domenica 23 maggio 2010

ALò's Creek - Sesta Puntata: il coming out, il nuoro, e le suocere

Giugno 2004

Il tepore primaverile aveva ormai lasciato spazio al più cocente caldo estivo.

Le domande che mia madre si poneva circa le mie misteriose uscite notturne, erano ormai più insistenti e insolute di quelle relative ai misteri di Lost.

Con chi uscivo? Perchè non gliene parlavo? Cosa cercavo di lasciar intendere? Chi era in realtà il fumo nero?

[Finalmente un pò di tensione in Alo's Creek!]

Vi riporto la storia del mio coming out, che si inserisce in realtà in questo punto della storia.

Vi consiglio però di leggere soprattutto i commenti al post che scrissi la scorsa estate, che possono esservi di ispirazione, o magari possono farvi sorridere in caso fosse cambiata la situazione allo stato attuale :) E in questo caso, fatecelo sapere!


Il coming out

A forza di uscite serali in cui alla domanda "con chi esci?" io rispondevo "prima di dirti con chi esco devi dirti tante altre cose", e vedendomi sempre turbato e desideroso di volere confessare un qualcosa, ma privo del coraggio necessario, alla fine è stata mia madre che, verso giugno, mi ha chiesto "cosa c'è che non va? ti sei fidanzato? una ragazza? una bionda?.. un biondo?? dimmelo!".. E io: "NO! MA'! MA CHE DICI... MA CHE BIONDO................................. E' moro"

E così glielo dissi.

La sua reazione iniziale può essere espressa con un termine: preoccupazione.
Perchè non sapeva neanche lei se fosse una cosa giusta per me; sapeva che mi avrebbe comportato disagi, che mi avrebbe reso la vita più difficile, e cosciente di questo non sapeva se il suo dovere di madre era quello di dire "no, combattiamo questa cosa" oppure "fai quel che vuoi".

A tal riguardo direi che niente meglio del documentario dell'Agedo "2 volte genitori" può esprimere il concetto riassunto nel seguente video:



Lo smarrimento iniziale insomma era del tutto comprensibile, e andavava via via scemando a forza di domande fugaci del tipo "Sei sicuro della cosa? A volte è solo una fase adolescenziale.. " o ancor peggio "Tu sei l'uomo o la donna?", domande che facevano capire che non era proprio ferrata nell'argomento.

Il tempo (poco devo dire) le ha fatto comprendere come questa sua visione, derivata da ciò che lei poteva indirettamente conoscere dell'omosessualità, ovvero ciò che le è stato filtrato dalla società, fosse molto più contorto e complesso di quanto non era la mia vita sentimentale.

La mia storia invece è molto più hollywoodiana e parte di voi la conosce già grazie alle vecchie puntate di Alessandro's creek.
Il 6 Marzo 2004, lo stesso giorno in cui incontrai il dolce e candido Lolò, scoppiò una lite a casa dei nonni, mentre tutta la famiglia e i nonni era a tavola; l'argomento riguardava un piccolo malinteso avuto con i proprietari della casa che stavamo acquistando.
In sostanza, mio padre impulsivo ed esagitato si altera verso mia madre, io da sempre protettivo e iperattaccato a lei, la difendo dicendo di abbassare i toni, lui si esagita ulteriormente e sembra volermi attaccare avvicinandomi, gesto intimidatorio a cui rispondo con un piatto di porcellana sopra il suo capo (guarda caso l'impulsività la ho ereditata proprio da lui).
Non vi dico le scenate successive, ma vi posso tranquillizzare dicendovi che di mani non ne' volaro più. Qualche minuto dopo, seduto nel giardino dei nonni, preso da un improvviso attacco depressivo, esco scappando di casa, e correndo verso la stazione dei bus... si molto cinematrografico.. vi avevo avvertito.
Mia madre mi rincorre e legge nel mio viso sconvolto qualcosa di più "importante" della sola alterazione dovuta alla lite e aveva ragione.
I miei pensieri improvvisamente portavano tutti verso il mio pensiero dell'impossibilità di dichiararmi omosessuale nei confronti di mio padre. Se una cazzata poteva farlo sbroccare in quel modo verso me, figurati come avrebbe reagito al mio coming out.
Stà di fatto che dopo avermi pregato in tutti i modi di fermarmi mia padre mi riesce ad estorcere il pensiero tramutato in parole singhiozzate.
Mia madre viene a sapere in questo modo della mia omosessualità, e la sua fù la più squisita e rasserenante reazione che potessi mai essermi immaginato.
Mi disse che non era un problema e che fortunatamente vivevo nel secolo giusto in cui potevo vivere liberamente la mia vita senza conseguenze. Mi raccontò una parabola che non vi riporterò per non tediarvi ma soprattutto perchè è tutto già stato raccontato ed è recuperabile nelle vecchie puntate di Alessandro's Creek.
Insomma mia madre venne a sapere di me in maniera al quanto originale, lo stesso giorno che conobbi il mio futuro ragazzo.
Nei giorni seguenti seguirono mille domande curiose, mai offensive e mai trapelanti pregiudizio alcuno; anzi in ogni circostanza lei ci teneva a farmi sentire a mio agio e sereno. Il suo amore per me era ed è troppo grande per poterlo mettere al secondo posto dietro ad un taboo sociale.
Da quel giorno il nostro gia bel rapporto si evolse nel miglior rapporto madre-figlio che potessi mai desiderare.
Al contrario mio padre non seppe di me per molto altro tempo e la maniera in cui accadde... oddio tachicardia al sol pensarci; diciamo che poteva andare meglio ma con questo non vi tedierò per altre diverse puntate di ALò's creek ^^

E' stata lei a dirlo a mio padre, quasi di nascosto, nel senso che io non le ho chiesto di dirglielo, ma per me devo dire è stato meglio così.
La reazione di mio padre? Lì per lì non so come abbia potuto reagire perchè non ero presente quando gliel'ha detto. So solo che non ha mai riaffrontato il discorso con me, se non indirettamente. Lui è stato sempre, nonostante l'età, una persona aperta di mente, tollerante, e intelligente. Non mi ha mai comunicato disagio, delusione, o rabbia. Non è arrivato a darmi i preservativi per andare con Ale, però non posso lamentarmi :)

La cosa più buffa in tutto ciò è che dopo 3 mesi che stavo con ale, i miei genitori lo sapevano, mentre mia sorella ha dovuto aspettare sì giugno, ma dell'anno dopo!
Non so come mai, a guardare indietro ancora me lo domando, ma abbiamo trascorso un anno in famiglia nella condizione in cui i miei lo sapevano, e mia sorella no.



A giugno 2005, dopo che era saltato fuori che ero fidanzato, che avevo un anello, che il nome della ragazza non usciva fuori, e soprattutto visto che c'era sto nuovo amico (Alessandro) che ogni tanto veniva a casa..qualche sospetto a mia sorella era venuto! :D

Poi ha avuto conferma grazie all'abbronzatura di Ale.
Sì.

Perchè essendo giugno, Ale aveva già incominciato a compiere questa sua metamorfosi annuale nella quale inizia a prendere il colorito di un tunisino, ma siccome Ale prende il sole con l'anello al dito, e siccome a casa mia se l'era tolto per non destare sospetti, mia sorella ha potuto ammirare una bella striscia bianca sull'anulare sinistro, proprio in corrispondenza dell'anello, e lì ha capito tutto.
Proprio pochi giorni fa abbiamo parlato e mi ha raccontato come in quel momento tutto le si è ricollegato, e tutti i pezzi del puzzle sono corsi velocemente al loro posto, come in un film giallo quando l'investigatore protagonista capisce chi è l'assassino :D
Mi ha raccontato che quella notte non ha dormito. Perchè nella sua testa da una parte c'era la possiibilità di questo evento che sarebbe stato la chiave per interpretare tutti gli indizi raccolti fino a quel momento, dall'altra c'era l'impossibilità di quell'evento legata non tanto alla non possibilità di avere un fratello gay, quanto piuttosto l'impossibilità del fatto... che non gliel'avessi detto.

Pochi giorni dopo me l'ha chiesto, e io ho detto sì.

La sua reazione? E' stata FELICE.
Nun me chiedete perchè, forse perchè si apriva una nuova prospettiva di vita, un nuovo modo in cui avremmo vissuto il nostro rapporto fraterno.

Mia sorella piccola 13enne lo scopri' molto simpaticamente accorgendosi che il numero di " 'more mio " che faceva squillare il mio telefono incustodito e lasciato a lei durante i lavori in Abruzzo" era lo stesso del ragazzo di nome Lorenzo presentato nell'estate 2004 a casa mia. Il problema non ci fu mai; mia sorella è la tolleranza, l'amore, e il sostegno per eccellenza. La mia dolce Lelo non poteva far altro che sorridere felice alle mie parole dette mentre l'accompagnavo da qualche parte in auto, qualche giorno dopo, in cui le dicevo e le confermavo che Lolò era il mio ragazzo :) anzi rimase sconvolta nel sapere che ...... (altra puntata).


Le presentazioni: i "nuori" e le suocere

Una volta avuta la notizia era ormai solo questione di tempo prima che i miei genitori si incontrassero con Ale.

Una domenica mamma e papà sono rientrati a casa dal mare, e io mi trovavo in casa con Ale.

Il rumore delle chiavi nella porta, e la consapevolezza che da lì a breve si sarebbero conosciuti è stato il momento più difficile direi.

Da quel che mia madre stessa mi ha confermato (perchè io evidentemente ho cancellato quel momento) io detto solo "questo è Ale"..

E' stata una presentazione, niente più [sì, dillo al mio cuore in panne!]


Mi ricordo benissimo di quel giorno; era la prima volta che andavo a casa di Lolò, ovvero che salivo proprio su casa.
Stavamo in salone a chiacchierare, quando il rumore delle chiavi fu seguito da un "sono arrivati i miei". Per un attimo mi agitai ammetto, perchè stavo per conoscere i genitori del mio ragazzo come RAGAZZO UFFICIALE. Dovrebbe essere una situazione abbastanza tranquilla e innocua, ma visti i tempi anche quella doveva essere vissuta con allarmismo! (ma chi ce li ripaga i mini infarti a cui siamo costretti per la sola ragione di essere GAY!
La porta si apriva, Lolò era agitatino disse questo è Ale, io mi avvicinai a loro vedendo una simpatica signora bionda leggermente piu bassa di me sorridermi e rispondendo al sorriso dissi "piacere di conoscervi; Alessandro" in maniera allegra e piuttosto naturale.
Ero sereno, non c'era tensione nell'aria; diedi una stretta di mano anche al Papà di Lolò più austero e trattenuto ma non per questo scontroso o diffidente.
Allo spezzare quel minimo di imbarazzo ci fu subito una simpaticissima salsicciona nera che venne a farmi le feste e a buscarsi tante belle coccole. That's it!
So solo che se nei giorni che seguirono la dichiarazione di Lolò con la madre c'erano state un po' di "fisiologiche" incomprensioni/tensioni tra di loro, sapete la società di oggi ancora non insegna che i figli possono essere omosessuali oltre che mori, biondi, pelosi o glabri, ma dal giorno della nostra conoscenza esse svanirono lasciando spazio solo a pace... alla fine potevano stare tranquilli non ero ne Platinette ne portavo i tacchi e ne portavo pantaloni di pelle con pacco in mostra (non che ci sia qualcosa di male eh) ma di certo non ero quella caricatura che il tv raffigura.

Mi ricordo di più la prima volta che sono andato a casa di Ale, che la mamma già lo sapeva, mentre la sorella e il papà no.

Ricordo che presi il mio motorello (quando era ancora il mio stupendo Scarabeo 50 nero) e ho seguito le indicazioni fino a questa zona di Roma dove non ero mai stato in vita mia. Ale per facilitarmi il tutto mi era venuto incontro.

Arrivati dentro il palazzo, che era in completa ristrutturazione, mi sono detto "o my gosh.. ma dove sono finito?". Dato che le scale, prive di ascensore, e prive di qualsiasi passata di stucco e vernice, somigliavano più ad una caverna che a un condominio, temevo un pò dove saremmo andati a finire. (AMò DOVEVANO ESSERE FATTI ANCORA I LAVORI!!!! :D)

Aperta la porta invece mi ha accolto un bellissimo salottino con parquet, e una sorridente, giovane mamma. ECCO QUESTA FU LA SECONDA VOLTA CHE VENISTI A CASA MIA... LA PRIMA FUMMO SOLI IO E TE E ...... TONTOLONE SMEMORATO!!!! :D
Anche lì è stata una semplice presentazione. Anzi, la mamma di Ale era quasi divertita, e curiosa di conoscermi.

Per me fu un vero sollievo, un'esperienza positiva, e ancora oggi mi rendo conto di quanto possa essere fortunato ad essere capitato in un simile contesto.

Mia madre non vedeva l'ora di conoscerlo, mi disse più volte di organizzare un incontro e quella sera con la scusa lo conosse felice. La stessa sera vedemmo un film con anche mio padre in salotto e precisamente seduto accanto al ragazzo del figlio, solo che questo lui.... non lo sapeva....

Ma avevamo ancora una lunga estate davanti, un'estate tutta particolare a dire il vero, con separazioni e prime esperienze.. tutte da raccontare, nella prossima puntata! ;)

ALò

15 commenti:

Matt (varesino) ha detto...

Ragazzi, io arrivo sempre a commuovermi leggendo alò's creek :)
Perchè mi rendo conto di avere ancora tante cose irrisolte, sebbene la mia situazione con ragazzo e genitori (e parenti, ormai) consapevoli sia chiara.
Insomma, io ritardo il più possibile un'"entrata" del mio Ale nella mia famiglia. I miei genitori lo hanno visto più volte ad ogni mia mostra fotografica, si sono presentati, ma io ho ancora timore nel rendere i rapporti tra loro fissi e stabili.
Da parte sua le cose sono più semplici: i suoi genitori vivono al sud e la cosa mi spiazza, perchè non ho riscontri con l'"altra" famiglia.
Insomma ragazzi, mi avete fatto venire le lacrimuzze e...che dire?
Che bella la vostra avventura iniziale hehehe :)

Davide ha detto...

Bello rileggere i racconti più dettagliati :D
Cmq, come da voi consigliato, sono andato a rivedere i commenti al post dell'anno scorso e .... sono cambiate parecchie cose. Mio padre oggi sa tutto, conosce Ben e sa quanto mi renda felice. Siamo perfino stati a cena fuori tutti insieme, cosa che ritenevo impossibile fino a 3 mesi fa. E oggi mi chiede di Ben, di come sta, di come va l'uni etc...
ricorderò sempre la sua domanda ad un pranzo dell'estate passata, quando di punto in bianco mi chiede: "Davide posso chiederti una cosa" "Si certo papi, dimmi..." "Quanto conta Ben nella tua vita?"
SOno caduto dalle nuvole, non sapevo che sapesse di Ben. Ma capii che ormai negare non aveva più senso e non avevo più voglia di farlo. "Ben è tutta la mia vita, è una cosa serissima!" "Ok, sono felice per voi".

Marco ha detto...

Come ho sempre detto mi piace tanto questa rubrica..soprattutto perchè dimostra una volta per tutte che non c'è differenza di genere nell'Amore. L'Amore è Amore e non c'è altro di cui discutere. Dico questo in virtù di un passaggio della storia...quello in cui i genitori di Lolò tornano a casa. Ti posso assicurare Alè che i mini-infarti capitano anche nelle coppie etero. Quando io ho conosciuto i genitori di Miri ero al bar dove lavora. Loro erano venuti a Bari per qualche giorno e sarebbero dovuti ripartire la mattina stessa. La madre di Miri sapeva di noi. L'avevo già incontrata mesi prima durante il trasloco di sua figlia...ma allora non eravamo fidanzati. Sua padre, invece, ignorava la mia esistenza. Pensando che sarebbero potuti arrivare da un momento all'altro...avevo il cuore a mille, e mi giravo ogni trenta secondi per controllare la strada. Stavo per andare via...quando...a pochi passi dall'entrata del bar li vedo arrivare. Non sapevo che fare. Da una parte non sarei mai voluto andare via, dall'altra avevo una tale ansia. Miri mi disse di rimanere lì dov'ero. Quando la madre entrò, capì subito chi io fossi e mi salutò con un gran sorriso. Venni presentato al padre come un amico anche se non escludo la possibilità che abbia capito che il mio ruolo è ben diverso. La gentilezza di sua madre ha presto fatto cadere ogni paura...ma non penso che dimenticherò mai quel primo incontro!
Scusate se mi sono un po' dilungato..ma mi sembrava importante proprio per sottolineare come certi meccanismi, certe reazioni siano simili in qualunque tipo di relazione...la qual cosa ha come unica e sola spiegazione il fatto che l'Amore è uguale sia che esso nasca e unisca due etero, sia che coinvolga due ragazzi o due ragazze.
Al di là di tutto...ma quanto siete carini?! :D E quanto son belle le vostre famiglie?! :D Davvero un grande abbraccio ragazzi e grazie per condividere con tutti noi momenti tanto importanti!!! Buona domenica!!!!!

Pegasus ha detto...

Davide non conosco la tua storia però devo dirti che il dialogo che hai scritto su tuo padre è stato davvero dolce, mi sembra che l'abbia fatto nel modo migliore, chiedendoti in maniera delicata che cos'è lui per te, e augurandoti felicità :) mille discorsi sulla sessualità non arrivano neanche minimamente all'intimità di una frase del genere!

Per voi ragazzi che dire...che la frase "no a mà ma che biondo...è moro" è un cult u_u Poi mi piace come avete raccontato l'ultimo pezzo alternandovi più spesso :D

Francesco ha detto...

Ho riletto i vecchi commenti relativi al coming out... il 27 luglio 2009 commentai scrivendo che leggere il vostro blog mi dava tanta speranza... e oggi lo riconfermo! :)
Questa sesta puntata è davvero bella, semplice, spontanea, e al tempo stesso carica di amore e di sentimenti positivi!
Da quel 27 luglio 2009 la mia situazione personale è cambiata abbastanza...
A metà agosto, quindi dopo pochissimo, lo dissi a mio fratello, e poco dopo, a settembre, lo dissi anche a mia madre... successivamente mia madre lo disse a mio padre, ma non è passato nemmeno un mese da quando papà ha parlato direttamente con me dell'argomento... e come ne ha parlato?!
Dicendomi che faccio schifo, che sto rovinando la vita di tutti oltre che la mia, che dovrei provare ad andare con una donna (anzi con una mignotta) perchè sicuramente non sono così, eccetera...
Beh! Direi che la mia strada è ancora lunga...
Chissà tra un annno!
Lo scopriremo solo vivendo! ;)

Davide ha detto...

Si Pegasus quello che si faceva più problemi ero io. Mio padre ha sempre e solo voluto il mio benesere e la mia serenità (non felicità, che è uno stato d'animo momentaneo, ma serenità che è continuo nel tempo).

Ben mi rende sereno e quindi mio padre è assolutamente dalla parte di questo ragazzo che vuole il mio bene :)

Poi la mia stori è ben più complicata e sicuramente ha inciso sul rapporto con mio padre che credo sia speciale, non per modo di dire!

Lolò ha detto...

Leggere i vostri commenti l'è proprio bello! Grassie!

@Franci: un giorno farò un post in cui tu commenterai come Davide oggi!

Pegasus ha detto...

Che bello Davide :)
ora mi incuriosisce un pò la tua storia! :P
comunque è giusto che sia così, perché un genitore dovrebbe volere solo il bene del figlio, mi piange il cuore quando sento storie come quelle di Francesco, e questo spesso succede non perché i genitori non vogliano bene, ma perché sono troppo indottrinati erroneamente dai duemila schemi idioti della società, però in generale mi chiedo..ma quella creatura è la TUA vita, come si fa a dire certe cose? Come si fa a non avere solo AMORE per una cosa così preziosa come la vita che hai donato? E vale per l'omosessualità come per mille altre cose che rappresentano "problemi" quando invece vanno visti tutti solo ed esclusivamente nell'ottica dell'amore, il resto viene in secondo piano.

desaparecido ha detto...

ragazzi ad ogni puntata di Alò's Creek riuscite sempre a farmi emozionare, mi scende anche la lacrimuccia.
mi sarebbe piaciuto vivere più vicino e magari conoscervi di persona, siete veramente in gamba.

un abbraccio a Francesco, vedrai che col tempo si sistema tutto :-)

azorzi75 ha detto...

riuscite come sempre a commuovermi .....fossimo tutti come voi sarebbero tanto diverse le nostre vite e come il mondo vede i gay...ormai il nostro tempo è scaduto, voi siete riusciti a fare ciò che noi non abbiamo avuto la forza o il modo di fare, bravi !

gigi er libraro ha detto...

Ma uffa.. arrivo tardissimo e avete già detto tutto voi!!
Mmhh.. che aggiungere?
Beh, intanto un abbraccione solidale a Francesco.
E sul "tontolone smemorato" m'è partito l'applauso: fa tanto Casa Vianello quella frase. E si capisce che è detta con taaaaaanto amore

PS: il conto del dentista per le carie che ci fate venire co sti racconti dolciottissimi ve lo mando lo stesso però!! ^_^

Manu ha detto...

Se Gigi è arrivato tardi, io sono fuori tempo massimo eeehhhhhhh :)
Ma ciò che conta è poter leggere la dolcezza con cui mi fate partecipe del vostro percorso, anzi del vostro coming out.
Mi sorge spontanea una domanda: ma perchè i padri (escluso quello di Davide :D:D) sono sempre più difficili nell'accettare un figlio omosessuale? E' forse una questione di mentalità del padre che impone i suoi principi pure ai figli soprattutto se maschi? Bohhhhh
Cito poi un passo di Ale: "nè portavo i tacchi e nè portavo pantaloni di pelle con pacco in mostra". Quanto concordo con questa frase: l'essere gay non comporta diversità di abbigliamento nè tantomeno dover esporre la propria virilità!!! (Concedetemi quindi che sia contro i gayPride, manifestazioni folkloristiche che nn servono alla causa dell'omosessualità).

signorino tumistufi ha detto...

ammetto: non ho mai letto i tuoi alo's creek, ma stavolta l'ho letto e che dire..davvero strappalacrime (detto da uno come me che non è portato per i lacrimoni).
tenere le madri, teneri voi...è tutto molto bello nel complesso.
cmq non raccontiamoci cazzate e non facciamo i buonisti. essere gay dichiarati comporta coraggio, ci rende in un certo modo unici e speciali, perchè chi lo fa abbatte parte dell'enorme muro di pregiudizi, di ignoranza, che la società ha costruito in millenni di storia.
non condivodo però il tuo criticare la società di oggi, perchè anche se c'è molto da fare, non dimentichiamoci che il pensiero dell'opinione pubblica e la nostra condizione, sono decisamente migliorate nel complesso, se paragonato già a 20anni fa.

gigi er libraro perplesso ha detto...

parlando d'altro
Lolò, strano che ancora non ci hai fatto sapere se t'è piaciuto il finale di Lost! Cos'è, devi ancora elaborare il lutto della fine della saga?
Cmq, l’ho visto e ancora non riesco a capire se m'è piaciuto.. un finale stranissimo, manco mezza risposta e tutto orientato sulla fede.. boh, dovrò riguardarmelo e forse riuscirò a chiarirmi le idee..

spashley ha detto...

Mi piacerebbe che la mia famiglia fosse stata così comprensiva qnd ho deciso di fare coming out... Mia madre ha fatto una scenata isterica dicendomi che sono malata e nonostante da un'anno a qst parte le acque si siano calmate, tutt'ora continua a lanciarmi qlke frecciatina e a non voler sentir parlare della mia ragazza. Mio padre invece continua la sua vita come se nulla fosse mai successo. E' davvero deludente rendersi conto col tempo che passa che i propri genitori non siano in grado di accettare un figlio nonostante l'amore che gli vogliono. Continuerò sempre a sperare che prima o poi possano capire.