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giovedì 6 gennaio 2011

Insecurity



L'insicurezza, condizione emotiva di cui tutti hanno fatto esperienza almeno ONCE IN A LIFETIME, ho capito essere il substrato fondamentale di comportamenti spesso diametralmente
opposti, considerazioni queste ultime fatte dopo esperienze dirette con la mia persona, con il mio ragazzo, con i miei collaboratori di lavoro, con i miei allievi, con i miei amici.

L'insicurezza di per sè non è una condizione deleteria, in piccole e giuste dosi ci permette di discuterci e cercare di operare la giusta decisione, tuttavia quando persiste nella maggior parte degli ambiti del nostro vissuto, a quel punto diventa una condizione psicologica potenzialmente dannosa e patologica.

Sono abbastanza sicuro nell'affermare che sulla terra NON esiste una persona TOTALMENTE sicura di sè e del suo operato, per fortuna.
Ho riscontrato insicurezza in varie forme, ed essendo molto sensibile all'argomento ho sempre cercato di esaminarle con scrupolo cercando di capire quando questa sconfinava nel patologico.
In tal analisi ho cercato di definirne dei profili contraddistiguenti le varie espressioni:

1) L'INSICURO PER ANTONOMASIA: classica persona vagamente balbuziente, incerta nell'esternare un concetto, tono di voce vibrante e incostante, sguardo basso o mai fisso sull'interlocutore, scarsamente intraprendente, perennemente relativo e scevro da qualsiasi ideologia e certezza. Si accoda, non propone, non decide, accetta.

2) L'INSICURO ASSOLUTISTA: per ogni cosa, per ogni argomento, per ogni concetto, per ogni ambito di disquisizione, questa forma di insicurezza porta l'individuo a prendere posizione con nettezza, assolutismo e indiscutibilità. L'incursione del minimo accenno di incertezza circa le posizioni intraprese, portano l'insicuro ad alzare il tono della voce, annoverare giustificazioni razionalmente irrazionali che cancellino la discussione o la rendano impossibile. L'assolutista ha bisogno di coordinare e dominare gli impegni, le dinamiche di gruppo e le discussioni per potersi mettere nella posizione in cui ha la certezza di ricevere conferme, gratificazioni e non critiche. Abbandona e SI NEGA COMPLETAMENTE in tutti quegli eventi, condizioni, o situazioni in cui la sua certezza di prevalere, riuscire e denotare abilità viene meno.

3) L'INSICURO FINTAMENTE RAZIONALE: Forma per certi versi sconfinante con la precedente. E' aperto alla discussione, parla, ti sente, ma non accettando di essere in errore, organizza con abilità una serie di architetture retoriche per poterti giustificare e interlacciare argomentazioni o posizioni nettamente contrastanti facendotele passare per giuste autoconfermando a se stesso l'indiscutibilità della propria posizione.
Se ammette che la propria persona possa essere incappata in errore, la persona con cui ha stabilito la relativa interazione sociale ha più colpe per avercelo portato.
Non contempla mai il proprio fallimento, dipende dal proprio essere nel giusto e non resterà MAI in una condizione di indefinitezza o incertezza, spesso condizioni PROPEDEUTICHE per il giusto e produttivo cambiamento. Questa è la classica persona che si butta avanti, rinnegando il proprio passato con artifizi abilmente falsamente raziocinanti, pur di non ammettere di essere incappato in una fisiologica e umana condizione di INCERTEZZA. Tuttavia rimane fintamente razionale, e questa è la sua grande abilità, dopo essersi mosso si mette alla ricerca matta e disperatissima di un filo conduttore che leghi sapientemente in nome della coerenza elementi follemente distanti; usa e si ripete le argomentazioni prodotte fino al completo autoconvincimento.
Probabilmente il lettore che più si avvicina a questo profilo, a queste ultime parole starà già pensando alla strategia per poterle discutere e annullare. Con coerenza.


4) L'INSICURO PRAGMATICO: Sà di non avere la certezza, sà di vacillare, sà di non sapere, proprio per questo ricorre disperatamente e intensamente agli unici strumenti che gli permettono di interpretare la vita e tutti i suoi fronzoli nella maniera più empirica e con margine d'errore il più ridotto all'osso possibile.
In ogni sfida che comporta l'assunzione di una posizione, o un'idea o l'intrapresa di una scelta, viene operata un'attenta accuratissima a volte stancante analisi matematica/meccanica delle variabili in gioco e dopo un calcolo di tutte le probabilità, la convenienza e la conseguenza delle varie scelte operabili, finalmente viene al dunque.
Fino ad ora questa è la forma più sensata e decisamente più sopportabile ma bisogna anche definirne gli aspetti negativi. Se è vero che l'insicurezza dona al pragmatico le modalità per operare la scelta migliore, quest'ultimo trova faticoso se non impossibile vivere tutte quelle situazioni che richiedono adattabilità, istinto, improvvisazione e rapida interazione e sebbene fino al momento prima della scelta siano incerti, nell'attimo subito seguente ad essa, DIVENGONO CERTI ASSOLUTI E INCONTESTABILI.

5) L'INSICURO ISTINTIVO: Sà di non eccellere in qualcosa, sà che c'è qualcosa che gli sfugge, tuttavia lo mette da parte e compensa buttandosi in mille attività, sempre diverse, sempre nuove, sempre completamente assorbenti. Ha bisogno di distrarsi da ciò che non controlla bene o affatto, lo omette, tuttavia nei momenti di riflessività lo ammette ed elabora nuove strategie per compensare.
Se si ferma a pensare e ad usare un decimo del pragmatismo del profilo di prima riesce a creare il connubio perfetto tra istinto e ragione che gli permetta il raggiungimento dell'eccellenza, ma il più delle volte l'istinto e l'iperattività di difesa (misto a pigrizia) gli impediscono di fare questo passo.
Se si ferma troppo si rende conto che in nessuna delle attività eccelle veramente al cento per cento, ma se tiene i ritmi alti gli rimane solo quel poco tempo per autogratificarsi dicendo che nonostante le sue mille diverse attività riesce a rendere e a portare i frutti a casa senza alcuna spiegazione ma solo grazie al suo istinto e al suo vivere tutto da autodidatta. Odia le lunghe spiegazioni, odia le attente analisi, odia l'indecisione, ha bisogno di proiettarsi sempre avanti, ma non lo fa disperatamente come il "fintamente razionale", non rinnega il passato e trova continuità e coerenza nei suoi passi, non gliela rilega a forza.
E' attratto e ha bisogno di integrarsi all'insicuro pragmatico :)



Ora lungi da me dal fare psicologia spicciola, di certo non è una disciplina in cui "eccello", tuttavia dopo le varie letture e le esperienze fatte questi ultimi giorni mi sono sentito ispirato nel buttar giù questi profili, che non vogliono essere la verità, o modelli indiscutibili.
Penso anche di aver altri profili da buttare giù, tuttavia ognuno è possibile che si ritrovi anche in più di uno di questi; in fondo siamo così affascinantemente diversi ed eterogenei :)

Io posso dirvi che uno di questi profili è decisamente il mio e un altro penso senza presunzione che sia quello di Lolò.

Non mi spaventa ammettere di essere insicuro, perchè penso che questo sia il primo passo per contenere questa condizione emotiva, limitandola alla sua fisiologica e necessaria funzione. Avere paura di ammettere un proprio difetto denota di per sè un grado eccessivo d'insicurezza.

Mi piacerebbe sapere in quale profilo vi rivedete di più, e conoscerne dei nuovi.

Blogalquadrato cresce e anche la profondità delle discussioni :P

GLI AGGIUNTI DA VOI:

INSICURO ANALISTA A CASACCIO: la base è quella dell'insicuro pragmatico, ma la pigrizia proverbiale di questo individuo, gli fa concludere le sue lunghissime analisi un attimo prima del raggiungimento della soluzione; a quel punto entrano in gioco l'insicuro istintivo (prende e si butta) o l'insicuro per antonomasia (si blocca). I risultati finali possono essere svariati, ovviamente di solito sono i peggiori immaginabili.
Due sole cose salvano in extremis l'insicuro analista a casaccio: un leggero esaurimento e la logorrea; grazie a loro riesce a trovare delle giustificazioni (a volte anche sensate) alle proprie azioni, ovviamente non riesce quasi mai a convincersi di aver fatto la scelta giusta.



Ale!

lunedì 18 ottobre 2010

It gets better; Le cose andranno meglio...

Oggi vi voglio parlare del discorso di un consigliere comunale statunitense texano che in questi ultimi cinque giorni ha creato scalpore in America e ha dato via ad un effetto riverbero mediatico di proporzioni stratosferiche; si pensi che solo su youtube ha avuto un milione e mezzo di click in 5 giorni.

Joel Burns, durante un consiglio, ha preso la parola e ha parlato per 12 minuti, dovendo spesso interrompersi, per l'emotività e la tristezza che le sue parole smuovevano.
Joel partendo da un resoconto di alcuni teenager gay vittime di sopprusi e bullismo a sfondo omofobico, ricorsi per questo al suicidio, continua raccontando il proprio passato di tredicenne omosessuale texano incompreso e impaurito e quello di un presente bellissimo, pieno di ricordi felici in cui ha avuto la forza di reagire e scoprire quante cose belle aveva la vita in serbo per lui.

Anche se ci si trova di fronte a gesti di scherno, ad un doloroso coming out, all'incomprensione o ai maltrattamenti di chi ti sta accanto e peggio ancora di chi ti dovrebbe proteggere, un futuro migliore C'E', "le cose andranno meglio".
Joel dice il suo numero di telefono come gesto estremo di solidarietà verso chi come quei ragazzi è troppo debbole per poter affrontare la cosa da solo, perchè VOI NON SIETE SOLI dice.
Comunque sia ora la vostra situazione, le cose andranno meglio, datevi almeno il tempo di poterlo vedere con i vostri occhi.

Ora il discorso che ho riportato non è la traduzione ESATTA, ma un riassunto di quello ho sentito vedendo il video che segue.



Io mi ricordo che nella mia pre adolescenza, quando avevo già capito di essere omosessuale (mi riferisco ai miei 12-13 anni), nella mia testa balenarono vaghi pensieri di auto annientamento.
Mi ricordo nitidamente di un giorno in cui ero in vacanza in Abruzzo;
entrando in un bar, vidi una copertina di Tv sorrisi e canzoni in cui c'era il cantante degli Ultra.
Fermandomi a vedere la copertina con il classico sguardo tra lo sbigottito da cotanta (allora) perfezione e la sincera attrazione tipici del teenager ai primi fermenti ormonali, percepii con la coda dell'occhio mio padre che entrava e si dirigeva verso la cassa.
Subito corressi la posizione della mandibola in sublussazione, e camuffai spostando l'attenzione su un altro giornale. Lui non si accorse di niente, ma subito dopo quei brevi istanti il mio cervello partori' questo pensiero: "E come faccio a dirgli una cosa simile? Lui si arrabbierà molto... quando avrò 14 anni e avrò avuto il mio primo rapporto mi toglierò la vita".

Ora al di là del fatto che nella mia testa il concetto di "omosessualità" non era ancora definito, (incosciamente senza saperlo pensavo fosse più una malattia e RARA per giunta) e del fatto che non so perchè fossi convinto l'età di 14anni fosse stata l'età giusta per il primo approccio sessuale con un ragazzo e SOLO DOPO sarei intervenuto, io ero sicuro che dopo quell'evento tanto bramato quanto PECCAMINOSO E MOTIVO DI VEROGNA, non avrei saputo resistere ai sensi di colpa e alla vergogna dovendomi uccidere; il pensiero era molto vago ma due volte mi è venuto in mente.

Il bello è che io fino al primo superiore avevo vissuto in un contesto scolastico di cordialità e rispetto studentesco, senza ricevere la benchè minima intimidazione o discriminazione ne su me ne fatta su altri, quindi pensate QUANTO SIA GROSSO il potere di una comune battuta o anche di un rapido accenno all'omosessualità come motivo di vergogna e pubblica derisione, su la mente di un giovane adolescente che sta crescendo. Pensate allora quanto sia grave per lui andare a messa e sentirsi definire Peccatore, o accendere la tv e sentirsi definire deviato o malato dal politico di turno.

Stà di fatto che crescendo e scoprendo su internet che non ero solo MA CHE ANZI ero in allegra compagnia, il mio primo contatto Rainbowboy (che sollievo che mi hai dato Antò ^_^) le paure dell'essere e vivere privatamente la mia sessualità sparirono e quei pochi pensieri nefasti che ebbi avuto svanirono nel nulla, solo ora dopo piu di dieci anni ci ripenso.
Ma io riconosco di essere stato fortunato sotto certi punti di vista, ho avuto un'amica del cuore prima a saperlo che mi ha supportato e fatto sentire accettato sin dall'inizio, una classe fatta di amici open minded, (eccetto un lancio di una sedia in seguito ad un accenno di discriminazione omofobica in primo), ho avuto una madre che mi ha fatto sentire lo stesso figlio di sempre, una sorella che si è battuta e tutt'ora si batte per me, nonchè una splendida famiglia acquisita da parte di Lolò che ha fatto lo stesso, per non parlare di zii, cugine, colleghi di lavoro e si anche un padre che mi ha fatto tanto tribolare ma che alla fine di un lungo percorso è venuto al Gay Pride.

Ma stà di fatto che se io non avessi avuto quel minimo di supporto inziale gli eventi mi avrebbero potuto ance far fare una cazzata.
E QUESTA è UNA COSA INACCETTABILE!

Io sogno un paese in cui un bambino può scoprirsi attratto da uomini e non doversene vergognare. Voglio un paese dove un bambino possa crescere nell'assoluto rispetto e senza doversi pensare MALATO, perchè normalmente differente dagli altri.

Noi che siamo CRESCIUTI, e abbiamo superato la fase critica dell'adolescenza abbiamo il dovere morale di IMPORCI, difendere, supportare e fungere da modello d'esempio per gli altri piu piccoli che ancora non sanno essere se stessi.

Per farlo però dobbiamo prima di tutto accettare chi siamo, e non nasconderci dietro maschere.
Solo vivendo trasperentemente con gli altri riusciremo a trasformare l'immagine del gay malato e pervertito, radicata purtroppo in troppe menti, in una COMUNE E NORMALE espressione della propria personalità/sessualità. Dobbiamo essere UN ESEMPIO, dobbiamo veicolare la giusta immagine dell'omosessualità.

Noi che SIAMO FORTI E ABBIAMO LA FORZA E LA BOCCA PER RISPONDERE ALL'IGNORANZA DOBBIAMO INTERVENIRE PER QUEL BAMBINO CHE GUARDANDO IL TG CON I GENITORI VEDE UN BOSSI E UN PAPA DEFINIRE L'OMOSESSUALITA UN PECCATO E UNA PERVERSIONE.

Noi dobbiamo impedire con tutti gli strumenti a disposizione, che questo scempio continui a sussistere. DOBBIAMO.
Joel non deve essere l'unico pazzo a farlo, e il mondo non deve essere piu stupito da video come questi, DEVE ESSERE ANNOIATO, perchè il suo messaggio deve essere UN'OVVIETA PER TUTTI.


Il primo strumento con cui intervenire è il nostro COMING OUT.

Non abbiate paura perchè noi i mezzi per superare le peggiori insidie li abbiamo, non siate codardi pensate a quei bambini, combattete CAxxO.

Sinceramente affervorato

Ale!

mercoledì 14 luglio 2010

Luca era gay - ora è uno stronzo rinnegato.

“Non credo ci siano gay felici. Chi nasce maschio deve fare cose da maschio. Deve seguire la sua natura. I veri maschi entrano in una comunione profonda tra di loro, senza per questo avere rapporti sessuali. È l’amicizia virile che unisce. Io invece avevo solo legami superficiali, la passione erotica mi abbagliava, pensavo fosse quello il cameratismo che cercavo”

“Odio gli omofobici, ma non sopporto nemmeno il messianesimo dell’Arcigay. Per loro l’omosessualità è quasi una conquista. Invece è una tendenza che si sviluppa a causa di traumi subiti durante l’età della crescita”




Non gli è bastato ispirare una canzone di quel cialtrone di Povia, ora LUCA TOLVE si è voluto anche palesare e rilasciare un'intervista in cui ricerca disperatamente la forza per continuare a rinnegare se stesso nel modo più coerente possibile.

Come diceva Povia, l'origine della sua omosessualità era imputata all'educazione della madre, all'assenteismo del padre che lo hanno costretto a ricercare i punti di riferimento negli uomini (e nel loro membro).
Ora è guarito, non crede all'omosessualità intriseca nell'individuo dalla nascita, ma solo in quella derivata da traumi psicologici durante l'età evolutiva, e ORA FA LE COSE DA MASCHIO.
Quindi quando fa l'amore con la propria compagna è pienamente appagato.

Più o meno come il noto dottore/terapeuta guaritore dell'omosessualità scappato con il suo amante.

Ps questa gente mi fa veramente sbroccare, uno gia fatica a guadagnarsi un minimo di credibilità e mettere i puntini sulle "i" riguardo l'origine dell'omosessualità, poi arriva il primo stronzo dalla personalità nulla che non ha le palle di vivere "contro corrente" e rinnega se stesso e si mette pure a fare comizi contro.

Lo prenderei a sberle in faccia sta poraccia.

VEDRAI LUCA... presto cadrai IN FALLO, garantito...

io e Lolò siamo GAY e FELICI. PIATELA IN DER C.. COGLIONE!

PS Non ditemi che sono cattivo; posso accettare che una persona non abbia gli attributi per vivere la propria vita nel suo vero corso, ma non accetto che quest'ultima lo voglia pubblicizzare DENIGRANDO E FACENDO PASSARE PER MALATO chi invece ha accettato la propria natura e la vive con felicità.

Rabbia.

Ale!

sabato 10 luglio 2010

Questione di attitude...



Cioè non riesco a capacitarmi di come sto tale.. Francisco Lachowski... a SOLI 18 anni riesca a sentirsela già cosi' terribilmente calda.
Ok che ha una carrozzeria di notevole impatto, ma come fa ad avere quella sfrontatezza nel porsi davanti ad una telecamera o ad una macchinetta?
No non me ne capacito, sarò anormale io, ma a 18 anni non ero cosi sfrontato e tutt'ora davanti ad un obiettivo mi faccio mille masturbazioni mentali!

Sono sicuro che Francisco fosse stato anche la metà della sua bellezza pur mantenendo quello "sguardo" sarebbe stato SICURAMENTE e COMUNQUE bello.
Prendete ad esempio James Franco o Luca Argentero... sono bei ragazzi... ma di certo non sono degli ADONI. Hanno delle linee globalmente armoniche ibridizzate ad un attitude, ad un modo di porsi, sorridere, e relazionarsi che gli fanno guadagnare migliaia di punti.

Immaginatevi il protagonista di questo video, tutto timidino con le spalle chiusette e sollevate, sarebbe diventato un essere insignificante ai vostri occhi!
Lo stesso immaginatevi un James Franco meno sfrontato, più insicuro e senza il suo sorriso di piacione: INUTILE.

Non c'è niente da fare, l'attitude conta veramente tanto per taluni soggetti..... io sebbene riconosca la gratificazione oculistica indotta dal bel ragazzo brasilero + spiccato attitude, io in un ragazzo cerco altro, paradossalmente sono attratto dai ragazzi vagamente timidi e meno sfrontati.
Ripeto l'occhio dice "si bel figliuolo il 18enne", ma il cervello cordinato con occhio e un altro organo dicono: "santo Lolò".

Ale!

domenica 13 giugno 2010

Il Coming Out dei VIP: Parliamone al quadrato

Direi di battere il Ferro finchè è caldo, e parlare dello scottante argomento sfiorato ieri col post di Tizzy: il coming out dei VIP.

O meglio sarebbe dire, in alcuni casi [vedi Marco Carta], "l'outing" dei VIP, secondo quella sottile differenza che ci insegna pure Wikipedia: "l'espressione coming out, che indica una scelta deliberata, è molto spesso confusa con outing, che indica invece l'esposizione dell'omosessualità di qualcuno da parte di terze persone senza il consenso della persona interessata."

In ogni caso, partiamo dalla prima domanda. Anzi fatemela voi..

Sto aspettando...

Nessuno si vuole buttare?

Vabè, visto che nessuno si vuole esporre (bricconcelli!), riprendo delle domande dai commenti del post di ieri:
"io mi chiedo cosa ci sia di interessante nel volere a tutti costi scoprire l'omosessualità degli altri" o ancora
"quando ho letto e sentito la notizia mi sono chiesto: "ma al popolo?" nel senso.. sai che me cambia se si dichiara o no..."


Ecco la mia opinione.
Io penso che ognuno di noi abbia una certa responsabilità, nei confronti suoi e del prossimo, nella scelta che compie di fare o meno coming out.

Perchè il coming out è secondo me il mezzo più efficace che il mondo ha per conoscerci, per essere informato su come siamo realmente, e per superare così il più grande ostacolo all'accettazione dell'omosessualità: l'ignoranza.

L'informazione sull'argomento, più che dai manuali educativi, deve venire da noi, perchè l'esperienza diretta è il modo migliore per far capire le cose.

Per coloro i quali non si sentono coinvolti nella difesa delle altre persone della cosiddetta "comunità gay", faccio notare che questa scelta si potrebbe tranquillamente tradurre in una convenienza del tutto personale, perchè porta progressivamente a vivere in una società più aperta, più libera e quindi più civile.


E in tutto ciò che c'entrano i VIP?

C'entrano, eccome. Perchè mi sembra banale dire che se tutti noi abbiamo delle responsabilità a riguardo, i VIP, che sono personaggi "pubblici", in quanto hanno un'elevata visibilità, hanno sulle loro spalle, volenti o nolenti, una maggior responsabilità in questo senso. Semplicemente perchè sarebbero in grado di informare un numero estremamente superiore di persone rispetto a quello che può fare ognuno di noi. Sarebbero in grado di far capire alle persone (ai propri fan ma non solo) che il gay non è solo Platinette, non è solo l'eccesso (che a me va bene ed è bene che ci sia), ma bisogna far vedere che c'è dell'altro, che non è solo un gioco, una provocazione e un'eccesso.

I cosiddetti "fan" sarebbero costretti a mettere in discussione la loro concezione dell'omosessualità; capirebbero che non era solo "un gay" quello che li faceva stare così bene, con le sue canzoni, la sua musica, i suoi film, i suoi corti etc. ma era anzitutto un artista.

Se un numero sempre maggiore di "artisti" (e persone pubbliche più in generale) si mettesse a nudo e palesasse la sua omosessualità come una parte di sè, comincerebbe a disgregarsi il meccanismo stesso per cui una persona è anzitutto "gay" e poi tutto il resto.

Si normalizzerebbe, così come dovrebbe essere.

Alla domanda "con chi stai?" io voglio che sia sottointeso che potrebbe essere sia una ragazza che un ragazzo, come lo è per tutti i miei amici etero che hanno avuto modo di conoscere me e altre persone gay. Loro non si sconvolgeranno più quando la prossima volta che chiederanno ad un ragazzo "con chi stai?" riceveranno come risposta "con un ragazzo", e così dovrebbe essere per TUTTI.


Insomma: tutti abbiamo responsabilità. Ognuno di noi, nelle proprie possibilità, deve fare qualcosa per cambiare le cose perchè così come vanno...non vanno. I VIP in tale contesto hanno maggiori responsabilità, perchè potrebbero accelerare questo processo di cambiamento che tutti auspichiamo.

E in questo contesto risulta assolutamente negativo invece, e ci fa retrocedere a gambero in questo nostro auspicato processo, il tentativo dei VIP di negare la propria omosessualità, perchè la fa risultare qualcosa di sporco, di negativo, di cattivo, e getta tonnellate di fango su tutti gli sforzi che le altre persone (come me, Fox, Ilaria, Gardin, Ale, i ragazzi del Dgp, le persone dell'Agedo..) fanno.

Quindi: che un VIP sia gay o meno, a me non me ne può importare di meno. Che lui me lo dica (a me) o meno, non mi interessa. Ma risponde semplicemente ad una responsabilità che secondo me c'è, che abbiamo tutti, e che per loro, che hanno un maggior numero di persone legate a loro da un vincolo di simpatia o di affetto, risulta per forza maggiore.

Ma questa è solo la mia opinione, e mi piacerebbe discuterne con voi

Lolò

mercoledì 5 maggio 2010

Parliamone^2: fede-guarigione



Un'utente di Yahoo answer pone la seguente domanda:
Si può uscire da una malattia grave senza la fede in Dio?

Interessanti le varie risposte, tutte piuttosto nette nelle loro posizioni.
La mia risposta è: SI ma anche NO.

Mi spiego:

Il religioso chi è?
(a mio avviso)
E ' una persona che tendenzialmente è incapace autonomamente di dare senso, direzione e logica alla propria vita e soprattutto alle sue sofferenze.
Impossibilitato nel dare da solo un'interpretazione alla proprio vivere, e soprattuto impaurito da ciò che segue ad esso, ha bisogno di credere fermamente in un qualcosa di molto articolato, piuttosto macchinoso, che di logica non ne ha, ma che di certezze ne fornisce tante, anche se per nulla pragmatiche.
In sostanza l'utente medio, trova nella religione quel punto fermo su cui appigliarsi e da cui partire per dare un'interpretazione NON PROPRIA alla propria esistenza e alla sua cessazione.
Tra i religiosi troviamo personalità prevalentemente fragili caratterialmente, ma anche personalità forti, che tuttavia senza il loro guscio protettivo, la fede in Dio, sono innocui e spaventati piu dei primi.

Questo genere di persone non è in grado di affrontare un evento drammatico e cercarne di accettarne la "naturalezza", ma deve necessariamente appigliarsi ad una storia ben macchinata.
Questo è il è caso in cui la fede in Dio è indispensabile... e badate bene io non sono contro;
se una persona trova pace e serenità e una sua logica esistenziale in una favola che altri uomini raccontano e hanno scritto su un libro, ben venga sono felicissimo per loro... tutt'altra storia quando queste persone impongono ad altri esseri umani la loro dottrina e la loro condotta di vita. Pessimi quando invece ti guardano con sdegno o pietà perchè tu non ti sei adeguato alla massa credendo alla narrazione ecclesiastica, o induista o quello che vi pare.

Poi ci sono quelli che vivono il proprio quotidiano credendo in punti certi e definiti come l'amore per il proprio compagno, l'amore per la propria famiglia, la propria essenza umana terrena e finita, accettando anche le sofferenze e altri aspetti meno piacevolmente fruibili della nostra essenza umana, e partono da questi dati certi per vivere al meglio QUESTA VITA, QUESTA ESISTENZA, e QUESTI SENTIMENTI.
Di fronte alla patologia o all'evento nefasto questo tipo di persona cercherà di elaborare l'evento per i suoi palesi connotati terreni, cercando di superarlo con l'obiettivo di sopravvivere per stare di più con quella persona, per cercare di vivere quello che ancora non si è potuto e per cercare di continuare a godere lo splendore e l'unicità della propria umanità... fin quando possibile.

Entrambi i soggetti vogliono sopravvivere, ma i mezzi con cui arrivano (se arrivano) a farlo sono diversi... di sicuro la differenza lo fanno lo stato emotivo e quindi anche lo stato del nostro sistema immunitario, sensibile alle variazioni del primo.
Se l'umore e la motivazione li tengo alti con una teoria molto ben architettata piuttosto che con dei sentimenti terreni VISSUTI è indifferente.. l'importante è VOLER SOPRAVVIVERE.

Dio, ammesso che ce ne sia uno, ci ha creati, ci ha messo qui e ci ha lasciato gli strumenti per poter vivere, scegliamo noi come.... ma non mi venite a dire che una favola scritta da uomini sia l'unico modo per sopravvivere, tutt'al più è uno strumento talvolta utile su soggetti con un preciso profilo psicologico...

... e questa è L'EVIDENZA SCIENTIFICA, di come la religione, quindi una teoria filosofica, possa alterare la biochimica, quindi la risposta bio umorale, quindi la patologia in un soggetto, E NON PER POTERI MAGICI O VERIDICITA' DELLA STESSA, ma solo per la ferma convinzione IN ESSA.

Dunque la mia risposta alla domanda è: Ci vuole fede in Dio per superare una malattia grave?
Si ma anche No.
La fede in Dio serve per guarire dal cancro per alcuni e NO, la fede in Dio non serve per guarire dal Cancro per altri.

E la cosa bella, cosi illuminante, è l'estrema logica pragmatica e terrena intrinseca in entrambi i casi.

Ale!

mercoledì 21 aprile 2010

Semplice normalità.



Il mitico Pif, della mitica MTV, ha intervistato (clicca qui) IN QUESTA PUNTATA, due Papà, una famiglia arcobaleno, che abbiamo avuto il piacere di incontrare dal vivo qualche mese fa al DGP.
Dall'incontro come dal filmato traspare una disarmante normalità che nulla distingue questa famiglia da un'altra se non per il fatto che per la legge italiana... la prima semplicemente NON ESISTE.
Mentre in Francia un governo di Destra ha attuato le leggi che tutelano anche questi casi...
ma questo ovviamente non ci stupisce.

Sorprendente quando invece non dovrebbe esserlo, vedere come un perfetto ignorante osserva e chiede SENZA GIUDICARE E PRECONCETTO ALCUNO, facendosi ovviamente poi un'idea non influenzata da morali, religione, pregiudizi e radicati taboo sociali.

Sono affascinato da questi casi.
Sento che è il percorso che vorrò intraprendere, sempre se il Lolò mi accompagna!

I nomi già ce li ho..
Papale & Papò

^^

Ale!


PS: Mi introduco solo per dire che la bambina è quella che mi ha regalato la pallina gialla nel famoso post sull'omogenitorialità! E' la bambina che si vede sulla sinistra nella foto, tutta intenta a regalare palline di pongo a tutti quanti :)

Lolò



SI RINGRAZIA RIO PER LA SEGNALAZIONE DEL VIDEO, SCUSANDOMI PER LA DIMENTICANZA DOVUTA ALL'ORA TARDA DELLA GENERAZIONE DEL POST!

VECCHIA ACIDA FASHION VICTIM!!! :X

giovedì 8 aprile 2010

Se un terremoto vi inghiottisse la TV

Le conseguenze di un cataclisma, quale un terremoto, così come quelle di una grave malattia, portano indubbiamente a degli sconvolgimenti importanti nella vita di ognuno.

E fin qua siamo ancora nella banalità.

Il punto interessante è che tale sconvolgimento può rappresentare il seme per la crescita di un qualcosa di positivo, di un nuovo approccio nei confronti nella vita, e nei confronti dell'altro.

La banalità cessa quando si sentono proferire parole come quelle di Tiziano Terzani, uomo apparentemente savio, il quale raccontava come il tumore che lo aveva colpito fosse stato in realtà una grande benedizione, una possibilità di creare uno scudo, una barriera tra sè e il mondo da cui si voleva distaccare.

Non nascondo che a volte anch'io penso che mi piacerebbe trovare una valida scusa per staccarmi dal mondo e dalle sue regole e imposizioni.

Con questo non dico che vorrei una grave disgrazia, sarebbe da folli augurarsela a priori. Però sarebbe bello avere un'occasione per un grande ripensamento.

Inizio a fare questi ragionamenti dopo aver letto certi libri e dopo aver visto video come questo:



Deve per forza venire un terremoto a distruggerci casa, per farci spegnere la tv, e più in generale farci vivere diversamente da come viviamo ora?

Io non so rispondere

Lolò

venerdì 19 marzo 2010

Il "caso" Aldo Busi

Nell'ultima puntata dell'Isola dei Famosi (ommiodio è apparsa questa parola sul mio blog!) Aldo Busi è impazzito, o forse non è mai stato così lucido, ed è riuscito a sparare a 0 su tutto.
Avendo la consapevolezza che quella sarebbe stata l'ultima sua apparizione, e che ormai era troppo tardi per tornare indietro ha sparato tutte le sue cartucce e in ordine ha affermato le seguenti cose:
1) "Non adottate gli orfani". Ciò è stato detto solo per poter parlare dell'ADOZIONE per i SINGLE.
2) Le telecamere sull'isola non seguono Busi quando parla di:
- Rapporto fra letteratura e politica.
- Rivoluzione francese: succederà forse una rivoluzione italiana?
- Beccaria: "Dei delitti e delle pene": peccato e reato sono cose diverse, c'è tutto il diritto da rifondare.
- Codice Napoleonico: eresia, stregoneria e sodomia sono reati immaginari.
3) Il vero problema della società non sono gli omosessuali, sono gli omofobi; sono quelli i malati, i pervertiti, da curare, siano essi politici o preti.
4) I concorrenti dell'Isola stanno lì perchè non hanno un cazzo da fare a casa loro.
5) Per Busi pagare le tasse è un onore.
6) "Se anche il Papa si scaglia contro gli omosessuali... Ormai è risaputo, l'omofobo è un omosessuale represso. Lo dovrebbero avvisare! Si scoprono da sè.. Sono un danno per la società. "
7) SCONTRO BUSI - VENIER: "Sarà stanca lei Venier! Lei sarà stanca degli interventi chirurgici!" BLABLABLACOCCODEE'eccecc

Tutto ciò nei seguenti 2 video:





Per queste affermazioni Aldo Busi è stato "escluso da tutte le trasmissioni Rai".

Non solo dall'Isola.

Non solo dai programmi di Rai2.

Ma da qualsiasi programma della Rai:

"Il direttore di Raidue, Massimo Liofredi, sentito il direttore generale della Rai Mauro Masi ha ravvisato nel comportamento del signor Busi palesi e gravi violazioni delle regole e delle disposizioni contrattuali."

Io vorrei capire quale dei 7 punti viola tali disposizioni contrattuali.

Al di là dei suoi modi, e della sua arroganza, figlia della sua rabbia, dove sono i concetti da condannare? Che ha trattato male i suoi co-naufraghi? Che ha insinuato indirettamente che il papa è un gay represso? Proprio stamattina leggevo questa notizia, e c'è da stupirsi??

L'unica verità innegabile è che ha ragione quando dice che ci sono cose che non si possono mai dire in televisione.

E qui potremmo tornare a parlare del fatto che basta uscire dall'Italia per fare un viaggio non solo nello spazio ma anche nel TEMPO. E lo so che sarete stufi di sentirvelo dire ma è così! Ma ci uscite dal nostro bel paese? Ma avete contatti con persone che non vivono in Italia? Ragazzi miei aprite gli occhi!

Detto ciò sfogatevi pure perchè l'intento è quello di capire che ne pensate voi, che sicuramente siete più moderati di me, che sento nelle parole di Busi la stessa rabbia che sento io.

Lolò

venerdì 29 gennaio 2010

I gay sono sempre esistiti.



Grazie al piffero penserete... e torto non ne avete.
Tuttavia si diceva che una volta l'omosessualità era molto latente e ben occultata.
Dopo due mesi di lavoro a contatto con persone mediamente sopra i 60 debbo assolutamente ricredermi.

Proprio oggi mentre svoltavo l'angolo del corridoio mi trovo di fronte ad un essere umano di sesso indefinito all'apparenza uomo 70enne, ma con orecchini cappello e sciarpa rigorosamente rosa.(ma taaanto tanto rosa).. "scusi dove posso trovare.. XXX.. mia collega..". Scopro essere un ex paziente della clinica, che prima addirittura aveva capelli lunghi fino al sedere biondi platino lisci lisci e curatissimi...... ora voi immaginate DINI... oppure.. mh.. Tremonti, con i capelli biondi platino lunghi e la carnagione olivastra piu della mia.
Io veramente sconvolto... perchè è VERAMENTE RARO trovare anziani palesemente omosessuali.... ALMENO CREDEVO.

L'altro ieri invece è arrivato in reparto se cosi lo si può definire.. con tutto il rispetto del caso.. NA FINOCCHIA ASSURDA.
Pose e atteggiamenti inequivocabili. TIpo smilzo alto snello col riporto e occhiali alla Venditti.
Gambe accavallate e mani pronte a flettersi alla fine di qualsiasi frase.
Sono quasi scoppiato a ridere quando il mio professore gli ha fatto una battuta e lui ha risposto "troppo forte questo professore... poi sembra proprio forte in senso fisico.. ha dei tratti cosi possenti".... il tutto accompagnato da una rotazione di mano e un tono di voce molto prossimo a quello di Mariah Carey che dice : "voglio quella li... mhhh....ripiena de crema e marmellata e ricoperta de cioccolata e zuccherini" mentre fa acquisti da Dunkin Donuts.

Pochi secondi dopo dalla stessa bocca esce fuori la frase che mi è costato un colpo di tosse e caduta all'indietro con tanto di gambe in aria alla Rossana: " si si ce l'ho le scarpe da ginnastica me le porta mia moglie dopo".
AHR AHR AHR... poraccia è frocia e nemmeno lo sa.

Qualche settimana prima c'era un altro signorotto cicciottoso sui 70 che non scendeva mai in palestra cardiologica se prima non si lavava e stirava i capelli. Sempre profumato e impeccabile... un altro della serie "orecchio ce cova".

Gay dopo i 50 anni???
Si a quanto pare si può.

Come sarò io a 60 anni?

I capelli a costo de trapiantarmeli.. LI DOVRò avere questa è una certezza.
Io me la sento molto Armani... ancora con le t-shirt strette a correre e fare pesi.

YEAHH!

Voi avete mai pensato al vostro lontano LONTANISSIMO futuro da anziani?
Prima (adolescenza) mi metteva angoscia... perchè pensavo oddio sarò gay pure a 60 anni... ora è figo perchè fare robba con i miei coetanei è da sballo, pure più degli etero :D... ma da anziano oddio non mi ci vedo....
Maturando ogni cosa cambia e giustamente si mette a posto. Non ho difficoltà ne paura di immaginarmi vecchietto e rugoso accanto ad un ancora dolcissimo vecchietto Lolò.
Forse saremo più borbottoni, più acciaccati e meno reattivi ma saremo sempre tanto affettuosi e ci terremo ancora la mano; magari scriveremo ancora su questo blog chi lo sa.. in una versione 3d con tanto di ologramma.... chissà..
Poi se le cose cambieranno e i nostri sogni si avvereranno avremo dei figli e comunque tanti tanti amici con cui condividere le borbottose insofferenze senili.

Quindi keeppamose in touch che da vecchietti se dovemo fa forza a vicenda CICCI!

Ale!

giovedì 7 gennaio 2010

Body Scanner..

http://www.impactlab.com/wp-content/uploads/2008/09/body-scanners-372.jpg

Sono veramente utili!?
Sono cosi indispensabili?
Ennesimo allarmismo giornalistico???... dopo tutto la gente iniziando ad ammalarsi di Suina e constatando che si trattava di una qualunquissima influenza.. aveva bisogno di attaccarsi all'ennesima fobia mediatica.

Io ne so poco di onde radio, ma mi hanno insegnato che più si evitano è meglio è, giacchè il loro effetto a lungo termine rimane "ignoto" e potenzialmente cancerogeno sui tessuti umani.
Si è vero siamo circondati da onde radio, è vero che per ogni viaggio aereo ti fai svariate RX, ma proprio per questo io eviterei di incentivare ULTERIORMENTE le probabilità di manifestare una patologia tumorale no!?!
I body scanner potranno essere a onde radio (e la somministrazione potrebbe essere equivalente a quella di due minuti di chiamata cellulare) o a raggi X ( quantità di raggi equivalente a due ore di volo).

Voi calcolate che se fate già di vostro uno scalo, allungate quasi sicuramente l'esposizione aerea, se per giunta ci aggiungete i doppi controlli, QUANTI RAGGI X VI FATE?!?!

Ancora non ho un'idea precisa.. ma sò solo che se mi dovessi trovare sotto zero °C io eviterei di togliermi i vestiti, anzi cercherei di mettermene addosso la maggior quantità possibile...

C'è chi è contro per questioni di privacy, come Luxuria che parla di violanzione all'intimità e di situazioni spiacevoli per gli individui transgender.. ma secondo me ce ne possiamo riccamente sbattere i marroni DELLA PRIVACY e dell'intimità se si parla di viaggiare sicuri.. il che significa.. (ALMENO PER ME) viaggiare con la pseudo certezza di non saltare in aria in volo, ed evitando il maggior numero di raggi X possibili.

Voi!?

Ale!

domenica 20 dicembre 2009

I diversi diversi: omofobia omosessuale.

http://pdcimilena.files.wordpress.com/2009/10/omofobia.jpg

Detta cosi, sembra paradossale o una provocazione ma di fatto è una realtà anche questa.

Fin quando sono gli altri ad indicarci come diversi, pervertiti, malati o quant'altro noi riusciamo a farci forza, fare gruppo e farci scivolare le cose addosso.
Tuttavia quando l'omofobia proviene da uno stesso omosessuale, la forza ci viene un po' meno lasciandoti di stucco,impreparati e spiazzati.

Questa particolare forma di omofobia può essere: palese, celata, oppure incoscia.

Troppo spesso si sente fare un distinguo tra omosessuali normali, e omosessuali checche... in senso dispreggiativo. E' ovvio che tra me e Maicol ci sono delle differenze, sarei ipocrita e stupido se lo negassi, ma se volessimo fare una distinzione caratteriale, personale, fisica, negli atteggiamenti e quant'altro possiamo discuterne, ma se alla distinzione attribuissimo anche dei giudizi etici,morali,sociali e un distinguo di meriti in termini di rilevanza giuridico-sociale e di diritti, bhè faremmo un clamoroso autogol!
Dobbiamo smettere di catalogare e suddividere le persone per gruppi in base ai loro atteggiamenti, eccentricità, modo di vestire, virilità o altro.
Siamo tutti uguali, e il tizio che sceglie di vestirsi in maniera eccentrica e per alcuni ridicola.. ha lo stesso identico diritto di vivere, apparire e beneficiare di tutela legale dal proprio stato, di chiunque altro
Dovremmo smetterla di inziare a prendere le distanze da quelli "scomodi" per la propria causa.
Mi ricordo i tempi dei primi coming out adolescenziali, come preferivo presentarmi come un gay celato normale e non effemminato al prossimo, pur di cercare di lemosinare un po' di attenzione e approvazione dal prossimo.
Superfluo sottolineare come oggi col senno di poi, deplori e disapprovi il mio comportamento.. ma riesco a giustificarmi rimembrando l'età, la situazione "precaria" che vivevo e rammentando che oggi ho tutt'altra posizione in merito.
Questa di cui vi ho parlato è la forma di omofobia paradossa di tipo celato... ovvero quella che sai di avere, ma non ne sei pienamente cosciente, forse un po' paraculamente.

Dopodichè abbiamo la forma "incoscia" ovvero quella che affligge la stragrande percentuale degli omosessuali senza che essi lo sappiano.
Questa forma omofobica è quella dell'individuo che è conscio della propria sessualità, che ha tranquillamente una vita sociale, relazione, sessuale e quant'altro di tipo omosessuale che tuttavia accetta di vivere e coesistere con silenzi, finte verità o importanti bugie quotidiane.
Spesso in ambito lavorativo non diciamo ai colleghi chi siamo veramente, spesso ci ritroviamo ad ascoltare battute o ingiurie verso la figura dell'omosessuale e oltre a non proferire parola a riguardo, mandiamo giù o ancora peggio, non ce ne risentiamo o non ne rimaniamo nemmeno più scandalizzati.
Per quanto mi riguarda questa forma mi ha colpito e tutt'ora mi colpisce diverse volte.. le occasioni sono molteplici: a lavoro, negli spogliatoi maschili, con qualche conoscente o parente burino che deploro.
Senti una pesante cattiveria nei nostri riguardi e non ti accigli nemmeno piu.
Cioè qualcuno di sta dando indirettamente dello sporco frocio, malato, pervertito o quant'altro e tu NON DICI NIENTE?!?
Accetti l'indigeribile etichetta e te ne fai una ragione!?

Allora sei COMPLICE della tua stessa subalternanza,e allo stesso tempo sottoscrittore di una visione che vede l'omosessuale come "figura anormale e socialmente deprecabile".
In parole spicciole... SEI AUTO OMOFOBO.

Sto combattendo molto anche questa forma... a lavoro non mi hanno mai chiesto se sono fidanzato, ma ho pensato a cosa risponderei a freddo, e di fatto per quanto sia rischioso dichiararsi con un contratto a tempo determinato, non posso accettare l'idea di un Alessandro non Ale di Lolò, non innamorato di un uomo, non gay dalla nascita.
Non posso pensare di dissociarmi da me stesso.
Risponderò con una verità.
Cosi come su Facebook c'è scritto palesemente con chi sono fidanzato, e zii e amici possono leggerlo, a lavoro continuerò ad essere chi sono. Non accetterò compromessi.
Non posso dire belle parole, parlare di omofobia, parlare di politica discriminante e poi essere IO IL PRIMO A DISCRIMINARMI negando la mia essenza.

No... bisogna accettare ma ancor prima ACCETTARSI.
Bisogna essere onesti con gli altri ma ancor prima con se stessi.

Unitevi alla mia lotta: sconfiggiamo l'omofobia incoscia che residua in ognuno di noi.

L'omofobia palese, richiede invece un post solo per lei e un altro lungo discorso, ora non ho tempo sto andando al DGP per la tombolata gaia!

che dire gente... RIFLETTETECI.

Ale!

martedì 15 dicembre 2009

Questo è il dilemma!

Dopo gli accesi dibattiti dei giorni scorsi relativi all'aggressione nei confronti del nostro amato (dal 70% degli Italiani) Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi [Duomo-Milano-Avatar-Copenaghen-Sollecito-Influenza A-e ce metto pure: Apple e Willwoosh!] (solite parole chiave per attirare più visitatori), dicevo, dopo i seri e importanti dibattiti dei giorni scorsi, volevo continuare sulla scia del confronto impegnato, sottoponendo alla vostra attenzione, quella che secondo me è una questione fondamentale:

ma la carta igienica, nel vostro bagno, striscia sul muro oppure no?

A o B?

La mia opinione è presto detta ed è la B.

Io davvero non concepisco perchè si debba far strusciare la carta sul muro.. Lo trovo poco pratico, non dico poco igienico perchè sarebbe come usare un pò di sarcasmo nei confronti della povera carta e della sua destinazione, però lo trovo poco logico, perchè trovo che la carta sia quantomeno più facile da prendere, più facile da staccare, boh..

Ormai la vedo così..

Sarà che ci sono abituato, e le abitudini sono dure a sradicarsi, ma il verso opposto mi sembra proprio "sbagliato"..

..e ve lo dice uno che per mescolare il thé gira il cucchiano in senso antiorario, e che in fondo, come dice la sora Feliciana, lo fa dalla parte sbajata :D


Ditemi come siete abituati voi!

Lolò

lunedì 14 dicembre 2009

Con questo concludo...


http://wam.flyer.it/Immagini_correlate/PESCI.jpg

Volevo scrivere un post sulla lampante coincidenza dell'assalto a Silvio, da parte di uno "squilibrato" che interrogato dice di odiare Silvio e di aver agito per cause politiche.
Questo subito dopo un discorso pietoso sulla antidemocraticità di coloro che si dovevano vergognare in quella piazza, i contro manifestanti... ovvero I COMUNISTI...che ovviamente sono chiunque sia CONTRO Berlusconi.
Io non mi rispecchio e non mi accosto nemmeno lontanamente all'ideologia comunista.. EPPURE in tv e per i beceri spettatori io sono un comunista.
Poco conta se questo è successo dopo un periodo di declino (sondaggisticamente parlando) del presidente e del suo governo, che sempre più si avvicinava al crash.
Poco conta se Silvio una volta in auto si è messo bene in mostra vicino al finestrino per farsi riprendere insanguinato e "miracolato".
Poco conta se le sue guardie del corpo, non hanno guarda caso guardato abbastanza.
Poco conta se le persone in piazza erano 1000 a favore di Silvio e cento volte di piu lo scorso sabato.
Poco conta se è LUI che ha pronunciato queste parole SEMINANDO ODIO:
«Quelli della sinistra restano comunisti. Sono da eliminare, se non fisicamente,
politicamente». Silvio Berlusconi, 26 novembre 2005
Poco conta se lui attacca magistrati, presidente della repubblica, oppositori e i suoi non votanti tacciandoli di mangiare i bambini e di essere coglioni.

Cioè... diciamocela tutta e pure in romano:

NUN SE STAMO A PIA' PER'CULO.

Il santo miracolato, ipocritamente avvolto dalla solidarietà trasversale del parlamento, c'ha visto lungo ed ha attuato a mio avviso l'unica mossa che l'avrebbe di nuovo sollevato nei consensi elettorali. E NOI TELEDIPENDENTI ABBIAMO ABBOCCATO.

Cioè ma non vi rendete conto di quanto caschi tutto terribilmente a cecio?!
Io la solidarietà non la dò al nano ma DiPietro che si è DISSOCIATO DALL'ATTO VIOLENTO, ma abbia sottolineato come Silvio non sia stato proprio innocente.
Prima di scrivere parolacce dicendomi di essere un violento e di meritarmi la stessa fine... vi invito a rileggere l'articolo, in cui NON difendo l'attentatore o l'atto violento, ma faccio notare come POCO innocente sia Silvio e TANTO sfacciata sia la casualità dell'evento.

Ora se volete replicare moderando i termini, discutiamo pure.. altrimenti non sprecate bit della vostra adsl perchè vi cancello direttamente.

Qui
un'ottima analisi sull'accaduto.


Ale!

mercoledì 2 dicembre 2009

Bello il popò... ma fino ad un certo punto.

Uomini muscolosi seminudi: Robert <span class=


Come mi sembra di aver già detto (l'ho fatto?!??!) io sono un gran sostenitore del fondo schiena maschile... nel senso che... c'è chi guarda il viso, chi l'insieme, chi le mani, chi il battery pack, e chi il taglio (posteriore) dei jeans.
Personalmente mi piacciono le forme contenute, rotondeggianti, armoniche non ipertrofiche o esagerate. Insomma il contrario del tizio qui su... tale Roberto Gonzales...

MA CHE SO DU COCOMERI APPICCICATI COL'ATTACK?!|
RIDICOLO.

Quoto invece il tizio anonimo sconosciuto qui sotto...


http://farm4.static.flickr.com/3327/3241260006_9bb40083d5.jpg?v=0

Voi preferenze in materia!?
Amici etero non sentitevi discriminati... ribaltate la cosa ed esponete pure le vostre tesi.

Ale!

martedì 3 novembre 2009

La tua dipendenza...


Non ci sono studi ufficiali, ma la dipendenza da internet sta diventando anche in Italia una patologia: il 10% di chi 'frequenta' assiduamente internet, infatti, potrebbe esserne dipendente. Una vera e propria assuefazione, una 'droga' , che adesso in Italia, a Roma, si può curare al policlinico Gemelli, dove è nato un centro di cura per la dipendenza da internet, che ha aperto i battenti proprio oggi, con i primi due iscritti.... qui segue.

Nell'ultimo sondaggio che ho fatto, vi ho chiesto se assomigliassi davvero a Marco Mosca
del GF.
Queste sono state le vostre risposte.



Sapevo avrebbe vinto il "vagamente" ma è sorprendente il 28% di voi che mi vede uguale e altrettanto il 21% che me dice "te piacerebbe".... AHO MA COME V'AZZARDATE?!
Quella risposta era retorica non la dovevate scegliere... è ovvio che so piu bello io!! :-P


Ad ogni modo prendo spunto dal prologo del post per chiedervi quale sia la vostra droga.
Il vostro quotidiano vi vede dipendenti dall'utilizzo di qualche strumento, dall'assunzione di qualche alimento, da assidue pratiche sessuali, o cos'altro?

Parlatemene e lasciatemi un commento.
COMMENDADE COMMENDADE COMMENDADE direbbe Laura Scimone.

La mia droga giornaliera personalmente è l'utilizzo della rete.
Non riesco più a starne senza.
Da quando ho attivato internet sul cellulare poi... che ve lo dico a fare?
Prevalentemente ci controllo la mail, faccio il giro dei blog (controllo che autoblog abbia aggiornato), che spetteguless abbia postato l'ultima poracciata o l'ultimo aborto politico, che Grillo abbia finalmente scelto di indire una rivoluzione popolare, e infine mi leggo le notizie del momento.
Ripeto questo ciclo all'infinito se ne ho tempo. Forse dovrei disintossicarmi!?

E voi di cosa siete drogati!?

(io ve ne anticipio 2-3.... Kost-Lady Gaga / Mary-Apple / Ale223 la Fanta!!)

Ale!

mercoledì 28 ottobre 2009

Tv - Omosessualità - Omogenitorialità.

http://multimedia.iltempo.ilsole24ore.com/data/images/gallery/2009/293/ricky.JPG

Sono alcuni giorni (mesi in verità...) che in tv imperversa l'argomento "omosessualità".
All'Italia sul due ne parlano con una media di due volte a settimana... sarà anche che non sanno veramente di cui parlare.....gli argomenti si ripetono inesorabilmente da anni in un ciclo più prevedibile della piega della DeFilippi... "divorzio una soluzione?" "tradimento" "il figlio sposa una di colore" "lei chatta di nascosto e s'innamora; è tradimento?" "tradisce e concepisce... una seconda opportunità?" "l'isola dei famosi" " la sfigata di turno: raccontaci della tua vita".

Vabbè... tralasciamo la sterilità della nostra programmazione televisiva, o per lo meno mettiamola da parte e torniamo all'argomento del post.. CHE VI AVVERTO SARA' IMPEGNATO E LUNGO..
Sempre più spesso si parla di adozioni ai gay e omogenitorialità.

Da una parte penso che sia prematuro parlarne, perchè siamo in uno stato talmente retrogrado e meschino che non abbiamo nemmeno una legge che tuteli la nostra sicurezza e la nostra digità personale e sociale, figuratevi voi parlare di figli... è come parlare di Lady Gaga a mio nonno, simpatizzante di Lando Fiorini e Claudio Villa.
Cosa ti aspetti che ti risponda un anziano o anche più semplicemente l'Italiano medio alla domanda " che ne pensi dell'omogenitorialità" se quest'ultimo è noto per le sue posizioni anacronisticamente medievali e sprizzanti ignoranza da tutti i pori?

Questo è quello che mi sono esattamente chiesto ieri pomeriggio, quando la mia adorata trasmissione su rai2 ha posto la suddetta domanda alla gente che si aggirava per strada.... ovviamente l'argomento della trasmissione era " i diritti che rivendicano i gay".

Quando guardo simili esempi di cialtronaggine televisiva comprendo quanta poca speranza abbia questo paese di evolversi verso un stato democratico, civile e moderno.

Dio santo... perchè organizzi una trasmissione simile con l'intento di discutere di temi cosi importanti e sensibili per una collettività che viene ogni giorno attaccata, violentata, discriminata e quant'altro per poi dibattere degli stessi con la consueta coppia gay (che si alterna al ragazzo che ha fatto da poco coming out o al tizio che ha subito da poco una violenza) AFFIANCATA all'immancabile prete integralista, alla bigotta spiccia casa coi rulli in testa, e al capo dell'associazione cattolica X ?????
Che senso ha?

Perchè porco caxxo dobbiamo organizzare ogni volta un contraddittorio sul se sia giusto o meno essere omosessuali???

Qui parliamo di persone che soffrono, di vittime, e allo stesso tempo di persone che AMANO PORCA TROIA.
Non appena l'invitato sfigato (omosessuale) narra le proprie vicende, la propria vita e il proprio punto di vista (grasso che cola se riesce ad appena sensibilizzare il subincoscio dell'1% degli spettatori ... ecco che subito insorge l'irrefrenabile pulsione di sentire il parere del prete (limortaccisua) che dice.. che la natura stabilisce il diritto e due uomini o due donne non ne hanno nessuno.
(sentito oggi stesso).

Che la organizzi a fare una pagliacciata simile?? Per fingersi moderni??... per una questione di perbenismo??
Ma non si rendono conto dell'esplicitazione esasperata della propria ipocrisia?

(domanda retorica... la risposta è ovviamente "si").

Ma la cosa che PIU mi manda in bestia è la seguente:
Non appena il malcapitato colpisce quell'1% di telespettatori, facendo trasparire la naturalezza del proprio essere, amore e l'ingiustizia della discriminazione subita, ECCO PRONTO IL SERVIZIO SUL PRIDE... o peggio ancora (oggi) sull'adozione.
E LI è INUTILE CERCARE DI SPIEGARE L'INAPPROPRIATEZZA DEL TEMA, la sua prematurità, o il senso logico del tutto... in un secondo la tua credibilità (la nostra dignità) viene sfanculata con i commenti più beceri e ignoranti degli ospiti strumentali.


PER QUESTO, mi viene naturale asserire che è inopportuno parlare ORA di adozioni o quant'altro.. perchè la nostra società stà ancora indietro ma ANZI strumentalizza l'argomento abbinandolo all'inflazionato PRIDE per distruggere anche quel po' di empatia che l'italiano medio potrebbe avere lontanamente provato.

TUTTAVIA, qui debbo anche dissentire con me stesso... si sono bipolare.....
E' chiaro che se di un argomento si parla poco, è molto probabile che questo si tramuti in un classico taboo sociale attirando su di se i più pesanti giudizi della gente basati su puri preconcetti radicati nell'ignoranza.
Fanno un esempio il TIZIO che parla di frustini e boa visti ad un pride, rivolgendosi all'accoltellato dal padre in quanto omosessuale, o alla PSICOLOGA che dice che per lo sviluppo di un bambino è IRREVERSIBILMENTE NECESSARIA la figura paterna e materna.

Inutile sottolineare gli INFINITI casi di assenza fisica o genitoriale di una delle due figure (scrupolosamente di sesso opposto), in cui il ragazzo è comunque cresciuto sano, forte e senza danni psicologici.
Inutile sottolineare i casi in cui i danni sono stati recati PROPRIO DA UNA DELLE DUE FIGURE.

Inutile quanto superfluo asserire che due persone che amano e proteggono il proprio bambino possono far crescere nel modo migliore la creatura indipendentemente dal proprio sesso.
Dio santo ad un bambino che nasce e vive con due uomini o due donne cosa gliene cale del sesso di chi lo ama? I bambini non hanno pregiudizi... gli adulti si!(tra cui anche gli psicologici).

Questa gentaglia vuole spocchiosamente privarci della possibilità di amarci e amare un dolce cucciolo di uomo perchè a suo detto, siamo degli egoisti che non tengono in considerazione la sofferenza che lo sviluppo e il confronto sociale determineranno nel corso della sua crescita.

Eppure io mi ricordo che da piccolo "soffrivo" perchè non avevo le scarpe uguali agli altri.
Io "soffrivo" perchè non avevo una casa bella come gli altri.
Io "soffrivo" perchè non potevo permettermi le libertà degli altri.
Io "soffrivo" perchè ero più rotondo degli altri.
Come me soffrivano tutti gli altri per altre mille analoghe cose, piu o meno serie che fossero.

Tuttavia oggi giorno non sono un disadattato sociale, ne uno psicopatico (oddio a volte si), ne un aspirante suicida dei propri genitori in quanto non concessori di tutti i beni che mi avrebbero fatto soffrire di meno... non sono nemmeno più collerico per le mancanze genitoriali di mio padre...

Io penso che la vita sia ANCHE sofferenza, e che essa NON SIA PER FORZA MALE, ma uno strumento necessario alla maturazione; ovviamente se assunta nelle corette dosi....e stà nel buon lavoro dei genitori verificare che il bambino viva in un suo corretto equilibrio.

E' la sofferenza per le mancanze che ho avuto che mi ha fatto capire quanto quest'ultime fossero futili; è la sofferenza indotta dalle prese in giro altrui che mi ha motivato a migliorare, e costruirmi lo scudo di cui oggi sono munito.

E' LA SOFFERENZA DELLA CARENZA DI UN PADRE VACILLANTE CHE MI HA FATTO CAPIRE QUANTO ANCHE SOLO UNA PERSONA SIA IN GRADO DI PROVVEDERE ALLE NECESSITA E ALLO SVILUPPO DI UN BAMBINO (PURCHE MUNITA D'AMORE).

FIGURIAMOCI DUE.

Si! io voglio essere e spero di diventare PADRE nella mia vita.
Non sarà un mio "sfizio" o un mio "egoismo" ha tradurre questo sogno in realtà, ma la certezza della mia capacità (e quella di Lorenzo) di accudire, tutelare, E AMARE un figlio.
Prematuro?
Per ora si... sono ancora a casa dei miei e ancora non ho firmato il contratto di lavoro... ...ma non sarà cosi' in futuro.

Chiedo venia per la lunghezza del post, e la sua serietà.....
A questo seguirà prossimamente un post su cui vi parlerò di un'iniziativa che questo blog (i suoi amorosi autori) vuole promuovere e diffondere coinvolgendo ciascuno di NOI-VOI.


Ale!