venerdì 6 giugno 2008

Ragazzo triste



Stamani sono stato a tirocinio.
In questo periodo sono all'INAIL, centro protesi e amputati.
Ok il nome fà paura se non si è del settore, ma è un centro assolutamente tranquillo dove la gente che ci accede ha generalmente già accettato l'idea della perdita.
Per essere sincere, è piu il tempo in cui si scherza piuttosto quello in cui si lavora.
Mi piace il posto, il terapista è veramente d'aiuto a quelle persone.
Dopo avergli sostituito l'ennesima valvola e dopo aver mal regolato per la terza volta l'altezza della protesi, accompagno il proprietario dai tecnici responsabili del disastro, visto che non poteva fare fisioterapia senza di essa. Andiamo giù e aspettiamo il tecnico nella sala d'aspetto dell'officina, fatta da diversi box in cui ci sono varie persone che vengono a fare le prove, e a dare le misure corporee ai tecnici. Mentre paziento incrocio lo sguardo di un ragazzo credo della mia età. Aveva un viso tristissimo che cattura la mia attenzione. Era in piedi, braccia conserte, appoggiato all'esterno della porta di uno di questi box. Dentro c'era un signore, il padre presumo. Per tutto il tempo ho creduto che il padre avesse una protesi e fosse questo il motivo di quel volto. Mentre continuavo ad attendere con il mio paziente, il ragazzo mi guarda triste e se ne va dentro dal padre. Nel silenzio della sala avverto queste parole: " se non faciv'o deficient ora ci ni stavamm a ccaaaasa". Il padre esce e inizio a sentire singhiozzi, e delle continue inspirazioni.
Il tecnico ci chiama, accompagnando il paz. , passo davanti al box e vedo il ragazzo col cappello chinato sugli occhi e la mano che copriva il resto del volto. Continuava a piangere. L'occhio mi cade velocemente sul piede sinistro, era una protesi e non l'avevo notata. Ipotizzo un incidente di motorino a cui è seguita un'amputazione transtibiale.
Quell'immagine mi è rimasta addosso tutto il giorno.
Mi ha messo una tristezza addosso che non immaginate. Ma non la patologia, ma quello sguardo, quei singhiozzi dopo quelle parole orribili da sentire da un padre; lui che soffriva e il padre invece di consolarlo faceva il burino spazientito per il corridoio.

Auguro un futuro migliore a quel ragazzo.

Xandro

7 commenti:

david santos ha detto...

Ciao Alessandro, come và? Spero tutto bene per te. Buon lavoro. Un abbraccio e un buon fine settimana.

Blog su blogger di Tescaro ha detto...

Interessante il vostro blog, passerò ancora a leggere i post
buona giornata da Tiziano

Mario ha detto...

molte volte la gente nn riesce a capire il vero senso della vita; un dono meraviglioso di cui noi dobbiamo avere la massima cura.Invece la maggior parte di noi ragazzi fa esattamente l'opposto:droga,gare di velocità, alcool,etc.
Solo quando delle sciagure ci toccano da vicino ne capiamo il senso. nn so se quel ragazzo se la sia andata a cercare o meno ma di una cosa sono certo che ha capito che la vita è troppo bella per rovinarsela in quel modo così balordo.
c'è tanto mal costume in giro, molti ragazzi della mia età sembrano essere impazziti, ma xkè tutto questo?

Alessandro! ha detto...

grazie a ttt.
Lemon è vero molta gente non sà quel che ha. Solo quando perdiamo una funzione cosi importante ma banalizzata per il solo fatto che la diamo per scontata, ci rendiamo conto di quanto cacchio può essere importante.
Molte esperienze ci insegnano a vivere. In questi tre anni, posso dire di aver appreso davvero tanto da quest'esperienza sanitaria.

Bravo Lemon hai detto delle cose verissime ;)

Mario ha detto...

io devo dire grazie a mie nonni!loro mi hanno fatto capire cos'è la vita! i loro occhi! nn potete immaginare cosa vuol dire vedere un nonno quasi novantenne in un letto dell'UTC ormai in fin di vita; si era capito che nn c'era più nulla da fare,ossigeno,flebo alle gambe...ma i suoi occhi erano quelli di un uomo che diceva "la vita è troppo bella, nn voglio andare via!ho ankora molto da dare e da avere!".adirittura chiedeva il vino anzichè l'acqua!vedere i suoi occhi e pensare a gente che ha a disposizione una vita così bella e giovane mi fa una rabbia!persone che hanno tumori e pensano che la strada più facile sia il suicidio, ma stiamo scherzando?!? è vero che prima o poi dovremmo morire , la vita nn è altro che un sentiero fatto di gradini alti e bassi che ci porta inesorabilmente a quel capolinea lì,ma almeno superiamoli sti gradini!!e che cavolo

Anonimo ha detto...

Molte volte ragazzi però non sempre uno se le va a cercare. E quando loro trovano te è il problema...che poi ti stai a domandare a vita.. perchè proprio a me? e la mancata risposta genera una tristezza costante e duratura...credetemi...

Alessandro! ha detto...

@ lemon non posso che sottoscrivere quello che hai scritto.

D'altronde è vero anche quello che dice V. Non tutti se la cercano.. a volte capita.. ed è difficile poi accettarlo. Motivo in piu per godere e valorizzare la propria vita.