempre a combatte, sempre appresso a tutti i guai,
splende splende, ma nun m’o godo mai.
E’ robba che co quell’aria bonacciona e rassicurante,
riescirebbe a fa’ sentì amico ogni viandante.
Stà palla arancione m’ha messo pure arsura, ma, ahò!!
Nun so mica na’ monaca de clausura!
E allora o’ sai che nova c’è ? Io nun c’ho più fretta
e me butto drent’ai meandri de’ na’ fraschetta.
Con le zampe sotto ar tavolino,
e in compagnia de’ n’ber fiasco de vino,
me guardo intorno soddisfatto,
finalmente ho smesso de sbrigamme come un matto!!
E mentre er Cannellino m’arriva ar gargarozzo
Rido cò n’amico e ordino nantro litrozzo.
La vista me se annebbia ma non la mia coscienza
che se mette a riflette sull’umana esistenza:
a che serve stà sempre a core pe’ tutte le raggioni
si so quasi sempre rotture de’ cojoni??

Trilussa
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Buon fine settimana fiorentino, belli!

NB: post (e poesia) da leggersi con questo sottofonno musicale
http://www.youtube.com/watch?v=ILqUaUCv16k

gigi er libraro ha detto...

[poi la smetto, giurin giurello]
ero indeciso se farvi gli auguri con Trilussa o con questa della Michler. E alla fine ve le mando tutte e due. per farmi odiare un po'
^_^
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Non ti auguro un dono qualsiasi,
ti auguro soltanto quello che i più non hanno.
Ti auguro tempo, per divertirti e per ridere;
se lo impiegherai bene potrai ricavarne qualcosa.
Ti auguro tempo, per il tuo fare e il tuo pensare,
non solo per te stesso, ma anche per donarlo agli altri.
Ti auguro tempo, non per affrettarti a correre,
ma tempo per essere contento.
Ti auguro tempo, non soltanto per trascorrerlo,
ti auguro tempo perché te ne resti:
tempo per stupirti e tempo per fidarti e non soltanto per guadarlo sull'orologio.
Ti auguro tempo per guardare le stelle
e tempo per crescere, per maturare.
Ti auguro tempo per sperare nuovamente e per amare.
Non ha più senso rimandare.
Ti auguro tempo per trovare te stesso,
per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.
Ti auguro tempo anche per perdonare.
Ti auguro di avere tempo, tempo per la vita.

Elli Michler