..... a volte non esiste nemmeno.
Con questo non dico che non dobbiamo lamentarci eh... x l'amore del cielo, sabato 13 giugno TUTTI A MANIFESTARE IN PIAZZA!!!!!!!!!!!!

Come al solito vi invito a partecipare con tutta la vostra titubanza e scetticismo... perchè sono sicuro che vi ricrederete una volta visto il clima che si respira.
Dimenticate ciò che vedente in tv, e tenetevi salda la possibilità e il vostro diritto di manifestare e urlare al mondo che siete fieri di ciò che siete.
C'è chi ci rimette la vita o viene arrestato per questo.
Ale!
9 commenti:
:(
Nonostante sia una bella manifestazione, piena di allegria e tanta gente, sono sempre convinto che non è questo il modo di affermare e rivendicare i diritti degli omosessuali. Nello scenario comune il Gaypride è una carnevalata, una sfilata di froci e basta. Non sono contro il Gaypride, però vorrei che ci fossero manifestazioni parallele più sobrie e meno folcloristiche dove si dibattessero con serietà i temi legati al mondo omosessuale senza avere al seguito il carro dei palestrati del Muccassassina o essere accompagnati dalle musiche della Carrà.
mi sento in pieno accordo con mirkos.
non sono contro i gay pride pero effettivamente agli occhi di uno spettattore e' solo una gran carnevalata... un tripudio di gente (non tutti ovviamente) che sfila truccata e "mascherata" come la piu famosa delle drak queen o mezza nuda (se non quasi completamente)..
Durante la processione del giovedì santo, vedo sfilare tantissimi bambini vestiti da angioletti e altrettante bambine conciate da piccole Madonne Addolorate, con tunichette nere e viola.
Credo che per alcuni di loro sia una sorta di coda del carnevale.
Propongo di trasformare il Pride in una processione. Consiglierei di assurgere a santi protettori: San Sebastiano per i gay (è sempre così maledettamente sexy con quei pettorali in bella mostra); Santa Teresa (in estasi, ovviamente) per le lesbiche; e per tutti gli altri esseri sessualmente indefinibili potrebbero andar bene dei comunissimi angeli, sulla cui sessualità - com'è noto - è inutile discutere.
E così saremo tutti degni di rispetto. Alleluia.
Permettetemi di dissentire: il gay pride non è una carnevalata come molti credono e come l’informazione in Italia ci vuol far credere. Passano più dati attraverso un filtro adsl che attraverso i nostri canali d'informazione"(cit. necessaria).Anch’io molto tempo fa pensavo che il pride fosse qualcosa di insensato, in quanto ero del parere che non c’era bisogno di mostrare il mio orgoglio gay a nessuno, e perverso. La svolta, c’è stata con internet perché grazie a dei reportage fotografici e non ho scoperto che così non è. Vorrei ricordare a tutti che nell’ultimo pride c’era stata la celebrazione simbolica dei matrimoni gay, ma ovviamente se ne parlò poco o niente affatto concentrando l’attenzione sulla scandalosità dell’evento. Le persone che vediamo partecipare al pride , quelle che vedendole sorridiamo per come sono conciate e per le loro moine , sono persone come noi con gli stessi nostri problemi forse con qualche eccesso di zelo,ma che male fa? Dobbiamo per forza fare una manifestazione come se stessimo accompagnando un morto o dobbiamo manifestare con la violenza con conseguenze che possiamo già immaginarci?Noi manifestiamo ridendo della vita, di questo “scherzo della natura” ,gioendo. Quindi smettiamola di fare i puritani, questo evento serve a far capire che noi ci siamo,e anche in tanti, a far capire che la canzone “luca era gay” è offensiva nei nostri confronti, a dire al papa e ai politici che viviamo in uno stato laico,come da costituzione. Serve così come sono servite le manifestazioni delle femministe, come quelle degli operai,degli studenti.Il diritto di manifestare liberamente c’è e allora usiamolo a nostro vantaggio ,sfruttiamo quel poco di libertà che ci è rimasta. Un ultima cosa, le processioni sono delle tradizione cristiane, il pride ha poco di cristiano e ha solo come tradizione l’annualità dell’evento e il fatto di essere costantemente criticato.La processione del giovedì santo?e quella dei battenti?oppure dei flagellati?
LeMon,
è vero quello che dici. La protesta non può essere "conformata", "normalizzata" e via dicendo... altrimenti che protesta è? L'unico limite è la violenza, credo.
Per il resto, sono ben altre le sedi in cui rivendicare i propri diritti in giacca e cravatta e con un linguaggio "consono": le istituzioni, dal Parlamento in giù.
Quanto poi alla sensibilizzazione verso i temi dell'omosessualità esistono già associazioni "per bene" come l'Agedo.
Il Pride fa tutto questo ma in una forma diversa, di protesta appunto. E se ha da essere una carnevalata, che sia una carnevalata!
(forse il paragone è improprio, ma è come dire che un medico, visto il ruolo che svolge nella società, merita più rispetto di un artista di strada)
Il riferimento alle processioni l'ho fatto dal un punto di vista dell'immagine: non capisco come possa disturbare la visione di un Pride in un Paese dove in nome delle tradizioni religiose se ne vedono di tutti i colori da "vietato ai minori".
peccato non esserci...sono ad un fottutissimo matrimonio...che sfiga...sarebbe stato il mio primo pride...alla mia veneranda età. cmq sarò a roma dopo il 15...la fate sta benedetta cena al quadrato??
william
Ho premesso che non sono contro il gaypride, ma non è il modo di rivendicare diritti e riconoscimenti. Non nascondiamoci dietro un dito dicendo che l'abito non fa il monaco perché altrimenti saremmo solo degli ipocriti. All'esame di laurea non ci si va in pantaloncini e scarpe ginniche così come ad un colloquio di lavoro non ci si presenta con i capelli tinti di blu ed infradito ai piedi.
E' un modo per dire che esistiamo nelle varie sfaccettature? Ok, sono d'accordo, però non lamentiamoci se poi sui TG passa l'idea del "frocio" con il boa di struzoz, le drag queen mezze nude o il palestrato solo muscoli e niente cervello.
Per rivendicare diritti non bisogna andare per forza in giacca e cravatta, ma nemmeno ostentare gli eccessi. Non credo che le donne si siano viste riconosciute tanti diritti sfilando in perizoma, con tacchi a spillo da 12, borsette griffate e truccate da prostitute di basso borgo.
Da spettatore sono stato al gaypdride di Bologna e Roma degli anni passati, sono state manifestazioni piacevoli, belle, divertenti, ma per lo scenario comune, ripeto, è solo folclore e musica, non passa alcun messaggio sui media se non la carnevalata.
Sì, concordo. Penso che però la soluzione dovrebbe essere quella di 2 manifestazioni separate, una più sobria e una meno.
O forse 2 parti separate alla medesima manifestazione. Ma così si creerebbe una "distinzione" che non giova a nessuno (i discriminati che discriminano). Forse dovrebbero essere integrati, persone normali e non. Ma in effeti è già così. Perchè al pride si trova di tutto. Basta vedere le foto che abbiamo fatto allo scorso pride per riconoscere famiglie intere, bambini in carrozzina e ragazzi assolutamente normali.
Il problema è cosa vuoi comunicare di una manifestazione. E allora il problema non è la manifestazione, ma chi la descrive e la porta al pubblico. Vogliamo fare un esperimento per il prossimo pride? Facciamo 2 servizi sulla stessa manifestazione? :)
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