giovedì 8 aprile 2010

Se un terremoto vi inghiottisse la TV

Le conseguenze di un cataclisma, quale un terremoto, così come quelle di una grave malattia, portano indubbiamente a degli sconvolgimenti importanti nella vita di ognuno.

E fin qua siamo ancora nella banalità.

Il punto interessante è che tale sconvolgimento può rappresentare il seme per la crescita di un qualcosa di positivo, di un nuovo approccio nei confronti nella vita, e nei confronti dell'altro.

La banalità cessa quando si sentono proferire parole come quelle di Tiziano Terzani, uomo apparentemente savio, il quale raccontava come il tumore che lo aveva colpito fosse stato in realtà una grande benedizione, una possibilità di creare uno scudo, una barriera tra sè e il mondo da cui si voleva distaccare.

Non nascondo che a volte anch'io penso che mi piacerebbe trovare una valida scusa per staccarmi dal mondo e dalle sue regole e imposizioni.

Con questo non dico che vorrei una grave disgrazia, sarebbe da folli augurarsela a priori. Però sarebbe bello avere un'occasione per un grande ripensamento.

Inizio a fare questi ragionamenti dopo aver letto certi libri e dopo aver visto video come questo:



Deve per forza venire un terremoto a distruggerci casa, per farci spegnere la tv, e più in generale farci vivere diversamente da come viviamo ora?

Io non so rispondere

Lolò

18 commenti:

-IlDave- ha detto...

il video fa pensare abbastanza. A me a casa a volte capita d'inverno quando nevica tanto tanto e la parabola, piena di neve, non prende il segnale. Ecco in quelle sere mi rendo conto che parliamo di più, una bella partita a carte, ci si racconta le vicende delle giornate di ciascuno più a fondo ...
e' vero la tv andrebbe spenta più spesso!

Anonimo ha detto...

Posso concordare con Lolò ma tutto è legato a come hai trascorso la giornata. Se ti capita una giornata di m****a non puoi isolarti e staccare la spina: diventi pazzo!

Pensiero dovuto ad esperienza del tutto personale.

Alessandro! ha detto...

Io penso che non debbano necessariamente accadere eventi tragici ad illuminarci sul come stiamo vivendo male la nostra vita.
Se un video come questo, o una storia o un libro riescono a farci apprendere BENE come stanno oggettivamente le cose, l'invariata e prorogata necessità di un asteroide imprevisto che incomba ad illuminare le nostre priorità, palesano solo una grande verità: fondamentalmente non vogliamo cambiare, non ci interessa veramente di farlo e vogliamo vivere nel perenne rammarico di avere una vita infelice di cui lamentarsi, altra condizione in cui io vedo incapacità o scarsa attitudine al proiettarsi in avanti verso l'unica cosa che dovremmo fare: vivere BENE il nostro presente.

Non a tutti gli riesce, ma fortunatamente viviamo su una terra dove esistono tanti altri umani a cui chiedere aiuto; Già la consapevolezza del fatto è da considerarsi una fortuna e motivo di spunto per cambiare.

Ale

Pegasus ha detto...

Sai, mi fa strano che fai un post del genere proprio stasera
perchè c'è mio zio che è malato, ha una leucemia, lui non abita a roma, e proprio stasera durante la notte farà il trapianto di midollo osseo poichè fortunatamente c'è un donatore compatibile. Lui scrive quasi tutti i giorni da circa quattro mesi, e io lo leggo sempre, mi arricchisce farlo, imparo sempre qualcosa, ho imparato soprattutto ad apprezzare sempre di più le piccole cose che in realtà sono le più grandi, ha passato tanto tempo in una piccola stanza in isolamento e quando è potuto uscire per qualche giorno e tornare dalla famiglia faceva delle descrizioni bellissime, avendo anche due bimbi piccolissimi, su come il sorriso o il solo intravedere da lontano i suoi figli lo riempisse di gioia, su come un piatto di pasta fosse totalmente diverso da come lo mangiava prima. Lo stimo molto perchè l'ha presa nel migliore dei modi, combattendo per la vita, per sè stesso e per i suoi figli, ed io non sono credente, però anche se come tutti l'ho disprezzata, credo fortemente nella vita, quindi sono fiducioso per lui.
Questo per dire che comunque si certe esperienze ti cambiano, ma anche una forte esperienza indiretta può farti vedere le cose in maniera diversa. :)

Gianpaolo ha detto...

ho approfittato di questo post per guardare il video su Terzani... voglio sperare anch'io che non debba essere per tutti necessario trovarsi dinanzi a certi eventi per ridare alle cose la giusta importanza, riesaminare la propria vita e comprendere qual era il giusto percorso (soprattutto interiore, parlando del sottoscritto) da intraprendere. Tante possono essere la ragioni di ciò... forse succede perchè non c'è più la paura per le eventuali conseguenze negative che le nostre azioni possono produrre. Riallacciandomi anche al pensiero di Ale, credo che nel mio caso questa paura abbia prodotto un lungo immobilismo e ad accettare la vita per come veniva senza mai cercare davvero di cambiarla, forse anche per una certa convinzione (o consapevolezza?) di non essere in grado di farlo da solo. Sicuramente, in una situazione del genere, bisognerebbe avere l'umiltà di chiedere aiuto, ma non è detto che si riesca sempre a trovare chi possa o voglia ascoltarti. Ci vuole fortuna anche in quello in questa società...

gigi er libraro ha detto...

beh, io più che per l'assenza della tv vado fuori giri se resto senza connessione web e/o col telefono isolato: quando capita è il panico puro, chè ormai tutto, dal lavoro al relax, lo faccio interconnesso
Cmq un modo per riappropriarsi dei propri tempi (collaudato: funziona!) è farsi delle belle camminate; non dico come quel matto di mia conoscenza che s'è fatto da Terni a Cambridge a piedi tutto st'inverno (a propò: è arrivato a destinazione una quindicina di giorni fa!), però rilassa e aiuta a pensare. Cosa che nel caos/stress urbano è sempre difficillima!

Lolò ha detto...

Ah sì, gigi, quoto le passeggiate soprattutto se in riva al mare. Ma quelle servono più che altro a schiarire le idee, a scaricare le tensioni, anche a riflettere magari. Per acquisire una diversa visione delle cose, penso ci voglia qualcosa di più

Marco ha detto...

Mi dispiace fare la voce fuori dal coro. Forse il video era valido a 11 giorno dalla tragedia che ha colpito l'Aquila...ma le cose sono rapidamente cambiate. Facendo il clown e recandoci ogni settimana nei campi allestiti per gli aquilani abbiamo potuto saggiare come umori, pensieri, sensazioni siano cambiati di giorno in giorno. Vi posso assicurare che a distanza di un mese dal terremoto tutti erano stanchi di quella convivenza forzata. Ognuno di noi ha bisogno della sua privacy come persona singola o come famiglia (altro che essere felici per il ritrovato rapporto con la vicina). Per non parlare del fatto che non c'erano più posti dove stare in intimità anche solo per starsene tranquillamente abbracciati: ovunque gente, ovunque chiasso, ovunque distruzione. In più bisogna considerare il trauma di molti bambini (dal momento che non tutti erano così felici di stare all’aria aperta), specie i più piccoli, che sobbalzavano allo scoppio di un palloncino perché ricordava loro i rumori del terremoto. Per tutti questi motivi faccio davvero fatica ad accettare l’idea che il terremoto possa portare davvero qualcosa di positivo. Si parla di riscoperta di rapporti umani, della bellezza di una chiacchierata o di una partita a carte…ma non prendiamoci in giro…davvero qualcuno pensa che guardare Carlo Conti, o passare il pomeriggio su facebook a chattare sia più bello che uscire con amici o sentirli per telefono?! Suvvia…è solo più semplice…è solo la scelta più comoda…siamo diventati tutti comodi e chiusi…e non è il terremoto la soluzione a tutto (tanto a distanza di un mese quelle cose cominciano a mancarci di nuovo)…Se davvero volessimo cambiare non avremmo bisogno di eventi tanto tragici per farlo ma, come diceva giustamente Ale, solo della nostro volontà. Basta quella per attuare un cambiamento. Spero di essere stato sufficientemente chiaro…e scusate se mi sono dilungato. Un abbraccio.

gigi er libraro ha detto...

ehm.. camminate e passeggiate NON sono sinonimi!!
per camminate intendo qsa vicino al trekking: 3-4 ore di scarpinata, magari in campagna o su qualche mulattiera, zaino in spalla e via verso nuove avventure!
Certo, arrivi coi piedi lessi; ma ti assicuro che la cosa meno faticosa è la marcia!! Che poi fatta in compagnia è meno faticosa, ma quello è un altro discorso

Alessandro! ha detto...

MArco sottroscrivo pienamente quanto hai scritto :)

Lolò ha detto...

Bravo Marco! Mi fa piacere raccogliere la tua testimonianza, che permette di dare un quadro più completo alla vicenda. Il blog serve anche a questo.

La volontà di cambiamento però deve pur scaturire da qualcosa..

gigi er libraro ha detto...

A me sembra fondamentale cercare di non fossilizzarsi tra pigrizia & routine (che possono essere la tv, il web, fare lo stesso percorso casa-lavoro tutti i giorni, andare sempre allo stesso baretto sotto casa o che ne so).
E farlo per restare molto curiosi della vita, degli altri e di tutto quel che ci circonda; ma non per impicciarsi, spettegolare e stop, bensì per sentirsi vitali e restare sempre aperti alle novità

Marco ha detto...

Gigi ha ragione! :) Non a caso si dice che cambiare spesso strada per raggiungere posti noti (casa, uni, ufficio, etc.) renda più intelligenti! :D

@Lolò: Secondo me il problema è proprio questo. Abbiamo dimenticato che ogni uomo è "faber fortunae suae". Quando dico che siamo diventati comodi, pigri...intendo dire che aspettiamo che siano gli eventi esterni a cambiare le cose. Piuttosto che prendere un telefono, o andare a citofonare ad una amico..siamo capaci di rimanere tutto il pomeriggio davanti alla tv, sbuffando per la noia. Se poi, accidentalmente, qualcuno ci chiama e ci invita ad uscire, scattiamo sull'attenti. Ma chiamare noi no è?!?!
Allo stesso modo perchè aspettare chissà quale tragico evento per farci vivere diversamente da come viviamo? Ci rendiamo conto della necessità di un cambiamento...lo si attua e basta! Senza troppe fisime!!
E' allo stesso modo vero, però, che quando il cambiamento viene attuato a causa di un evento esterno è più "facile" accettarlo: "Non potevo fare diversamente; è andata così; è successo e ne accetto le conseguenze". Ma quando siamo noi a scegliere una direzione...lì bisogna assumersi la responsabilità delle proprie azioni...e credo che in pochi siano pronti a mettersi sempre in discussione...

gigi er libraro ha detto...

Eh, ma che blog di classe è questo qua! Addirittura le citazioni in latino!! Oh, mica è da tutti!!!

Alessandro! ha detto...

ragazzi cliccate su play nel video che ho caricato nel post e selezionate le freccette in basso dalla barra di riproduzione!!

Alessandro! ha detto...

di nuono d'accordo con Marco! dal mom ento che sei cosciente di un fatto non agire per la mancanza di un'ipotetica motivazione equivale ad una semplice scusa. le cose funzionano molto piu facilmente nella vita... se capisci un qks prendine atto e agisci il resto sono scuse!

U.N.Owen ha detto...

intervengo anche se con un po' di ritardo...per prima cosa volevo dire che il video lo trovo molto ma molto forzato,hanno giusto voluto trarre il meglio dalle interviste, per poter dare il messaggio del "volemose bene, buuuuh alla tecnologia, riscopriamo i rapporti umani".
spero di sbagliarmi ed essere prontamente smentito, ma non credo che dopo un terremoto il quale ti sveglia nel cuore della notte ti fa fuggire terrorizzato e ti ritrovi senza una casa costretto a dormire in una tenda in compagnia di uno sconosciuto..te cosa fai? stai a pensà "uh!la mi compagnia di classe quanto tempo 'un te vedevo?" oppure
"deh!giocamo a carte che 'un c'ho più a televisione..ma quante'è bello riscoprì l'amicizia"
ripeto, concordo col messaggio lanciato, ma non credo nel mezzo usato.
per quel che avete detto finora dico solo che va bene che siamo tutti pigri e quindi viviamo la quotidianità con totale inerzia, coscienti della nostra situazione, ma lasciatemi dire che molto spesso non si tratta solo di una scusa. per quanto siamo cosciente di una nostra insoddisfazione piuttosto che di una nostra sofferenza, credo ci sia bisogno del classico "effetto farfalla" che sconvolga il ristagno della nostra vita per poter reagire. a volte non si tratta solo di dover aprire gli occhi, ma della necessità di qualcosa che ci faccia scoprire la carica, la forza o anche la rabbia per reagire per dire "alt!ora basta" e aiutare il decorso degli eventi.perchè ammettiamolo, non si è sempre nella situazione di poter cambiare le cose.a volte ti trovi in situazioni in cui non hai la capacità o il tempo di riflettere di dire se è giusto questo piuttosto che quello e poter fare "uno studio di fattibilità del progetto".
per il fatto dell'accettazione dell'evento, beh!credo sia più facile a dirsi che a farsi, perchè qui bisogna chiedersi se siamo o no sempre capaci di accettare i cambiamenti o lo sconvolgimento che questi portano? a volte anche un evento positivo che può veramente aiutarti, può farci più male che bene,nel momento in cui non si riesce a gestire la situazione.

gigi er libraro ha detto...

postilla finale: per "camminate" intendo qsa de sto genere
http://www.youtube.com/watch?v=ahqNyCxMkN4
beh, magari lui ha un filo esagerato, ma il senso è quello.
PS: rafforzativo del concetto è anche un film che ho visto ieri sera con un paio di lucani come traduttori automatici, Basilicata coast to coast. Un po' na baraccata, ma fa molto ridere e tocca ammettere che ha tempi comici azzeccati. Consigliato!