50.000 feriti.
10.000 morti. Morti ammazzati.
Un massacro.
Io mi rendo conto di quanto poco utile sia per la causa, ma volevo esprimere la mia solidarietà a tutte quelle persone che lottano per la loro libertà.
Se penso che 2 anni fa, quell'assassino, passò sotto casa mia...
E alla fine il mio pensiero pazzo è: ma se io lo avessi fermato, quel pomeriggio.. non so come, non so con quali conseguenze.. ma se io lo avessi fermato, quel pomeriggio.. avrei evitato la morte di 10.000 persone?
Tutto quello che entra in contatto con noi, per il solo fatto che è entrato in contatto con noi, ha a che fare con noi, e rientra in qualche modo nella nostra area di influenza, e quindi, nelle nostre responsabilità.
E' una frase che mi sono sentito dire spesso ultimamente, ed è una frase che trovo sempre più convincente. Che abbia un senso, o un'applicazione pratica in questo contesto, è abbastanza irrilevante.
Lolò
9 commenti:
bene c'è poco da dire...tranne che sono daccordissimo con te...
Ummmhh.. sì. E no
Mi spiego:
1. sul discorso Libia mi ritrovo in questa riflessione
http://malvinodue.blogspot.com/2011/02/provate-dire-agli-italiani.html
che mi pare ineccepibile,
2. la provocazione su quel che avresti potuto fare quando ti è passato sotto il naso (estremizzata all'assurdo) potrebbe anche giustificare il kamikaze imbottito di tritolo che fa saltare in aria lui & chi gli sta attorno, per far fuori un po' di infedeli/nemici/gente che gli sta antipatica non si sa perchè
Insomma, è giusto un approccio da Sliding door alla vita; ma attenti a non esagerare, regà!
Mi ritrovo - come molti, credo - nel tuo senso di rabbia e sdegno per questa ecatombe ingiustificata; ma mi trovo d'accordo anche col punto 2 di gigi...
-scusate se mi inserisco in questo post, ho visto le vostre foto. siete adorabili...volevo dirvelo-
avresti potuto evitare la morte di quelle 10.000 persone, ma anche essere la causa della morte di altrettante... credo che nella vita ci siano azioni ragionevoli, obbligate e alcune addirittura sentite, ma si può ragionare solo su quelle compiute, non si può sapere cosa avrebbe potuto causare un comportamento diverso.
Il futuro è stabilito dal presente, noi possiamo essere responsabili (totalmente o in parte) di quello che entra in contatto con noi, l'unica cosa che possiamo fare è scegliere cosa fare qui e ora.
Siceramente mi sembra che di scelte in questo momento non se ne stiano facendo, noto solo molta confusione e molti interessi in ballo.
Lolò io non mi porrei i quesiti che ti sei posto!
Se tu avessi avuto la fortuna/sfortuna/audacia/ di farlo sei sicuro che avresti scritto questo post?
Io non voglio passare per eroe se ammazzo qualcuno: desidero essere ricordato per aver salvato una vita, per aver aiutato un povero anziano che non è autosufficiente, insomma voglio essere un semplice uomo che odia tutti coloro che credono di essere figli di dio(berlusca ed altri) o di allah (gheddafi e company): e questo ci porta a riflettere sul vero significato di quanto è pericoloso il radicamente religioso di qualsiasi fede.
@Manu: non è pericoloso avere una fede, è pericoloso non far funzionare il cervello. Il fanatismo e il fondamentalismo religioso sono dannosi e pericolosi non la fede di per se.
@Lolò: non puoi farti certi pensieri. Si la mente spesso corre ma non puoi mica ritenerti responsabile della morte di migliaia di persone perchè non lo hai fermato sotto casa tua. Le vite di tutti noi si intrecciano in maniera casuale (o forse c'è un progetto dietro boh!) ad ogni modo le scelte che compiamo modificano gli intrecci successivi. Ma il filone principale rimane il nostro. Il genocidio libico non è causa tua perchè il filo di Gheddafi si è intrecciato con il tuo in un anonimo pomeriggio romano. Se tu imbracciassi un fucile e partissi per la Libia, ecco li sarebbe diverso.
A me piace come la pensa Bert
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