mercoledì 5 maggio 2010

Parliamone^2: fede-guarigione



Un'utente di Yahoo answer pone la seguente domanda:
Si può uscire da una malattia grave senza la fede in Dio?

Interessanti le varie risposte, tutte piuttosto nette nelle loro posizioni.
La mia risposta è: SI ma anche NO.

Mi spiego:

Il religioso chi è?
(a mio avviso)
E ' una persona che tendenzialmente è incapace autonomamente di dare senso, direzione e logica alla propria vita e soprattutto alle sue sofferenze.
Impossibilitato nel dare da solo un'interpretazione alla proprio vivere, e soprattuto impaurito da ciò che segue ad esso, ha bisogno di credere fermamente in un qualcosa di molto articolato, piuttosto macchinoso, che di logica non ne ha, ma che di certezze ne fornisce tante, anche se per nulla pragmatiche.
In sostanza l'utente medio, trova nella religione quel punto fermo su cui appigliarsi e da cui partire per dare un'interpretazione NON PROPRIA alla propria esistenza e alla sua cessazione.
Tra i religiosi troviamo personalità prevalentemente fragili caratterialmente, ma anche personalità forti, che tuttavia senza il loro guscio protettivo, la fede in Dio, sono innocui e spaventati piu dei primi.

Questo genere di persone non è in grado di affrontare un evento drammatico e cercarne di accettarne la "naturalezza", ma deve necessariamente appigliarsi ad una storia ben macchinata.
Questo è il è caso in cui la fede in Dio è indispensabile... e badate bene io non sono contro;
se una persona trova pace e serenità e una sua logica esistenziale in una favola che altri uomini raccontano e hanno scritto su un libro, ben venga sono felicissimo per loro... tutt'altra storia quando queste persone impongono ad altri esseri umani la loro dottrina e la loro condotta di vita. Pessimi quando invece ti guardano con sdegno o pietà perchè tu non ti sei adeguato alla massa credendo alla narrazione ecclesiastica, o induista o quello che vi pare.

Poi ci sono quelli che vivono il proprio quotidiano credendo in punti certi e definiti come l'amore per il proprio compagno, l'amore per la propria famiglia, la propria essenza umana terrena e finita, accettando anche le sofferenze e altri aspetti meno piacevolmente fruibili della nostra essenza umana, e partono da questi dati certi per vivere al meglio QUESTA VITA, QUESTA ESISTENZA, e QUESTI SENTIMENTI.
Di fronte alla patologia o all'evento nefasto questo tipo di persona cercherà di elaborare l'evento per i suoi palesi connotati terreni, cercando di superarlo con l'obiettivo di sopravvivere per stare di più con quella persona, per cercare di vivere quello che ancora non si è potuto e per cercare di continuare a godere lo splendore e l'unicità della propria umanità... fin quando possibile.

Entrambi i soggetti vogliono sopravvivere, ma i mezzi con cui arrivano (se arrivano) a farlo sono diversi... di sicuro la differenza lo fanno lo stato emotivo e quindi anche lo stato del nostro sistema immunitario, sensibile alle variazioni del primo.
Se l'umore e la motivazione li tengo alti con una teoria molto ben architettata piuttosto che con dei sentimenti terreni VISSUTI è indifferente.. l'importante è VOLER SOPRAVVIVERE.

Dio, ammesso che ce ne sia uno, ci ha creati, ci ha messo qui e ci ha lasciato gli strumenti per poter vivere, scegliamo noi come.... ma non mi venite a dire che una favola scritta da uomini sia l'unico modo per sopravvivere, tutt'al più è uno strumento talvolta utile su soggetti con un preciso profilo psicologico...

... e questa è L'EVIDENZA SCIENTIFICA, di come la religione, quindi una teoria filosofica, possa alterare la biochimica, quindi la risposta bio umorale, quindi la patologia in un soggetto, E NON PER POTERI MAGICI O VERIDICITA' DELLA STESSA, ma solo per la ferma convinzione IN ESSA.

Dunque la mia risposta alla domanda è: Ci vuole fede in Dio per superare una malattia grave?
Si ma anche No.
La fede in Dio serve per guarire dal cancro per alcuni e NO, la fede in Dio non serve per guarire dal Cancro per altri.

E la cosa bella, cosi illuminante, è l'estrema logica pragmatica e terrena intrinseca in entrambi i casi.

Ale!

4 commenti:

gigi er libraro ha detto...

"utente medio della religione" è fantastica come definizione: mi ricorda quella anni 50 della chiesa come "bottega del prete"; cmq trattasi di antico dilemma (o vexata quaestio, se vogliam fare i latinisti), che ci trasciniamo da secoli e non si riesce ad uscirne.
Io non sono battezzato (mi sa che sono uno dei pochi in giro) e in chiesa ci vado solo per matrimoni, battesimi e/o funerali, quindi so di non essere esperto in materia.
Mi limito a dire che sono assai allergico alla mentalità da "madonna aspirina" (= quelli che dicono "prega e ti passa il guaio"; sì, bum!) e chiudo con una provocazione del buon vecchio Nietzche, a cui mi piacerebbe qualcuno sapesse rispondermi; sono anni che non ne trovo uno..
"Se è vero che voi cristiani credete in Cristo, Dio risorto e presente, perchè dalle chiese non uscite mai col sorriso sulle labbra e ballando di gioia? Sembrate invece così tristi!"

MicheleC ha detto...

Ma ma ma... l'hai scritto tu? O riportavi una delle varie answers?
Se l'hai scritta tu... chapeau

Alessandro! ha detto...

Si3ge: ma scusa che faccio mi metto a copiare discorsi degli altri e poi li spaccio per miei? Non sono il tipo.
Mio pensiero, mie parole.

Gigi... è vero.. sono tristi xke fondamentalmente la risposta " ma devi avere fede cieca in Dio" non gli basta manco a loro ^^

rainbowboy ha detto...

molto interessante il post..complimenti..io premetto che sono fortemente innamorato del messaggio d'amore di Ges� nel mio intimo e fortemente laico ed anticlericale nel vivere civile..detto questo nn sono molto d'accordo da come � stata definita la religione nel post..per me l'avere fede non corrisponde a credere ad una storia preconfezionata che mi � stata offerta come risposta alle domande esistenziali, tant'� che sono cristiano ma non posso reputarmi cattolico xk� non sono in linea con i dogmi imposti dagli uomini delle gerarchie cattoliche. Per me avere fede significa avere avuto una illuminazione interna, una rivelazione..io sento il trascendente perch� riesco ad entrarvi in contatto a livello spirituale, e non � solo consolazione ma soprattutto guida della mia coscienza, non certamente qualcosa a cui si deve credere.