
Buongiorno gente, oggi vi propongo la lettera inviata ai dottori dei gay.tv, da un ragazzo con una singolare, singolarissima paura....
Salve dottore, sono un ragazzo di vent'anni con una vita perfetta, una famiglia meravigliosa e soprattutto una ragazza che mi ama e che amo pazzamente. Un'altra premessa che penso di dover fare è che quest'ultimo anno è stato orribile a causa di lutti in famiglia e problemi all'università.
Il mio problema è che circa due mesi fa ho avuto una crisi che si è manifestata così: sapevo che la mia ragazza sarebbe dovuta partire per uno stage di tre mesi a maggio, poi seppi che in realtà sarebbe durato un anno. Dopo averlo saputo ho sentito una stretta allo stomaco, che col passare dei giorni si è fatta sempre più forte, Fin quando una mattina, non riuscendo a studiare a causa di voci che sentivo nella mia mente, che tra le cose mi dicevano di lasciare la mia ragazza, sono scoppiato in lacrime (non piangevo da tre anni).
Ho capito che non avrei risolto nulla lasciandoci (anche se per qualche giorno abbiamo fatto una pausa e lei mi ha capito, è una ragazza stupenda che mi ha sempre sostenuto) e che la mia crisi interiore sarebbe rimasta, poiché non riuscivo a capire quale fosse il problema che mi attanagliava.
Nel frattempo ho cercato di farmi autoanalisi, arrivando alla conclusione che quella stretta allo stomaco altro non era che la paura di rimanere solo, e che la voce che sentivo era la risposta (illogica) per quella paura, cioè mi impongo di lasciarla così soffro meno.
Comunque i miei problemi non sono finiti lì: infatti dai giorni successivi fino ad oggi, ho avuto un susseguirsi di problemi che ho man mano cercato di risolvere, fino all'ultimo che mi sta ancora occupando la mente. Per chiarezza gliene indico alcuni, che ho scritto per analizzarli man mano che si presentavano: paura di rimanere solo, paura di non sentirmi all'altezza, le voci (per un po' pensai di essere schizofrenico), il voler farla finita, paura che la mia crisi non avesse fine, il cercare difetti nella mia ragazza (così da spostare la colpa della mia crisi su di lei, codardo vero?), paura di perdere la mia identità, e infine la paura di diventare gay.
Ho capito che tutti questi problemi provengono da una mia enorme insicurezza che mi ha portato alla pigrizia nello studio e alla paura di affrontare qualcosa di più serio in una storia d'amore. In realtà però, da circa tre settimane, mi sta distruggendo la paura di essere gay: dopo aver visto una scena di un telefilm in cui un attore grande, grosso ed estremamente mascolino dice di essere gay, mi è entrato in mente questo tarlo maledetto e non riesco a mandarlo via.
In realtà quattro giorni fa ho trovato la risposta a tutto. Da un paio di giorni prima, infatti, sentivo molto meno questi problemi, ero più calmo e riuscivo a inquadrare meglio il mio stato. Poi ho avuto come un'illuminazione: ho capito che ero felice, di essere veramente eterosessuale e di amare veramente la mia ragazza. Ero così felice che, trasportato da questa bellissima sensazione, ho dimenticato i problemi. Ma negli ultimi tre giorni mi sono innervosito e i problemi sono triplicati di potenza.
So di non essere gay e che non lo sarò mai, ma a volte la mia paura di esserlo è più forte della mia consapevolezza.
Come devo fare a scacciare queste paure e soprattutto l'ultima? Negli ultimi tempi devo dire di essermi comportato male anche con i miei, dando loro la colpa della mia crisi: in realtà so che se loro sono connessi a questa, lo sono in minima parte, però mi sono trovato di colpo senza valori né fondamenta, dunque prima in un enorme spazio vuoto, poi col passare del tempo ho capito che questo spazio vuoto viene colmato con i nostri valori, le persone che amiamo e i comportamenti in cui crediamo.
Ho capito che siamo ciò che decidiamo di essere, ma questa decisione mi fa paura. Ho paura di sbagliare, di diventare gay. In più ora non riesco a sconfiggere i miei problemi perché sento che se me li metto alle spalle, tutto il lavoro fatto dentro di me sarà stato inutile, perché se riesco a sconfiggerli io poi non sarò più naturale con me stesso e con gli altri.
Grazie, aspetto risposte.
L.
Represso con serie difficoltà nell'accettarsi?
Ale!
8 commenti:
Che ansia questo qui... take it easy!
Gli manca solo la sensazione di essere spiato, poi ce l'ha tutte! Non è gay, è solo un collezionista di problemi. L'unico serio è che vede l'omosessualità come un problema! Cosa non si dice per avere un pò di attenzione...
si abbastanza schizzato...io francamente non ho capito niente di niente...la schizofrenia in effetti non ha molte spiegazioni...
Mah, credo che l'omosessualità nn c'entri davvero nulla in questo caso...in compenso ha seri problemi di ansia e depressione
Non è omosessuale... Semplicemente l'allontanarsi della sua ragazza l'ha reso insicuro e sta cercando un causa a questa sua insicurezza, tra cui l'omosessualità.
Sono io l'anonimo qui sopra, ho solo dimenticato di mettere il nome.
Ma certo che è gay. Altrimenti non si farebbe tutte quelle domande e, soprattutto, non darebbe loro tutta quella importanza.
Sapete di un etero che a un certo punto si è disperato nell'angoscia di scoprirsi gay? Non credo.
Ama la sua ragazza, e allora?
Gli omosessuali, fondamentalmente, si dividono in due grandi categorie: i repressi e quelli che erano repressi.
Secondo me non è gay. A 20 anni dovresti aver capito se per strada guardi più ragazzi o ragazze no?
E' solo uno che credeva di aver una vita perfetta e che di colpo ha capito di non averla. Un insicuro inside, pieno di ansie. Poveretto me fa pena...cmq gay di non mi pare, che stia tranquillo se questo lo tranquillizza :D
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