Visualizzazione post con etichetta Riflessioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Riflessioni. Mostra tutti i post
sabato 29 ottobre 2011
Il Natale è vicino allora!
Se facendo un piccolo sforzo sono riuscito a rimuovere i panettoni di inizio Ottobre, ogni sforzo diveniene purtroppo vano nel momento in cui si appalesa Mary con la sua OTTOCENTESIMA E PUNTUALISSIMA versione di "all I want for Christmas", questa volta addirittura accompagnata da bimbo Bieber.
Dunque bisogna arrendersi all'evidenza: Il Natale è vicino.
Programmi per quest'anno?
E Il capodanno lo avete già organizzato?
Il 2011 lo voglio ribattezzare come l'anno dell'improvvisazione, perchè se in passato iniziavo a pensare e a progettare anche con 6 mesi di anticipo, quest'anno abbiamo fatto tutto all'ultimo momento... tuttavia lasciamo aperte le porte ad eventuali proposte ed idee!
E ai regali ci avete iniziato a pensare?
ODDIO.... VOMITO!
Se penso che quest'anno dovrò gestire un Natale post divorzio con annessi nuovi compagni dei miei genitori me sento già male... tuttavia un eventuale fugone negli States comprando un super last minute anzi last second MI STUZZICA E NON POCO!
Anyway.. staremo a vedere... intanto buon Weekend.
Ale!
lunedì 29 agosto 2011
L'illuminazione di un giorno qualunque...
Il bello delle giornate come questa che appena trascorsa è che ti permettono di rallentare, fermarti, sederti e riflettere; riflettere sulla tua vita, sul come ti poni alle cose, agli eventi e alle persone che ti circondano.
Giorni così ti danno modo di essere un accurato giudice (non penalista) di quello che hai combinato nei mesi scorsi e ti danno soprattutto il tempo per riflettere su eventuali correzioni o cambi della rotta intrapresa.
Fortunatamente per voi non state leggendo l'Alessandro stressato incapace di gestire i suoi troppi impegni che implorava di allungare la gioranta di 24ore , ma un nuovo (perennemente in rinnovamento) Alessandro che impara a dire "no" a proposte anche allettanti, che cerca di farsi bastare il tempo che ha e soprattutto ne esige una parte da lasciare LIBERO.
La libertà è fondamentale, è il caposaldo del vostro agire ponderato e funzionale.
E' quella libertà che mi ha permesso di prendermi del tempo per poter discutere con mia sorella e attuare una comunicazione vera piena completa, che da tanto tempo rimandavo.
E' quella libertà che ti fa dialogare con tua madre senza inciampare nelle insidiose incomprensioni che in momenti di pressione e stress diventano la miccia della perfetta ANTI comunicazione.
Spesso ci si riempie la testa di scuse del tipo, ma io non ho tempo, ma io non ho modo ma io vorrei, ma io ho un carattere chiuso, ma io lavoro troppo, vorrei ma non posso ecc. ecc.. tutte scuse delle quali non siamo coscienti elaboratori ma poveri SCHIAVI.
E' banale dire che il tempo lo dobbiamo trovare e diversamente non potrebbe essere.
Andare a mille come facevo io poche settimane fa, è possibile ma NON deve essere la norma.
Va bene per raggiungere ogni tanto un traguardo a breve termine, ma già per quello medio diventa fuori luogo.
Semplicemente non si deve E NON SI DOVREBBE MAI PERMETTERE al sistema in cui viviamo di prendere il sopravvento su di noi e le nostre vite.
Nel momento in cui questo accade diventiamo improvvisamente ciechi, ce la inziamo a prendere con noi stessi, incapaci di stare dietro a tutto e di rendere ancora di piu'.
All'improvviso l'aria non ossigena più i nostri polmoni, ne iniziamo quindi a volere dell'altra anche se i polmoni ne sono saturi.
La soluzione non stà nel pretendere che il vostro apparato respiratorio faccia l'impossibile accogliendo più aria, ma stà nello spostarvi dalla cella senza finistre in cui vi siete rinchiusi al giardinetto ben arieggiato!
Diventiamo dei veri drogati insoddisfatti della propria dose.
Vogliamo rendere di piu' ed essere piu' degli altri. MA PERCHE?
Perche questo recondito desiderio di scalare, di raggiungere alte vette, di prevalere o semplicemente di essere migliori?
La mia risposta è stata la seguente: l'obiettivo ambizioso oltre a distrarci dalle paure o dal nostro incoscio riempendo cosi il nostro quotidiano, serve per dare un senso alla nostra esistenza, per sentirci importanti e ricordati o comunque illuderci di essere stati "indispensabili" per qualcuno.
La scalata ha senso quando questa ha un obiettivo ben preciso ma soprattutto quando è conseguenza di una PROFONDA PASSIONE per quel che si fa.
Quando la si compie invece per compensazione di una nostra incertezza o un nostro vuoto esistenziale, bhè quello è il momento dell'implosione.
Lo dico con assoluta convinzione perchè il secondo caso l'ho vissuto in prima persona.
Mi lamentavo della frenesia ma ne ero io il promotore permettendola.
Mi riempivo la giornata di impegni, di lezioni, e di attività per dire a me stesso che ero bravo, che io valevo, che io potevo eccellere in tutto e la verità che solo ora capisco è che per quanto ero bravo nel fare quel che facevo non eccellevo mai, e ne potevo permettermelo facendo due lavori diversi simultaneamente.
Ho perseverato perchè non lo accettavo, io dovevo poter fare tutto e farlo al massimo, perchè alcuni riuscivano, e perchè io non potevo essere da meno.
Questo fino alle ferie dopo le quali mi sono detto "Perchè?... Ora basta! "
Questa innata competizione con gli altri ma soprattutto con me stesso e con i miei stessi limiti è figlia della mia insicurezza e insieme sono mamma e nonna della mia attitudine alla "scalata".
Tra quel "perchè?" e quel "ora basta" ho messo dei puntini, raffiguranti la seguente presa di coscienza.
" la verità Alessandro è che per quanto tu splenda avrai sempre dei difetti e potrai sempre migliorare; esisteranno sempre delle persone più brave che sapranno fare le cose in modo più efficiente; per quanto le persone ti "acclamino" e ti "stimino" non sei indispensabile e qualcuno potrebbe sempre prendere il tuo posto (ragionando in termini professionali eh.... quelli amorosi NUN SE NE PARLA PROPRIO). "
Questo pensiero è giunto come una profonda illuminazione.
Voi che mi leggete forse penserete che questo pensiero predisponga ad uno stato di disillusione o di appiattimento motivazionale MENTRE per me è stato tutto l'opposto... in un certo senso MI HA LIBERATO... mi stà tutt'ora liberando dalla schiavitù che il sistema (scusa) IO IN VERITA..... mi imponevo.
Questa libertà che sento di aver appena annusato e spero di continuare a gustare, mi ha ricordato che potrei fare tante diverse esperienze, sicuramente tornare a studiare, potrei seguire nuovi hobby, potrei tornare a fare hip hop, iscrivermi finalmente ad un corso di canto, osare a fare teatro, oppure iniziare a pensare se sia fattibile in futuro un'esperienza fuori da questa nazione (a tempo determinato).
Io non mi sento un messia, non ho pretese che le mie parole abbiano risvolti attuabili nelle vostre vite, ma volevo sicuarmente rendervi partecipi di un'esperienza esistenziale di estremo valore per me... se poi da essa se ne può trarre in qualche modo giovamento per voi.. ben venga.
... sia se voi lavoriate, studiate o facciate entrambi o siate mantenuti, se la vostra vita vi calza stretta credetemi, c'è sempre un modo per rimodularla affinchè vi vada a genio e permetta l'espressione del vostro potenziale.
Non vi ingabbiate nelle vostre vite, siatene registi ... A TUTTI I COSTI... perchè non c'è laurea, soddisfazione professionale o stipendio che possano tenere il confronto con una persona serena e felice che della vita ha fatto quello che voleva.
Non rinunciate e non rimandate, almeno non a tempi piu lunghi di un anno.
Non accettate che lo stress, sia la norma.
Se è vero che siamo ciò che viviamo, cioè un'integrità psicofisica, frutto dell'interazione di un prodotto genetico con le aggressioni quotidiane, (che invecchia e deteriora per giunta) è pur vero che il nostro modo di essere ci permette di RIMODULARE E RICALIBRARE ciò che viviamo attribuendo ad esso una diversa valenza, affinchè esso non ci distrugga ma anzi ci rechi prevalentemente appagamento.
Io ve lo dico... ma solo ora inzio a farne tesoro!
Ale!
lunedì 18 luglio 2011
Corri corri e ti scordi dove vai!
Vi mancano i miei post in cui mi lamento dei miei ritmi insostenibili?
E allora vi continueranno a mancare perchè oggi voglio raccontarvi di alcuni cambiamenti e del solito straordinario fatto che amo il mio Lolò.
Ebbene i giorni passano e solo oggi 18 Luglio, mi rendo conto di come diavolo sia volato questo ultimo anno! Un anno pieno di eventi a volti tristi e a volte belli, ma comunque travolgenti!
Sono arrivato al 18 luglio e ancora non mi riesco a capacitare del fatto che metà estate sia già andata! Ma quando è successo!? Io non lo so, perchè lavoravo!
Sempre mille impegni idee e cose da fare e in un attimo perdi l'orientamento e ti scordi che il quotidiano non è un intermezzo da superare per arrivare all'obiettivo, ma la tua vera vita.
Motivo per il quale è stupido viverlo velocemente e di fretta, rimandando gesti affettuosi e piaceri. Ogni giorno ha una sua vera unicità e pensare di doverla sacrificare in funzione del solito weekend in arrivo o per l'ennesimo bene materiale è ASSURDO.
"Oggi lavoro di più cosi mi compro il cellulare figo", "oggi faccio la conventione rinunciando al riposo domenicale, cosi mi faccio un nome e alimento un po' il mio narcisismo"... sono frasi di cui ho preso coscienza e che voglio TASSATIVAMENTE riuscire a riconsiderare.
Proprio per questa ragione, dopo quasi due anni di ritmi notevoli ho deciso di rinunciare al doppio lavoro per la prossima stagione, e di dedicarmi di più alla mia vita e a quella di chi fa il mio stesso percorso; il mio Lolò ,la mia famiglia.
Che senso ha correre per poi ritrovarsi 60enne, acciaccato e triste per non aver detto un ti voglio bene quando lo si poteva dire o per aver rinunciato ad un sacco di pomeriggi piacevoli in compagnia di chi ami e a fare quello che adori. Che senso ha scoprirsi anziani (se si è fortunati) e non ricordarsi di come siano volati i giorni? Altra banalità necessaria che mi ripeto ultimamente è.... il lavoro non è il fine ma il mezzo, e dedicarsi solo ad esso mettendo da parte la tua vita, quella vera ed autentica, NON HA SENSO, a meno che la tua vita sia IL LAVORO, e a quel punto auguri.... in questi due anni di carriera ho visto sin troppi anziani nei letti del mio ospedale, soli ed incattiviti dalla loro solitudine e dal loro vuoto esistenziale post pensionamento.
Quindi ragazzi facendo un rapido sunto per non fare il solito prolissAle, trovatevi un lavoro che vi permetta di sostentare digitosamente facendo quello che vi piace o che comunque non disprezzate e quando uscite dal posto di lavoro DEDICATEVI A VOI E AGLI ALTRI rimandando qualsiasi questione professionale all'indomani.. almeno questo è quello che io voglio per me e per chi amo.
A questo punto Ale si concede una felice nottata sul suo lettino, allietato dalla convinzione che fra non molto stringerà quotidianamente il suo Lolò sul loro lettone matrimoniale!
.... a costo di sembrare ingenuo ed infantile, perdonatemi ma io riesco ad immaginare la mia vita solo se dedicata a qualcun'altro... in questo caso AL DOLCE LOLO' !!!!!!!!!!!!!!!
Ale!
martedì 26 aprile 2011
Segnale orario
Lolò
martedì 29 marzo 2011
My mother had a brother
Conosco questa canzone e fino a oggi mi piaceva nel complesso ma non l'avevo mai veramente ascoltata se non nella melodia, per questo ho scelto di postarvela con il suo intensissimo testo.
Per chi non conoscesse George, sappia che la canzone è indirizzata alla mamma (scomparsa un po' di anni fa), interrogandola circa questo zio di cui gli è arrivata solo voce poichè suicida nel giorno della sua stessa nascita.
Non ha avuto modo di conoscerlo ma ha saputo poi essere una persona molto "gentile" e "buona" e per questo vittima di voci pesanti di cui non riusci' a farsi carico, ricorrendo al gesto estremo.
George chiede alla madre di dire al fratello che "quella vita" non era impensabile e che lui la sta vivendo fiero e orgoglioso anche in suo nome.
Certo la prosa non è altrettanto suggestiva, tuttavia consiglio a tutti un attento ascolto; commuove e fa riflettere.
La dedico a voi ragazzi, anzi precisamente A TE che mi leggi a te che non riesci ancora a vivere la tua vita e i tuoi sentimenti trasparentemente nei confronti della società ma soprattutto di chi ti sta vicino, in famiglia e o a lavoro. Non te ne faccio una colpa, ma sappi che c'è chi è morto non vivendo e chi ha deciso di farsi forza e vivere veramente. Cerca di fare la scelta giusta.
Una vita vissuta di sacrifici e anonimato sentimentale è come se non fosse stata vissuta.
La dedico a te.
Ti abbraccio.
Ale
Etichette:
Consigli musicali,
gay,
musica,
Riflessioni
martedì 22 marzo 2011
Progressivo cambio di sesso.
Uno dei rari casi in cui il protagonista sta bene nei panni di entrambi i sessi.
Ale!
venerdì 11 marzo 2011
Io non ho pietà di me stesso.
Devo scrivere questo post adesso che il mio cervello è ancora caldo.
Io vivo del mito dell'efficienza, del fare, del risolvere, di portare la giornata a casa e di fare tutto ciò con un target qualitativo di un certo tipo, e questo al fine di ritenermi soddisfatto ed in pace con me stesso.
Se un giorno, delle 10 cose programmate non ne riesco a concludere anche solo una, parte l'insoddisfazione e l'autofustigazione; diavolo razionalmente sò che faccio tanto e visti i cataclismi familiari degli ultimi mesi ci può stare pure che quel qualcosa lo hai saltato o al massimo lo hai fatto ma non al top della norma, eppure istintivamente e irrimediabilmente il cervello mi porta a flagellarmi e ritenermi "sconfitto" e peggiore degli altri.
Soffro nel confrontarmi e sapermi non vincente, in qualche modo devo vincere o devo sapere che ho dato buoni risultati, che ho rispettato i miei standard che sfortunatamente ogni giorno sono più alti.
Se oggi ho ricevuto i complimenti perchè ho fatto quella cosa professionalmente e bene io me ne compiaccio e ne sono felice, ma tristemente il giorno dopo si resetta tutto, anzi ancora peggio, tenendo in considerazione il risultato ottenuto mi obbligo a fare di più di prima e se non riesco ne rimango francamente frustrato.
Sono perennemente in sfida con il mondo perchè essenzialmente in sfida con me stesso.
Non accetto la mediocrità, la odio, la detesto, odio sapermi alle prime armi, e odio farmi vedere "non esperto" in qualcosa, faccio di tutto per sfuggire a questo stato, ma non tirandomi indietro ma buttandomici drasticamente dentro per elevarmi ad uno status auspicabile, blasonato e soprattutto non criticabile.
Questa mia forma di insicurezza mi sta distruggendo, vorrei disfarmene, ma allo stesso tempo sono consapevole anche del fatto che è proprio quest'ultima che mi ha spronato a migliorare e ad essere l'istruttore, il fisioterapista, il ragazzo, l'Alessandro che oggi sono.
Ma allo stesso tempo è anche la mia condanna perchè sono perennemente scontento di me stesso, voglio di più, voglio diventare un istruttore di maggiore importanza, voglio fare un corso d'Inglese avanzato, comprarmi casa arredarla e andarci a vivere, trasferirmi qualche mese a Londra o magari ancora a NY, segnarmi ai 6 anni di Osteopatia e fare altri tre miliardi di cose; e so già che non sarò soddisfatto dopo perchè vorrò di più. Ma devo fare devo fare.
Si dice che l'equilibrio stia nel mezzo, e che una persona equilibrata sia quella che sia spronata a migliorare purchè spinta da pura passione e coerenza con la necessità dell' "upgrade".
Io invece riverso questa innata spinta al miglioramento SU TUTTO ma soprattutto per un motivo sicuramente psicologico che mi sfugge e che ha sicuramente dell'irrisolto.
Perchè tutti questi pensieri?
Oggi sono tornato dal lavoro a casa e avevo un'ora di tempo per elaborare la coreografia, ma essendo stata la giornata "cataclismica", anche se molto appagante per il tipo di lavoro e l'aiuto che ho dato ai miei pazienti, non ce la facevo a mettermi a zompettare in salone, quindi mi sono appoggiato sul letto a elaborare a mente la cosa.
Per chi mi conosce bene sà che non ho difficoltà a mettermi a fare una coreografia mentalmente nei luoghi più impensabili, ma oggi mi sono letteralmente addormentato.
Mi risveglio a quasi 10 minuti dall'ora in cui sarei dovuto uscire di casa per andare in palestra (24km da casa), preso dall'angoscia e lo stordimento ho abbozzato qualcosina al volo, ma il traffico e il ritardo non mi hanno dato modo di rivederlo prima della lezione.
Bhè la lezione l''ho fatta e dignitosamente, ma era palese che avevo improvvise perdite di memoria e che l'improvvisazione stasera non era "accettabile".
E sebbene la volta prima fosse stata veramente qualitativamente eccellente sia per il tipo di lezione fatta che per i riscontri ottenuti, stasera il mio cervello ha iniziato a pensare che probabilmente la colpa era mia perchè non sono un bravo istruttore, che forse non sono adatto. Poi colto da un lume di razionalità riconsiderando la giornata e il periodo stressante che sto vivendo mi sono parzialmente assolto e mi sono detto:
Ma perchè stò facendo tutto questo?
Perchè corro dalla mattina alla sera, riempendo ogni mio spazio libero e allo stesso tempo richiedendomi IL MASSIMO risultato qualitativo?
E' chiaro che il problema non è tanto la quantità di impegni (forse in questo momento umorale si), e nemmeno la qualità che è ovvio che è buona e che non sarebbe comunque contestabile seppure discreta, ma il problema sono IO e come vivo il tutto, ed è buffo perchè io dò, o almeno penso di farlo, sempre buoni consigli agli altri sul come vivere con filosofia nel modo migliore.
Mi stò perdendo perchè pretendo "patologicamente" troppo da me stesso. Ma perchè?
La risposta me l'ha data mia madre dalla quale ho ereditato gran parte del carattere:
Io non ho pietà di me stesso.
Ale!
Io vivo del mito dell'efficienza, del fare, del risolvere, di portare la giornata a casa e di fare tutto ciò con un target qualitativo di un certo tipo, e questo al fine di ritenermi soddisfatto ed in pace con me stesso.
Se un giorno, delle 10 cose programmate non ne riesco a concludere anche solo una, parte l'insoddisfazione e l'autofustigazione; diavolo razionalmente sò che faccio tanto e visti i cataclismi familiari degli ultimi mesi ci può stare pure che quel qualcosa lo hai saltato o al massimo lo hai fatto ma non al top della norma, eppure istintivamente e irrimediabilmente il cervello mi porta a flagellarmi e ritenermi "sconfitto" e peggiore degli altri.
Soffro nel confrontarmi e sapermi non vincente, in qualche modo devo vincere o devo sapere che ho dato buoni risultati, che ho rispettato i miei standard che sfortunatamente ogni giorno sono più alti.
Se oggi ho ricevuto i complimenti perchè ho fatto quella cosa professionalmente e bene io me ne compiaccio e ne sono felice, ma tristemente il giorno dopo si resetta tutto, anzi ancora peggio, tenendo in considerazione il risultato ottenuto mi obbligo a fare di più di prima e se non riesco ne rimango francamente frustrato.
Sono perennemente in sfida con il mondo perchè essenzialmente in sfida con me stesso.
Non accetto la mediocrità, la odio, la detesto, odio sapermi alle prime armi, e odio farmi vedere "non esperto" in qualcosa, faccio di tutto per sfuggire a questo stato, ma non tirandomi indietro ma buttandomici drasticamente dentro per elevarmi ad uno status auspicabile, blasonato e soprattutto non criticabile.
Questa mia forma di insicurezza mi sta distruggendo, vorrei disfarmene, ma allo stesso tempo sono consapevole anche del fatto che è proprio quest'ultima che mi ha spronato a migliorare e ad essere l'istruttore, il fisioterapista, il ragazzo, l'Alessandro che oggi sono.
Ma allo stesso tempo è anche la mia condanna perchè sono perennemente scontento di me stesso, voglio di più, voglio diventare un istruttore di maggiore importanza, voglio fare un corso d'Inglese avanzato, comprarmi casa arredarla e andarci a vivere, trasferirmi qualche mese a Londra o magari ancora a NY, segnarmi ai 6 anni di Osteopatia e fare altri tre miliardi di cose; e so già che non sarò soddisfatto dopo perchè vorrò di più. Ma devo fare devo fare.
Si dice che l'equilibrio stia nel mezzo, e che una persona equilibrata sia quella che sia spronata a migliorare purchè spinta da pura passione e coerenza con la necessità dell' "upgrade".
Io invece riverso questa innata spinta al miglioramento SU TUTTO ma soprattutto per un motivo sicuramente psicologico che mi sfugge e che ha sicuramente dell'irrisolto.
Perchè tutti questi pensieri?
Oggi sono tornato dal lavoro a casa e avevo un'ora di tempo per elaborare la coreografia, ma essendo stata la giornata "cataclismica", anche se molto appagante per il tipo di lavoro e l'aiuto che ho dato ai miei pazienti, non ce la facevo a mettermi a zompettare in salone, quindi mi sono appoggiato sul letto a elaborare a mente la cosa.
Per chi mi conosce bene sà che non ho difficoltà a mettermi a fare una coreografia mentalmente nei luoghi più impensabili, ma oggi mi sono letteralmente addormentato.
Mi risveglio a quasi 10 minuti dall'ora in cui sarei dovuto uscire di casa per andare in palestra (24km da casa), preso dall'angoscia e lo stordimento ho abbozzato qualcosina al volo, ma il traffico e il ritardo non mi hanno dato modo di rivederlo prima della lezione.
Bhè la lezione l''ho fatta e dignitosamente, ma era palese che avevo improvvise perdite di memoria e che l'improvvisazione stasera non era "accettabile".
E sebbene la volta prima fosse stata veramente qualitativamente eccellente sia per il tipo di lezione fatta che per i riscontri ottenuti, stasera il mio cervello ha iniziato a pensare che probabilmente la colpa era mia perchè non sono un bravo istruttore, che forse non sono adatto. Poi colto da un lume di razionalità riconsiderando la giornata e il periodo stressante che sto vivendo mi sono parzialmente assolto e mi sono detto:
Ma perchè stò facendo tutto questo?
Perchè corro dalla mattina alla sera, riempendo ogni mio spazio libero e allo stesso tempo richiedendomi IL MASSIMO risultato qualitativo?
E' chiaro che il problema non è tanto la quantità di impegni (forse in questo momento umorale si), e nemmeno la qualità che è ovvio che è buona e che non sarebbe comunque contestabile seppure discreta, ma il problema sono IO e come vivo il tutto, ed è buffo perchè io dò, o almeno penso di farlo, sempre buoni consigli agli altri sul come vivere con filosofia nel modo migliore.
Mi stò perdendo perchè pretendo "patologicamente" troppo da me stesso. Ma perchè?
La risposta me l'ha data mia madre dalla quale ho ereditato gran parte del carattere:
Io non ho pietà di me stesso.
Ale!
giovedì 6 gennaio 2011
Insecurity
L'insicurezza, condizione emotiva di cui tutti hanno fatto esperienza almeno ONCE IN A LIFETIME, ho capito essere il substrato fondamentale di comportamenti spesso diametralmente opposti, considerazioni queste ultime fatte dopo esperienze dirette con la mia persona, con il mio ragazzo, con i miei collaboratori di lavoro, con i miei allievi, con i miei amici.
L'insicurezza di per sè non è una condizione deleteria, in piccole e giuste dosi ci permette di discuterci e cercare di operare la giusta decisione, tuttavia quando persiste nella maggior parte degli ambiti del nostro vissuto, a quel punto diventa una condizione psicologica potenzialmente dannosa e patologica.
Sono abbastanza sicuro nell'affermare che sulla terra NON esiste una persona TOTALMENTE sicura di sè e del suo operato, per fortuna.
Ho riscontrato insicurezza in varie forme, ed essendo molto sensibile all'argomento ho sempre cercato di esaminarle con scrupolo cercando di capire quando questa sconfinava nel patologico.
In tal analisi ho cercato di definirne dei profili contraddistiguenti le varie espressioni:
1) L'INSICURO PER ANTONOMASIA: classica persona vagamente balbuziente, incerta nell'esternare un concetto, tono di voce vibrante e incostante, sguardo basso o mai fisso sull'interlocutore, scarsamente intraprendente, perennemente relativo e scevro da qualsiasi ideologia e certezza. Si accoda, non propone, non decide, accetta.
2) L'INSICURO ASSOLUTISTA: per ogni cosa, per ogni argomento, per ogni concetto, per ogni ambito di disquisizione, questa forma di insicurezza porta l'individuo a prendere posizione con nettezza, assolutismo e indiscutibilità. L'incursione del minimo accenno di incertezza circa le posizioni intraprese, portano l'insicuro ad alzare il tono della voce, annoverare giustificazioni razionalmente irrazionali che cancellino la discussione o la rendano impossibile. L'assolutista ha bisogno di coordinare e dominare gli impegni, le dinamiche di gruppo e le discussioni per potersi mettere nella posizione in cui ha la certezza di ricevere conferme, gratificazioni e non critiche. Abbandona e SI NEGA COMPLETAMENTE in tutti quegli eventi, condizioni, o situazioni in cui la sua certezza di prevalere, riuscire e denotare abilità viene meno.
3) L'INSICURO FINTAMENTE RAZIONALE: Forma per certi versi sconfinante con la precedente. E' aperto alla discussione, parla, ti sente, ma non accettando di essere in errore, organizza con abilità una serie di architetture retoriche per poterti giustificare e interlacciare argomentazioni o posizioni nettamente contrastanti facendotele passare per giuste autoconfermando a se stesso l'indiscutibilità della propria posizione.
Se ammette che la propria persona possa essere incappata in errore, la persona con cui ha stabilito la relativa interazione sociale ha più colpe per avercelo portato.
Non contempla mai il proprio fallimento, dipende dal proprio essere nel giusto e non resterà MAI in una condizione di indefinitezza o incertezza, spesso condizioni PROPEDEUTICHE per il giusto e produttivo cambiamento. Questa è la classica persona che si butta avanti, rinnegando il proprio passato con artifizi abilmente falsamente raziocinanti, pur di non ammettere di essere incappato in una fisiologica e umana condizione di INCERTEZZA. Tuttavia rimane fintamente razionale, e questa è la sua grande abilità, dopo essersi mosso si mette alla ricerca matta e disperatissima di un filo conduttore che leghi sapientemente in nome della coerenza elementi follemente distanti; usa e si ripete le argomentazioni prodotte fino al completo autoconvincimento.
Probabilmente il lettore che più si avvicina a questo profilo, a queste ultime parole starà già pensando alla strategia per poterle discutere e annullare. Con coerenza.
4) L'INSICURO PRAGMATICO: Sà di non avere la certezza, sà di vacillare, sà di non sapere, proprio per questo ricorre disperatamente e intensamente agli unici strumenti che gli permettono di interpretare la vita e tutti i suoi fronzoli nella maniera più empirica e con margine d'errore il più ridotto all'osso possibile.
In ogni sfida che comporta l'assunzione di una posizione, o un'idea o l'intrapresa di una scelta, viene operata un'attenta accuratissima a volte stancante analisi matematica/meccanica delle variabili in gioco e dopo un calcolo di tutte le probabilità, la convenienza e la conseguenza delle varie scelte operabili, finalmente viene al dunque.
Fino ad ora questa è la forma più sensata e decisamente più sopportabile ma bisogna anche definirne gli aspetti negativi. Se è vero che l'insicurezza dona al pragmatico le modalità per operare la scelta migliore, quest'ultimo trova faticoso se non impossibile vivere tutte quelle situazioni che richiedono adattabilità, istinto, improvvisazione e rapida interazione e sebbene fino al momento prima della scelta siano incerti, nell'attimo subito seguente ad essa, DIVENGONO CERTI ASSOLUTI E INCONTESTABILI.
5) L'INSICURO ISTINTIVO: Sà di non eccellere in qualcosa, sà che c'è qualcosa che gli sfugge, tuttavia lo mette da parte e compensa buttandosi in mille attività, sempre diverse, sempre nuove, sempre completamente assorbenti. Ha bisogno di distrarsi da ciò che non controlla bene o affatto, lo omette, tuttavia nei momenti di riflessività lo ammette ed elabora nuove strategie per compensare.
Se si ferma a pensare e ad usare un decimo del pragmatismo del profilo di prima riesce a creare il connubio perfetto tra istinto e ragione che gli permetta il raggiungimento dell'eccellenza, ma il più delle volte l'istinto e l'iperattività di difesa (misto a pigrizia) gli impediscono di fare questo passo.
Se si ferma troppo si rende conto che in nessuna delle attività eccelle veramente al cento per cento, ma se tiene i ritmi alti gli rimane solo quel poco tempo per autogratificarsi dicendo che nonostante le sue mille diverse attività riesce a rendere e a portare i frutti a casa senza alcuna spiegazione ma solo grazie al suo istinto e al suo vivere tutto da autodidatta. Odia le lunghe spiegazioni, odia le attente analisi, odia l'indecisione, ha bisogno di proiettarsi sempre avanti, ma non lo fa disperatamente come il "fintamente razionale", non rinnega il passato e trova continuità e coerenza nei suoi passi, non gliela rilega a forza.
E' attratto e ha bisogno di integrarsi all'insicuro pragmatico :)
Ora lungi da me dal fare psicologia spicciola, di certo non è una disciplina in cui "eccello", tuttavia dopo le varie letture e le esperienze fatte questi ultimi giorni mi sono sentito ispirato nel buttar giù questi profili, che non vogliono essere la verità, o modelli indiscutibili.
Penso anche di aver altri profili da buttare giù, tuttavia ognuno è possibile che si ritrovi anche in più di uno di questi; in fondo siamo così affascinantemente diversi ed eterogenei :)
Io posso dirvi che uno di questi profili è decisamente il mio e un altro penso senza presunzione che sia quello di Lolò.
Non mi spaventa ammettere di essere insicuro, perchè penso che questo sia il primo passo per contenere questa condizione emotiva, limitandola alla sua fisiologica e necessaria funzione. Avere paura di ammettere un proprio difetto denota di per sè un grado eccessivo d'insicurezza.
Mi piacerebbe sapere in quale profilo vi rivedete di più, e conoscerne dei nuovi.
Blogalquadrato cresce e anche la profondità delle discussioni :P
GLI AGGIUNTI DA VOI:
INSICURO ANALISTA A CASACCIO: la base è quella dell'insicuro pragmatico, ma la pigrizia proverbiale di questo individuo, gli fa concludere le sue lunghissime analisi un attimo prima del raggiungimento della soluzione; a quel punto entrano in gioco l'insicuro istintivo (prende e si butta) o l'insicuro per antonomasia (si blocca). I risultati finali possono essere svariati, ovviamente di solito sono i peggiori immaginabili.
Due sole cose salvano in extremis l'insicuro analista a casaccio: un leggero esaurimento e la logorrea; grazie a loro riesce a trovare delle giustificazioni (a volte anche sensate) alle proprie azioni, ovviamente non riesce quasi mai a convincersi di aver fatto la scelta giusta.
Ale!
sabato 18 settembre 2010
Perchè voglio uno starbucks (o clone) in Italia.
Stamani ho fatto una toccata e fuga a Napoli.
Sveglia alle 5, treno alle 6 e mezzo, arrivo alle 9, ripartenza alle 10, arrivo a Rm alle 12.
Perchè, ve lo dirò nel prossimo post.
Tuttavia il punto è:
Arrivo in stazione, dei cento punti "chef" sorta di bar autogrill ce ne fosse stato UNO che aveva il latte di soia, UNA CERTEZZA invece quando giri per Londra; lo trovi ovunque.
Punto due: Questi baretti di pessima qualità ti fanno stare in piedi, a prendere ste tazzine striminzite per un servizio qualitativamente penoso. Si il prezzo è basso e il cappuccino è anche molto buono, però nel complesso in una scala da 0 a 10 il indice di gradimento è 2, visto che non ne posso nemmeno usufruire. Una volta chiesi in un bar se avevano il latte di soia e mi venne risposto: noi queste cose strane per queste diete particolari non le abbiamo, noi solo la robba genuina. Volevo rispondergli con un vaff.. dicendogli che oltre ad essere ignorante era pure stupido perchè l'offerta del latte di soia avvicina tutte quelle persone che per infiniti motivi non possono prendere il latte vaccino, diventando dunque PUBBLICO PAGANTE IN PIU.
Il bar non verrà mai sostituito da Starbucks, ma quest'ultimo andrebbe ha riempire un VUOTO STATOSFERICO nel settore della ristorazione italiana.
Sono assai tentato di aprire in prima persona qualcosa di simile, ma la strada per farlo è lunga, non semplice e soprattutto dipende MOLTO dal rinnovo o meno del mio contratto di lavoro ospedaliero...
Anyway... W STARBUCKS e grazie a Sissy per la segnalazione del video!
Ale!
mercoledì 25 agosto 2010
E dopo?
Bossi: "Elezioni tra novembre e dicembre" 19.08.2010.
Bossi: si va avanti cosi', senza Udc e no elezioni 25.08.2010.
E' chiaro come il bamboccio del carroccio sia alla frutta come il suo re-suddito Silvio; ciascuno legato all'altro durante l'inevitabile approdo alla fine di una politica nefasta, populista e soprattutto lesiva, battezzata col nome di berlusconismo.
Parliamoci chiaro se non è fra qualche giorno lo sarà sicuramente fra qualche mese;
Silvio cadrà.
E' ora di iniziare a pensare ad un dopo che rappresenti radicalmente LA SVOLTA di intendere la politica.
Inutile dire come il PD e a mio malincuore anche Antonino (badate non ho scritto IDV) non possano conciliarsi con questo cambiamento.
Abbiamo bisogno si di onestà politica alla DiPietro, ma abbiamo bisogno anche di INTELLIGENZA politica e soprattutto lungimiranza in pieno stile Berlinguer.
Certo non possiamo legarci ad una ormai e per fortuna sorpassata e datata falce e martello; nemmeno al mero antiberlusconismo di DiPietro, e nemmeno ai mille zombie (Bindi Fassino D'Alema Bersani e company) che si continuano a considerare sfacciatamente l'alternativa nuova dopo infinite dimostrazioni negative.
Abbiamo bisogno di qualcuno che investa in questa nazione, che dica cose sensate e al passo con i tempi. Abbiamo bisogno di qualcuno che riesca a comunicare con il mondo cattolico, ahimè molto radicato in Italia, ma che allo stesso tempo punti laicamente sempre avanti.
Io non trovo una persona più indicata di Nichi Vendola.
Io SPERO E CONFIDO, che a sinistra si facciano veramente le primarie (probabile utopia), ma noi elettori dobbiamo compattarci votando comunque l'unica persona che si merita rispetto e che possa essere veramente considerato il primo successore, anzi l'evoluzione di Berlinguer. Sarebbe splendido se ad esso si legasse anche il giustizialismo dell'IDV ma condotto da un DeMagistris.
Basta con falce e martello, basta con Pd e le trame filoberlusconiane del suo D'Alema, basta con solo l'antiberlusconismo E SICURAMENTE BASTA CON STO CAXXO DI VELTRONI CHE RICICCIA FORI OGNI SANTA VOLTA CHE SE VOTA.
Benvenga Fini se si volesse candidare autonomamente a destra presentandosi come unico vero partito di destra europea.
Tutto il resto è mondezza, che nel bene o nel male sopravvive solo col sistema berlusconiano.
Se ha vinto per DUE VOLTE contro destra E SINISTRA (pd) in una regione del SUD, io voglio credere che possa farcela anche in Italia.
Ale!
lunedì 17 maggio 2010
Giornata della lotta all'omofobia
Secondo il calendario il 17 maggio è la giornata della lotta all'omofobia; causa nobile peccato però che poi poco si faccia, in tal senso.
Il presidente della Repubblica riceve per l'ennesima volta una delegazione omosessuale, per la solita chiacchierata informale, fatta di frasi retoriche bellissime che poi da nessuna parte portano (si ok certo meglio questo che niente) e la ministra Mara Carfagna si scusa " PER NON AVERCI CAPITO".... mh... ok... e ora?
E ORA NIENTE. Non ci spetta nessuna pari opportunità come prima, però si scusa.
Un attento monsignore Agostino vuole aggiungere al piatto un'acuta indispensabile postilla al tutto, condita con valori di integrazione, amore fraterno ed uguaglianza sociale:
“La trovo oscena ed anche poco sensata. Non è serio celebrare e ricordare una cosa che è palesemente contro natura e la legge di Dio. Ma ormai è invalsa una contro cultura, una logica che premia le cose strane che offendono Dio e dunque siamo nella fisiologia di una società malata, che ogni giorno di più si allontana dal Signore. Bisogna ricordare con forza che le unioni gay sono contro natura, violano la legge naturale e mai possono trovare accoglimento in legislazioni, in quanto la sola ed unica famiglia riconosciuta è quella basata sul matrimonio tra un uomo e una donna sotto il vincolo sacramentale. Anche chi si sposa in municipio a livello eterosessuale va contro la dottrina della Chiesa”.
Un'altra postilla che però non conduca questa volta ad un sentito e accorato " MA VAFFANCULO" (oddio si quanto sono scurrile), l'aggiungo io:
Se l'omofobia è una grave forma d'ignoranza, REVERSIBILE (testimoni i nostri genitori), allora noi una piccola colpa ce l'abbiamo; siamo fautori e promulogatori in parte di questa ignoranza, poichè blindiamo e occultiamo la nostra vera essenza, fingendoci chi non siamo e soprattutto lasciando spazio alle solite e SOLE macchiette ed esagerazioni televisive.
Iniziamo a dire chi siamo ai nostri conoscenti , facciamo capire a tutti quanto banali e normali siamo, iniziamo a scalfire la loro ignoranza a picconate di normale realtà; distruggiamo i loro stereotipi ed i loro pregiudizi... allora si chi perseverà nel nefasto discriminare avrà TUTTE le colpe, al contrario di ora, che le condividono con noi.
Critichiamo in prima fila, no da dietro una maschera e a bassa voce nello schieramento opposto.
Coming out.
La nostra unica soluzione.
Ale!
mercoledì 5 maggio 2010
Parliamone^2: fede-guarigione
Un'utente di Yahoo answer pone la seguente domanda:
Si può uscire da una malattia grave senza la fede in Dio?
Interessanti le varie risposte, tutte piuttosto nette nelle loro posizioni.
La mia risposta è: SI ma anche NO.
Mi spiego:
Il religioso chi è?
(a mio avviso)
E ' una persona che tendenzialmente è incapace autonomamente di dare senso, direzione e logica alla propria vita e soprattutto alle sue sofferenze.
Impossibilitato nel dare da solo un'interpretazione alla proprio vivere, e soprattuto impaurito da ciò che segue ad esso, ha bisogno di credere fermamente in un qualcosa di molto articolato, piuttosto macchinoso, che di logica non ne ha, ma che di certezze ne fornisce tante, anche se per nulla pragmatiche.
In sostanza l'utente medio, trova nella religione quel punto fermo su cui appigliarsi e da cui partire per dare un'interpretazione NON PROPRIA alla propria esistenza e alla sua cessazione.
Tra i religiosi troviamo personalità prevalentemente fragili caratterialmente, ma anche personalità forti, che tuttavia senza il loro guscio protettivo, la fede in Dio, sono innocui e spaventati piu dei primi.
Questo genere di persone non è in grado di affrontare un evento drammatico e cercarne di accettarne la "naturalezza", ma deve necessariamente appigliarsi ad una storia ben macchinata.
Questo è il è caso in cui la fede in Dio è indispensabile... e badate bene io non sono contro;
se una persona trova pace e serenità e una sua logica esistenziale in una favola che altri uomini raccontano e hanno scritto su un libro, ben venga sono felicissimo per loro... tutt'altra storia quando queste persone impongono ad altri esseri umani la loro dottrina e la loro condotta di vita. Pessimi quando invece ti guardano con sdegno o pietà perchè tu non ti sei adeguato alla massa credendo alla narrazione ecclesiastica, o induista o quello che vi pare.
Poi ci sono quelli che vivono il proprio quotidiano credendo in punti certi e definiti come l'amore per il proprio compagno, l'amore per la propria famiglia, la propria essenza umana terrena e finita, accettando anche le sofferenze e altri aspetti meno piacevolmente fruibili della nostra essenza umana, e partono da questi dati certi per vivere al meglio QUESTA VITA, QUESTA ESISTENZA, e QUESTI SENTIMENTI.
Di fronte alla patologia o all'evento nefasto questo tipo di persona cercherà di elaborare l'evento per i suoi palesi connotati terreni, cercando di superarlo con l'obiettivo di sopravvivere per stare di più con quella persona, per cercare di vivere quello che ancora non si è potuto e per cercare di continuare a godere lo splendore e l'unicità della propria umanità... fin quando possibile.
Entrambi i soggetti vogliono sopravvivere, ma i mezzi con cui arrivano (se arrivano) a farlo sono diversi... di sicuro la differenza lo fanno lo stato emotivo e quindi anche lo stato del nostro sistema immunitario, sensibile alle variazioni del primo.
Se l'umore e la motivazione li tengo alti con una teoria molto ben architettata piuttosto che con dei sentimenti terreni VISSUTI è indifferente.. l'importante è VOLER SOPRAVVIVERE.
Dio, ammesso che ce ne sia uno, ci ha creati, ci ha messo qui e ci ha lasciato gli strumenti per poter vivere, scegliamo noi come.... ma non mi venite a dire che una favola scritta da uomini sia l'unico modo per sopravvivere, tutt'al più è uno strumento talvolta utile su soggetti con un preciso profilo psicologico...
... e questa è L'EVIDENZA SCIENTIFICA, di come la religione, quindi una teoria filosofica, possa alterare la biochimica, quindi la risposta bio umorale, quindi la patologia in un soggetto, E NON PER POTERI MAGICI O VERIDICITA' DELLA STESSA, ma solo per la ferma convinzione IN ESSA.
Dunque la mia risposta alla domanda è: Ci vuole fede in Dio per superare una malattia grave?
Si ma anche No.
La fede in Dio serve per guarire dal cancro per alcuni e NO, la fede in Dio non serve per guarire dal Cancro per altri.
E la cosa bella, cosi illuminante, è l'estrema logica pragmatica e terrena intrinseca in entrambi i casi.
Ale!
mercoledì 31 marzo 2010
Oops..
A Parigi un prete colpito da un infarto è stato portato dove è stato soccorso in ospetale.
Denudato dall'equipe medica l'ecclesiale ha sfoggiato dei reggi calze rosso porpora provocando l'ilarità generale.
Sti preti so' le peggio poracce!!
Dietro la santa veste si nascondono delle zozzone che fanno impallidire persino la nostra Kost!
Proprio oggi il mio collega (per carità ottima persona, gran lavoratore molto umano) mi parlava del fatto che nei conventi ci si trova DI TUTTO, dallo spacciatore, al pappone....
... il discorso che abbiamo affrontato dopo, del tipo "l'amore di Dio è ovunque lo leggi negli avvennimenti... è tutto regolamentato dalla legge di Dio scritto sulla Bibbia..blabla, mi ha portato a pensare che io sono veramente fortunato a non aver bisogno di farmi farcire la testa di parole senza fine e senza senso per cercare di giustificare gli accadimenti del mio quotidiano o la mia vita in generale.
Poi uno spende una vita a rispettare "la parola di Dio che ci ha tramandato per mezzo della bibbia" e poi si ritrova su un lettino nudo con solo i reggi calze da zozza e gli elettrodi addosso.
Quanta ipocrisia...
Perchè la gente non riesce semplicemente a vivere la propria vita senza che qualcuno gli ordini come farlo?!
Bah!
Ale!
giovedì 11 febbraio 2010
Meno male che ho studiato!
Stamani mi sono svegliato, ho strabuzzato gli occhi, sbadigliato e sentenziato scoprendomi dalle coperte " oddio che sonno pazzesco e chi gliela fa oggi??"
Man mano che mi svegliavo e divenivo più lucido (fondamentale il ruolo delle fette biscottate spalmate di marmellata e burro d'arachidi) la negatività e il pessimismo mattutino me li lasciavo alle spalle. Altrettanto non accadeva quando lavoravo a villa arzilla.
Dopo l'ora di traffico per percorrere i 4km di distanza che separano casa dall'ospedale (dove lavoro), tragitto durante il quale incontri volti tristi afflitti e soli isolati dietro i vetri delle proprie auto incastrate le une con le altre in un'unica ed nfinita fila, arrivo a lavoro.
Entro nella mia palestra cardiologica... Appena apro la porta all'altezza della mia testa trovo una vita bassa, boxer in vista e maglietta sollevata... Dopo qualche secondo di smarrimento dovuta a tale presenza sul mio posto di lavoro' rammento dei lavori elettrici in corso tra cui il montaggio delle luci.
Una volta seduto alla mia scrivania rifletto... Quel ragazzetto elettricista avrà avuto al massimo 20 anni, alle otto di mattina stava trapanando il soffitto facendosi cascare addosso polveri e calcinacci esponendo le proprie orecchie ad un baccano per me fastidiosissimo ma momentaneo per lui invece quotidiano.
Per un attimo ho rivisto in lui me stesso 5anni prima... Anzi di più.
Ebbene si durante le estati dei 5anni di superiori andavo spesso a lavorare nei cantieri con mio padre (elettricista).
Ogni mattina mi dovevo violentare per andare in cantieri, tra polveri, cavi, argomenti e persone poco a che fare avevano con il mio carattere. L'unica mia gioia era installare gli impianti home theatre... Allora li mi divertivo.. Mi chiudevo nel mio mondo,progettavo le connessioni i cavi da utilizzare, gli strumenti da comprare e poi venivo gratificato anche economicamente.
Sebbene mio padre ci abbia provato in tutti i modi a farmi entrare in quel mondo desiderando per me un futuro da ingegnere elettrico, io mi sono sempre rifiutato categoricamente di fare studi affini, puntando totalmente sull'esempio di mia madre: il ramo sanitario.
Tra indecisioni varie... Medicina..dietistica.. E fisioterapia alla fine ho scelto proprio quest'ultima perchè esattamente proporzionata alla mia personalità.
Il tipo di rapporto che ho con i pazienti, la distribuzione settimanale e oraria dell turno lavorativo, ed infine il rapporto studio-pratica necessario, erano esattamente ciò che facevano al mio caso. Per puro fato mi sono ritrovato anche nella branca cardiologica della FT che ho scoperto ancora più calzante alla mia persona.
Tutto questo per arrivare dove?
Sebbene la mattina la stanchezza e la routine possano intaccare la propria motivazione, l'esempio del ragazzo di oggi mi ha ricordato quanto io sia felice del mio lavoro e del mio percorso e di quanto tutto quello che faccio e studio sia sempre gradito e mai motivo di crisi isteriche. Oggi giorno ammetto che è fottutamente raro riuscire ad incappare in una situazione cosi perfetta e diretta.... Alla fine non sono mai stato bocciato,non ho mai perso anni in pause o periodi di riflessioni o cambi di rotta... Quindi ribadisco che la mia situazione è veramente FORTUNATA e non lo scrivo per vantarmene ma per esplicitare la mia gratitudine al fato e per aiutarmi a rimanere con i piedi per terra!
Non so che altro dire... Anche perchè ho scritto tutto ciò tra un paziente e l'altro grazie al mio favolosissimo N900.
Ragazzi studiate e lottate per qualcosa che vi motiva e piace.. Non accettate realtà che non vi appartengono!!
Man mano che mi svegliavo e divenivo più lucido (fondamentale il ruolo delle fette biscottate spalmate di marmellata e burro d'arachidi) la negatività e il pessimismo mattutino me li lasciavo alle spalle. Altrettanto non accadeva quando lavoravo a villa arzilla.
Dopo l'ora di traffico per percorrere i 4km di distanza che separano casa dall'ospedale (dove lavoro), tragitto durante il quale incontri volti tristi afflitti e soli isolati dietro i vetri delle proprie auto incastrate le une con le altre in un'unica ed nfinita fila, arrivo a lavoro.
Entro nella mia palestra cardiologica... Appena apro la porta all'altezza della mia testa trovo una vita bassa, boxer in vista e maglietta sollevata... Dopo qualche secondo di smarrimento dovuta a tale presenza sul mio posto di lavoro' rammento dei lavori elettrici in corso tra cui il montaggio delle luci.
Una volta seduto alla mia scrivania rifletto... Quel ragazzetto elettricista avrà avuto al massimo 20 anni, alle otto di mattina stava trapanando il soffitto facendosi cascare addosso polveri e calcinacci esponendo le proprie orecchie ad un baccano per me fastidiosissimo ma momentaneo per lui invece quotidiano.
Per un attimo ho rivisto in lui me stesso 5anni prima... Anzi di più.
Ebbene si durante le estati dei 5anni di superiori andavo spesso a lavorare nei cantieri con mio padre (elettricista).
Ogni mattina mi dovevo violentare per andare in cantieri, tra polveri, cavi, argomenti e persone poco a che fare avevano con il mio carattere. L'unica mia gioia era installare gli impianti home theatre... Allora li mi divertivo.. Mi chiudevo nel mio mondo,progettavo le connessioni i cavi da utilizzare, gli strumenti da comprare e poi venivo gratificato anche economicamente.
Sebbene mio padre ci abbia provato in tutti i modi a farmi entrare in quel mondo desiderando per me un futuro da ingegnere elettrico, io mi sono sempre rifiutato categoricamente di fare studi affini, puntando totalmente sull'esempio di mia madre: il ramo sanitario.
Tra indecisioni varie... Medicina..dietistica.. E fisioterapia alla fine ho scelto proprio quest'ultima perchè esattamente proporzionata alla mia personalità.
Il tipo di rapporto che ho con i pazienti, la distribuzione settimanale e oraria dell turno lavorativo, ed infine il rapporto studio-pratica necessario, erano esattamente ciò che facevano al mio caso. Per puro fato mi sono ritrovato anche nella branca cardiologica della FT che ho scoperto ancora più calzante alla mia persona.
Tutto questo per arrivare dove?
Sebbene la mattina la stanchezza e la routine possano intaccare la propria motivazione, l'esempio del ragazzo di oggi mi ha ricordato quanto io sia felice del mio lavoro e del mio percorso e di quanto tutto quello che faccio e studio sia sempre gradito e mai motivo di crisi isteriche. Oggi giorno ammetto che è fottutamente raro riuscire ad incappare in una situazione cosi perfetta e diretta.... Alla fine non sono mai stato bocciato,non ho mai perso anni in pause o periodi di riflessioni o cambi di rotta... Quindi ribadisco che la mia situazione è veramente FORTUNATA e non lo scrivo per vantarmene ma per esplicitare la mia gratitudine al fato e per aiutarmi a rimanere con i piedi per terra!
Non so che altro dire... Anche perchè ho scritto tutto ciò tra un paziente e l'altro grazie al mio favolosissimo N900.
Ragazzi studiate e lottate per qualcosa che vi motiva e piace.. Non accettate realtà che non vi appartengono!!
Ale!
martedì 15 dicembre 2009
Il gioco della guerra
Certe cose non le capisco.
Non disprezzo l'esercito. Sarebbe idealista e anche sciocco non provvedere alla formazione di un esercito a tutela e difesa della nazione. E questo è bene.
Poi ci sarebbe da discutere sulle missioni "di guerra fatte per la pace", concetto che sulle prime potrebbe risultare sfuggevole, ma poi ci si fa l'abitudine, come con tutto. Come col caffè.
Però da qui, a divertirsi e fare gli scemi mentre si è in una missione di questo tipo, ecco quella è una di quelle cose che non capisco.
Vabè che io, nella mia limitatezza, non riesco neanche a comprendere come si possa essere tanto coraggiosi [o incoscienti] da partire per una missione di questo tipo (di quale tipo? boh, di qualsiasi tipo, se c'è un Kalashmikov in mano).
Ma per carità: ringrazio Dio e tutti i patriottici nazionalisti che sono pronti a sacrificarsi per l'onore e la gloria, perchè senza di loro saremmo persi.
Detto ciò ancora nessuno mi ha spiegato come si fa a divertirsi in taluni contesti e a fare gli scemi, come nei mille video che si trovano in rete.. Come questo:
Che ve devo dì!
Beati loro!
Lolò
Non disprezzo l'esercito. Sarebbe idealista e anche sciocco non provvedere alla formazione di un esercito a tutela e difesa della nazione. E questo è bene.
Poi ci sarebbe da discutere sulle missioni "di guerra fatte per la pace", concetto che sulle prime potrebbe risultare sfuggevole, ma poi ci si fa l'abitudine, come con tutto. Come col caffè.
Però da qui, a divertirsi e fare gli scemi mentre si è in una missione di questo tipo, ecco quella è una di quelle cose che non capisco.
Vabè che io, nella mia limitatezza, non riesco neanche a comprendere come si possa essere tanto coraggiosi [o incoscienti] da partire per una missione di questo tipo (di quale tipo? boh, di qualsiasi tipo, se c'è un Kalashmikov in mano).
Ma per carità: ringrazio Dio e tutti i patriottici nazionalisti che sono pronti a sacrificarsi per l'onore e la gloria, perchè senza di loro saremmo persi.
Detto ciò ancora nessuno mi ha spiegato come si fa a divertirsi in taluni contesti e a fare gli scemi, come nei mille video che si trovano in rete.. Come questo:
Che ve devo dì!
Beati loro!
Lolò
martedì 8 dicembre 2009
Ciambelline festive..
Questa è una di quelle giornate in cui non ti va di far nulla, ti sei alzato tardi, hai mangiato, hai visto tv, e gironzolato sconclusionatamente (felicemente) su internet senza il benchè minimo stress fisico. Domani si ritorna a lavoro e il regime sarà massimo.
Il ponte non l'ho visto nemmeno ho lavorato sabato e lunedi.. ma non mi lamento, sono sereno.
Queste ciambelline mi hanno aiutato a dare a questo pomeriggio uno scopo e a me appagamento gastrico.
ME SO VENUTE POPO BENE!
Ma quanto so belle ste festicciole cosi in mezzo alla settimana!?
Propongo di istituire definitivamente il giorno dell'immacolata ogni 2° martedi del mese.
Chi ha detto che la religione è qualcosa di brutto...
Ale!
martedì 3 novembre 2009
BASTA CO STA CAXXO DE' INFLUENZA A!
Non ne posso piu.
Io ho capito che non tutti possiamo avere una laurea in ambito sanitario o biologico.
Capisco che non tutti siamo cosi fortunati da avere una connessione ad internet per informarci.
Capisco tutto... ma i giornalisti non hanno scusanti.
Dal momento che tu hai attestato che la SUINA non è nient'altro che UN'INFLUENZA che fa vittime 20 volte meno della comunissima INFLUENZA STAGIONALE che tutti gli anni CI PRENDIAMO TUTTI, e che queste vittime sono per lo piu persone che hanno già patologie a carico facenti parte delle categorie a rischio (GUARDA CASO COME QUELLE DELL'INFULENZA STAGIONALE), perchè continuare a fare un servizio AL GIORNO sull'ennesima vittima dell'influenza A???
Perchè in millenni di storia non si è mai fatto un servizio sulle vittime volte 20 volte maggiori dell'influenza normale?!
Io ho un'amica che è andata a Miami quest'estate, una coetanea, una ragazza comunissima.... si è beccata la SUINA.
Ha avuto la febbre è stata male l'è passata è guarita.. GUARDA CASO... come una COMUNISSIMA INFLUENZA.
Se mal sopporto tutto questo, Spetteguless che costruisce un motivo di attacco a Berlusconi mi dà la nausea.
Se esiste un uomo fazioso BHè E' LUI.
Mi ha accusato di essere un populista e un qualunquista e lui non nota di cadere NEL RIDICOLO ogni singola volta che apre quella bocca per parlare di politica.
Gesù santo, PUOI ACCUSARE IL GOVERNO DI BERLUSCONI DI SMINUIRE L'INFLUENZA A QUANDO CE SFRANGONO I MARRONI OGNI GIORNO INGIUSTAMENTE!!??!!!!!!
Capisci che cadi nel ridicolo!?
Berlusconi è attaccabile PER ALTRI MILIARDI DI MOTIVI GRAVISSIMI E SERISSIMI E TU T'ATTACCHI A STE STRONZATE?!
Te credo che poi chiunque non sia con Silvio perde credibilità se gli muoviamo delle critiche di simile idiozia.
BASTA PARLARE DELL'INFLUENZA A.
Se non siete Diabetici, bronchitici, o avete a carico nessuna patologia scordateve il nome INFLUENZA A... se ve pia.. famo le corna... vi farà stare male come un'influenza normale.. perchè quello è.
Se invece avevate gia una patologia a carico... è solo un altro nemico da scongiurare oltre alla stagionale... Vaccinazione e olè.... ;)
Ho come l'impressione che st'influenza abbia fatto contenti i dirigenti dell'amuchina e i giornalisti che non sanno di cos'altro parlare (eppure di temi in Italia ne abbiamo a non finire) e abbia fatto fessi i classici STUPIDI italiani.
Ale!
Ps: Volevo solo aggiungere che in Svezia purtroppo siamo già al quarto decesso.
Però a causa del vaccino.
Scommetto che questo al TG non l'avete sentito.
Lolò!
domenica 1 novembre 2009
Siamo ciò che vediamo.
Fate voi le ovvie conclusioni.
Buona domenica blog.
Ale!
mercoledì 21 ottobre 2009
PERCHE' VOTARE IGNAZIO MARINO.
MINUTI: 2.05 & 8.16
..qui continua.
Che io non sia un simpatizzante del PD si sapeva.
Tuttavia IO, proGrilliano, un sostenitore dell'IDV mi ritrovo a chiedervi di andare nel circolo PD più vicino e votare come segretario di partito IGNAZIO MARINO domenica 25.
Di lui abbiamo già postato un video nel passato.
Si è subito messo in vista per il suo metodo laico, per le sue prese di posizione NETTE e NON CURANTI DELLE CORRENTI DI PARTITO.
E' un uomo che ha fatto tesoro della sua esperienza di vita negli USA, mirando a costruire un partito democratico di stampo statuinitense.
Perchè votarlo?
1)Perchè sostiene le partnership di stampo inglese.
2)Le adozioni ai single.
3) Perchè è per un partito democratico laico.
4) Perchè vuole un'assistenza sanitaria migliore e non il ponte sullo stretto.
5) Perchè non ha inciuci con mummie di partito o tizi clericali.
6) Perchè rimprovera gli stessi Franceschini e Bersani di parlare ipocritamente di legge sul conflitto d'interesse, quando loro in passato non hanno fatto niente quando potevano.
7) Perchè vuole lasciare a casa chi non si sente LAICO.
8) Perchè non ha D'Alema dietro di se, (colui che ha imposto solo l'1% di tasse al gruppo mediaset... anzichè il consueto 20%).
9) Perchè non è un uomo di partito che parla dall'età di 18 anni, ma è innanzi tutto un chirurgo, un dottore, un professionista.
10) PERCHE' NON VUOLE L'ALLEANZA CON L'UDC (Bersani... cercatelo nei video lo dice.. e Marino gli rispondere... non puoi credere nei diritti alle coppie di fatto, credere nell'uguaglianza degli individui e POI allearti con L'UDC).
11) Perchè vuole potenziare le fonti di energia rinnovabile e dire UN SECCO NO al Nucleare.
12) Vuole una conversione NETTA dell'economia, in economia VERDE.
13) E' giovane, Laico, e vuole sviluppare alleanze con RADICALI, SINISTRA E LIBERTA E IDV.
14) Non è cacca fritta rimpastata come Franceschini... parla parla ma NON RISPONDE MAI ALLA DOMANDA... .." si dovrebbe" "bisogna cercare" "magari".... IO PRETENDO FATTI.
15) SI AL SI E NO AL NO..posizioni chiare e nette... il motto di Marino.
16) INTERNET GRATUITO PER TUTTI.
Auspico che voi votiate come me per le primarie.
Se MARINO vincesse pure noi POTREMMO AVERE un partito democratico che FINALMENTE rappresenti LA SINISTRA...... se lasciate vincere Bersani o l'insulso Franceschini... preparatevi ad alleanze con l'UDC e altre mille stagioni di INSULSO NIENTE MISTO A FINTO ANTI BERLUSCONISMO.
Se Marino non dovesse comunque vincere... ciccia... SICURAMENTE il PD morirà.... chi cazzo lo vota un PD+UDC?
Se non siete convinti SONO SICURO, che rivedrete il vostro pensiero guardandovi lo scontro dei tre canditati, come abbiamo fatto io e Lolò.
Qui il primo video.
Ale!
..qui continua.
Che io non sia un simpatizzante del PD si sapeva.
Tuttavia IO, proGrilliano, un sostenitore dell'IDV mi ritrovo a chiedervi di andare nel circolo PD più vicino e votare come segretario di partito IGNAZIO MARINO domenica 25.
Di lui abbiamo già postato un video nel passato.
Si è subito messo in vista per il suo metodo laico, per le sue prese di posizione NETTE e NON CURANTI DELLE CORRENTI DI PARTITO.
E' un uomo che ha fatto tesoro della sua esperienza di vita negli USA, mirando a costruire un partito democratico di stampo statuinitense.
Perchè votarlo?
1)Perchè sostiene le partnership di stampo inglese.
2)Le adozioni ai single.
3) Perchè è per un partito democratico laico.
4) Perchè vuole un'assistenza sanitaria migliore e non il ponte sullo stretto.
5) Perchè non ha inciuci con mummie di partito o tizi clericali.
6) Perchè rimprovera gli stessi Franceschini e Bersani di parlare ipocritamente di legge sul conflitto d'interesse, quando loro in passato non hanno fatto niente quando potevano.
7) Perchè vuole lasciare a casa chi non si sente LAICO.
8) Perchè non ha D'Alema dietro di se, (colui che ha imposto solo l'1% di tasse al gruppo mediaset... anzichè il consueto 20%).
9) Perchè non è un uomo di partito che parla dall'età di 18 anni, ma è innanzi tutto un chirurgo, un dottore, un professionista.
10) PERCHE' NON VUOLE L'ALLEANZA CON L'UDC (Bersani... cercatelo nei video lo dice.. e Marino gli rispondere... non puoi credere nei diritti alle coppie di fatto, credere nell'uguaglianza degli individui e POI allearti con L'UDC).
11) Perchè vuole potenziare le fonti di energia rinnovabile e dire UN SECCO NO al Nucleare.
12) Vuole una conversione NETTA dell'economia, in economia VERDE.
13) E' giovane, Laico, e vuole sviluppare alleanze con RADICALI, SINISTRA E LIBERTA E IDV.
14) Non è cacca fritta rimpastata come Franceschini... parla parla ma NON RISPONDE MAI ALLA DOMANDA... .." si dovrebbe" "bisogna cercare" "magari".... IO PRETENDO FATTI.
15) SI AL SI E NO AL NO..posizioni chiare e nette... il motto di Marino.
16) INTERNET GRATUITO PER TUTTI.
Auspico che voi votiate come me per le primarie.
Se MARINO vincesse pure noi POTREMMO AVERE un partito democratico che FINALMENTE rappresenti LA SINISTRA...... se lasciate vincere Bersani o l'insulso Franceschini... preparatevi ad alleanze con l'UDC e altre mille stagioni di INSULSO NIENTE MISTO A FINTO ANTI BERLUSCONISMO.
Se Marino non dovesse comunque vincere... ciccia... SICURAMENTE il PD morirà.... chi cazzo lo vota un PD+UDC?
Se non siete convinti SONO SICURO, che rivedrete il vostro pensiero guardandovi lo scontro dei tre canditati, come abbiamo fatto io e Lolò.
Qui il primo video.
Ale!
lunedì 28 settembre 2009
Innamoratevi!
Innamorarsi significa buttarsi in un torrente agitato, fatto di mille emozioni.
Talvolta questo torrente ti trasporta, altre volte ti può mettere in difficoltà.
Il segreto per la sua corretta navigazione risiede nell'utilizzo della giusta sinergia nel remare.
Si remare... atto che nessuno ti può insegnare e che non c'è modo di preparare.
Non puoi sapere, quali ostacoli e quali rapide incontrerai, puoi solo metterci trasporto e passione sperando che il tuo compagno a bordo della vostra imbarcazione sappia fare lo stesso integrando bene le sue mosse alle tue.
Nessuna regola o legge può stabilire come procedere, ognuno usa e non conosce la propria.
A volte si arriva ad un traguardo, altre volte no, e altre volte ancora non si smette mai di scendere.
Qualunque sia l'esito vi imploro di non avere mai paura del mettervi in gioco.
Una vita fatta di emozioni buone o brutte che siano è comunque una vita vissuta; stesso non si può dire di coloro che rimango lungo gli argini aspettando e titubando.
Buttarsi in un fiume in piena è un atto egoistico e altruista allo stesso tempo.
Ricerchi felicità rinunciando ad indipendenza, per un'integrazione con l'altro quasi assoluta.
Sì io e Lolò siamo due persone distinte, ma sappiamo capirci, intenderci, completarci all'istante. Più volte in più canzoni che gli ho scritto di noi come una sola entità che proseguono verso la propria ignota ma certa strada, sicuri di poter contare sempre ognuno sull'altro.
Io sto vivendo in casa la fine di una relazione, un divorzio che sembra talvolta avvicinarsi e talvolta allontanarsi.... uno scoglio su cui il gommone sembra essersi incagliato incapace di continuare scendere il torrente. Questo non perchè l'ostacolo è di proporzioni insomortabili, ma perchè qualcuno (o entrambi) hanno smesso di remare; non c'è più voglia di scoprire dove porterà questo torrente.
Questo mi spaventa, non perchè lo stanno facendo i miei genitori, ognuno è libero di intraprendere la strada che crede sia più opportuna per la propria felicità, ma perchè non voglio succeda mai a me Lolò.
Ho necessità fisica, come fosse una dipendenza da sostanze chimiche, di sapere che lui rimarrà sempre li affianco a me, e che avrà sempre la stessa voglia di continuare a remare con la stessa passione dei primi giorni.
Lo stare insieme da 5 anni e più non rende certi di un futuro insieme. La certezza mi viene data da piccoli gesti reciproci, piccoli atti per i quali ci si riscopre e rinnamora ogni giorno.
Mi ripeto: trasporto, passione, complicità, integrazione debbono esserci sempre, a prescindere dalla durata dell'impresa, questo se si vuole far durare il viaggio a tempo indeterminato, altrimenti sì, si potrebbe fare una piccola esperienza, ma nulla di più.
Tutto questo per dire..... buttatevi e credeteci..... auguro a tutti le stesse mie emozioni se non di più.
INNAMORATEVI.
Ale!
Iscriviti a:
Post (Atom)