martedì 16 giugno 2009

Basta.

Dopo un mortacci tua, parolacce, uno strappo, il sollevamento de na vacca de ottanta chili solo perché a lei andava di fare la recitina, il declassamento da fisioterapista ad ausiliario, le quotidiane incazzature, i continui urli isterici dei vari pazzi pazienti, ho deciso definitivamente che a fine luglio mollo. Fanculo. Non è il mio lavoro, non mi da nulla professionalmente se non nervosismo. Non mi stimola perché non riabilito i pazienti non migliorano perché sono prossimi al grande passo. Non gli serve un fisioterapista ma un badante. Io me ne lavo le mani, voglio solo fare il mio lavoro. Ale!

9 commenti:

SkraM ha detto...

Come in tutti i lavori bisogna portare pazzienza...

sai quante volte avrei voluto fanculizzare tutti e andarmene e fare cio che volevo?

Il mio consisglio e' di avere pazzienza e nervi saldi; cercati giustamente un altro lavoro che ti possa far sentire realizzato ma visto la crisi lavorativa che c'e oggi giorno continua cmq a lavorare dove stai nel frattempo.

Dreamer ha detto...

Ale sai bene quanto ti capisco per questa cosa!!!

In più abiti in una metropoli... Credo che sbattendosi un po' i posti non manchino!!! Coraggio!!!
come ti ho già detto... se ci facciamo mettere i piedi in testa già alla nostra età... arriviamo ai 30 esauriti e spenti :)

Io cambiando posto ci ho solo guadagnato in salute mentale e fisica... finché non abbiamo mutui da pagare non roviniamoci la salute per il lavoro!!!
xoxo

Anonimo ha detto...

TI CAPISCO.................
Purtroppo sto notando la difficoltà che incontrate!!!
Ma poveri cristi di vecchietti non hanno causa di come son ridotti:(

Anonimo ha detto...

Poi ci lamentiamo che per noi giovani non ci sono soldi/lavoro/futuro. Ma adattati, hai appena iniziato.
Studio medicina,durante i tirocini obbligatori ho visto gli specializzandi nel reparto di medicina interna, sottoposti a turni estenuanti, con pazienti più morti che vivi, pagati una miseria, privi di ogni garanzia e sebbene laureati da 2-3-4 anni ancora con l'entusiasmo del primo giorno.
Ringrazia il cielo di avere un lavoro.
Arriverà un momento migliore, di sicuro. Ma proprio ora che sei giovane, pieno di energia ed entusiasmo devi adattarti.
Chiara

Alessandro! ha detto...

Mi adatto a cosa a fare un lavoro che non è il mio?!

I colleghi che tu mi citi, sebbene la tipologia di paziente sia particolare, fanno COMUNQUE il loro lavoro, visitano, prescrivono, bla bla... io NN FACCIO PER NIENTE IL MIO LAVORO.

La vedo difficile adattarsi a qualcosa che non ha nulla a che fare con la tua laurea.

Io voglio fare il terapista, e ovviamente prima di lasciare sarò saggiamente cauto nell'assicurarmi un'alternativa... non sono un mocciosetto viziato.. so quello che faccio e so quello che voglio.

Alessandro! ha detto...

Io non mi lamento dei soldi-futuro... io faccio ben due lavori... perdonami se non approvo in pieno il tuo commento, ma non è pertinente con il mio caso.
Ale!

MicheleC ha detto...

Beh, si, qua stai facendo roba che non ti compete per nulla...ma purtroppo funziona sempre a scarica-barile in queste cliniche. Purtroppo è così anche nei reparti più blasonati come il mio. Io adesso faccio una volta a settimana da tecnico radiologo (l'ospedale pare troppo povero per pagarselo), ed ogni giorno faccio mansioni che spetterebbero alle infermiere (l'ospedale pare troppo povero per garantire il numero legale di infermiere al reparto).
Però ho un contratto di 4 anni e nessuna valida alternativa... E qui sto imparando a fare quello che mi piace (quando non faccio lo schiavo).
Morale: ti capisco benissimo. Se trovi alternative, coglile subito.

Rio Pacheco ha detto...

Approvo in pieno, non è giusto essere frustrati e incazzati già a vent'anni. Ti ritroveresti a 50 anni morto dentro. Meglio prevenire. Meglio un "un salto nel vuoto", che come hai già detto, salto nel vuoto non è... Sostegno per Ale xxx

Anonimo ha detto...

L'altra volta ti ho attaccato, INGIUSTAMENTE, perchè avevi usato il termine "rottame" per definire i pazienti anziani di questo centro. Mi avevi detto che era un modo per sdrammatizzare e a quel punto ho fatto un passo indietro, capendo di averti giudicato troppo presto.
Ora però, caro Alessandro, io dell'ironia per sdrammatizzare non ne vedo manco mezzo grammo; le parole che usi nei confronti di questi anziani sono offese belle e buone e mostrano un disprezzo e un accanimento ingiustificati nei confronti di persone malate!
Hai perfettamente ragione a dire che il tuo non è il mestiere del badante o dell'ausiliario e hai tutti i motivi per incazzarti, ma potresti scrivere "quegli stronzi imbecilli figli di puttana che mi hanno dato il lavoro mi fanno fare l'ausiliare", il quel caso potrei anche capire l'uso di parole dure, ma questi poveri anziani che ti hanno fatto? Devono essere insultati perchè sono giunti alla fine della loro vita? Perchè sono malati?
Ti auguro di trovare al più presto un lavoro che ti gratifichi di più. Baci.

Peppe