Sono stati aggiornati i video relativi all'incontro di Domenica.
Se vi va, lì c'è tuuutta la conversazione ;)
[PS: Grazie all'utente che ha caricato i video!]
Lolò
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mercoledì 9 dicembre 2009
domenica 6 dicembre 2009
Improvvisamente l'inverno scorso
Oggi io e Ale abbiamo visto questo film:
e dopo la visione del film abbiamo avuto il piacere di fare una chiacchierata con gli autori-attori-protagonisti: Luca e Gustav :)
Se non lo avete ancora visto vi consigliamo di farlo, perchè è molto simpatico, e coinvolgente..
Coinvolgente purtroppo anche in senso negativo, soprattutto in alcuni momenti, ovvero quelli delle interviste per strada eheh..
In vendita trovate un cofanetto dove insieme al dvd, con 1 ora di contenuto extra, c'è anche un libro che raccoglie molte informazioni interessanti, spunti di riflessione, e riscontri da parte di persone che hanno avuto modo di vedere il documentario e li hanno contattati per esprimergli solidarietà e affetto.
Il domunetario ha vinto numerosi premi, e ha già fatto un vero e proprio giro del mondo.
Qui un video girato oggi pomeriggio, dopo la proiezione del documentario.. Purtroppo il cellulare si è scaricato e il filmato si è interrotto :(
Comunque lo carico, soprattutto per chi ha avuto modo di vedere il film, e ha piacere a reincontrare questi due simpatici ragazzotti:
[AGGIORNAMENTO: A BREVE VERRA' CARICATO IL VIDEO COMPLETO, IN ALTA QUALITA', REGISTRATO DA UN RAGAZZO DELL'ASSOCIAZIONE DIGAYPROJECT ;) ]
Gli altri li trovate collegati a questo video
Lolò
domenica 8 novembre 2009
Omogenitorialità (aggiornato)
Ieri pomeriggio io e Ale siamo andati per la seconda volta al DGP ovvero al "Di'Gay Project" dove si è svolto un (secondo, in realtà) incontro con i giovani ragazzi del gruppo DGP, il nostro amico Fra, c'avemo beccato pure il Crudo (il Cotto no), e soprattutto con i genitory, gay, e i loro bambini.
L'idea dell'incontro ha attirato da subito la mia attenzione e, saltato all'ultimo un impegno pomeridiano, io e Ale abbiamo deciso di andare a seguire questa interessante discussione sull'omogenitorialità.
Si sono presentate 2 coppie lesbiche e 1 coppia gay con i loro stupendi, meravigliosi e bonissimi bambini. Un paio di loro me li sarei magnati a colazione.
Detto ciò ho voglia di raccontarvi alcune delle informazioni e degli episodi che ci hanno raccontato.
La prima coppia lesbica ha un bambino e lo hanno avuto mediante inseminazione artificiale da donatore anonimo in Spagna.
La seconda coppia lesbica ha avuto sempre un'inseminazione ma in Olanda e le ragazze hanno scelto l'opzione secondo la quale il bambino, se vorrà, a 16 anni, potrà conoscere chi è il padre biologico.
I costi, si aggirano attorno ai 5000 € (se non ricordi male). Lo dico, un pò perchè è interessante avere un'idea dei costi [anche se, come ci diceva giustamene una delle ragazze, i costi per il parto passano in secondo piano quando si pensa ai costi che comporterà il dover mantenere il bambino, senza parlare del fatto che per certe cose non c'è prezzo :) ], un pò perchè è interessante il confronto con la coppia gay.
Quest'ultima infatti si è recata negli Stati Uniti e ha dovuto comprare un'assicurazione privata, "affittare" un utero in cui impiantare sia gli spermatozoi di uno dei due, sia gli ovociti di un'altra donna, per un costo totale di circa 100.000 $ a bambino (ne hanno 2).
A parte le loro storie, di cose da raccontare ce ne sarebbero tante, e la discussione era così bella e interessante che con parte del gruppo è continuata anche dopo l'incontro, davanti alle pizze :)
Il senso finale è che i bambini sembrano essere felici, e questa è sicuramente la cosa più rassicurante. Io ci sono stato in contatto solo 2-3 ore. La percezione mia è stata quella di avere di fronte a me dei bambini allegri, vivaci, assolutamente sereni.
Una bambina (la più scatenata) ha iniziato a distribuire le patatine, i bruscolini, e ci ha regalato dei pezzi di pongo per farci giocare:

I bambini sanno di avere 2 papà, 2 mamme, e a scuola lo spiegano ai loro compagnucci, i quali a volte non ci stanno ad avere un solo papà, e si inventano anche loro di averne 2. E quando non riescono a capire la cosa e non la vogliono accettare e sono pronti a offendere, i bambini sono già pronti a rispondergli "e tu sei omofobo", cosa che ovviamente ammutolisce tutti, creando quasi un'alone di superiorità intellettuale in questi bambini. Sono già più maturi.
Le maestre sono all'inizio sorprese, poi risultano incuriosite, in senso positvio.
Quello che non si sa (e che non sapevo) è che di situazioni simili ce ne sono a migliaia in Italia. Ovviamente qui manca ogni forma legislativa di riconoscimento giuridico e sociale (anche se quello finanziario c'è, per pagare le tasse con un reddito familiare dato dalla somma dei singoli redditi). Nel resto dell'Europa la situazione è un pò diversa.
C'è imbarazzo nel dover rispondere alla domanda "ma che bel bambino, DI CHI E'?", perchè spesso non si va di stare lì a spiegare di nuovo tutto (visto che la domanda viene fatta decine di volte al giorno). Il brutto è quando nessuno risponde aspettando che intervenga l'altro, oppure quando entrambe rispondono contemporaneamente "MIO" :)
Ci hanno raccontato molti episodi curiosi, da dottori che domandavano, rivolti a uno dei genitori gay, cose del tipo "ma come si sente, intrappolato in questo corpo?" a pediatri che chiedono a entrambi i genitori quali sono le malattie familiari, quando in realtà uno solo dei due è genitore biologico.
Insomma, da parlare ce ne sarebbe all'infinito.
Prima di ascoltare le vostre riflessioni, vi lascio con quelle di Ignazio Marino al Village, una persona che, per lo meno, queste cose le ha potute vedere da vicino: (a 4 minuti e 15 secondi il suo discorso sulle adozioni):
Lolò
L'idea dell'incontro ha attirato da subito la mia attenzione e, saltato all'ultimo un impegno pomeridiano, io e Ale abbiamo deciso di andare a seguire questa interessante discussione sull'omogenitorialità.
Si sono presentate 2 coppie lesbiche e 1 coppia gay con i loro stupendi, meravigliosi e bonissimi bambini. Un paio di loro me li sarei magnati a colazione.
Detto ciò ho voglia di raccontarvi alcune delle informazioni e degli episodi che ci hanno raccontato.
La prima coppia lesbica ha un bambino e lo hanno avuto mediante inseminazione artificiale da donatore anonimo in Spagna.
La seconda coppia lesbica ha avuto sempre un'inseminazione ma in Olanda e le ragazze hanno scelto l'opzione secondo la quale il bambino, se vorrà, a 16 anni, potrà conoscere chi è il padre biologico.
I costi, si aggirano attorno ai 5000 € (se non ricordi male). Lo dico, un pò perchè è interessante avere un'idea dei costi [anche se, come ci diceva giustamene una delle ragazze, i costi per il parto passano in secondo piano quando si pensa ai costi che comporterà il dover mantenere il bambino, senza parlare del fatto che per certe cose non c'è prezzo :) ], un pò perchè è interessante il confronto con la coppia gay.
Quest'ultima infatti si è recata negli Stati Uniti e ha dovuto comprare un'assicurazione privata, "affittare" un utero in cui impiantare sia gli spermatozoi di uno dei due, sia gli ovociti di un'altra donna, per un costo totale di circa 100.000 $ a bambino (ne hanno 2).
A parte le loro storie, di cose da raccontare ce ne sarebbero tante, e la discussione era così bella e interessante che con parte del gruppo è continuata anche dopo l'incontro, davanti alle pizze :)
Il senso finale è che i bambini sembrano essere felici, e questa è sicuramente la cosa più rassicurante. Io ci sono stato in contatto solo 2-3 ore. La percezione mia è stata quella di avere di fronte a me dei bambini allegri, vivaci, assolutamente sereni.
Una bambina (la più scatenata) ha iniziato a distribuire le patatine, i bruscolini, e ci ha regalato dei pezzi di pongo per farci giocare:
I bambini sanno di avere 2 papà, 2 mamme, e a scuola lo spiegano ai loro compagnucci, i quali a volte non ci stanno ad avere un solo papà, e si inventano anche loro di averne 2. E quando non riescono a capire la cosa e non la vogliono accettare e sono pronti a offendere, i bambini sono già pronti a rispondergli "e tu sei omofobo", cosa che ovviamente ammutolisce tutti, creando quasi un'alone di superiorità intellettuale in questi bambini. Sono già più maturi.
Le maestre sono all'inizio sorprese, poi risultano incuriosite, in senso positvio.
Quello che non si sa (e che non sapevo) è che di situazioni simili ce ne sono a migliaia in Italia. Ovviamente qui manca ogni forma legislativa di riconoscimento giuridico e sociale (anche se quello finanziario c'è, per pagare le tasse con un reddito familiare dato dalla somma dei singoli redditi). Nel resto dell'Europa la situazione è un pò diversa.
C'è imbarazzo nel dover rispondere alla domanda "ma che bel bambino, DI CHI E'?", perchè spesso non si va di stare lì a spiegare di nuovo tutto (visto che la domanda viene fatta decine di volte al giorno). Il brutto è quando nessuno risponde aspettando che intervenga l'altro, oppure quando entrambe rispondono contemporaneamente "MIO" :)
Ci hanno raccontato molti episodi curiosi, da dottori che domandavano, rivolti a uno dei genitori gay, cose del tipo "ma come si sente, intrappolato in questo corpo?" a pediatri che chiedono a entrambi i genitori quali sono le malattie familiari, quando in realtà uno solo dei due è genitore biologico.
Insomma, da parlare ce ne sarebbe all'infinito.
Prima di ascoltare le vostre riflessioni, vi lascio con quelle di Ignazio Marino al Village, una persona che, per lo meno, queste cose le ha potute vedere da vicino: (a 4 minuti e 15 secondi il suo discorso sulle adozioni):
Lolò
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Che dire, tutto quello che volevo dire lo ha già detto Lolò.
Tuttavia aggiungo solo due cosette:
1) Possiamo stare ore a parlare di bambini più o meno "svantaggiati", di ipotetiche carenze genitoriali, di ipotetiche aggressioni verbali o altro, ma di fatto quando la realtà ce la si trova di fronte, ci si rende conto che tutte le cose dette non erano altro che aria fritta.
Quando ti trovi davanti un bambino che abbraccia bacia i propri genitori chiamandole "mamme", quando lo vedi giocare, lanciare gli oggetti, ridere e fare la peste come chiunque altro, ti rendi veramente conto che il movente che ti spingeva ad essere contrario alla felicità di due persone che amano e vengono contraccambiate dal loro bambino era VERAMENTE STUPIDO e fondato sul mero pregiudizio.
2) Se è vero che l'omogenitorialità è una realta felice e non "debilitante" o "psicolesiva" per la creatura, come certi finti esperti vogliono farci credere (Buttiglione e vari psicoterapeuti vaticanensi), tuttavia è una condizione che va BEN valutata e soppesata prima di intraprenderla. Prima di procedere , la coppia deve avere il coraggio e L'OBBLIGO di porsi nei confronti del bambino e della società con la MASSIMA trasparenza.
Non ci si può permettere di vivere tra false verità, bugie o costruzioni mentali.
Davanti al tuo bambino non ti puoi permettere alibi o codardia nel dichiararti omosessuale al mondo, famiglia o lavoro che sia.
Al bambino non deve MAI passare il messaggio di disagio e paura nell'essere al 100x100 se stessi. QUESTO SAREBBE DELETERIO PER IL BAMBINO.
Prima di pensare ad un bambino bisogna aver lavorato BENE su se stessi e la propria completa accettazione.
Oltre che di una collaudata vita coniugale, c'è bisogno di una solida rete parentale-amicale dietro. Scongiurando ogni evento negativo che possa accadere ai partner, questo bambino deve essere sempre TUTELATO, da una famiglia, zii, nonni o amici.
Non è un passo facile, non è un passo SBAGLIATO, non è un passo impossibile.
E' un passo complesso ed importante.
Richiede preparazione ma soprattutto essenzialmente AMORE.
Oggi ho accennato dell'incontro e del tema a mia madre e a mia sorella in auto, mia madre è diventata euforica. Che bello anche io sarò nonna!! Io ti aiuterò!
Lei crede in me come padre; come io in Lolò.
Ora è DECISAMENTE prematuro.
Pensiamo al lavoro, alla casa, a costruire una stabilità economica e quando sarà possibile io spero attorno ai 30, si lo ammeto...
Vorrei essere padre :)
Ale!
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