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venerdì 27 agosto 2010

ALò's Creek - Settima Puntata: l'estate 2004

L'estate del 2004 fu un'estate di partenze e di viaggi sia per me che per Ale.

E già un'estate piena di vacanze montane per me.
La prima fatta a fine Luglio con i miei genitori e la mitica Sara
(la mia Grace ricordate? recupera qui...)., la seconda fatta con un gruppo della scuola e ovviamente sempre Sara nella mia nuova casa in Abruzzo, per una settimana di pazzo divertimento alternato a chiamate e messaggi verso l'Europa, verso Lolò.

Prima di partire per il Trentino per un paese sperduto del Tirolo chiamato Antermoia, non vi oso raccontare LA NOIA, LA FRUSTRAZIONE, LA SOLITUDINE E L'INCAZZATURA PRESA NEL CONSTATARE CHE TUTTO IL PAESE ANDAVA A DORMIRE ALLE 21.... mi limito a dirvi che la vacanza era iniziata con una mucca suicida buttatasi da sola in un burone davanti ai nostri occhi, in procinto dell'arrivo all'hotel.
Non potete immaginare cosa significhi questo, per un adolescente gasaterrimo che voleva stare con il ragazzo che in quel momento si trovava a centinaia di km.
Durante la vacanza lo chiamavo in continuazione, e mi ricordo nitidamente di una particolare chiamata dove lui con estrema felicità mi diceva che la madre gli aveva detto che avrebbe potuto chiamarmi dal telefono fisso; si banale ma per una mamma che per diversi mesi era stata molto apprensiva e allarmata sull'omosessualità del figlio era un gran passo.
Ritornato a Roma purtroppo Lolò era in partenza e l'unica cosa che potei fare fu incontrarlo di pomeriggio mezz'ora a Boccea per salutarci e fargli vedere le mie foto del viaggio.
Salutarlo sapendo che l'avrei rivisto dopo circa venti giorni mi mise una tristezza addosso incredibile. Non potevo sopportare che una vacanza da suicidio tra le mucche suicide trentine mi avesse tolto anche quei sette giorni che potevamo stare insieme a lui.

Ero cosi triste che la sera, ripresi l'autobus e la metro, lo raggiunsi sotto casa, lo aspettai davanti alla porta dell'ascensore, dove lo baciai e abbracciai non so quanti miliardi di volte.
Gli dicevo ciao e mi ritrovavo ancora appiccicato a lui, obbligandolo a tardare il suo ritiro sotto le coperte per quelle 3 - 4 ore che gli rimanevano dalla levataccia.
Alla fine lo guardai negli occhi, mi avvicinai lo baciai piano sulle labbra, inspirai il suo profumo quanto piu possibile, perchè per 20 lunghi giorni non avrei potuto piu sentirlo, lo riguardai negli occhi e gli dissi: ciao amore fai buon viaggio, mi girai e mi costrinsi ad andare.
Mentre camminavo lungo il cortile del suo palazzo piccole lacrime scendevano sul mio viso.
Ero follemente perduto di lui.


Io di solito non partivo d’estate.

L’estate per me voleva dire una cosa sola: il mare, Ladispoli, gli amici, la spensieratezza.
Il riempire la giornata di momenti vissuti fra amici, di gelati, di sole, di tramonti, di bagni, di scappatelle (rigorosamente etero!), di sguardi, di abbracci (quelli con gli amici), di lettere. L’estate per me era l’Estate, quella con la E maiuscola, quella che fanno vedere nei telefilm. Quella del passare il tempo in spiaggia o in piscina, o ad organizzare il falò, o a giocare, o al tagadà la sera, o anche solo rompersi i coglioni a volte, ma sempre con qualcuno, mai da soli.

Mi sentivo veramente felice solo quei 3 mesi l’anno, giugno, luglio, agosto, per due motivi almeno: il primo era che il resto dell’anno era dedicato alla scuola, che, alle superiori, avevo fatto diventare un impegno troppo serio, per un ragazzo della mia età. Il secondo importante motivo erano le persone e le amicizie che avevo creato lì. Quelle rappresentavano per me un tipo di amicizia che non esisteva a Roma: come vi ho accennato, all’epoca la mia accettazione era pressoché nulla. E se a Roma potevo reprimere e far finta di niente, al mare no, al mare non potevo semplicemente reprimere. Al mare i ragazzi ci tengono al loro aspetto fisico. Magari si impegnano meno sotto il profilo scolastico, per cui cercano di crearsi una propria sicurezza su altre cose, quali appunto l’aspetto fisico. E allora passando tutte le nostre giornate insieme, in costume, con dei ragazzi che tengono al loro aspetto fisico, reprimere mi risultava impossibile. E non era solo una questione di sesso [al quale pensavo relativamente poco in fondo, perché all’epoca mi ero scordato cosa fosse]. Era proprio una questione di innamorarsi, o anche del semplice ricevere affetto.

Per questo anziché reprimere non potevo far altro che sublimare. Come? Creando delle amicizie tanto profonde, da poter scaricare tutto l’affetto e la voglia di affetto che avevo dentro, su una qualche persona. Questo legame rappresentava per me una forma di amore corrisposto, perché diventava importante anche per l’altra persona. Ricordo in particolare 3 persone con cui ho instaurato questo tipo di rapporto. Con una di queste mi sento ancora ogni tanto; ovviamente il rapporto non è più quello che c’era un tempo, ma sono contento di averlo ancora come amico. In fondo lui è forse l’unico vero ponte che ho ancora con il mare.

L’estate del 2004 però, avendo ormai 19 anni, avevo pensato di far qualcosa di diverso dal solito, di più responsabile, e mi organizzai per partecipare ad un viaggio in terra spagnola lungo 16 giorni, con altri 4 amici di scuola (e altri che però a metà viaggio sono andati in Portugal). Ero molto felice di partire per questo viaggio.. Anche se dovevo lasciare qui il povero Ale, il quale a fine giugno mi aveva già salutato per il suo viaggio in montagna!

Questi sarebbero gli ultimi viaggi estivi che avremmo fatto separatamente.


Ritornato dalla Spagna (dopo un tranquillo viaggio in aereo che però mi fece capire che stavo iniziando a soffrire di aerofobia) ci siamo riabbracciati ed eravamo così emozionati che non riuscivamo a parlare. Da lì abbiamo vissuto una fine di agosto intensa e piena di novità e di emozioni.

Mi ricordo benissimo di quel giorno di Agosto; Lolò tornava a Roma. In verità era già tornato da diversi giorni, ma stava in "esilio" a Ladispoli, dove dimorava la sua casa marittima. Infatti ricordo anche diversi miei sms pungenti in cui lasciavo trapelare per niente velatamente, la mia gelosia per quell'ambiente a me ignoto fatto di ragazzi, amici e affetti "intensi" di cui io non facevo parte. Diavolo Lolò era mioooo!

Quel giorno (penso 20 Agosto) resta impresso nella mia mente: dandoci appuntamento sotto al Colosseo, io arrivai un po' in anticipo, perchè sprovvisto di mezzi propri dovevo fare affidamento solo sull'Atac e quella sera IO AVREI DOVUTO BENEFICIARE DI OGNI SINGOLO SECONDO CONCESSOMI. Vedendolo arrivare con il suo motorello, lo raggiungo, lui si toglie il casco, ci guardiamo e ... IL SILENZIO! Io avevo vagamente gli occhi lucidi e non riusci a dire altro che un "ciao" abbracciandolo avidamente. Ricordo tanti altri particolare di quella sera, ma di questo non posso proferire parola....

A cominciare dalle nostre prime esperienze per locali “gai”, dove per locali gai qui a Roma se ne intende prevalentemente UNO: il Coming Out.

Anche quella era un’esperienza che non avevo mai fatto. E ricordo che l’estate precedente ero arrivato pavidamente fino al colosseo, col mio motorello, per intravedere fugacemente quel luogo di perdizione che sapevo era nei paraggi del colosso, ma non ebbi abbastanza coraggio per cercarlo a fondo, e tornai indietro. Col senno di poi... Forse era meglio non trovarlo affatto? :P

La prima volta che ci andammo fu strano: mi faceva molto effetto vedere tutte quelle persone che abbracciavano e baciavano altre persone dello stesso sesso. Mi veniva da dire:“SIETE TUTTI SBAGLIATI!! .. Ah, anche io sono così..”.

Una delle prime volte che siamo andati ci è accaduto un fatto curioso: dopo aver passato un po’ di tempo davanti al pub (rigorosamente davanti, quel pub è un buco e dentro è pure mezzo vuoto: stanno TUTTI fuori), abbiamo attraversato la strada e stavamo facendo una passeggiatina romantica sotto il colosseo. Passeggiando passeggiando, ad un certo punto noto che c’è un tipo di colore che ci segue (marocchino? macedone? africano? asiatico? Non lo so. Per capirci: il classico tipo di mezza età che vende i gattini giocattolo sulle bancarelle per strada. Insomma non il negrone della pubblicità della Old Spice).. Avevo capito che ci stava seguendo e mi stavo iniziando a preoccupare. Ad un certo punto ci fermiamo e lui viene verso di noi. Prendo il cellulare, e lo tengo pronto per comporre il numero della polizia.

"Eccolo che si avvicina! E' qui davanti a noi! ODDIO! COSA FARA'!? STA PARLARE! COSA CI DIRA'!? AHHHH!!!"

......

Lui:"Hi" e sorride come un ebete....

Noi: "Hi....."...... fiuuu.... ilvento che soffia e alza un giornale da terra...secondi di tensione... Lui, sempre col sorriso piacione da ebete:"My parents are in France" e ammica! Ihhhh! Ma questo ce sta a provà! Sta poracccia! IO:"AND SO??" :D "No.. No.. thanks!"

E se n'annamo.. Ah, andiamo bene andiamo!


Un'altra bella esperienza è stata quella della nostra prima giornata ad un parco acquatico: l'Hydromania, un modesto parco acquatico nei pressi di Roma.


Di quell'esperienza ho 2 ricordi:

- il primo mi viene rammentato dalla foto che ho nel cassetto e che mostra 1) quanto ero bianco soprattutto in confronto ad Ale 2) quanto eravamo diversi :)
Foto da non mostrare a nessuno!
- il secondo ricordo è legato al fatto che abbiamo passato la giornata a dover far finta di essere amici e non era affatto facile.. E a complicare tutto c'era il fatto che eravamo tutti e 2 ormonalmente agitati da quell'esperienza :D

Dopo aver stabilito il giorno più congeniale ad un Lolò (già allora molto diplomatico) riuscimmo ad andare all'Hydromania, con mia sorella (allora nano-piccolina) e Sara. Quella giornata la passammo sempre appiccicati l'uno all'altro, a far finta di giocare per trovare contatto fisico, e spesso ci ritrovavamo a fissarci complici, come nel volerci dire: "se solo questa gente scomparisse....".


Ma il meglio doveva ancora arrivare.. Il 25 agosto infatti mi arrivò una lettera inaspettata con un altrettanto inaspettato CD allegato.. Pensavo fosse un altro CD della musica che piaceva a lui.. Invece era tutt'altro, qualcosa che mi ha lasciato senza parole.



E ancora: il 28 agosto fu una giornata, o meglio serata, da ricordare, perchè fu la serata di una prima volta importante...

Io ricordo con piacere che fù la prima volta che dormii a casa di Lolò.

Quel 25 agosto non lo avevo potuto incontrare, e non sapevo che lui in quei giorni stava preparando qualcosa di speciale per me. Lo scoprii la sera. Dopo una delle tante belle serate che passavamo insieme Ale nel salutarmi mi dà una lettera e un CD, e mi dice di leggerla solo una volta arrivato a casa. Io tutto contento mi scapicollo col motorino per arrivare presto a casa. Parcheggio il motorino, salgo su casa e mi chiudo in cameretta. Apro la lettera...


A
Lò

PS Vi prego fatemi un favore: se sceglierete mai di andare in trentino (posto maestosamente stupendo) boicottate ANTERMOIA e paesi limitrofi e prediligete Madonna di Campiglio, Tonale ecc... quella mucca.. QUELLA MUCCA.

domenica 23 maggio 2010

ALò's Creek - Sesta Puntata: il coming out, il nuoro, e le suocere

Giugno 2004

Il tepore primaverile aveva ormai lasciato spazio al più cocente caldo estivo.

Le domande che mia madre si poneva circa le mie misteriose uscite notturne, erano ormai più insistenti e insolute di quelle relative ai misteri di Lost.

Con chi uscivo? Perchè non gliene parlavo? Cosa cercavo di lasciar intendere? Chi era in realtà il fumo nero?

[Finalmente un pò di tensione in Alo's Creek!]

Vi riporto la storia del mio coming out, che si inserisce in realtà in questo punto della storia.

Vi consiglio però di leggere soprattutto i commenti al post che scrissi la scorsa estate, che possono esservi di ispirazione, o magari possono farvi sorridere in caso fosse cambiata la situazione allo stato attuale :) E in questo caso, fatecelo sapere!


Il coming out

A forza di uscite serali in cui alla domanda "con chi esci?" io rispondevo "prima di dirti con chi esco devi dirti tante altre cose", e vedendomi sempre turbato e desideroso di volere confessare un qualcosa, ma privo del coraggio necessario, alla fine è stata mia madre che, verso giugno, mi ha chiesto "cosa c'è che non va? ti sei fidanzato? una ragazza? una bionda?.. un biondo?? dimmelo!".. E io: "NO! MA'! MA CHE DICI... MA CHE BIONDO................................. E' moro"

E così glielo dissi.

La sua reazione iniziale può essere espressa con un termine: preoccupazione.
Perchè non sapeva neanche lei se fosse una cosa giusta per me; sapeva che mi avrebbe comportato disagi, che mi avrebbe reso la vita più difficile, e cosciente di questo non sapeva se il suo dovere di madre era quello di dire "no, combattiamo questa cosa" oppure "fai quel che vuoi".

A tal riguardo direi che niente meglio del documentario dell'Agedo "2 volte genitori" può esprimere il concetto riassunto nel seguente video:



Lo smarrimento iniziale insomma era del tutto comprensibile, e andavava via via scemando a forza di domande fugaci del tipo "Sei sicuro della cosa? A volte è solo una fase adolescenziale.. " o ancor peggio "Tu sei l'uomo o la donna?", domande che facevano capire che non era proprio ferrata nell'argomento.

Il tempo (poco devo dire) le ha fatto comprendere come questa sua visione, derivata da ciò che lei poteva indirettamente conoscere dell'omosessualità, ovvero ciò che le è stato filtrato dalla società, fosse molto più contorto e complesso di quanto non era la mia vita sentimentale.

La mia storia invece è molto più hollywoodiana e parte di voi la conosce già grazie alle vecchie puntate di Alessandro's creek.
Il 6 Marzo 2004, lo stesso giorno in cui incontrai il dolce e candido Lolò, scoppiò una lite a casa dei nonni, mentre tutta la famiglia e i nonni era a tavola; l'argomento riguardava un piccolo malinteso avuto con i proprietari della casa che stavamo acquistando.
In sostanza, mio padre impulsivo ed esagitato si altera verso mia madre, io da sempre protettivo e iperattaccato a lei, la difendo dicendo di abbassare i toni, lui si esagita ulteriormente e sembra volermi attaccare avvicinandomi, gesto intimidatorio a cui rispondo con un piatto di porcellana sopra il suo capo (guarda caso l'impulsività la ho ereditata proprio da lui).
Non vi dico le scenate successive, ma vi posso tranquillizzare dicendovi che di mani non ne' volaro più. Qualche minuto dopo, seduto nel giardino dei nonni, preso da un improvviso attacco depressivo, esco scappando di casa, e correndo verso la stazione dei bus... si molto cinematrografico.. vi avevo avvertito.
Mia madre mi rincorre e legge nel mio viso sconvolto qualcosa di più "importante" della sola alterazione dovuta alla lite e aveva ragione.
I miei pensieri improvvisamente portavano tutti verso il mio pensiero dell'impossibilità di dichiararmi omosessuale nei confronti di mio padre. Se una cazzata poteva farlo sbroccare in quel modo verso me, figurati come avrebbe reagito al mio coming out.
Stà di fatto che dopo avermi pregato in tutti i modi di fermarmi mia padre mi riesce ad estorcere il pensiero tramutato in parole singhiozzate.
Mia madre viene a sapere in questo modo della mia omosessualità, e la sua fù la più squisita e rasserenante reazione che potessi mai essermi immaginato.
Mi disse che non era un problema e che fortunatamente vivevo nel secolo giusto in cui potevo vivere liberamente la mia vita senza conseguenze. Mi raccontò una parabola che non vi riporterò per non tediarvi ma soprattutto perchè è tutto già stato raccontato ed è recuperabile nelle vecchie puntate di Alessandro's Creek.
Insomma mia madre venne a sapere di me in maniera al quanto originale, lo stesso giorno che conobbi il mio futuro ragazzo.
Nei giorni seguenti seguirono mille domande curiose, mai offensive e mai trapelanti pregiudizio alcuno; anzi in ogni circostanza lei ci teneva a farmi sentire a mio agio e sereno. Il suo amore per me era ed è troppo grande per poterlo mettere al secondo posto dietro ad un taboo sociale.
Da quel giorno il nostro gia bel rapporto si evolse nel miglior rapporto madre-figlio che potessi mai desiderare.
Al contrario mio padre non seppe di me per molto altro tempo e la maniera in cui accadde... oddio tachicardia al sol pensarci; diciamo che poteva andare meglio ma con questo non vi tedierò per altre diverse puntate di ALò's creek ^^

E' stata lei a dirlo a mio padre, quasi di nascosto, nel senso che io non le ho chiesto di dirglielo, ma per me devo dire è stato meglio così.
La reazione di mio padre? Lì per lì non so come abbia potuto reagire perchè non ero presente quando gliel'ha detto. So solo che non ha mai riaffrontato il discorso con me, se non indirettamente. Lui è stato sempre, nonostante l'età, una persona aperta di mente, tollerante, e intelligente. Non mi ha mai comunicato disagio, delusione, o rabbia. Non è arrivato a darmi i preservativi per andare con Ale, però non posso lamentarmi :)

La cosa più buffa in tutto ciò è che dopo 3 mesi che stavo con ale, i miei genitori lo sapevano, mentre mia sorella ha dovuto aspettare sì giugno, ma dell'anno dopo!
Non so come mai, a guardare indietro ancora me lo domando, ma abbiamo trascorso un anno in famiglia nella condizione in cui i miei lo sapevano, e mia sorella no.



A giugno 2005, dopo che era saltato fuori che ero fidanzato, che avevo un anello, che il nome della ragazza non usciva fuori, e soprattutto visto che c'era sto nuovo amico (Alessandro) che ogni tanto veniva a casa..qualche sospetto a mia sorella era venuto! :D

Poi ha avuto conferma grazie all'abbronzatura di Ale.
Sì.

Perchè essendo giugno, Ale aveva già incominciato a compiere questa sua metamorfosi annuale nella quale inizia a prendere il colorito di un tunisino, ma siccome Ale prende il sole con l'anello al dito, e siccome a casa mia se l'era tolto per non destare sospetti, mia sorella ha potuto ammirare una bella striscia bianca sull'anulare sinistro, proprio in corrispondenza dell'anello, e lì ha capito tutto.
Proprio pochi giorni fa abbiamo parlato e mi ha raccontato come in quel momento tutto le si è ricollegato, e tutti i pezzi del puzzle sono corsi velocemente al loro posto, come in un film giallo quando l'investigatore protagonista capisce chi è l'assassino :D
Mi ha raccontato che quella notte non ha dormito. Perchè nella sua testa da una parte c'era la possiibilità di questo evento che sarebbe stato la chiave per interpretare tutti gli indizi raccolti fino a quel momento, dall'altra c'era l'impossibilità di quell'evento legata non tanto alla non possibilità di avere un fratello gay, quanto piuttosto l'impossibilità del fatto... che non gliel'avessi detto.

Pochi giorni dopo me l'ha chiesto, e io ho detto sì.

La sua reazione? E' stata FELICE.
Nun me chiedete perchè, forse perchè si apriva una nuova prospettiva di vita, un nuovo modo in cui avremmo vissuto il nostro rapporto fraterno.

Mia sorella piccola 13enne lo scopri' molto simpaticamente accorgendosi che il numero di " 'more mio " che faceva squillare il mio telefono incustodito e lasciato a lei durante i lavori in Abruzzo" era lo stesso del ragazzo di nome Lorenzo presentato nell'estate 2004 a casa mia. Il problema non ci fu mai; mia sorella è la tolleranza, l'amore, e il sostegno per eccellenza. La mia dolce Lelo non poteva far altro che sorridere felice alle mie parole dette mentre l'accompagnavo da qualche parte in auto, qualche giorno dopo, in cui le dicevo e le confermavo che Lolò era il mio ragazzo :) anzi rimase sconvolta nel sapere che ...... (altra puntata).


Le presentazioni: i "nuori" e le suocere

Una volta avuta la notizia era ormai solo questione di tempo prima che i miei genitori si incontrassero con Ale.

Una domenica mamma e papà sono rientrati a casa dal mare, e io mi trovavo in casa con Ale.

Il rumore delle chiavi nella porta, e la consapevolezza che da lì a breve si sarebbero conosciuti è stato il momento più difficile direi.

Da quel che mia madre stessa mi ha confermato (perchè io evidentemente ho cancellato quel momento) io detto solo "questo è Ale"..

E' stata una presentazione, niente più [sì, dillo al mio cuore in panne!]


Mi ricordo benissimo di quel giorno; era la prima volta che andavo a casa di Lolò, ovvero che salivo proprio su casa.
Stavamo in salone a chiacchierare, quando il rumore delle chiavi fu seguito da un "sono arrivati i miei". Per un attimo mi agitai ammetto, perchè stavo per conoscere i genitori del mio ragazzo come RAGAZZO UFFICIALE. Dovrebbe essere una situazione abbastanza tranquilla e innocua, ma visti i tempi anche quella doveva essere vissuta con allarmismo! (ma chi ce li ripaga i mini infarti a cui siamo costretti per la sola ragione di essere GAY!
La porta si apriva, Lolò era agitatino disse questo è Ale, io mi avvicinai a loro vedendo una simpatica signora bionda leggermente piu bassa di me sorridermi e rispondendo al sorriso dissi "piacere di conoscervi; Alessandro" in maniera allegra e piuttosto naturale.
Ero sereno, non c'era tensione nell'aria; diedi una stretta di mano anche al Papà di Lolò più austero e trattenuto ma non per questo scontroso o diffidente.
Allo spezzare quel minimo di imbarazzo ci fu subito una simpaticissima salsicciona nera che venne a farmi le feste e a buscarsi tante belle coccole. That's it!
So solo che se nei giorni che seguirono la dichiarazione di Lolò con la madre c'erano state un po' di "fisiologiche" incomprensioni/tensioni tra di loro, sapete la società di oggi ancora non insegna che i figli possono essere omosessuali oltre che mori, biondi, pelosi o glabri, ma dal giorno della nostra conoscenza esse svanirono lasciando spazio solo a pace... alla fine potevano stare tranquilli non ero ne Platinette ne portavo i tacchi e ne portavo pantaloni di pelle con pacco in mostra (non che ci sia qualcosa di male eh) ma di certo non ero quella caricatura che il tv raffigura.

Mi ricordo di più la prima volta che sono andato a casa di Ale, che la mamma già lo sapeva, mentre la sorella e il papà no.

Ricordo che presi il mio motorello (quando era ancora il mio stupendo Scarabeo 50 nero) e ho seguito le indicazioni fino a questa zona di Roma dove non ero mai stato in vita mia. Ale per facilitarmi il tutto mi era venuto incontro.

Arrivati dentro il palazzo, che era in completa ristrutturazione, mi sono detto "o my gosh.. ma dove sono finito?". Dato che le scale, prive di ascensore, e prive di qualsiasi passata di stucco e vernice, somigliavano più ad una caverna che a un condominio, temevo un pò dove saremmo andati a finire. (AMò DOVEVANO ESSERE FATTI ANCORA I LAVORI!!!! :D)

Aperta la porta invece mi ha accolto un bellissimo salottino con parquet, e una sorridente, giovane mamma. ECCO QUESTA FU LA SECONDA VOLTA CHE VENISTI A CASA MIA... LA PRIMA FUMMO SOLI IO E TE E ...... TONTOLONE SMEMORATO!!!! :D
Anche lì è stata una semplice presentazione. Anzi, la mamma di Ale era quasi divertita, e curiosa di conoscermi.

Per me fu un vero sollievo, un'esperienza positiva, e ancora oggi mi rendo conto di quanto possa essere fortunato ad essere capitato in un simile contesto.

Mia madre non vedeva l'ora di conoscerlo, mi disse più volte di organizzare un incontro e quella sera con la scusa lo conosse felice. La stessa sera vedemmo un film con anche mio padre in salotto e precisamente seduto accanto al ragazzo del figlio, solo che questo lui.... non lo sapeva....

Ma avevamo ancora una lunga estate davanti, un'estate tutta particolare a dire il vero, con separazioni e prime esperienze.. tutte da raccontare, nella prossima puntata! ;)

ALò

domenica 9 maggio 2010

ALò's Creek - Quinta puntata: Si inizia a fare sul serio

25 giugno 2004.

L'estate è iniziata (per me); il quarto anno del liceo si è concluso.
E' da qualche mese ormai che frequento questo bellissimo biondo ragazzo.

Il mio primo anno di corsi volge al termine.Inizia la prima sessione estiva. Niente di drammatico visto che non ho esami arretrati (che bella e dimenticata sensazione).

La sera del 25 decidiamo di andare al cinema, precisamente all'Adriano, a vedere un film di Tom Hanks: Lady Killers.
[Ps: Per ritrovare il nome del film abbiamo dovuto fare affidamento ai dieci mila cimeli che Lolò conserva scrupolosamente... quanto è l'opposto di me... GRAZIE LOLO' DI COMPLETARE QUESTO ETERNO PASTICCIONE.... Te possino mica, te possino! Io tengo tutte le nostre cose in un cassettino.. altrimenti tutti questi particolari chi se li ricordava? Ma a prescindere faccio una discreta (ma non ossessiva compulsiva, nel senso che se mi capita di non conservarli non fa nulla) collezione di biglietti del cinema.. ho anche biglietti del '99 come La Mummia! e..


ehm ritorniamo alla storia..]

Decidiamo insomma di andare a vedere questo film di cui mi sono dimenticato il titolo ma anche la trama... eh si perchè le attenzioni quella sera furono pretese tutte da un altro evento.

Per Lolò era un "normale" invito al cinema

"Cinema? Va bene!"

per me invece fu il pretesto per una grande sorpresa.

Eh si io ero cotto stracotto e tendevo a palesarlo, mentre lui iniziava a manifestare i primi sintomi di innamoramento, ma si frenava e ci andava cauto... altra nostra grande differenza, io impulsivo-istintivo lui razionale e critico.

Quella sera ci incontrammo attorno alle 19.45 alla fermata della metro Lepanto, ma lui non seppe che io mi ero recato alla fermata prima "Ottaviano" dieci minuti prima di corsa ad una bancarella di bigiotteria a comprare due stupidi anellini gemelli per cercare di iniziare a definire quella che volevo fosse una coppia a tutti gli effetti.

"Ma quanno arriva questo?"

Ma quando e come dargliela??

Mi recai ovviamente all'appuntamento in ritardo, eh si perchè Ottaviano era l'ultima spiaggia di tante altre fermate andate a vuoto poichè sprovviste degli anelli che stavo cercando o a troppo caro prezzo... diavolo ero ancora uno studente senza lavoro... eccetto le sporadiche installazioni di impianti home-theatre con mio padre e le vaschette dei gatti.. storia che voglio a tutti i costi dimenticare....

Ebbene ci rechiamo al cinema, e mangiamo un pezzo di pizza insieme... no non era ancora il momento... davanti ad una fetta di pizza.. che poracciata... andiamo al cinema.. si spengono le luci parte il film... piu di tre quarti di film li ho passati a capire quale fosse il momento giusto, con il cuore che andava a duemila.

Quando ora?? nahhh pessimo... "Bello il filme eh?" ora ??? "Ma quello non è Tom Hanks?" no non ancora... questo quello che mi dicevo in testa dimenticandomi del film.

C'è una scena tranquilla d'amore... e a quel punto mi faccio coraggio dopo aver messo nell'angolo più remoto della testa il pensiero in cui mi chiedevo se facendo quel gesto avrei potuto spaventare il mio Lorenzo, o provocargli un'inattesa e spiacevole sorpresa... lo faccio mi dico.. e proprio in una scena di bacio sullo schermo....

"Che carina questa scena... E' così dolce... Mh? Ale richiede la mia attenzione ... Ma vuole baciarmi!! Oddio... qui.. in sala... Vabbè dai è buio..."

Baciino intenso e prolungato (a stampo eh, da bravi angioletti)!

"Ma... ma... MA che sta facendo?... mi prende la mano?? Ma che vuol fare?? PORCO!"

..afferro la mano di Lolò, la stringo, e poco dopo la rilascio aprendola e infilando a sorpresa sull'anulare, l'anellino dalle fattezze umili ma intriso di mio amore.


"Oddio, ma che mi sta infilando sul dito? - Eh, che vuoi che si infila sul dito? E' un anello, idiota! - Oddio un anello! Non ci posso credere....... CHE CARIINOOO!"

Sento che lui si gira verso di me mi sorride; un attimo di reciproco imbarazzo.

Segue un lungo bacio e una lunga stretta di mano.

Avevo il cuore a mille, volevo che quel momento durasse all'infinito.

In quel momento ho sentito il mio amore pervadermi uscire all'impazzata avvolgere Lolò e tornare da me con un feedback positivo e rincuorante.

Faccio un respiro di sollievo, era andata bene, Lolò era il mio fidanzato.

Una volta a casa mi arriva un messaggino:

"Mentre ti mettevo l'anello mi batteva fortissimamente il cuore e nel bacio dopo ho sentito tutto il mio amore per te. Non lasciarmi mai lore perchè vivo grazie a te!"

ALò!

martedì 27 aprile 2010

Alò's creek - Quarta puntata: Special Day

Con le bellissime giornate primaverili che si stavano presentando di settimana in settimana, di quelle giornate che la temperatura è perfetta e vorresti spogliarti e correre nudo in mezzo ai prati, io e Ale abbiamo deciso di... FARE PROPRIO QUESTO!
Ci vediamo a Villa Borghese, corriamo nudi per un pò, arrivano le guardie, ci arrestano, e OGGI stiamo ancora scontando questi duri giorni di prigione in questa lurida topaia. Ma quando esco di qui, puoi star certo che te la faccio pagare caro il mio Berlusconi!!!

...

Come? Sto scrivendo dalla mia cameretta?

Mh.. Allora mi devo essere confuso con una qualche realtà parallela..

AH già! Ora mi viene in mente quello che è successo in QUESTA realtà: io e Ale decidiamo di vederci a Villa Borghese (per chi non sapesse cos'è è uno dei 2 parchi più famosi di Roma - escludo villa Ada perchè m'è sempre stata antipatica). La data prescelta è il 22 Aprile. Ci conosciamo - dal vivo - da poco più di un mese, ci sentiamo su msn, ci scambiamo messaggi.
Arriviamo a Villa Borghese, lui con la amorevole maglietta di superman (mi piaceva troppo su di lui! ps: poi me l'ha regalata - te credo: la stava pe' buttà! era un cencio lercio!) e io sinceramente non ricordo ma mi affido alla memoria di ale. Facciamo lunghe passeggiate per il parco - AH che bello passeggiare per il Parco quando la Temperatura è proprio quella giusta e con la persona giusta per te in quel momento! Le lunghe passeggiate finirono su una panchina in cui potevamo parlare un pò tranquillamente...

Come detto l'ultima volta sembrava ci fossero tutti i presupposti per un bel fidanzamento. E probabilmente c'erano. Ma io decisi di approfittare del momento di intimità per dire ad Ale che.... non mi sentivo pronto per impegnarmi in una relazione e che sostanzialmente quello che volevo era più una "tresca", una relazione che ci tenesse svincolati da vincoli di fedeltà o altro.

Pensa un pò che colpo di scena.

La realtà è che non lo conoscevo, e non mi andava di illuderlo nel caso in cui non avessi poi saputo ricambiare i suoi sentimenti. Mi interessava conoscerlo, e quello che avevo visto fino ad allora mi piaceva, solo che non volevo mettere scritto su carta che da quel momento in poi gli avrei dato il mio cuore. Era troppo presto, almeno per me.

Forse era anche un rito un pò scaramantico visto che mia sorella era partita allo stesso modo con la relazione col suo ragazzo dell'epoca, e ci stava insieme da 7 anni.

Il fatto che fosse il ragazzo "dell'epoca" mi fa pensare... mh...


Finalmente ci rivedevamo!
Era una bella giornata, tanto sole, un'arietta calda che ci cullava, una scenografia perfetta per dire al bel dolce Lolò quanto gli volessi bene e quanto fossi invaghito di lui.
Passeggiamo per il parco fino a sederci su una panchina leggermente isolata. Si chiacchiera di noi e del fatto di trovarmi particolarmente in sintonia. Si parlava di quel che stavamo diventando, due complici, due innamorati? Per me si, in cuor suo anche ma la sua razionalità e la sua mente ingegneristica gli impedivano di buttarsi a capofitto in una relazione, doveva essere cauto, perchè questo è Lolò. Questo lo so ora dopo 6 anni di relazione, ma sei anni fà alla frase "io vorrei una tresca" ci rimasi di stucco!
Ma come qui ci sono tutti i presupposti per una storia con i fiocchi e tu mi dici cosi?
Si, rimasi sconcertato, ma Ale non si scoraggiò e decise di puntare dritto al suo cuore, lui poteva dire ciò che voleva ma io gli avrei aperto gli occhi e gli avrei fatto capire quanto ci eravamo indispensabili, o meglio questa era la mia unica chance di non prendere una batosta!!


Comunque sia tornando a quel caldo pomeriggio, io sapevo dentro di me che non credevo a quello che dicevo, e con ciò intendo dire che non avrei mai cercato qualcun altro in quel momento, e da quello che vi ho raccontato potete capire il perchè: ero alla disperata ricerca di qualcuno a cui volere bene e da cui essere ricambiati. Di sicuro una volta trovato il possibile "candidato" non mi sarei andato a divertire con qualcun altro nel frattempo. Poi non lo avevo fatto finora, perchè cominciare proprio adesso?
Ale ricordo che lì per lì fu un pò intristito da queste parole (e direi che era più che comprensibile) perchè le sue speranze erano diverse.
Ma fin da subito capii che non era scoraggiato. Forse intuiva che quel gesto non voleva dire niente, che comunque era effettivamente presto, e che tutto sarebbe potuto accadere.O forse, con una sorta di "terzo occhio" o con un senso che ancora non siamo riusciti a scoprire e a sperimentare, vedeva quello che sarebbe successo dopo, e forse anche me che sto qui dopo 6 anni a raccontare di quel momento. Così, ci alzammo, continuammo a passeggiare, e ci andammo ad appoggiare su un albero, non lontano dalla via d'ingresso principale. Su quell'albero giocavamo, e ci baciavamo quando potevamo, sempre attenti che non ci fosse nessuno nei paraggi. Era così divertente :)

Ricordo che dopo uno dei baci che gli diedi a villa borghese, non so se in quella occasione, lui mi disse che quello era il bacio più bello che avesse dato.
Ma quanto è amorevole? ^_^
Qualche giorno più tardi, per la precisione il 3 Maggio 2004, Ale a scuola scrisse 2 pagine sul suo diario, che poi strappò e mi diede [per dire la cura e il rispetto che questo ragazzo aveva per le cose scolastiche :P].
Quelle pagine, sono le seguenti:


Quella giornata diventò per noi lo "Special Day", un giorno speciale che ricordiamo ogni anno.



Il 3 maggio 2004 stavo facendo una delle tante lezioni pallose... Vedi storia e lettere... La mia mente era completamente da un'altra parte. Non ero più in classe, ero regredito a quello stupendo giorno di aprile in cui per la prima volta avevamo vissuto un'intensa intimità e alchimia, nonostante la batosta di Lolò il mio progetto conquista Lolò stava funzionando. Io ne ero stracotto. A scuola non facevo che ripetere al mio compagno di classe Sim, alias K., "LoLÒ Lo Lò Lo Lò" abbinando alle parole un sorriso inebetito; lui mi diceva che sembravo rincretinito tanto ero cotto di lui.
Decisi di scrivere a Lolò; dovevo comunicargli tutto quello che le mie emozioni mi stavano facendo vivere in quel momento. Gliel'avrei consegnata nel pomeriggio facendomi accompagnare ad un negozio di sport, allegandogli un cd con tutte le mie canzoni d'amore preferite che scoprirò più tardi essere l'antitesi del suo genere di musica preferita :D

Quel momento mi rimase tanto impresso che un anno più tardi mi avrebbe ispirato artisticamente.... Tenetelo a mente!


Il 6 Marzo però rimane per noi l'inizio di tutto. Io sento dentro di me che tutto è partito da lì, da quell'appuntamento a Piazza del Popolo, dal momento in cui gli ho picchiettato sulla spalla e i nostri sguardi si sono incrociati per la prima volta. Vorrei tornare lì in quel momento, con Ale, per spiare di nascosto quei 2 ragazzini, e rivedere le nostre facce, ancora ignare di tutto :)

Allegato a quel foglietto arrivo anche un misterioso CD...........







domenica 18 aprile 2010

Alò's creek - Terza puntata: SesSOS

Aprile. La primavera. I primi calori.

Cioè, nel senso che... vabè, in tutti i sensi. Come detto per me Ale era il primo ragazzo, e anche il primo (e ultimo) ragazzo che abbia mai baciato.

Lo stesso non si poteva dire per esperienze "di altro tipo," ovvero quelle sessuali, le quali infatti erano già state sperimentate, con un lontano cugino coetaneo, nella prima adolescenza (12-13-14 anni). Ma era solo un esplorarsi, un appagamento dei sensi (che a quell'età iniziano a scalpitare), un divertimento legato all'atto in sè: non c'era alcun tipo di coinvolgimento emotivo. Anzi, ricordo che lui una volta mi chiese di baciarlo, ma io non volli, perchè non provavo i sentimenti che quel gesto per me richiede..

Ah! Mazza! Per un bacio sono necessari i sentimenti, e per andare ben oltre invece no?

Eeesattamente!

Ma sì, mi divertivo. E meno male che l'ho fatto! Anzi, tornassi indietro probabilmente riempirei anche quel vuoto che c'è stato dai 14 ai 19 anni. Cercherei di reprimermi meno.
Oddio, occorrerebbe anche considerare che però ognuno è il risultato delle esperienze fatte [e non fatte], belle e brutte, e che se non fosse andata esattamente così, io non sarei io. E quindi va bene così. Magari è stato proprio il provare a stare con delle ragazze a convincermi del fatto che non dovevo prendermi in giro.

Gli incontri con Ale continuavano, e siccome c'era attrazione reciproca, ci facevamo anche più "intimi". Certo: senza una casa, nè una macchina, nè un luogo chiuso dove stare, risultava difficile qualsiasi tipo di approccio, anche se siamo stati abbastanza spregiudicati se ripenso a qualche episodio

XD

Niente che ci avrebbe fatto arrestare per atti osceni in luogo pubblico eh..... .

..nsomma...

Vabè: il punto è che ero contento di aver trovato un ragazzo, qualcuno per cui iniziare a provare un affetto, e inoltre, perchè no, potermi riavvicinare ad un certo tipo di approcci, dopo tanto tempo. Era un pò come tornare a casa, e sentivo che mi andava più a genio della bellissima ragazza francese che avevo conosciuto al mare. Lei era davvero bella. Voglio dire: se non funzionava con lei, non poteva funzionare con nessuna. Non che fossimo mai andati oltre il bacio eh, però non sentivo proprio il desiderio di andare oltre. E questo qualcosa voleva pur dire. Invece con Ale.. Beh, non posso raccontare cose che mi vengono in mente in questo momento [anche perchè vedo i miei amici nordici Ale e Fil tutti rossi :P ], ma posso almeno dirvi che sapevo che quello mi piaceva.

C'erano tutti i presupposti per un bel fidanzamento, no? .........................................................


Erano le 17.00 di un giorno di inizio Aprile.
Avevo ripetuto le categorie di Kant in tutti i modi possibili... si perchè a Filosofia l'unico modo di sopravvivere era sapere esprimere parlare di un concetto prendendolo da un suo punto qualsiasi ricostruendo da zero il discorso...perchè il professore non ti lasciava mai la possibilità di ripetere a pappardella, ti faceva continue domande e tu dovevi essere abile a spaziare tra tutti i vari argomenti.
Ad ogni modo ero stufo, saturo, distrutto, avevo bisogno di una pausa.
L0lò mi attendeva mezz'ora dopo a Cornelia.
Mi vesto e lo raggiungo.
La zona era sempre la stessa e per giunta piena di persone in quanto giorno.
I nostri incontri divenivano sempre più intimi.
Le lunghe chiacchierate lasciavano progressivamente spazio anche a momenti di totale silenzio in cui le labbra passavano decine di minuti a contatto e in cui le mani iniziavano sempre più a prendere libera iniziativa, soprattutto io che avendo vissuto piu esperienze in precedenza mi sentivo a mio agio nel trainare la situazione.
Avevamo bisogno di intimità.
Ci dirigemmo in un parcheggio sollevato poco frequentato al riparo da sguardi indiscreti dove poterci conoscere.
Essi' perchè dopo il primo bacio, che comunque necessitava di un posto non particolarmente affollato, le mani volevano sfiorare, il naso odorare e la bocca... punto.
Momenti di follia ripensandoci bene; tra noi non c'era affatto imbarazzo eravamo piuttosto naturali nel porci reciprocamente.
I gesti erano sicuri e soprattutti voluti.

Io avevo 17 anni, non avevo un auto e di certo casa mia non era una possibilità considerabile.
Lolò aveva uno scooter, poco utile alla situazione ed una casa anche per lui poco considerabile dati i tempi ancora prematuri.
Così questo parcheggio poco frequentato divenne insieme alla pineta il nostro luogo segreto dove conoscerci meglio.
Da parte mia c'era un invaghimento concreto nei confronti di Lolò ed esso veniva accompagnato anche da una certa attenzione sessuale, che a Lolò attraeva ma spaventava allo stesso tempo perchè impaurito dal fatto che potesse essere tutto riducibile solo ad essa.
Mi viene in mente infatti un periodo compreso nella fine di marzo e gli inizi di aprile, in cui Lolò era un po' titubante sull'incontrarci di nuovo, sembrava voler prendere tempo e questo mi spaventò molto, perchè io iniziavo già a mostrare tutti i sintomi dell'innamoramento ossessivo.
Compreso il problema cercai di frenare leggermente la mia iniziativa, per dare più spazio al dialogo comprendendo che dietro a quella sorta di rifiuto c'era da parte sua, ancora la necessità di elaborare la propria sessualità e maturare la consapevolezza della propria condizione, passo che io avevo fatto già da tanto, motivo per cui agli occhi suoi sembravo correre troppo, mentre ai miei sembravo aver tutte le carte in regola.

I giorni tuttavia trascorrono, il caldo abbraccia Roma e i suoi parchi.
Il 22 Aprile ci vediamo a Villa Borghese.
Io in t-shirt di superman e lui con la sua polo Lonsdale rigorosamente blu.
Quel giorno avevo deciso di comunicargli a quattr'occhi i miei sentimenti e le mie intenzioni nei suoi confronti.
Se non fosse che lui quel giorno mi disse qualcosa che li per li non mi rese felicissimo, ma che tuttavia oggi reinterpreto come un gesto di prevenzione di una persona che voleva prendersi tutto il tempo necessario prima di sbilanciarsi e mettersi in gioco...
Quella giornata rimase impressa nella nostra memoria, s
ulla carta e su cd; per me infatti assunse paradossalmente tutt'altro significato.
Ma di questo ne faremo parola la prossima volta!! ^^

A

domenica 11 aprile 2010

Alò's Creek - seconda puntata: Il primo bacio

8 Marzo: Il secondo appuntamento.

Ale's point of view

RingRing... ore 21.15.... il mio cellulino squilla mentre attendo solo al buio l'autobus che mi porterà all'appuntamento.

A chiamarmi è proprio lui... Lorenzo.


"Ciao" rispondo.. mi chiede dove mi trovavo visto che dovevo essere già all'appuntamento.. "sto aspettando l'autobus che purtroppo nel mio quartiere non si sa mai quando passa" rispondo.. la mia voce era emozionata.. cacchio stavo riuscendo con la stessa persona.. non mi succedeva dai tempi che furono. Stavo riuscendo con una persona che mi piaceva e su cui riponevo mille speranze.... "fra pochissimo stò da te".

La location questa volta era mooolto meno caratteristica del primo appuntamento, esattamente ci siamo incontrati a circonvallazione Cornelia, alla fermata della Metro. Visto che abbiamo scoperto di abitare a 5km l'uno dall'altro per stare più tempo insieme abbiamo scelto l'esatta via di mezzo.

Arrivato a destinazione riscopro piacevolmente quella sicurezza di me stesso non necessitante di maschera alcuna... Lorenzo mi faceva sentire a mio agio. Mi basta avvicinarmi al suo viso per salutarlo con un bacietto sulla guancia per riscoprire quel suo profumo candido ammaliante; una celere sniffata di nascosto ed ero già suo senza che lui se ne rendesse conto.. o meglio io avevo deciso che sarebbe stato cosi. :)

La zona era residenziale e per niente attraente sotto il profilo architettonico... una passeggiata per quelle strade di solito piene solo nelle ore dello shopping sarebbe stata un po' strana se non inutile.
Optiamo per dirigergi verso il sempre aperto Parco di Pineta Sacchetti. Le luci della vicina omonima strada illuminano i nostri passi e il viso di Lolò che celatamente e fugacemente continuavo a guardare.
"Quanto mi piace questo ragazzo... quel profumo come vorrei di nuovo poggiarmi accostarmi a lui e continuare a respirare la sua pelle" questi i pensieri che nel mentre mi balenavano per la testa mentre parlavamo di tutto...

Non ricordo precisamente di chi ma ricordo un vago senso di gelosia nei confronti di un tizio zio di qualcuno che aveva riferito interesse nei suoi confronti...

Troviamo una pseudo giostra su cui sederci e parlare a quattr'occhi.. non troppo comoda in effetti... tant'è che continuamente si cambiava posizione fino a quando Lorenzo non scelse di stare in piedi. Fu in quel momento che le parole che stavano dicendo iniziarono a sorvolare la mia corteccia uditiva... i processi cerebrali erano tutti concentrati sul suo profumo, la dolcezza della sua voce, sulla sua fioca e aurea immagine (la luce alla sue spalle ne ritraeva il profilo)... io ero ipnotizzato.. volevo che fosse mio... dovevo fargli capire quello che provavo in quel momento, volevo dirgli che io in quel momento stavo vivendo intensamente un colpo di fulmine e non potevo permettermi che mi scappasse tra le mani, lo dovevo fermare, dovevo respirare da piu vicino quel profumo, dovevo dirglielo... ma non volevo parlare; stavo cercando di capire ciò che invece andava solo vissuto... Approfittai della posizione ravvicinata e frontale, per afferrare il suo smanicato e...

Lolò's point of view

"Ciao Mamma.. io esco!" - "Dove vai?" - "Eh.. prima di poterti dire dove vado ti devo sempre dire con chi.. Tranquilla dai, poi ti dico".
L'appuntamento fortunatamente era qui vicino.. Bastava qualche fermata di metro ed ero arrivato.
Eccoci qua, Cornelia.. Mi sa che ci sono passato alquanto raramente di qui. Proviamo a chiamarlo va. "Pronto, ciao sono arrivato! Ti aspetto qui alla fermata della metro".
Uhh.. Eccolo che arriva..

Ricordo distintamente che ai primi incontri, appena ci vedevamo da lontano, sorridevamo un bel po', fino a quando non ci davamo il bacetto per salutarci. E la cosa bella è che questa cosa in fin dei conti non è mai cambiata :)

"Ciao! Dove andiamo?" - "Mah, passeggiamo un pò nei dintorni. C'è un parco qui vicino". -"Mh.. Ok.. andiamo".

Passeggiavamo e parlavamo. Io dentro di me non avevo alcuna "speranza", alcuna ambizione particolare, e soprattutto non avevo intenzione di provare a baciarlo. Non perchè non mi piacesse, ma perchè sentivo che non era il momento giusto, che avremmo dovuto aspettare qualche altro incontro (aho, mica sono una che la dà al primo appuntamento! e manco al secondo!).

Ad un certo punto del nostro camminare ci fermammo in un sito (www....). Ale era appoggiato a delle giostre o un albero o un palo.. o un cavallo, non ricordo bene. Io gli stavo davanti. Continuavo a parlare normalmente senza troppe preoccupazioni, perchè come detto non mi aspettavo nulla.

Ma è proprio quando non ti aspetti nulla, che ha una buona probabilità che succeda qualcosa.

Mentre sto ancora parlando, o approfittando di una breve pausa, Ale mi prende per il davanti dello smanicato e mi avvicina per baciarmi [che omo!]. Io ero impietrito.

Sentii le sue labbra, le prime - e ultime - labbra di un ragazzo.

Il famoso, ambito, desiderato primo bacio ad un ragazzo, quello che agognavo da tempo, finalmente avvenne.

E mi fece assolutamente strano.

E glielo dissi!
"Oddio.......... Non ho mai baciato un ragazzo prima... Mi fa davvero strano". -
"Beh, ora che lo hai fatto, puoi continuare"
ALLA FACCIA!
Il ragazzo era determinato (e paraculo). Ci ribaciammo ma io cercavo non ne ero entusiasta. Non mi sentivo pronto, e per me lui era ancora un perfetto sconosciuto.

Era questo? O ero ancora quella parte di me che non si accettava, e che sapeva che dopo quel bacio non si tornava indietro?

Riprendemmo a camminare per il parco. L'idea di avere un ragazzo certo mi piaceva, e lui aveva pure un po' di quella "coattaggine" (come diremmo a Roma) che non guasta. Era abbastanza sicuro di sè, ma allo stesso tempo dolce e interessato a me.

Era certo che lui fosse più intenzionato ad accelerare, mentre io no. Era tutto nuovo per me e i cambiamenti, come sempre, richiedono un pò di tempo. Ma sentivo che quello era un cambiamento giusto, che andava fatto.

Perchè il post su gay.it dal titolo "Non voglio essere gay", non era un vero grido del non voler essere gay, bensì del volerlo essere: di voler essere me stesso, con serenità.


Ale&Lolò

domenica 28 marzo 2010

Alò's Creek - Prima puntata: Il 6 Marzo arrivi tu..



Dunque... iniziamo. Per giustizia ed ordine è bene riprendere (o iniziare) dal giorno più importante della nostra vita. Su Alessandro's creek, avevate già appreso le dinamiche di quella giornata il 6 marzo 2004, il come l'ho vissuta, cosa è successo ecc... Quello che ancora però non avete letto è innanzi tutto il punto di vista del bel dolce Lolò:

Il 6 Marzo:
Lolò edition

Antefatti

Non ricordo molto di quel periodo.
Ma ricordo la pioggia.
Ricordo che ero triste. Anche quando ridevo. Ricordo che il primo anno di università rappresentava per me un'occasione speciale. Non solo per cambiare scuola, cambiare studi, intraprendere un nuovo percorso scolastico e formativo.
Ma per intraprendere un nuovo percorso di vita. Le superiori per me erano state davvero belle, ma non le ho mai potute vivere a pieno. Invidiavo in qualche modo la mia compagna di classe Silvia, lesbica dichiarata, che non si faceva problemi a vivere la propria sessualità con il resto dei compagni del liceo, nè tantomeno a farsi piacere qualcuna.
Io invece che pure ero attratto da diverse persone, non potevo dirlo a NESSUNO. Perchè a nessuno avevo detto di essere attratto dai ragazzi.
In fondo non lo avevo detto neanche a me stesso.
L'università era per me un'occasione di svolta. La possibilità di poter ricominciare tutto in un modo diverso, di vivere in modo più libero. Nessuno mi seguiva dalle superiori, tranne Gio, cui però avevo intenzione di dirglielo quanto prima.
Certo, non è che avessi tante speranze di incontrare un ingegnere gay. O meglio le probabilità c'erano, ma erano scarse. Diciamo attorno all'1%. Un gay ogni 100, dai non era male. Considerato che al primo anno eravamo circa un 100aio mi si palesò subito l'ardente verità: la percentuale ero io. Ero io quell'1%!
Vabè, però non era detto che il ragazzo che cercavo l'avrei trovato fra integrali e derivate. Ma poi diciamocelo: ma chi lo vole un ragazzo ingegnere!? Io avevo bisogno di uno con una mentalità diversa, che fosse più elastico di me, che mi spingesse a fare cose che da solo non avrei fatto, che mi facesse pensare in maniera diversa.
Dovevo cercare altrove. Internet per esempio.
Fu lì che, nel mio famoso sfogo su gay.it, potei rivolgermi a qualcuno in cerca di un consiglio. Avevo voglia di amare ed essere amato, ma sentivo il peso che questa mia decisione di lvivere liberamente comportava. Soprattutto in famiglia.
Ma basta, ci avevo provato ad essere etero, a reprimere, a far finta di nulla. Non ce la facevo più.

E' inutile che trattieni il fiato per far finta di poter vivere sott'acqua.
Se hai bisogno di ossigeno, devi respirare (ma che cazz' di schif' di metafora è??).

Comunque, scritto il mio sfogo internettiano, fui molto felice di vedere che non era morto lì: avevo avuto un riscontro. Molti mi avevano scritto.. tra cui questo Alessandro, di Roma...
Non c'era foto, non c'erano informazioni anagrafiche. Solo il suo messaggio di conforto. E il suo indirizzo msn.

Lo aggiungo.
Magari può continuare a consolarmi, a indirizzarmi, a farmi un pò di luce.

Era febbraio. Scambiamo due parole, e i rispettivi numeri di telefono.
Era bello avere questo amico speciale con cui parlare e con cui confrontarmi, prima sotto lo pseudonimo di Morfeo (aho, secondo me è un bel nome, Matrix a parte), poi col mio vero nome Lorenzo.
Ricordo uno dei suoi primi messaggi, forse il primo, mentre andavo all'uni la mattina presto. Quello è stato il primo buongiorno :)

Iniziavamo ad entrare in confidenza. La fortuna era quella di abitare relativamente vicini, nello stesso "settore" di Roma. Quindi il suo invito ad incontrarci (soprattutto dopo che ci eravamo scambiati un paio di foto) fu consequenziale.
Quelle foto a rivederle oggi sono di un'altra epoca, di un altro mondo, di un'altra vita.. e di un altro Ale!

Non furono quelle foto a convincermi ad incontrarlo (a parte una che mi aveva fatto una certa buona impressione). Era più la curiosità.

Io non avevo fretta nell'incontrarlo, avrei fatto passare anche più tempo. Ma lui era particolarmente insistente :D E va bene! Incontramose!

Va bene questo sabato sera? 6 marzo 2004?
Sì, va bene.

Dove?
Piazza del Popolo. Ore 21.

Ok.

La sera del 6 ho cenato, mi sono preparato, e sono uscito.
Mia mamma:"Dove vai?"
Io:"Prima di dirti dove vado dovrei dirti un pò di cose". Iniziavo a seminare.
Ero agitato.

Incontravo un gay. Un gay dichiarato. Che stava lì per me. Ma se non mi piaceva? E se ci provava, cosa dovevo fare? Baciarlo? Baciare un uomo?

Il bacio.
Sentivo il forte desiderio di voler abbracciare, baciare un ragazzo. Li vedevo per strada, belli come il sole. Volevo anche solo abbracciarlo. Sarebbe stato bellissimo.

Era giunto il momento di viverlo.
Arrivo alla metro Flaminio.. Già mentre esco mi guardo intorno per individuare il suo volto.. Esco dalla metro.. mi dirigo verso l'ingresso di piazza del Popolo . Spio verso il centro, senza entrare, per vedere se lo vedo. E non lo vedo. Vabè sarò arrivato con un pò di anticipo, per via dell'ansia. Vado al centro della Piazza e aspetto un pò.
Oddio devo camminare per scaricare la tensione.
Riandiamo davanti all'uscita della metro.
Quant'è passato? Solo 1 minuto!?! Aaargh..

Ok. Mi metto sotto l'arco e aspetto.

...

Che poi a me mi viene il mal di pancia quando sono in ansia e non vorreIIIIHH ODDIO E' LUI! E' quello lì son sicuro. Ok, vai Lorè (non ancora Lolò)! Fatti coraggio.

Mentre sto per andare verso di lui, lui si rigira, rivolto verso l'ingresso della metro. Io mi avvicino alle sue spalle. Gli picchetto sulle spalle: "Ale?"

Sorride!
"Ciao.. Lorenzo.. anzi Morfeo! :) "

"Scusami se puzzo un pò di carne, ma ho invitato la mia amica a cena e mi ha bruciato la carne e ha combinato un pò un pasticcio!"

"Che pasticcione!" penso dentro di me... Mi piace! :)

Facciamo una lunga passeggiata per il Corso.
Sento che c'è una certa sintonia. Fa lo scemino. Mi ci trovo bene tuttosommato.

Lo riaccompagno alla metro. Aveva un appuntamento con gli amici per vedere un film, allo spettacolo notturno alla Multisala Adriano.

Lo saluto sotto la metro. Mi ricordo quando ci siamo salutati, con un bacino sulla guancia. Sembrava mi volesse aspirare l'anima!

Torno a casa, gli mando un messaggino.

Lui risponde dopo il film:
"Scusa se risp solo ora. Ma quale spettacolo.. :D tu sei un ragazzo speciale.. Dolce.. Avrei voluto abbracciarti. Sei stupendo tvb.

Ale"

Ale&Lolò

sabato 27 marzo 2010

martedì 23 febbraio 2010

Seconda stagione.

Come Taylor di beautiful, come ogni anno Tina a uomini e donne, come Povia ogni anno a Sanremo: a volte ritornano.
Di cosa stò parlando?
Scopriamolo insieme care amiche a casa.

In questi giorni io e Lolò ci stiamo vedendo pochissimo.
Io indaffaratissimo con i miei mille lavori, che ormai nel caos assoluto si mischiano, non raro trovare pazienti che fanno step e allievi che si misurano la pressione, e Lolò ancora più braccato di me dagli impegni universitari che gli stanno risucchiando la totalità della settimana.
Con sofferenza ma stiamo comunque andando avanti felici e sereni, perchè davanti a noi è sempre più vicino l'obiettivo che da tanto ormai sognamo: la nostra casa.

Dieci, otto o sei esami è indifferente? Lolò ormai è vicino al suo traguardo universitario, e questo consolida sempre di più i nostri pensieri.
Sempre più frequentemente nelle nostre uscite serali ci ritroviamo a parlare degli argomenti più disparati riguardanti la nostra futura convivenza... come della tipologia di casa che sogniamo, del quartiere migliore che la ospiterebbe, della bozza di una gestione economica condivisa,del possibile cucciolo che potrebbe farci compagnia, di chi spegnerebbe per primo la luce sul comodino prima di addormentarsi (Lolò sicuramente io crollo all'istante non appena metto la testa sul cuscino con lui accanto) e più di rado della possibilità di avere dei figli.
La consapevolezza dell'approssimazione di questo futuro mi rende tutti i giorni euforico e mi sprona a lavorare sereno e allegro per raggiungerlo.

Certo riflettere su queste cose mi ha portato anche ad un'altra ovvia considerazione: ma quanto siamo cresciuti? Quante cose abbiamo vissuto?! Quante esperienze abbiamo condiviso?
Ad un tratto mi vedo nel centro di un tragitto in cui guardandomi avanti vedo tutte le cose che vi ho narrato avvicinarsi, e guardandomi dietro vedo un Alessandro adolescente che aveva paura dei suoi primi coming out, che ha conosciuto diversi ragazzi senza mai rimanere soddisfatto fino a quando non ha conosciuto il dolce biondino a piazza del Popolo quel 6 marzo del 2004, giorno in cui fece anche coming out con la madre e litigò tragicamente con il padre tanto da far volare le mani.. anzi i cocci.
Tutto questo percorso dell'Alessandro adolescente immaturo e timido fino all'Alessandro più stagionato sicuro e felice con Lorenzo lo avete già conosciuto, ve l'ho narrato in quella che pensavo fosse la prima ed unica stagione di Alessandro's Creek.

I mille pensieri che mi hanno invaso la mente mi hanno suggerito di andare avanti... Ok siamo arrivati a quando Ale ha conosciuto Lorenzo (Lolò lo diventerà solo dopo); ma come l'ho presentato a casa? Come sono stati i primi mesi? Quanto erano diversi i nostri progetti rispetti a quelli attuali? Quali erano le mie MILLE gelosie? Come sono stato introdotto la prima volta a casa di Lolò? Quali sono le nostre difficoltà? Quali le "tragedie"? Come abbiamo conciliato le amicizie precedenti con il nostro stare insieme?
Di parole da spendere ce ne sono a non finire, e questo richiederebbe una nuova stagione di Alessandro's Creek, ma che per coerenza e logica non sarà più solo mia, sarà la nostra storia.
Offriremo due punti di vista? Lo vedremo; quel che è certo è che questa nuova narrazione sarà un sequel ma anche e soprattutto uno spin-off della mia storia.

Perchè lo facciamo?
Per rammentare, mettere su carta (digitale) la nostra storia e rileggerla magari fra vent'anni ricordando cose che magari avevamo scordato; poi lo facciamo perchè questo fondamentalmente è il blog di due ragazzi innamorati.. che prima o poi saranno uomini e poi più in la dei dolci vecchietti che avranno passato una vita insieme.
Che blog^2 sarebbe se non parlassimo di noi? :)

Quindi per i nostri più fedeli lettori aspettatevi prossimamente la prima puntata di:

A's creek
(e per far questo abbiamo scomodato una foto del nostro primo viaggio insieme.. anni e anni fa)





Ale&Lolò