Alcune riflessioni, colte qui e lì per la rete.
Primo: voglio il voto per censo mentale elitario! Smettiamo di distribuire tessere elettorali a cani e porci.
Il suffragio universale è il vero problema della democrazia!
Cazzo uno deve fare esami e test per tutto, mentre basta compiere 18 anni per avere il potere di mandare in malora un paese intero?
Una cara blogger commenta:
Domani, cioè oggi, quando l’incredulità avrà lasciato il posto alla rassegnazione o, finalmente, alla voglia di reagire, pretendo che qualcuno mi spieghi com’è successo.
Voglio che un sociologo, un politologo, un giornalista coi controcazzi o un qualunque cittadino lucido e preparato mi dica come cazzo è possibile che dopo tutto quello che abbiamo visto, sentito, letto, provato sulla nostra pelle in questi anni e soprattutto negli ultimi mesi, questi hanno vinto di nuovo.
Non mi basta sentirmi dire che metà degli italiani sono degli imbecilli, voglio spiegazioni razionali, dati statistici, teorie corpontamentali, analisi sociologiche. Voglio una base scientifica e incontrovertibile per sputare in faccia al primo elettore di questa destra di mentecatti, disonesti, fascisti, razzisti, intolleranti, incolti, bugiardi, mediocri, che mi capita a tiro. E poi anche per spezzare una lancia sulla schiena di quell’elettore di sinistra che ha disperso il voto e soprattutto a quei dirigenti di micro-partiti del cazzo che si dividono su tutto quando sarebbe invece il caso di serrare le fila e pensare al bene del paese.
Lo pretendo.
Rimarrai disattesa cara amica.
Perché la realtà è molto meno elaborata di quanto vorremmo pensare. La realtà è, semplicemente, che siamo un popolo di merde. Siamo il popolo che poche sere fa un vecchio regista ultranovantenne ha descritto meglio di chiunque altro: pecore che vogliono essere pecore, che ritengono essere pecore la cosa migliore del mondo, e che vanno dietro al pastore fino alle ultime conseguenze - proprio le ultime, non cose che una pecora accetta come inevitabili, non bastonate sul groppone, no - fino a quando tutte le pecore si ritroveranno davanti all’ultimo filo d’erba da brucare, e una volta finito di scannarsi fra di loro, solo allora, daranno la colpa al pastore e lo spingeranno giù dal burrone.
Solo per cercarsi, senza indugi, un nuovo pastore da seguire, ben poco diverso dal precedente, brucando in campi per nulla diversi dai precedenti, ma felici e contente perché, ehi, c’è erba nuova, e il pastore al bastone ti abitua poco a poco, e poi si sa che le pecore hanno la memoria corta.
A tal proposito, una cosa per gli Aquilani: vi hanno trattato di merda e tanto li votate, complimenti davvero.
E chiudo con un ultimo pensiero.
In realtà hanno perso tutti. Quando una classe politica riesce con costanza, elezione dopo elezione, ad allontanare sempre più un maggior numero di cittadini dal voto non può che considerarsi sconfitta, indipendentemente da chi vinca o chi perda le poltrone.
Lolò